Archivi del mese: giugno 2011

Viaggio in Israele e Palestina

Si è appena concluso il viaggio in Israele e Palestina della delegazione dei Consiglieri Regionali del Partito Democratico.

E’ stato un viaggio intenso, ricco di luoghi ed incontri che difficilmente dimenticherò. Tornavo dopo anni in medio oriente con aspettative contrastanti. A partire da Gerusalemme, il cuore della nostra visita. Una città dai colori e dalle atmosfere uniche, che vive sul sottile equilibrio tra le sue diverse anime. Ad ogni ora i pellegrini cristiani incrociano riti e liturgie con ebrei e musulmani. Attraversandola da ovest ad est si può solo in parte percepire la grande ferita che divide oggi Israeliani e Palestinesi incarnata qualche centinaio di metri più in la dal “muro” lungo 600 kilometri.

Padre Pizzaballa, il francescano Custode di Terra Santa, che ci ha descritto una “questione palestinese” ben lungi dall’essere risolta nutrendo tuttavia una grande speranza nelle nuove generazioni se sapranno superare le divisioni di chi è venuto prima di loro.

Per conoscere da vicino questa terra e i popoli che la vivono ci siamo poi confrontati con Luciano Pezzotti, Console generale d’Italia a Gerusalemme, Nemer Hammad, consiliere di Abu Mazen, Al Qawasmi, ministro dell’ANP per gli enti locali e la cooperazione, Mons. William Shomali, vescovo ausiliario del Patriarcato Latino di Gerusalemme, l’ex ambasciatore israeliano Sergio Minerbi e Victor Batarseh, Sindaco di Betlemme. Abbiamo inoltre incontrato a Taybeh padre Read “l’impresario della speranza” e la sua comunità, l’ultima interamente cristiana in Palestina, Suor Donatella Lessio, del Caritas Baby Hospital, unico ospedale pediatrico dei Territori Palestinesi. A Sebastia abbiamo poi visitato il sito archeologico finanziato anche dalla Regione Lombardia e infine a Gerusalemme lo Yad Vashem, il museo dell’olocausto.

Tante storie umane, alcune straordinarie, una diversa dall’altra ma tutte animate dal desiderio di vivere in un orizzonte di pace che oggi sembra così lontano.

Spesso abbiamo chiesto ai nostri interlocutori cosa avremmo potuto fare, nel nostro piccolo, per aiutare Israele e la Palestina, la risposta è sempre stata una sola: aiutateci a far tornare i pellegrini in questa terra. La speranza di un futuro migliore passa anche dallo sviluppo economico

 
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Carta sconto benzina: fatta finalmente chiarezza

È finalmente stata diramata la circolare della Regione che fa chiarezza sulle multe relative alla carta sconto benzina della fascia confinaria. Lo ha annunciato questa mattina in commissione bilancio l’assessore regionale Romano Colozzi rispondendo ad un’interrogazione del PD. Ora è quindi ufficiale che non saranno sanzionati i cittadini che hanno continuato ad utilizzare la carta sconto dopo essersi trasferiti di residenza all’interno della stessa fascia confinaria, e quindi compiendo un abuso “tecnico”, in buona fede, che non comporta danni per l’erario né vantaggi indebiti per il trasgressore. Numerosi comuni, infatti, temendo a loro volta di poter essere sanzionati per il mancato rispetto della legge, hanno negli ultimi mesi comminato multe salate, da mille euro anche per questi casi particolari.

La circolare invita inoltre i sindaci a commisurare le multe all’entità reale della trasgressione per chi ha conservato la carta sconto dopo essersi trasferito dalla fascia di sconto A alla B, con diritto ad uno sconto minore. In altre parole, la Regione sembra suggerire ai comuni di valutare i casi di trasgressione con equilibrio.

Abbiamo ottenuto finalmente l’intervento che aspettavamo. La maniera più efficace per sbloccare la situazione era la circolare interpretativa e i sindaci hanno ora uno strumento di riferimento per ritirare le multe date a questi cittadini che di fatto non hanno commesso alcun abuso, semmai una dimenticanza che non reca danni alle casse pubbliche. E’ auspicabile infine che Regione Lombardia mantenga ora le promesse in merito alla rapida soluzione dei disservizi tecnici nell’utilizzo della CRS come carta sconto riscontrati dagli utenti e dagli operatori.

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Effetto referendum

La straordinaria partecipazione ai referendum abrogativi è stata un’altra bellissima pagina di democrazia ed un inequivocabile segnale per Governo.
Un esecutivo forte e autorevole dovrebbe capirne immediatamente il significato e rilanciare la sua attività politica per il bene del paese, un auspicio che sembra ormai fuori tempo massimo. Saranno giorni molto lunghi da qui al 22 giungo, quando il governo si sottoporrà al voto di fiducia richiesto dal Capo dello Stato.
L’agitazione è palpabile. Soprattutto tra le file leghiste in attesa dell’adunata di Pontida.
Mentre il Ministro Calderoli dichiarava “due settimane fa abbiamo preso la prima sberla, ora con il referendum è arrivata la seconda sberla e non vorrei che quella di prendere sberle diventasse un’abitudine” il Ministro Maroni attaccava Formigoni e la giunta Lombarda sulla gestione dei profughi in Lombardia confermando l’allarme che avevamo lanciato una settimana fa.
Oggi l’abbiamo ribadito e fa piacere che Maroni ci abbia dato ragione. La Regione non si sottragga, ascolti le legittime richieste degli enti locali e non li lasci nello scomodo ruolo di semplici esecutori di provvedimenti decisi altrove.
Anche su questa sfida e cioè sulla capacità di gestire processi complessi come immigrazione, sicurezza e integrazione si misura l’adeguatezza o meno di un Governo.

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Solidarietà a Tettamanzi

Pubblico qui di seguito il testo della lettera che ho sottoscritto, insieme ad altri parlamentari e consiglieri regionali lombardi, per esprimere tutta la mia solidarietà al Cardinal Tettamanzi dopo l’inaccettabile e sconsiderato attacco de “La Padania”.

Leggiamo con un misto di stupore e tristezza le strumentali provocazioni che il quotidiano della Lega Nord “La Padania” indirizza all’Arcivescovo di Milano, il cardinale Dionigi Tettamanzi. Ci pare si tratti di un vero e proprio attacco gratuito e sconsiderato a una personalità che negli anni del suo ministero milanese ha sempre assicurato un magistero capace di guardare, senza distinzioni di sorta e senza alcuna presa di posizione neppure velatamente politica, alla verità del Vangelo e alla necessità di mettersi dalla parte di tutti coloro che soffrono o sono in difficoltà.

I toni e i contenuti delle dieci domande della “Padania” ci paiono inaccettabili e rappresentano una vera e propria calunnia nei confronti del cardinal Tettamanzi (tutte le dieci domande contengono acclarate e documentabili falsità) e un’offesa per tutti coloro che, pur nell’inevitabile e auspicabile diversità di accenti, posizioni e impegni, si sentono parte della comunità cattolica ambrosiana che ha apprezzato e continua ad apprezzare l’operato del Cardinale che si è sempre collocato in grande sintonia con il Papa (si veda il suo intervento di oggi sui rom) e i suoi confratelli Vescovi.

Non possiamo dimenticare che proprio il cardinal Tettamanzi è stato promotore, in tempi in cui la crisi sembrava ancora lontana, di quella straordinaria iniziativa che prende il nome di “Fondo Famiglia e Lavoro” che ha contribuito in modo determinante a tenere desta l’attenzione dell’opinione pubblica sulle famiglie più in difficoltà e ha offerto un aiuto concreto anche a coloro che risultavano esclusi da ogni possibile intervento istituzionale.

Pensiamo che la polemica politica debba avere la capacità di non superare il pericoloso limite che la porta a gettare discredito su istituzioni che rappresentano un patrimonio comune dell’intera collettività. Il cardinal Tettamanzi è stato un dono prezioso per l’intera diocesi e ha sempre saputo relazionarsi con la realtà sociale e politica nell’assoluto rispetto dei ruoli e delle distinzioni che, con tutta evidenza, i promotori della inopportune e offensive domande dimostrano di non conoscere o di voler a bella posta cancellare.

Se poi l’iniziativa ha l’obiettivo non dichiarato di screditare l’Arcivescovo e il suo operato in vista dell’ormai prossima successione, siamo di fronte a un tentativo che non fa onore neppure all’intelligenza di coloro che lo hanno pensato.

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4 Si, ma non basta

Domenica 12 e lunedì 13 si votano quattro importantissimi referendum abrogativi. Senza ascoltare le sirene che parlano di ulteriore spallata al governo e dipingono questa consultazione come l’ennesimo referendum pro o contro Berlusconi, andiamo a votare per difendere l’acqua pubblica, per un’energia pulita e per una giustizia davvero uguale per tutti.

Sarà necessaria una grande mobilitazione per raggiungere il quorum del 50% più uno dei votanti. Il PD si è schierato a favore di quattro sì.  Vediamone le ragioni nel dettaglio:

-ACQUA: sì per l’acqua pubblica e per fermare la privatizzazione voluta dal governo Berlusconi.

-NUCLEARE: sì per fermare il nucleare.

-LEGITTIMO IMPEDIMENTO: sì perché tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge.

L’iniziativa politica del Pd non si esaurisce nel sostegno ai quattro sì: in particolare per quanto riguarda il tema dell’acqua il Partito Democratico ha presentato le sue proposte di legge sia a livello nazionale che regionale.

In questa sede sollevo un solo punto delle proposte del Pd, quello relativo alle tariffe dell’acqua (quesito numero due).

Questo è un tema su cui evitare la demagogia: l’acqua è un bene preziosissimo, a che fare con l’alimentazione e con la salute e, pertanto, si devono mettere in campo tutte le iniziative necessarie alla loro salvaguardia. Ciò significainvestire ingenti risorse per allacciare le reti, scavare nuovi pozzi, abbassare i tassi di dispersione dei nostri impianti e fare nuovi depuratori. Queste risorse non possono che provenire da una graduale rimodulazione della tariffa. Chi ha a cuore la qualità della nostra acqua non potrà esimersi dall’affrontare questa sfida. Una sfida impopolare di cui la politica dovrà responsabilmente farsi carico.

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Profughi: Formigoni si prenda le sue responsabilità

La Lombardia si avvia ormai ad accogliere sul proprio territorio 1500 profughi, ma continua la gestione commissariale senza che si sia ancora individuata una governance a livello territoriale, la nostra è l’unica regione italiana a non aver ancora stabilito chi e come deve occuparsi della loro accoglienza e della sistemazione stabile.
In queste settimane la vicenda è stata gestita da un commissario prefettizio che si è preoccupato di raccogliere le disponibilità di ospitalità sul territorio (nella metà dei casi si è trattato di strutture alberghiere) e di iniziare la sistemazione stabile nelle strutture messe a disposizione da enti locali o privato sociale.
In tutta questa vicenda, fino ad ora, Regione Lombardia ha brillato per la sua assenza. Il presidente Formigoni, forse per calcoli di opportunità elettorale o per le pressioni del suo ingombrante alleato leghista, ha preferito rimanersene in disparte e la gestione dell’accoglienza è toccata al commissario.
Ci auguriamo ora che Formigoni e la sua giunta decidano finalmente di prendersi carico di una vicenda che in altre regioni è già stabilmente in mano agli enti locali.
Il Lombardia non mancano però eccezioni positive: alcuni enti locali hanno già dato vita a un coordinamento spontaneo sul territorio tentando così di gestire l’arrivo e la sistemazione dei profughi in loco.
La Regione proceda in tempi brevi, faccia la sua parte ed esca da un torpore che non è degno di un territorio che ha dimostrato, senza clamori e senza alimentare tensioni, grande responsabilità nell’ospitalità dei profughi. Serve ora una regia istituzionale alla quale la giunta non può sottrarsi. Formigoni segua l’esempio di tanti suoi colleghi presidenti che, in questo caso, hanno dimostrato di essere più pronti, responsabili e concreti.

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Sanità: cittadini tartassati

Dal 1° giugno i cittadini Lombardi sono tornati a pagare di più i farmaci generici. E’ infatti scaduta la copertura stabilita dalla Regione per colmare il gaptra il prezzo dei medicinali e la copertura assicurata dal servizio sanitario nazionale.

Dalla metà di aprile si era infatti registrato un sensibile aumento dei  farmaci generici, anche se acquistati con la ricetta, dovuto al taglio di 600 milioni di euro sui rimborsi per i farmaci equivalenti stabilito dalla Finanziaria di Tremonti. E mentre regioni come Toscana e Friuli Venezia Giulia erano subito intervenute  con risorse proprie per colmare la differenza, in Lombardia la giunta Formigoni ha aspettato il mese di maggio per stanziare una copertura sperimentale che è durata però solo fino mercoledì scorso.

Questo ritardo ha fatto si che nel mese di aprile i cittadini lombardi hanno dovuto sborsare di tasca propria la differenza tra il prezzo di vendita e il rimborso da parte del servizio sanitario nazionale (22,5% in più rispetto ad un anno fa, in provincia di Varese il 18,7%).

Come gruppo del Partito Democratico abbiamo presentato una interrogazione urgente per chiedere alla Giunta quali iniziative intenda assumere per evitare che i cittadini debbano far fronte ad ulteriori costi per l’acquisto dei farmaci generici da qui fino a fine 2011.

Ma un altro balzello si sta abbattendo sui lombardi. La finanziaria del Governo Berlusconi ha previsto un taglio di oltre 450 milioni sui rimborsi per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale. Questo significa che dal 1° giugno i cittadini lombardi, oltre al ticket regionale di 36 euro, pagheranno un ulteriore ticket di 10 euro.

Il Partito Democratico ha depositato una mozione per chiedere che Regione Lombardia si impegni ad intervenire presso il Governo per garantire la copertura per la mancata introduzione del ticket da 10 euro per il periodo che va da adesso a dicembre o in caso contrario impegni risorse proprie per coprire la quota aggiuntiva. Se così non fosse, anche questo taglio ricadrebbe sui soliti cittadini tartassati.

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Massima attenzione ai fondi sociali

La scorsa settimana, con un tempismo elettorale, la Giunta regionale ha annunciatol’aumento degli stanziamenti per le risorse destinate alle politiche sociali, che per il 2011 saranno pareggiate al 2010.

Come Partito Democratico avevamo chiesto da tempo cheRegione Lombardia facesse fronte ai tagli destinati ad abbattersi sui servizi sociali per via della manovra di Tremonti. Lo spostamento di risorse da altri capitoli di bilancio, che verrà portata avanti in sede di assestamento, è perciò un atto dovuto alle associazioni dei disabili che in Lombardia sono scesi in piazza per chiedere a gran voce di vedere riconosciuti i loro diritti e a tutte le altre fragilità.

Questo stanziamento è una buona notizia, anche se, ad oggi, per quanto riguarda molte delle voci citate, si tratta semplicemente di un annuncio.Infatti solo a luglio, con l’assestamento di bilancio, si toccherà davvero con mano la sostanza di quanto detto e da quali altri capitoli del bilancio verranno spostate le risorse. Vigileremo.

Ora speriamo che anche il governo faccia la sua parte ripristinando il Fondo per la non autosufficienza (azzerato a partire dal 2012) e aumentando sensibilmente i finanziamenti per i servizi sociali che sono passati da 2 miliardi e 527 milioni di euro del 2008 ai 545 milioni di euro previsti per il 2011, pari ad un taglio di oltre l’87%.

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Un’altra buona notizia

Questa mattina la Corte di Cassazione ha stabilito cheil referendum sul nucleare si terrà regolarmente domenica 12 e lunedì 13 giugno.

Secondo la Corte, infatti, le norme contenute nel “decreto omnibus” non sono sufficienti per far saltare la consultazione.

Falliscono così i tentativi del governo di non fare esprimere i cittadini per evitare ulteriori contraccolpi politici.

E’ una buona notizia per la democrazia. A prescindere dagli orientamenti politici degli Italiani, la consultazione referendaria rappresenta un’ottima occasione per poter discutere e confrontarsi su temi così importanti e delicati per il nostro futuro.

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