Archivi del mese: settembre 2012

Cantello: si allo stralcio

La seduta di questa mattina della Commissione ambiente è statainteramente dedicata alla ex cava Coppa di Cantello.Prima con le audizioni di Italinerti, dei consulenti dei comuni di Cantello e Varese, della Provincia di Varese e soprattutto di ARPA, poi con il voto sullo stralcio del sito dal piano cave provinciale.

Come avevo già scritto sul blog, ARPA ha presentato una relazione tecnica autocautelativa, che sostanzialmente rimanda ad ulteriori verifiche.
Come Partito Democratico non abbiamo cambiato idea rispetto alla votazione di marzo e abbiamo votato a favore dello stralcio, come noi hanno votato la Lega e agli altri gruppi di opposizione. I Consiglieri del PDL hanno invece abbandonato l’aula al momento del voto.Il principio di precauzione su Cantello non riguarda solo la situazione attuale, ma bisogna pensare anche al futuro. C’è poi una questione di democrazia: quando c’è una volontà politica locale molto forte e indipendente dalle appartenenze, è giusto che venga ascoltata. La politica non può fare un passo indietro, ma deve prendersi delle responsabilità.

Ora la palla passa al Consiglio Regionale che dovrà assumere la decisione definitiva. La “melina” della maggioranza su un argomento così delicato per il futuro delle nostre comunità deve terminare.
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Alziamo la guardia

La notizia dell’operazione dei Carabinieri del Reparto Operativo di Varese che ieri ha portato a 8 ordinanze di custodia cautelare per traffico internazionale di armi e di stupefacenti, conferma la pericolosa presenza dei clan della ‘ndrangheta nella nostra Provincia. L’indagine avviata dal Nucleo Investigativo nel dicembre 2009 ha permesso di individuare l’esistenza sul nostro territorio di un sodalizio criminale dedito all’importazione, dalla vicina Confederazione elvetica, di ingenti quantitativi di stupefacenti e di armi.

Appare ormai chiaro come la nostra Provincia non sia più una semplice “terra di passaggio” per i traffici illegali con la Svizzera ma stia diventando sempre più una sede operativa dei clan.
Come Partito Democratico da tempo ci battiamo affinchè, anche alle nostre latitudini, non venga mai abbassata l’asticella della lotta alla criminalità organizzata e la cultura della legalità rimanga un fondamentale del patto sociale delle nostre comunità.
Ignorare la nuova “triste” frontiera del nostro territorio è il più grande regalo che possiamo fare alla mafia. Anche di questi temi dovrà essere fattoil contributo che Varese darà al Pd per le sfide di governo della Lombardia e del Paese.
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La cava, Arpa e le scelte

Arpa ha inviato al Consiglio Regionale i risultati delle verifiche tecniche effettuate a luglio sulla ex Cava Coppa di Cantello.

Nelle sue conclusioni, relativamente agli aspetti idrici, Arpa giudica la direzione del flusso non pregiudizievole all’intervento di “recupero morfologico”, anche seritiene necessaria una ulteriore fase di studio della durata di 12 mesi (un anno idrogeologico).
Anche per quanto riguarda la presenza di arsenico, i livelli riscontrati nelle analisi condotte da Arpa sono al di sotto dei limiti normativi; ma è la stessa Arpa a raccomandare analisi più accurate “con mezzi diversi e più complessi” (da relazione Arpa).
A mio avviso si tratta di una conclusione autocautelativa. Il mio orientamento personale rimane invariato. Sono per lo stralcio. Innanzitutto per il principio di precauzione: per salvaguardare un’area che è ed è destinata ad essere – anche con l’escavazione di nuovi pozzi – il principale bacino idrico di approvvigionamento dell’area varesina; inoltre, per rispettare la chiara volontà espressa dalle comunità locali senza distitnzione di carattere politico.
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Back to Gargonza

La legge elettorale con la quale andremo a votare alle prossime elezioni non sarà neutrale nel definire i nuovi assetti politici e, di conseguenza, influenzerà il futuro del centrosinistra e soprattutto del Partito Democratico.

Mercoledì si riunirà al Senato il Comitato ristretto sulla riforma della legge elettorale. Le ipotesi di lavoro convergono su un modello simile a quello per le elezioni provinciali, il “provincellum” (chissà perchè i sistemi elettorali devono avere nomi così brutti). L’impianto proporzionale della nuova legge verrebbe corretto da un premio di maggioranza attribuito solo al primo partito.

Un sistema elettorale simile da un lato non costringe a coalizioni eccessivamente eterogenee (vedi Unione) dall’altro spinge però i partiti a radicalizzare le proprie identità. Sono parecchi i dirigenti del Pd che pensano che, una volta incassato il premio, si possa poi negoziare un accordo con il centro.

In questo scenario il Partito Democratico rischia di spostare la famosa “barra” a sinistra, stringendosi sempre più a Vendola (qualcuno parla già di lista unitaria). Un percorso legittimo – peraltro lo stesso progetto è perseguito in maniera speculare a destra, con l’accordo tra Berlusconi  e Storace -  che tuttavia non mi sento di condividere. Non solo aprirebbe praterie alle formazioni politiche che ambiscono a rappresentare l’area centrale dello schieramento (formazioni che, prima nel “Mattarellum” e poi nel “Porcellum”, hanno trovato un ostacolo a perseguire progetti politici autonomi); ma soprattutto andrebbe a tradire le motivazioni con cui molti di noi hanno dato vita al Partito Democratico.

Sarebbe il ritorno alle tesi dalemiane del 1997 (15 anni fa!), esplicitate nel famoso discorso di Gargonza. L’idea cioè di una alleanza strategica fra sinistra riformatrice e centro moderato, in netto contrasto e in discontinuità con gli ideali fondanti del PD, che è nato come soggetto politico capace di fare sintesi fra le diverse culture del centrosinistra con l’ambizione di rappresentare una vasta parte della società italiana non delegando in partenza ad altri la rappresentanza politica dell’area dei moderati. Una vocazione che ritengo irrinunciabile.

Uscito di scena Romano Prodi, simbolo dell’ulivismo e del superamento del centro-sinistra con il trattino, la tentazione di portare il Pd su vecchi lidi sembra forte. Una parte importante dei giovani dirigenti vicini a Bersani (Orfini, Fassina etc.) sembra orientata a tornare a Gargonza, a cercare le risposte del futuro dietro le nostre spalle. Personalmente mi batterò perché non si perda lo spirito originario che ha spinto tanti di noi a fondare il Partito Democratico.

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