Archivi del mese: ottobre 2012

Province, non colta la vera sfida: una moderna rete di servizi a costi più contenuti

Il riordino delle province lombarde in sette circoscrizioniprevisto dal decreto legge è una decisione calata dall’alto, con un’attenzione esasperata alla ridefinizione dei confini.
Non abbiamo colto la vera sfida: costruire una moderna rete di servizi per i cittadini a costi più contenuti. Il Parlamento ora rimedi a un tale errore. L’attenzione è stata focalizzata eccessivamente sulla ridefinizione di confini territoriali, trascurando il punto centrale ovvero: cosa cambierà per i cittadini, quali servizi saranno assicurati, come e da chi.
La discussione doveva partire dal modello di governance: individuando le città polo di riferimento a cui riassegnare le funzioni tolte alle Province. Crediamo sia necessario mantenere i servizi quanto più vicini alla cittadinanza,favorendo aggregazioni e gestioni associate da parte dei Comuni. La Regione individui subito gli ambiti ottimali affinché i Comuni possano esercitare in maniera associata funzioni e servizi migliorandone la qualità e l’efficienza.

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Epilessia: la Giunta decida!

Domani si terrà l’ultima riunione della Giunta Regionale, prima dello scioglimento del Consiglio. Formigoni trovi il tempo - come chiesto con una nostra mozione 20 giorni fa – di emanare la delibera che stabilisce che sia la Regione a farsi carico dei costi sostenuti dai cittadini lombardi, che da troppi giorni stanno effettuando terapie antiepilettiche pagando la differenza di tasca propria.

L’AIFA aveva infatti emanato qualche settimana fa una comunicazione nella quale si suggeriva che le autorità sanitarie territoriali non ponessero a carico dell’assistito la differenza tra il generico e il farmaco di marca.

In queste settimane sono state tante le segnalazioni che ci sono arrivate da parte di cittadini che per poter proseguire le cure stanno pagando ingenti cifre mensili che hanno difficoltà a sostenere. Dopo il nostro intervento, Regione Lombardia aveva promesso di intervenire. Fino ad oggi però nessun segnale. Formigoni mantenga l’impegno, i malati e le loro famiglie non possono pagare la paralisi politica della maggioranza.

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Capolinea Formigoni

Questa mattina in aula abbiamo assistito probabilmente all’ultimo teatrino di Formigoni. Livido in volto, mentendo sapendo di mentire, ha provato a dettare i tempi della crisi della maggioranza, nascondendone i veri motivi.

Circodanto dalla sua ex Giunta, muta, ha ammesso che ”questa legislatura è da ritenersi conclusa” rimbalzandosi con la Lega Nord le responsabilità e le tempistiche della crisi.

Nessuno si può più permettere di giocare con le istituzioni lombarde, già messe a dura prova. Formigoni abbia un sussulto di dignità, si dimetta oggi e restituisca ai cittadini la parola. Il prima possibile.

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Marcia indietro della Regione

Marcia indietro della Regione Lombardia sui farmaci contro l’epilessia, i cui costi da metà settembre sono a carico dei pazienti: grazie anche all’azione del gruppo del Partito Democratico, ieri abbiamo presentato una mozione urgente sul caso, entro la prossima settimana sarà concluso un accordo per avviare la distribuzione dei farmaci negli ospedali e nelle farmacie territoriali.

 

Accogliamo con soddisfazione questa notizia.  Il nostro impegno non mancherà mai per evitare che sulle fasce più deboli e sulle famiglie in difficoltà si abbattano i costi della sanità lombarda.

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Farmaci antiepilettici

Le specialità medicinali a base di Levetiracetam(Keppra) e Topiramato(Topamax) sono largamente utilizzati nella terapia antiepilettica cronica e nella prevenzioni di crisi epilettiche a seguito di gravi traumi encefalici. Recentemente i brevetti di questi due farmaci sono scaduti con conseguente inserimento degli stessi nelle “liste di trasparenza”, il che ha comportato per l’assistito la sostituzione con il farmaco generico equivalente, oppure il pagamento della differenza tra il generico e il farmaco “brand” che in questo caso specifico può arrivare fino a 96 euro a confezione a carico dell’assistito.

La Commissione Tecnico Scientifica dell’Agenzia Italiana del Farmaco, proprio in virtù della sensibilità delle patologie trattate con questi principi attivi, ha emanato il 17 settembre 2012 una comunicazione affinchè le autorità sanitarie territoriali non pongano a  carico dell’assistito la differenza tra il prezzo più basso ed il prezzo del farmaco previsto.

Regione Lombardia ha invece smentito questa posizione in quanto “non sorretta da una disposizione di legge”.  Quindi per i farmaci Topiramato e Levetiracetam, in Lombardia la differenza di prezzo è posta a carico dell’assistito anche nel caso in cui il medico apponga la dichiarazione di non sostituibilità.

Alla luce delle numerose segnalazioni di cittadini lombardi che per poter proseguire con le terapie antiepilettiche devono pagare di tasca propria ingenti cifre che possono arrivare a centinaia di euro mensili, abbiamo presentato una mozione urgente per impegnare la Giunta Regionale a farsi carico da subito dei costi sostenuti dai cittadini lombardi che necessitano di terapie con i farmaci Keppra e Topamax, recependo  le indicazioni contenute nella comunicazione di AIFA del 17 settembre 2012.

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Così non va

Il Consiglio delle autonomie locali, chiamato a formulare una proposta di riassetto delle Province lombarde in accordo con i criteri della spending review del governo Monti, ha oggi deciso per l’introduzione di tre deroghe, per le province di Mantova, Monza e Sondrio. Le uniche aggregazioni sarebbero dunque quelle diVarese, Como e Lecco e di Cremona e Lodi.

Così non va, e stupisce la mancanza di risultati degli amministratori della provincia di Varese (i leghisti Galli e Fontana su tutti). Questo quadro è irricevibile. È evidente che la spending review lanciava una sfida per il riassetto dell’amministrazione locale, ponendo la questione della nuova Provincia policentrica, a cui era necessario rispondere con coraggio e volontà di innovazione. Così non è stato e l’introduzione di deroghe per ben tre province di fatto sconfessa la linea proposta dal Governo, mettendo in dubbio anche la possibilità di effettuare quella riforma degli enti territoriali che attendiamo da anni e che potrebbe incrementarne l’efficienza e l’efficacia.

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Le “nuove” Province

Si chiude domani, con la riunione del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL), il percorso istruttorio per il riordino delle province lombarde.

Rispetto agli incontri precedenti non sono emerse novità. Si va verso un ridimensionamento nel numero; salve Milano, Pavia, Bergamo, Brescia, Sondrio (con deroga) e Mantova (con deroga).Accorpate invece Lodi con Cremona e Varese con Monza, Como e Lecco.

Questa è la proposta che probabilmente domani verrà formalizzata e che dovrà essere approvata dal Consiglio Regionale prima del definitivo via libera del Governo.

Non ho mai nascosto la preferenza mia e del Pd per la riforma come originalmente prevista dal decreto “salva Italia” (la quale prevedeva la trasformazione di tutte le Province in enti di secondo livello guidate dai sindaci che avrebbero eletto un piccolo organismo direttivo e il presidente) ma ritengo decisivo raccogliere la sfida del cambiamento che porti ad una modifica dell’attuale stato di fatto.

Bisogna cioè evitare di focalizzare eccessivamente l’attenzione sulla semplice ridefinizione di confini territoriali (e cadere nella trappola della difesa di interessi particolari e di posizione) tralasciando ciò che in realtà alla politica deve interessare e di cui deve occuparsi: cosa cambierà per i cittadini e quali servizi saranno assicurati, come e da chi. Sarà quindi prioritario occuparsi di tutte quelle funzioni (103) che vengono tolte alle Province e verrebbero, in prima istanza, riattribuite a Regione Lombardia: ciò che noi crediamo necessario è mantenere tali funzioni quanto più vicine alla cittadinanza, favorendo dunque aggregazioni e unioni di Comuni tali da creare ambiti ottimali sufficientemente ampi da poter gestire nel migliore dei modi i relativi servizi, efficientemente ed economicamente.

Come Partito Democratico lombardo vogliamo sostenere queste istanze di riforma e cambiamento in seno al Consiglio Regionale e presso la Giunta,  sollecitandone una presa di posizione e l’azione normativa di propria competenza in materia per accompagnare questo percorso, non dimenticando mai l’obiettivo finale: reale miglioramento della governanceaffiancato ad un concreto risparmio di risorse.

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