L’articolo di Gian Antonio Stella, pubblicato ieri sul Corriere accompagnato dai dati della Consulta nazionale antiusura, ha bene illustrato lapreoccupante dimensione del fenomeno gioco d’azzardo nel nostro paese.
Quello che viene tratteggiato è un profilo tutt’altro che rassicurante: nel 2011 in Italia si sono spesi 80 miliardi di euro nei vari giochi, un dato impressionate. Vuol dire che ogni italiano spende in media all’anno per l’azzardo 1.260 € (neonati compresi) e che oltre il 10% dei consumi totali delle famiglie evapora in slot machine, video poker, gratta vinci e lotterie varie.
Usura, dipendenze, estorsioni, famiglie distrutte e sopraffatte dai debiti, sono solo le ultime conseguenze di questa incontrollata e perniciosa diffusione del gioco d’azzardo. Dal dossier “Azzardopoli” dell’associazione Libera emerge come ben 41 (!!) clan mafiosi sono “attivi” nel settore, specializzati nel business del controllo e della contraffazione delle slot machine, il comparto dei giochi con la maggiore redditività. Senza dimenticare che lo Stato beffardamente introita solo il 12% degli incassi, lasciando miliardi di euro di utili alle discusse e poco limpide concessionarie che gestiscono i giochi d’azzardo (su questo argomento raccomando sempre la puntata di Report dello scorso maggio).
La Lombardia non è certamente un’isola felice. Sempre secondo i dati della Consulta nazionale antiusura ogni cittadino della Provincia di Varese (neonati compresi) nel 2010 ha speso in media per i giochi 1.161 €. Nella provincia di Como la stima sale a 1.504 € e a Pavia si arriva addirittura a 2.125 €. Se si considera che nel 2010 la spesa complessiva nazionale per i giochi fu di ">su questo argomento raccomando sempre la puntata di Report dello scorso maggio).
La Lombardia non è certamente un’isola felice. Sempre secondo i dati della Consulta nazionale antiusura ogni cittadino della Provincia di Varese (neonati compresi) nel 2010 ha speso in media per i giochi 1.161 €. Nella provincia di Como la stima sale a 1.504 € e a Pavia si arriva addirittura a 2.125 €. Se si considera che nel 2010 la spesa complessiva nazionale per i giochi fu di " />#8220;soli” 60 miliardi questo significa che per il 2011 dobbiamo purtroppo aspettarci cifre ben più consistenti.
Alla luce di ciò non è più possibile rimandare un serio intervento legislativosul settore. Ognuno deve fare la sua parte, a Roma come a Milano. Per questo e per quanto di competenza regionale, il Pd ha già iniziato la fase delle audizioni degli operatori socio-sanitari e del terzo settore per arrivare al più presto alla presentazione di un progetto di legge con l’intenzione di fornire gli strumenti adeguati al sistema socio-sanitario regionale per affrontare questa piaga sociale e per istituire un fondo regionale ad hoc che finanzi la prevenzione per i più giovani e aiuti le vittime dell’usura.




