Archivi del mese: agosto 2012

A Dio Cardinale

«Con i vostri tanti gesti di bontà, di amore, di ascolto, mi avete costruito come persona e quindi, arrivando alla fine della mia vita, sento che a voi devo moltissimo» (Card. Martini). Siamo noi che dobbiamo moltissimo a Martini, guida e punto di riferimento per tanti cattolici impegnati in politica.

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La nuova provincia

Da un punto di vista simbolico e mediatico sembra facile parlare di eliminazione delle province. Quando si inizia a fare sul serio è un po’ piùcomplesso. Le Istituzioni, le amministrazioni periferiche dello Stato, il sistema camerale con le associazioni di categoria, i sindacati e il sistema sanitario sono organizzati da tempo su scala provinciale. Con personale, strutture, sedi. E con la conseguente ricaduta economica sul territorio.

Abbiamo accettato la sfida del Governo, anche se – bisogna dirlo – ha posto criteri eccessivamente restrittivi.

Ecco perchè bisogna procedere con buon senso, ascoltando sia gli amministratori locali che gli attori economici e sociali delle diverse province.
Iniziamo domenica 2 settembre, a Varese alle ore 21.00 presso la Festa democratica della Schiranna con il dibattito “Verso una nuova provincia”nel quale mi confronterò con Attilio Fontana (Sindaco di Varese), Mario Lucini(Sindaco di Como) e Roberto Scanagatti (Sindaco di Monza).
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Chiarezza su Nerviano

Sulla vicenda dell’acquisizione del centro di ricerche di Nervianooccorre fare chiarezzadopo le notizie che vedono la procura di Romaindagare per presunta truffa ai danni della Regione Lombardia.

Come PD avevamo già avanzato forti dubbi, raccolti in un articolo del nostro blog d’inchiesta dal nome evocativo: eccellente! Dove vanno a finire i soldi dei lombardi (www.blogdem.it/eccellente). I dubbi riguardavano principalmente i debiti del centro di Nerviano e il ruolo di Alberto Sciumè, persona molto vicina a Roberto Formigoni che nella vicenda del passaggio di proprietà dalla Congregazione dei Figli dell’Immacolata alla Regione Lombardia ha avuto un ruolo centrale. Sciumè era infatti advisor e legale di fiducia dei precedenti proprietari ed è oggi presidente della Fondazione regionale per la ricerca biomedica, presidente della Nerviano Medical Sciences s.r.l. e di una sua partecipata, la Nerviano Medical Sciences 2009 s.r.l.. Ed è inoltre presidente del collegio dei revisori in Finlombarda gestioni, partecipata al 75% da Finlombarda S.p.a., il braccio finanziario della Regione Lombardia, attraverso il quale arrivano a Nerviano fondi per milioni di euro.

Nel blog ci chiedevamo chi avrebbe pagato i 180 milioni di debiti di Nerviano e avevamo visto giusto. Purtroppo ci troviamo di fronte ad una comportamento della Regione almeno incauto, se è vero come sostiene l’amministratore delegato Baielli che il patrimonio serviva per coprire l’esposizione bancaria. È un’operazione, quella dell’acquisto di Nerviano, su cui Formigoni non poteva non aver visto in profondità le carte – almeno ce lo auguriamo - e dunque avrebbe dovuto conoscere nel dettaglio i bilanci. Tanto Formigoni quanto Sciumè. Perchè il presidente della Regione ha dichiarato dunque che questa operazione sarebbe stata a costo zero per i Lombardi? Siamo pronti a presentare una nuova interrogazione al fine di capire che tipo di controlli contabili e amministrativi furono condotti per finalizzare l’acquisizione, visto che non si potè subito accertare la sparizione del fondo di accantonamento. Fare chiarezza è il modo migliore per dare prospettive certe a un centro di eccellenza, in questo caso vera, e ai suoi lavoratori, fortemente preoccupati per il loro futuro.

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Nomine in sanità, dispiace perdere Bergamaschi a Varese

Molto equilibrismo politico e ben poca valutazione delle professionalità.
Il giro di valzer di nomine nella sanità lombarda annunciate oggi da Formigoni non ha niente a che fare con la valutazione effettiva dei risultati e delle professionalità in campo. Probabilmente risponde piuttosto alle nuove logiche di equilibrio politicointerne alla maggioranza.
A Varese, dispiace perdere un direttore generale come Walter Bergamaschi che, oltre che dal punto di vista umano, dal punto di vista professionale si è sempre dimostrato un interlocutore attento e sempre disponibile al confronto.
E’ necessario rivedere complessivamente il sistema sia delle nomine che delle verifiche dei risultati. Ma per farlo è necessario un cambio di marcia politico.

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