Archivi del mese: febbraio 2012

Sanità: finta operazione trasparenza

Dal primo marzo i cittadini lombardi che si presenteranno presso una struttura per fare un esamericeveranno un foglio che dettaglia il costo delle prestazioni ricevute. Si tratta però di unatrasparenza solo parziale, non di una vera “operazione di trasparenza” come afferma l’Assessore alla sanità Bresciani.

Il cittadino infatti vedrà soltanto il costo del ticket nazionale, quello del ticket regionale e, solo per quegli esami che superano una certa soglia, la quota eventualmente riconosciuta dalla Regione alla struttura ambulatoriale a completamento di quanto corrisposto dal paziente.

Invece per le prestazioni al di sotto dei 50 € (che sono il 75% dei casi) il cittadino paga una quota di compartecipazione complessiva addirittura maggiore del costo della singola prestazione ma non avrà’ l’indicazione del costo effettivo. Quindi non solo Regione Lombardia fa cassa sulle prestazioni meno costosema lo nasconde pure al cittadino che ha tutto il diritto di saperlo.

E’ necessario quanto prima dare avvio ad un sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria basato sulla progressività del reddito, visto che in questa direzione sta andando anche il negoziato sul nuovo Patto per la salute. Sarebbe un sistema più equo e trasparente quello in cui ciascun cittadino sa qual è il costo reale della prestazione e in che quota deve contribuire in base alla propria situazione economica.

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Patto di stabilità: si fa sul serio

Come ho scritto nel precedente post il Partito Democratico sta promuovendo in tutti i Consigli Comunali lombardiuna mozione per chiedere al Governo di rivedere le regole del patto di stabilitàa partire dall’individuazione delle tipologie di investimenti prioritari che possono essere esclusi dalla disciplina del patto stesso.Qui trovate il testo della mozione.

Il Partito Democratico illustrerà nel dettaglio le sue proposte per la revisione del patto e il nuovo ruolo dei comuni, venerdì 2 marzo alle ore 11.00 presso la Sala Alessi di Palazzo Marino (piazza della Scala). Interverranno il presidente nazionale di ANCI Graziano Delrio, il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il Sindaco di Torino Piero Fassino.

Sarà un’importante occasione per discutere come superare le regole che mettono seriamente in difficoltà i Comuni nella realizzazione delle attività programmate e nell’erogazione dei servizi in un momento estremamente delicato per l’economia del Paese.

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Sbloccare risorse

Accentrare le tesorerie comunali in una tesoreria unica nazionale è una decisione che deve essere riconsiderata dal governo Monti. I comuni hanno infatti bisogno di maggior autonomia e di poter utilizzare le proprie risorse senza aggravare l’iter burocratico.

La tesoreria comunale fu introdotta da Prodi nel 1997 e in questi anni ha garantito ai comunimaggior autonomia rispetto alla tesoreria unica. Veniamo peraltro da pesanti manovre finanziarie che hanno scaricato sugli enti locali pesi insostenibili sia con i tagli ai trasferimenti sia con l’aumento dell’obiettivo del patto di stabilità interno. Soprattutto quest’ultimo ha generato una situazione che ha visto i comuni lombardi accumulare nel 2011 oltre 6 miliardi di euro di residui passivi e ridurre la spesa per investimenti di circa il 20%, con un effetto ulteriormente depressivo sulla situazione economica del paese.

Con il ritorno al vecchio sistema di tesoreria unica nazionale gli enti locali non avranno più disponibilità diretta delle proprie risorse depositate presso il sistema bancario e il ragioniere si limiterà esclusivamente all’esecuzione di pagamenti e riscossioni senza gestire la liquidità dell’ente. Gli effetti negativi per i Comuni vengono stimati in 300 milioni di euro, per non parlare della ricaduta sulle aziende fornitrici in termini di velocità e certezza dei pagamenti. I Comuni sono un tassello troppo importante e in questo momento in particolare vanno sostenuti, aiutandoli a fare meglio e rendendogli la vita facile quando realizzano opere necessarie per la sicurezza o lo sviluppo del loro territorio.

Proprio ieri ho presentato insieme al collega Tosi la mozione che stiamo promuovendo presso tutti i consigli comunali per chiedere al Governo:

-  la cancellazione dell’obbligo di trasferimento delle disponibilità liquide depositate presso la tesoreria comunale a beneficio della tesoreria unica nazionale;

la modifica del patto di stabilità, a partire dall’individuazione delle tipologie di investimenti prioritari che possono essere esclusi dalla disciplina del patto (ad esempio le spese per la messa in sicurezza delle scuole e per le opere idrogeologiche);

- di rendere possibile per i Comuni l’utilizzo immediato dei residui passiviper immettere risorse in una fase di forte difficoltà.

Inoltre la mozione impegnerà i Sindaci a trasmettere il documento alla Giunta della Regione Lombardia per chiedere l’ampliamento dello stanziamento per l’applicazione del patto di stabilità regionale almeno in misura simile a quello delle principali regioni del nord.

Se il pil deve crescere è necessario far ripartire l’economia ecco perché riteniamo che il patto di stabilità vada allentato e siamo fisuciosi che ciò accada visto che su questo punto c’era stato un segnale positivo da parte dell’esecutivo e sullo sblocco dei residui passivi c’è un negoziato in corso.
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Dipendenza da gioco

In Italia il mercato del gioco (in particolare quello del gioco d’azzardo legale ed illegale) è in fortissima espansione anche con riferimento alle modalità on line. La spesa nazionale per il gioco d’azzardo è passata dai 14,3 miliardi di euro incassati nel 2000 agli oltre 79 miliardi nel 2011 (fonte: Monopoli di Stato).

Inoltre, la Commissione Parlamentare Antimafia ha stimato in cinquanta miliardi di euro il fatturato annuale della criminalità organizzata (fonte Gioco News, 2011).

Secondo i dati del Cnr si stima che circa 215.000 residenti della provincia di Varese abbiano giocato d’azzardo almeno una volta nella vita.

Se nel 2010 in media ogni varesino (neonati compresi) aveva speso nel gioco 1.161 €, nel 2011 questa cifra è aumentata di quasi il 25%, arrivando ad una spesa media annua pro capite di 1.446 €.

Secondo i dati di Eurispes e le valutazioni di importanti istituti di ricerca nel gioco investe di più chi ha un reddito inferiore: infatti giocano il 47% degli indigenti, il 56% del ceto medio-basso, il 66% dei disoccupati. Inoltre, il gioco d’azzardo attira quote sempre più ampie della popolazione e fra i giovani si stima che 450 mila studentesse e 720 mila studenti siano coinvolti, vale a dire il 47,1% dei giovani che frequentano le scuole medie superiori.

Su questo scenario, aggravato dai legami tra gioco d’azzardo, usura e criminalità s’inseriscono da tempo le problematiche, i disagi e le patologie, i cui costi umani e sociali sono rilevanti, del giocatore compulsivo sempre più considerato dai servizi un soggetto malato. In Francia, Spagna, Svizzera, Germania, Stati Uniti il Gioco d’Azzardo Patologico (GAP) è considerato una malattia e il recupero è sostenuto dallo Stato, mentre in Italia il GAP, non essendo inserito nei Livelli essenziali di assistenza (LEA) non è ancora stato riconosciuto come una dipendenza per la quale fornire assistenza ai giocatori compulsivi.

Il gruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale, accogliendo gli appelli di amministratori, cittadini ed associazioni e dialogando con gli operatori socio-sanitari, ha deciso di intervenire e di presentare il progetto di legge regionale “Norme per la prevenzione, il contrasto e il trattamento delle dipendenze dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle patologie correlate”.

Nello specifico l’intero articolato del progetto di legge entra nel merito delle competenze regionali in ambito socio-sanitario definendo le norme per la prevenzione, il contrasto e il trattamento delle dipendenze dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate.

Punti fondamentali del progetto di legge:

- istituzione di un OSSERVATORIO REGIONALE sui disturbi da dipendenza comportamentale e da gioco d’azzardo patologico;

- formazione in ogni ASL, presso il Dipartimento per le dipendenze, UN’UNITA’ OPERATIVA SPECIALIZZATA nel trattamento delle dipendenze dal gioco d’azzardo patologico;

- creazione di un NUMERO VERDE regionale finalizzato a fornire un primo ascolto e un servizio di assistenza e consulenza telefonica per l’orientamento ai servizi;

- produzione di CAMPAGNE DI INFORMAZIONE sui rischi e sui danni del gioco d’azzardo, legale e illegale, patologico, anche in collaborazione con gli enti locali, le istituzioni scolastiche e gli organismi del terzo settore;

- istituzione di un FONDO REGIONALE per gli interventi di aiuto economico a favore delle famiglie esposte a forme di grave impoverimento e di emarginazione sociale, anche al fine di contrastare le pratiche relative all’usura e a comportamenti penalmente perseguibili; allo studio è la possibilità di alimentare il fondo con ADDIZIONALI REGIONALI SUGLI UTILI DEI CONCESSIONARI E DEI GESTORI dei vari giochi;

- promozione presso l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato l’obbligo per i costruttori, i soggetti gestori e i concessionari di slot machine e assimilati dell’INSTALLAZIONE DI UN LETTORE capace di leggere la banda magnetica della tessera sanitaria al fine di inibire l’accesso ai giochi d’azzardo elettronici ai minori di anni 18;

- promozione dell’azione dell’AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO per la tutela del giocatore patologico e dei suoi familiari.

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Varese – Salerno

Ero tra coloro che non avevano capito cosa si celasse dietro ai grandi manifesti apparsi in questi giorni a Varese (vedi foto qui a lato).

Scoperto l’arcano, non posso che plaudire alla nuova campagna di sensibilizzazione di Aspem sulla raccolta differenziata.E’ vero Varese non è né Salerno (oltre il 70% di rifiuti differenziati) né Pordenone (78%), la città giardino è ferma ad un discreto 48,9%. Si può e si deve fare molto di più.

Iniziativa che ha incuriosito e fatto breccia e che contemporaneamente lancia un messaggio positivo: la latitudine non è sempre un parametro di efficienza, il tema è saper riconoscere le esperienze più virtuose e farle proprie.

Una campagna in positiva controtendenza rispetto al localismo esasperatodi molti amministratori padani.

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Amministratori Pd: sabato l’assemblea regionale

Sabato 18 febbraio si terrà a Milano l’Assemblea regionale degli amministratori localiorganizzata dal Partito Democratico lombardo. Sarà un’importante occasione di confronto e discussione alla quale parteciperà anche ilCoordinatore nazionale del Forum Enti Locali del Pd Claudio Martini.

Nei prossimi mesi enti locali e Governo hanno un compito estremamente delicato: disegnare la nuova mappa dei rapporti tra Stato centrale e autonomie.
A partire dalle province. Il commissariamento delle otto che sarebbero andate al voto nel 2012 è il segno della netta volontà dell’esecutivo di superare l’ente provinciale. La scelta tra le due soluzioni che si prospettano (macro aree come da proposta dell’UPI o ente di secondo livello come da proposta governativa) non deve essere fatta solo sulla base di un mero calcolo economico ma analizzando e studiando ambiti territoriali ottimali per fornire ai cittadini migliori servizi.
L’obbligatorietà della gestione associata per i Comuni sotto i 5.000 abitanti è invece una risposta parziale all’esigenza di costruire modelli di governance delle comunità locali all’altezza delle sfide che nostri territori sono chiamati ad affrontare. E’ necessario mettere in campo meccanismi di incentivazione, destinati anche ai Comuni di dimensione maggiore, che favoriscano l’aggregazione in aree territoriali omogenee al fine di contenere i costi di gestione aumentando contemporaneamente il livello dei servizi erogati.
Altro tema è la revisione delle regole del patto di stabilità interno. E’ necessario individuare delle priorità fra le tipologie di investimenti che possono essere escluse dalla disciplina del patto, a partire dalle spese per la messa in sicurezza delle scuole e per le opere idrogeologiche. Inoltre, per incentivare la lotta all’evasione da parte degli Enti Locali, si potrebbe prevedere di escludere le somme recuperate su tributi propri dal calcolo dei saldi di parte corrente, destinandole in quota prevalente al pagamento dei fornitori.
Di questo e di altro ancora parleremo sabato a Milano. L’appuntamento è alle 9.00 presso la Sala del Gonfalone a Palazzo Pirelli, via Filzi 22.
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Ichino Fassina: oltre il dualismo

Ricevo con piacere la newsletter del Pd provinciale che annuncia per questa sera a Gallarate l’iniziativa con il Senatore Pietro Ichino, definito “primo firmatario del progetto di Legge sulla riforma del lavoro sottoscritta dalla maggioranza del nostro gruppo a Palazzo Madama”.
A quel punto ho ripensato alle parole di Stefano Fassina lunedì sera a Varese : “non c’è una posizione di Ichino e una di Fassina; c’è quella di Ichino e quella del Pd che io rappresento”.
Fuori dall’ironia, penso sia estremamente sbagliato alimentare dualismi che portano un po’ più di notorietà agli interessati, ma di certo non fanno bene al partito. Sono convinto, diversamente da Fassina, che non ci sia un problema di maggioranza o minoranza, ma che su questi temi si misuri la capacità del Pd, anche partendo da idee e sensibilità diverse, di arrivare attraverso il confronto politico ad una posizione condivisa. Nel caso specifico la posizione a cui si è arrivati non è né la proposta iniziale di Fassina né quella di Ichino, ma, come era prevedibile, una proposta di sintesi .
Conclusione che vale in generale: più che alimentare dualismi, meglio promuovere un confronto che, senza imposizioni di una parte sull’altra, sappia costruire posizioni ampiamente condivise. Cosa che Bersanista cercando intelligentemente di fare.

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Azzardopoli Italia

L’articolo di Gian Antonio Stella, pubblicato ieri sul Corriere accompagnato dai dati della Consulta nazionale antiusura, ha bene illustrato lapreoccupante dimensione del fenomeno gioco d’azzardo nel nostro paese.

Quello che viene tratteggiato è un profilo tutt’altro che rassicurante: nel 2011 in Italia si sono spesi 80 miliardi di euro nei vari giochi, un dato impressionate. Vuol dire che ogni italiano spende in media all’anno per l’azzardo 1.260 € (neonati compresi) e che oltre il 10% dei consumi totali delle famiglie evapora in slot machine, video poker, gratta vinci e lotterie varie.

Usura, dipendenze, estorsioni, famiglie distrutte e sopraffatte dai debiti, sono solo le ultime conseguenze di questa incontrollata e perniciosa diffusione del gioco d’azzardo. Dal dossier “Azzardopoli” dell’associazione Libera emerge come ben 41 (!!) clan mafiosi sono “attivi” nel settore, specializzati nel business del controllo e della contraffazione delle slot machine, il comparto dei giochi con la maggiore redditività. Senza dimenticare che lo Stato beffardamente introita solo il 12% degli incassi, lasciando miliardi di euro di utili alle discusse e poco limpide concessionarie che gestiscono i giochi d’azzardo (su questo argomento raccomando sempre la puntata di Report dello scorso maggio).

La Lombardia non è certamente un’isola felice. Sempre secondo i dati della Consulta nazionale antiusura ogni cittadino della Provincia di Varese (neonati compresi) nel 2010 ha speso in media per i giochi 1.161 €. Nella provincia di Como la stima sale a 1.504 € e a Pavia si arriva addirittura a 2.125 €. Se si considera che nel 2010 la spesa complessiva nazionale per i giochi fu di ">su questo argomento raccomando sempre la puntata di Report dello scorso maggio).

La Lombardia non è certamente un’isola felice. Sempre secondo i dati della Consulta nazionale antiusura ogni cittadino della Provincia di Varese (neonati compresi) nel 2010 ha speso in media per i giochi 1.161 €. Nella provincia di Como la stima sale a 1.504 € e a Pavia si arriva addirittura a 2.125 €. Se si considera che nel 2010 la spesa complessiva nazionale per i giochi fu di " />#8220;soli” 60 miliardi questo significa che per il 2011 dobbiamo purtroppo aspettarci cifre ben più consistenti.

Alla luce di ciò non è più possibile rimandare un serio intervento legislativosul settore. Ognuno deve fare la sua parte, a Roma come a Milano. Per questo e per quanto di competenza regionale, il Pd ha già iniziato la fase delle audizioni degli operatori socio-sanitari e del terzo settore per arrivare al più presto alla presentazione di un progetto di legge con l’intenzione di fornire gli strumenti adeguati al sistema socio-sanitario regionale per affrontare questa piaga sociale e per istituire un fondo regionale ad hoc che finanzi la prevenzione per i più giovani e aiuti le vittime dell’usura.

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Traditi

Come ultimo segretario provinciale della Margherita esprimo tutta la mia indignazione per la vicenda che vede coinvolto il Senatore Luigi Lusi. Ci sentiamo tutti traditi.

Bene ha fatto il Pd ad espellerlo dal gruppo e a chiedere le sue dimissioni da parlamentare.

Come ha ben ricordato ieri sul suo blog Paolo Rossi, quando la Margherita si sciolse per fondare il Partito Democratico la direzione provinciale, su proposta mia e del tesoriere Rizzolo, all’unanimità voto per non restituire a Roma, come richiesto proprio da Lusi, quello che rimaneva in cassa: per la precisione 23.000 €. Decidemmo di pagare le spese residue e di versare irimanenti 20.000 € in due tranche al nascende Pd, un gesto fatto proprio per contriubire a far partire le prime attività democratiche sul territorio. In maniera analoga si comportarono altri segretari provinciali lombardi. Alla luce delle notizie di questi giorni fu una decisione giusta e saggia.

Provo un sentimento di rabbia mista a incredulità per una vicenda che è un vero e proprio pugno nello stomaco per tutti i militanti e dirigenti che hanno vissuto con entusiasmo l’esperienza della Margherita, un esperienza fatta ditanta passione che non meritava certo una pagina così triste.

Ho già scritto all’ultimo presidente dell’assemblea federale della Margherita (Enzo Bianco) per avere tutti gli aggiornamenti sulla vicenda e sulle azioni legali che si intraprenderanno in sede civile e penale. Allo stesso tempo insieme a Paolo Rossi (segretario provinciale prima di me) e a Paolo Rizzolo (tesoriere) abbiamo deciso di scrivere una lettera a tutti gli ultimi iscritti della Margherita (anno 2006/2007) per informarli nella maniera più completa possibile.

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