Archivi del mese: ottobre 2011

Chi ha più filo da tessere…

Sostengo da tempo che il confronto politico non sia tra vecchi e giovani che scalciano, ma tra innovatori e conservatori. I richiami ad un’unità fine a se stessa mi appaiono ipocriti. Che scontro sia: sui contenuti, su come tirare fuori questo Paese dalla crisi e dal Berlusconismo, su come ridare un orizzonte di speranza a generazioni che l’hanno perduta. Chi ha più filo da tessere…

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Arcisate – Stabio

Ieri mattina ho partecipato, insieme al collega Tosi, a Palazzo Lombardia all’incontro tra l’assessore regionale alle infrastrutture Cattaneo, i vertici di RFI, l’azienda appaltatrice Salini, la provincia di Varese, i sindacati e gli enti locali per discutere sul blocco dei lavori per la realizzazione della linea ferroviaria Arcisate – Stabio.

La ripresa dei lavori della linea ferroviaria, annunciata da Cattaneo, rappresenta una buona notizia per la Lombardia. L’Arcisate Stabio è un’infrastruttura indispensabile per tutti i cittadini che potranno usufruire di un servizio ferroviario moderno. Adesso che c’è la certezza della continuazione dei lavori ci auguriamo che tutto proceda regolarmente e che si risolvano i problemi ancora aperti, assieme alle amministrazioni locali, che riguardano i disagi per i cittadini del territorio interessato dai lavori, i contratti dei lavoratori impegnati nell’opera e il trattamento del materiale con presenza naturale di arsenico ad alte percentuali nella terra e nelle rocce lungo il tracciato.

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Sono soldi ben spesi?

La pubblica amministrazione spende bene i soldi dei cittadini? È la domanda a cui ha cercato di rispondere il convegno organizzato dal Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione, che presiedo, e che si è tenuto ieri mattina nell’Auditorium del Consiglio regionale e al quale ho partecipato insieme l’Assessore regionale al Bilancio Romano Colozzi e l’Assessore al Bilancio del Comune di Milano Bruno Tabacci.

Durante il convegno, è stato presentato il libro bianco intitolato “Sono soldi ben spesi?” scritto da Alberto Martini e da Ugo Trivellato, entrambi docenti universitari esperti di valutazione delle politiche pubbliche, nel quale viene posta l’attenzione su come un’azione pubblica, anche se corretta dal punto di vista formale, non comporta sprechi ed è rivolta a un buon fine può rivelarsi comunque inutile e inefficace. Da qui la necessità di approfondire la valutazione degli effetti di una politica pubblica badando non solo a ragionamenti di risparmio economico, ma soprattutto di efficacia reale.

Sono convinto che affermare questa cultura, proprio in un momento di difficoltà economica, sia la strada da intraprendere per liberare e recuperare risorse mai come ora preziose. L’efficacia di un’azione pubblica deve essere il metro di giudizio principale e l’introduzione di strumenti come le clausole valutative sulle leggi o le relazioni della Giunta sono importanti, ma devono essere visti non come vincoli burocratici, ma come occasioni per spendere meglio i soldi pubblici. Occorre pertanto un dialogo e un confronto maggiore con gli Enti locali e con chi opera sul territorio, anche andando concretamente sul campo attraverso il potenziamento delle missioni valutative.

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Il futuro dei nostri Comuni

Si è aperto in Regione uno spiraglio per i piccoli Comuni lombardi che, stando alle due manovre correttive nazionali di maggio ed agosto, rischiano di doversi associare per i servizi fondamentali a Comuni distanti e disomogenei.

La novità è che martedì l’assessore competente, il pidiellino Carlo Maccari, ha accolto in Consiglio Regionale le sollecitazioni del Partito Democraticoavanzate attraverso una mozione e ha annunciatol’apertura di un tavolo per arrivare, in tempi brevi, a formulare una proposta regionale finalizzata ad abbassare i limiti demografici necessari per la gestione associata delle funzioni.

Proprio su questo delicato tema ho contribuito a promuovere insieme all’associazione “ViE – Varese in Europa” e ad UPEL il convegno “Quale futuro per i Comuni sotto i 5.000 abitanti?” al quale parteciperò in qualità di Presidente del Comitato paritetico di Controllo e Valutazione del Consiglio Regionale, insieme ad Alessandro Vedani (presidente UPEL), Attilio Fontana (Sindaco di Varese) ed al sopracitato Carlo Maccari (Assessore regionale alla semplificazione). L’evento si terrà lunedì 24 ottobre a Varese,alle 18.00, presso il Salone di Palazzo Estense.

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Fontana e l’autonomia dell’ANCI

Questa mattina, nel corso dell’Assemblea di ANCI Lombardia, Attilio Fontana ha di fatto ritirato le sue dimissioni da Presidente, impegnandosi a garantire l’autonomia dell’associazione degli amministratori locali.

Ci rimane però più di qualche dubbio visto che, solo un mese fa, il Sindaco di Varese obbedendo agli ordini del suo partito non partecipò allo sciopero dei Sindaci da lui stesso indetto.

Come PD abbiamo sempre lavorato per rafforzare il ruolo dell’Associazione,senza mai aprire un terreno di scontro che sarebbe andato a discapito dei Comuni stessi e dei cittadini. E’ però abissale ormai la distanza tra gli amministratori impegnati a rispondere quotidianamente e tra mille difficoltà ai bisogni dei cittadini e il Governo nazionale, nel quale la Lega, dopo aver sbandierato la difesa del territorio, ha di fatto tradito i propri principi per interessi di bottega.

Fontana ora dimostri la sua buona volontà e incalzi subito il Governo, i fronti sono molteplici (dalla verifica sullo stato di attuazione della legge delega sul federalismo fiscale all’estensione delle regole del patto di stabilità, dalle unioni di Comuni alle gestioni associate, dall’utilizzo dei residui passivi già conteggiati nei bilanci comunali per investimenti che ridiano fiato all’economia locale al reintegro dei fondi per le politiche sociali etc…) e tutti decisivi per il futuro dei nostri Comuni.

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Piccoli Comuni: una svolta epocale

Sta passando sotto silenzio, ma è alle porte, un vero cambiamento epocale per i 91 Comuni sotto i cinquemila abitanti della Provincia di Varese e, di conseguenza, per tutti i loro cittadini.

Nel confuso e disperato tentativo di far quadrare i conti, il Governo, al posto di una revisione delle Province, di un dimezzamento dei parlamentari o di una cura dimagrante per gli apparati statali, ha pensato bene di fare cassa sulle piccole realtàcomunali.

Le ultime manovre finanziarie infatti stabiliscono per i Comuni da 1.001 a 5.000 abitanti l’obbligo di gestire in maniera associata le funzioni fondamentali (amministrazione generale, polizia locale, istruzione pubblica, viabilità e trasporti, ambiente e territorio e servizi sociali); mentre per quelli sino a 1.000 abitanti l’obbligo di esercitare tutte le funzioni tramite un Unione dei Comuni.

Inoltre prevedono l’estensione delle misure del patto di stabilità interno a tutti i piccoli Comuni.

I tempi sono ormai strettissimi. La normativa è confusa, costruita in fretta e scritta male, e presenta profili di anticostituzionalità.

Personalmente sono favorevole ad una riorganizzazione delle autonomie locali, basata sulle unioni di piccoli Comuni, ma costruita con la finalità di garantire il livello di servizi erogati ai cittadini e contemporaneamente la razionalizzazione delle spese.

Martedì, per iniziativa del Partito Democratico, se ne parlerà in Consiglio Regionale e noi chiederemo alla Giunta di esercitare le sue prerogative per aiutare le Amministrazioni in questi passaggi. Regione Lombardia prenda l’iniziativa per derogare ai limiti demografici troppo restrittivi della legge nazionale e individui aree omogenee per l’esercizio delle funzioni dei Comuni. Favorisca le unioni rispetto alle convenzioni e, se necessario, valuti il ricorso alla Corte Costituzionale. Queste sono le richieste che porteremo in aula insieme alla cancellazione dell’estensione del patto di stabilità che rischia di imbrigliare bilanci di Comuni virtuosi e di bloccare investimenti quanto mai importanti in questo momento di crisi.

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Cuasso: no a scelte calate dall’alto

Questa mattina mi sono recato insieme al collega Rienzo Azzi e al Direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Varese presso l’Ospedale di Cuasso al Monte per visitare la struttura e incontrare i Sindaci e gli amministratori locali della Comunità Montana del Piambello.

Durante l’incontro da parte degli amministratori e del personale della struttura sono emerse diverse preoccupazioni sulla sorte del presidio. Nel mio intervento ho voluto sottolineare tre aspetti.

In primo luogo la necessità di salvaguardare gli investimenti già deliberati negli scorsi anni per la struttura della Valceresio.

In secondo luogo come sia ora opportuno ragionare sugli scenari futuri senza arroccarci sulla mera difesa dell’esistente. Bisognerà tener conto di una disponibilità decrescente di trasferimenti pubblici, dell’invecchiamento della popolazione e dei nuovi indirizzi politici di Regione Lombardia in materia di sub-acuti e cronicità. Specializzarsi in coerenza con queste dinamiche di sviluppo è l’unica strada per valorizzare e salvaguardare l’ospedale di Cuasso.

Il livello regionale e i livelli locali, ultimo ma non secondario aspetto, dovranno avere la capacità e la volontà di costruire insieme la vocazione del nosocomio nel mutato contesto socio-economico.

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In piazza a Milano con la CISL

Questa mattina sarò in piazza a Milano per la manifestazione della CISLdella Lombardia “Vogliamo farcela! Fuori dalla crisi con equità e sviluppo” alla quale hanno aderito anche Acli e Libera. Obbiettivosollecitare la Regione a tutte le forze economiche e sociali ad assumere iniziative concrete per rilanciare l’economia lombarda.

Tagli ai costi della politica, dare priorità alla crescita, tutelare l’economia reale, un piano straordinario di investimento per il rilancio dell’occupazione giovanile e un nuovo disegno comunitario e integrativo di welfare sono le principali proposte della Cisl per una regione colpita dalla crisi e dai tagli dello Stato.

Sarò in piazza anche nome del Partito Democratico per testimoniare, ancora una volta, vicinanza e sostegno a tutti coloro che non si rassegnano alla crisi e all’inefficacia delle risposte del Governo e della Regione e vogliono costruire risposte concrete per il futuro a partire dalle giovani generazioni.

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