Archivi del mese: luglio 2011

Formigoni e i ticket

Con questo post il blog si prende una pausa. Approfitto per augurare a tutti i lettori un agosto il più possibile sereno e di riposo.

Alessandro

Una tassa di scopo sui redditi più alti. E’ la proposta fatta dalla regione Toscanaper coprire i mancati trasferimenti del comparto socio-sanitario alle regioni, una proposta che andrebbe studiata con attenzione.

In Lombardia si continua invece con il metodo della rimodulazione che va a colpire indiscriminatamente non i redditi ma chi necessita di esami diagnostici più complessi.

Alcuni dati: nel 2010 le ricette non esenti sotto i 5 euro e cioè sulle quali nel 2011 non verrà applicata alcuna quota fissa aggiuntiva sono state soltanto il 2,8%. Sempre secondo i dati del 2010 costeranno invece da 46 a 66 euro il 32,2% delle ricette (tra queste molti esami ordinari).

Sono esenti dalla compartecipazione gli over 65 con reddito familiare inferiore ai 38.000 euro, ma il reddito di un nucleo composto da due pensionati con pensioni medio-basse supera questa quota.

Mercoledì 3 agosto si svolgerà una riunione tra le Regioni e il Governo percercare di trovare i fondi per evitare ogni tipo di aumento per il 2011. Qualora trovassero l’accordo (e me lo auguro) i Lombardi, che invece hanno già cominciato a pagare di più, dovranno ringraziare il loro zelante presidente Formigoni.

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Un aiuto concreto per gli stati vegetativi

E’ stato approvato martedì in Aula, nella seduta per l’assestamento del bilancio lombardo, il mio ordine del giorno che impegna la Giunta a prevedere una dotazione economica per allargare la platea degli aventi diritto ai benefici secondo l’indicatore internazionale denominato Glasgow Coma Scale. Oggi infatti mentre le persone in stato vegetativo (riconosciute tali in base alla classificazione suddetta) vengono prese in carico totalmente dal sistema, chi si trova appena sotto il livello di disabilità previsto è completamente a carico delle famiglie. Si tratta di spese importanti come la retta mensile in una struttura di cura o le spese per l’assistenza a casa, spese che incidono pesantemente sul bilancio di famiglie già provate dalla condizione di un loro caro.

L’ampliamento degli attuali benefici previsti per le persone in stato vegetativo anche ad una parte delle persone in stato di minima coscienza ricoverate in strutture di cura e di riabilitazione generale è un risultato importante che portiamo a casa perché rappresenta un primo passo per il miglioramento della qualità della vita dei familiari che si trovano a dover affrontare situazioni di questo genere e che sino ad oggi hanno dovuto far fronte da sole alle spese.

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Assestamento sbagliato

Ieri è stato votato in Consiglio Regionale l’assestamento di bilancio 2011.

Si tratta di una manovra sbagliata e depressiva, che sconta i tagli della manovra nazionale e i vincoli del patto di stabilità, ma che ci mette anche del proprio, con scelte sbagliate della Regione, come quella di far gravare sui cittadini il superticket su visite ed esami. Un’impostazione profondamente iniqua che serve solo a fare cassa.

Da aggiungere che il governo di Bossi e Berlusconi non ha onorato gli accordi di dicembre sul trasporto pubblico locale non trasferendo i 425 milioni concordati ma soprattutto non fiscalizzando un miliardo e cento milioni di trasferimenti e dunque, di fatto, affossando il federalismo.

Luce tra le tante ombre è invece il passo avanti compiuto nella manovra regionale sul patto di stabilità.

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Ticket: ecco i veri numeri

Alla luce della manovra approvata settimana scorsa in Parlamento, la Giunta Formigoni ha annunciato una rimodulazione della compartecipazione alla spesa sanitaria da parte dei cittadini lombardi.

E’ stato annunciato che il previsto ticket da 10 euro sarà rimodulato in modo tale che per le prestazioni sotto i 5 euro non si pagherà nulla, mentre per le altre prestazioni dai 5,01 euro in su si pagherà un contributo del 30% fino ad un massimo di 66 euro.

Nel nomenclatore tariffario specialistica, oggi in vigore, sono ricomprese 2017 tipi di prestazioni. Solo 188 di queste hanno un valore inferiore ai 5 euro. Per 60 prestazioni il ticket sarà tra i 46 e i 65,9 euro e per ben 638 (tra cui prestazioni ordinarie e non solo quelle ad alta complessità)i lombardi pagheranno la quota massima di 66,20 euro in più di quanto previsto dalla manovra nazionale.

ECCO ALCUNI ESEMPI:

ECOGRAFIA DELL’ ADDOME SUPERIORE

dal 15 luglio 36,15 (euro) oggi 46,15 (euro) dal 1° agosto 66,15 (euro)

ECOGRAFIA CARDIACA

dal 15 luglio 36,15 , oggi 46,15 , dal 1° agosto 66,15

TEST CARDIOVASCOLARE DA SFORZO

dal 15 luglio 36,15 , oggi 46,15 , dal 1° agosto 66,15

RADIOGRAFIA DEL TRATTO GASTROINTESTINALE SUPERIORE

dal 15 luglio 36,15 , oggi 46,15 , dal 1° agosto 66,15

DENSITOMETRIA OSSEA CON TECNICA DI ASSORBIMENTO A RAGGI X

dal 15 luglio 36,15 , oggi 46,15 , dal 1° agosto 66,15

ELETTROCARDIOGRAMMA DINAMICO (Holter)

dal 15 luglio 36,15 , oggi 46,15 , dal 1° agosto 66,15

COLONSCOPIA d

al 15 luglio 36,15 , oggi 46,15 , dal 1° agosto 66,15

Questo è un provvedimento a costo zero per Regione Lombardia. A pagare saranno sempre i cittadini, e paradossalmente non i redditi più alti, ma quelli che necessitano di esami diagnostici più complessi. Come PD abbiamo immediatamente chiesto che Regione Lombardia recuperi i 61 milioni di euro necessari per evitare per il 2011 questo balzello ingiusto e inaccettabile spostandoli dal capito dell’informatizzazione sanitaria (vedi Carta Regionale dei Servizi).

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Togliere il ticket, subito.

I 10 euro di ticket in più sono una misura iniqua:colpiscono allo stesso modo sia la famiglia che fa fatica ad arrivare alla fine del mese che quella con redditi alti.

Ieri ho chiesto chela Regione non applichi da subito il nuovo ticket su visite ed esami alla vigilia dell’entrata in vigore dell’ulteriore quota di compartecipazione (in virtù della manovra nazionale approvata venerdì in Parlamento). Da ieri i lombardi pagano fino a 46 euro di ticket per le prestazione specialistiche o diagnostiche erogate da una struttura pubblica o accreditata. Non è così in Emilia e Toscana, dove i governatori Errani e Rossi hanno subito avvertito le Asl di non applicare il ticket, che sarà coperto con risorse regionali.

La Lombardia faccia come Emilia e Toscana e trovi nel proprio bilancio le risorse per sollevare i cittadini lombardi da questo ennesimo balzello. No a interventi tardivi o a soluzioni pasticciate che finirebbero per aiutare solo una parte esigua dei cittadini. Se abbiamo un bilancio sanitario in salute lo si deve anche ai ticket che i lombardi già pagano da anni: tocca all’istituzione compiere uno sforzo e noi chiediamo a Formigoni di trovare le risorse necessarie per sterilizzare immediatamente l’aumento.

Dalle tariffe del trasporto pubblico ai nuovi balzelli sanitari, non possono essere sempre i cittadini a pagare di più.

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Continua la Festa Regionale

Grande partecipazione al primo week-end della Festa Regionale del Partito Democratico che quest’anno si svolge a Varese presso l’area feste della Schiranna.

Dopo l’apertura con il vice segretario nazionale Enrico Letta, si è parlato di lavoro e impresa con i sindacati e le associazioni di categoria (introdotti da Stefano Tosi) e del vento di rinnovamento che soffia in Lombardia con Stefano Boeri, Daniele Bosone, Edoardo Guenzani e Luisa Oprandi.

Questa sera la festa vivrà uno dei suoi momenti più interessanti, infatti coordinerò il dibattito “Vento nuovo, vele nuove” con Antonio Di Pietro, Savino Pezzotta e Filippo Penati.

Si discuterà della costruzione di una solida alternativa al governo Berlusconi che coinvolga tutte le opposizioni. Nel momento in cui sembra senza fine la crisi dell’esecutivo di centrodestra è necessario cominciare a costruire una coalizione in grado di dare quelle risposte che il paese e soprattutto le nuove generazionichiedono alla politica.

Tra i tanti appuntamenti vi segnalo anche, mercoledì 13, il confronto tra Vasco Errani , Presidente della Regione Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni ed Attilio Fontana, Sindaco di Varese e presidente ANCI Lombardia. Si parlerà della manovra economica e delle conseguenze sugli enti locali; servizi ai cittadini e bilanci a rischio alla luce dell’ennesima annunciata compressione dei trasferimenti . Una manovra che nella sostanza affossa il federalismo fiscale.

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I defibrillatori e la cultura dell’emergenza

E’ stata votata all’unanimità la mozione sull’uso extraospedaliero dei defibrillatori che ho presentato questa settimana in Consiglio Regionale.

Dal 2001 i defibrillatori semiautomatici possono essere utilizzati anche all’esternodelle strutture ospedaliere, non solo dal personale medico o infermieristico ma anche da tutti coloro che abbiano i requisiti necessari conseguiti mediante apposito corso di formazione e addestramento.

L’arresto cardiaco da fibrillazione figura tra le principali cause di mortalità in tutto il mondo, in Italia provoca oltre 60.000 morti all’anno corrispondente a circa il 10% dei decessi; parallelamente, però, aumentano le probabilità di sopravvivere a un infarto, anche grazie a misure di pronto soccorso che se praticate entro pochi minuti dalla crisi, possono infatti ricondurre il battito cardiaco al suo ritmo normale.

La promozione di un’ampia diffusione dei defibrillatori automatici esterni nei grandi luoghi pubblici e la diffusione della cultura dell’emergenza, volta a formare i comuni cittadini ad essere soccorritori in caso di necessità, sono il primo passo per ridurre questo fattore di mortalità.

La mozione approvata impegna così la Giunta Regionale:

-          ad avviare un’azione di  rilevamento circa la disponibilità di queste apparecchiature nelle strutture extraospedaliere della Regione, poiché alcune realtà  hanno già provveduto autonomamente a dotarsene;

-           a prevedere un’azione coordinata che abbia come obiettivo la diffusione dei defibrillatori automatici presso tutti quei luoghi pubblici – come ad esempio le strutture sportive, i supermercati, le scuole e i pubblici uffici – che ad oggi ne sono sprovvisti;

-           a prevedere una capillare campagna di informazione in tutte le scuole, oltre ad incentivare la formazione del personale docente e degli operatori per l’utilizzo dei defibrillatori portatili.

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Finanziaria: ritornano i ticket

Come avevo denunciato settimane fa è successo quello che temevo: nella finanziaria il Governo non stanzierà fondi necessari alla copertura per i ticket sanitari. Da gennaio i cittadini dovranno quindi pagare di più per le prestazioni specialistiche e ospedaliere. Come al solito a pagare saranno le fasce più deboli della popolazione.

La manovra di bilancio in discussione infatti prevede il ritorno dal prossimo anno dei ticket di 10 euro per le prestazioni ambulatoriali e di 25 per i codici bianchi al pronto soccorso (costo che la Regione Lombardia fissa in 35 euro). Le misure, introdotte nel 2007, erano state poi congelate grazie a contributi ad hoc che scadranno a dicembre. Il contributo dei pazienti servirà a garantire il 47% dei risparmi.
Il Governo sta colpendo ancora una volta i cittadini nel loro diritto alla salute imponendo una gabella su visite ed esami. Regione Lombardia, che da anni vanta un bilancio in pareggio, farebbe bene a trovare nelle pieghe dei propri conti le risorse per togliere a lombardi questi ticket di cui proprio non si sente il bisogno.
Come gruppo PD faremo pressione perché la Regione metta a bilancio la cifra necessaria per coprire i tagli proposti dalla legge finanziaria.

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La Svizzera blocca i ristorni per i frontalieri

Il Governo ticinese era chiamato a scegliere se congelare o meno parzialmente il riversamento dei ristorni per i frontalieri al fine di fare pressione su Roma e in particolare sul ministro dell’economia italiano Giulio Tremonti. Alla fine ha prevalso la linea delcongelamento parziale, del 50%, della quota destinata ai comuni di frontiera. La metà dei ristorni sarà quindi conservata in un conto corrente della Banca di Stato svizzera in attesa dell’apertura di un tavolo con il Governo italiano. La decisione è frutto di un accordo tra i due ministri leghisti, Marco Borradori e Norman Gobbi e l’esponente del PPD Paolo Beltraminelli, che hanno battuto il socialista Manuele Bertoli e la liberal-radicale Laura Sadis, favorevoli alla via del dialogo chiesta da Berna.

La decisione di Bellinzona di bloccare la metà dei ristorni ha pesanti ripercussioni per le casse di molti comuni delle province di Como, di Varese e del Verbano Cusio Ossola: verrebbero a mancare circa 20 milioni di euro, vitali per assicurare alle piccole realtà locali i servizi essenziali, quali trasporti pubblici e politiche sociali.

Il governo ticinese si è assunto la grave responsabilità di agire in contrasto con un accordo internazionale siglato tra Italia e Confederazione Elvetica nel 1974. Se si è arrivati a questo punto è perché il Governo italiano ha a lungo sottovalutato il problema, e addirittura la Lega Nord ha a più riprese dimostrato vicinanza e comunanza di valori con la Lega ticinese, principale responsabile della decisione di bloccare la metà dei ristorni. Il Governo si deve ora muovere riattivando i canali diplomatici con Berna per chiedere il rispetto degli accordi e il ristabilimento di relazioni serene tra i due Paesi. È essenziale che sia garantita l’intera quota di ristorni ai comuni frontalieri, senza la quale le amministrazioni non possono chiudere i bilanci e garantire i servizi ai loro cittadini.

Parallelamente la Regione Lombardia, sulla scorta dei rapporti di amicizia e di collaborazione istituzionale deve mettere in campo tutte le azioni utili affinché si ricreino le condizioni positive idonee alla piena attuazione degli accordi in essere. Martedì in Consiglio Regionale interrogheremo la Giunta e chiederemo un intervento immediato.

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