Archivi del mese: aprile 2013

Gioco d’azzardo patologico

Ho accolto con favore l’impegno di Maroni di studiare dei meccanismi che limitino la diffusione di slot machines in Lombardia poiché vanno nella direzione che noi auspicavamo da tempo. Ricordo che già dal marzo 2012 il Pd aveva posto particolare attenzione al problema presentando una proposta di legge per contrastare il gioco d’azzardo patologico - per altro condivisa con alcuni esponenti del centrodestra - che offriamo come base per avviare l’iter legislativo nelle Commissioni competenti.

Il nostro progetto di legge chiede l’istituzione di un apposito Osservatorio sulla diffusione del fenomeno del gioco d’azzardo e di unità operative specializzate nel trattamento della dipendenza da gioco all’interno dei dipartimenti per le dipendenze delle Asl. Inoltre il Pd propone l’obbligo per i soggetti gestori o concessionari di slot machines di dotare le apparecchiature di un lettore della tessera sanitaria regionale, per impedirne l’uso ai minori.

Viste le dimensioni preoccupanti che ha assunto il problema mi auguro che in Regione si inizi in tempi brevi a discuterne per intervenire anche dal punto di vista legislativo, mettendo in campo appositi strumenti di prevenzione e di cura.

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25 Aprile!

 ”Tutte queste giornate, anche giornate importanti come questa ricorrenza, sono giornate segnate dalla crisi. Credo che venendo in posti come questo, tutti i luoghi in cui è consacrata l’esperienza e la memoria della Resistenza, c’è sempre molto da imparare sul modo di affrontare momenti cruciali:coraggio, fermezza e senso dell’unità che furono decisivi per vincere la battaglia della Resistenza“.Giorgio Napolitano, al Museo Storico della Liberazione, 25 aprile 2013.

 

 

 

 

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Napolitano II

Napolitano mette in sicurezza le istituzioni repubblicane. Ma non il PD. Chi lo pensa si illude. Si apra subito la fase congressuale, si stabiliscano un percorso e regole condivise e si avvii un confronto ampio e partecipato sui diversi progetti in campo. Che sia vero e appassionato. Acceso e senza sconti. Rischiamo di dividerci? Preferisco correre quel rischio piuttosto che continuare ad assistere alla logica degli accordi sottobanco e dei finti unanimismi.

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Alla faccia della macroregione

 

La Lega Nord ha annunciato di aver predisposto tre progetti di legge regionale per limitare l’accesso ai servizi di welfare della Regione ai residenti da almeno 15 anni in Lombardia.

La Lega torna ad imbracciare la sterile ideologia, questa volta in modo indecente, perchécolpisce anche i bambini. La proposta del Carroccio, non del tutto nuova, discrimina la gran parte delle persone che hanno deciso di stabilirsi in Lombardia, pagano le tasse e rispettano le leggi, siano essi cittadini italiani, europei o extracomunitari. Per loro e per i loro figli niente posto in asilo nido e nessun diritto ai contributi per il diritto allo studio. Esclusi anche i concittadini della cosiddetta macroregione tanto cara a Roberto Maroni. Ringraziano Piemontesi e Veneti e ringraziano inoltre i Comuni che avrannoulteriori strumenti in meno per affrontare le richieste dei loro cittadini.

Abbiamo già visto approvare, impugnare e bocciare leggi del genere e siamo certi che se la Lega proseguirà su questa linea discriminatoria l’esito non potrà che essere il medesimo. La Lega lasci perdere la propaganda e si concentri sui problemi concreti, come trovare i soldi per anticipare la cassa integrazione a 100mila lavoratori.

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Lavoro e “grandi elettori”

Oggi terza seduta del Cosiglio Regionale. Si sono istituite otto commissioni permanenti(Programmazione e Bilancio, Affari istituzionali, Sanità e Politiche sociali, Attività produttive e Occupazione, Territorio e Infrastrutture, Ambiente e protezione civile, Cultura e Istruzione, Agricoltura, foreste e parchi) e quattro speciali (riordino delle autonomie, antimafia, carceri e quella sui rapporti tra Regione Lombardia, Confederazione Elvetica e Province autonome).

Subito dopo abbiamo votato i tre “grandi elettori” lombardi che parteciperanno all’elezione del Capo dello Stato. Saranno Maroni, Cattaneo (espressione della maggioranza) e Umberto Ambrosoli (votato dalle minoranze).

Inoltre abbiamo presentato la prima mozione urgente di questa legislatura per chiedere alla Giunta di adoperarsi a fondo con il Governo sulle politiche per il lavoro e la cassa integrazione in deroga. Dopo il confronto in aula abbiamo votato all’unanimità una mozione condivisa. Il nostro testo era certamente più articolato e comprendeva anche la richiesta di politiche attive del lavoro, ma l’importante è che dal Consiglio oggi sia uscito un messaggio chiaro all’Esecutivo.

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