Giù al nord, II parte

Nell’aprile del 2009 il parlamento approvava definitivamente la legge delega sul federalismo fiscale. Sembrava l’alba di un nuovo giorno per il Paese, tra i trionfalismi leghisti e i proclami berlusconiani. Peccato che i contrasti tra Lega e Pdl bloccarono presto l’iter della riforma, tanto che al momento della caduta del Governo Berlusconi, novembre 2011, mancavano ancora 63 atti normativi per la sua piena attuazione.

Ora, usciti finalmente dalle paludi della vuota retorica padana, enti locali e Governo hanno un compito estremamente delicato: disegnare la nuova mappa delle relazioni economiche e finanziarie tra Stato centrale e autonomie al tempo della crisi. Monti ha assicurato che il suo esecutivo seguirà da vicino il processo di attuazione del federalismo fiscale, il Partito Democratico a Roma come sul territorio si batterà per un riforma che fornisca seriamente agli enti locali autonomia e fondi adeguati . A partire dalla nuova IMU che va calibrata per lasciare più risorse sul territorio fino all’introduzione dei costi standard, dalle funzioni associate dei piccoli comuni ad una interpretazione più elastica del patto di stabilità.

“Il federalismo ai tempi della crisi” sabato 28 gennaio sarà l’argomento di discussione della seconda tavola rotonda di “Giù al nord, tra secessione e recessione”, ne parleremo con Marco Alfieri (La Stampa), Enrico Borghi (vice Presidente ANCI), Alessandro Cè (ex Assessore sanità Regione Lombardia) e Marco Stradiotto (Senatore, Commissione bicamerale attuazione federalismo fiscale) . L’appuntamento è alle 10.00 presso il teatro Santuccio, in via Sacco 10.

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