“Rsa aperta” a Varese: Regione dica cosa intende fare per garantire il servizio

anzianiAncora una volta Regione Lombardia impone ai territori decisioni che penalizzano i cittadini senza nessuna adeguata comunicazione. E ancora una volta bisogna correre ai ripari. Il caso è quello del servizio “Rsa aperta” improvvisamente sospeso dall’1 luglio: per moltissimi anziani, persone fragili e le loro famiglie oltre il danno la beffa di scoprirlo a ridosso della chiusura del servizio.

Per questo ho presentato in Consiglio regionale un’interrogazione alla Giunta e all’assessore Gallera per chiedere “come intendono procedere per assicurare alle persone anziane affette da patologie psicogeriatriche e/o non autosufficienti la possibilità di continuare a beneficiare della misura “Rsa aperta” nell’ottica del benessere sia dell’assistito sia del nucleo familiare, spesso solo ad affrontare i carichi assistenziali e le problematiche annesse”.

Non bastano generiche promesse: la Giunta deve assumersi le sue responsabilità e indicare, nero su bianco, se e cosa intende fare per garantire un servizio così importante in modo continuativo. Non è la prima volta che decisioni così pesanti per la nostra provincia non solo non vengono condivise, ma neanche comunicate per tempo: i cittadini, soprattutto i più fragili, meritano rispetto e servizi all’altezza della Lombardia.

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“La bussola nella corsa elettorale” di Corriere Milano

corriere.disuguaglianzeAssolutamente centrale la riflessione di oggi di Cristiano Gatti sul Corriere Milano. Il nostro obiettivo per la Lombardia è ridurre le disuguaglianze. Proprio per questo due giorni fa abbiamo riunito oltre 500 persone fra professionisti, operatori e amministratori locali per riflettere insieme di “Sanità fra innovazione e disuguaglianze”. Perché il lavoro da fare per mettere la Lombardia in grado di continuare a correre è tanto, ma va fatto senza lasciare indietro nessuno.

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Convegno PD: le sfide della sanità fra innovazione e disuguaglianze

convegno-sanita-giugno-2017 (2)Il Pd riparte dalla sanità. Una riforma del sistema che non sta funzionando, basta incontrare gli operatori per rendersene conto. Siamo preoccupati della lunga transizione avviata e dalle difficoltà nella sua applicazione.

Qui il programma completo. Per informazioni: pd@consiglio.regione.lombardia.it.

La nostra principale preoccupazione oggi è la riorganizzazione della modalità di cura dei malati cronici, che sono un terzo dei cittadini lombardi, voluta dalla giunta regionale. Così il sistema non funziona, spersonalizza totalmente il rapporto tra il cittadino e la sanità e il malato rischia di dover fare riferimento a un call center anziché a un medico in carne ed ossa. Chiediamo una modifica precisa, e cioè che il ruolo di regia della presa in cura deve rimanere pubblica. Deve essere affidata alle aziende ospedaliere o ai medici di medicina generale, che sono il perno del sistema sanitario.

La riorganizzazione della cronicità è uno dei cinque temi al centro del convegno dal titolo “Le sfide della sanità lombarda tra innovazione e diseguaglianze” che il Partito Democratico ha organizzato per venerdì prossimo, 30 giugno, a Palazzo Lombardia (dalle ore 14.00, sala Biagi). Oltre trentacinque gli esperti chiamati a confrontarsi, sotto la guida del segretario regionale Alessandro Alfieri, della presidente della Commissione Sanità del Senato Emilia De Biasi e del coordinatore della Commissione Salute Conferenza delle Regioni e assessore alla Sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta. Tra loro i rettori delle università Milano Bicocca Cristina Messa e di Brescia Maurizio Tira, l’epidemiologo Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, il direttore generale della sanità della Regione Emilia Romagna Kyriakoula Petropulacos, il direttore Assistenza Farmaceutica della Regione Piemonte Loredano Giorni e molti altri.

Sarà un’occasione di confronto ambizioso perché noi come Pd abbiamo l’ambizione di governare questa regione. Se è vero che non ha senso esportare modelli, sarebbe utile però trarre ispirazione dalle buone prassi che vengono da esperienze extra regionali. Molti dei gruppi di lavoro del convegno riguardano promesse non mantenute da Maroni, come quella del taglio delle liste d’attesa che non sono diminuite nemmeno con le ultime iniziative della Giunta. Le critiche che avevamo sottolineato nel 2015, in occasione dell’approvazione della nuova legge oggi si dimostrano purtroppo fondate, a scapito di professionisti e pazienti.

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Alfieri: “Candidati a luglio, poi parola ai cittadini”. Intervista a La Repubblica

La mia intervista a La Repubblica Milano: "Saranno primarie di coalizione"

La mia intervista a La Repubblica Milano: “Saranno primarie di coalizione”

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Valichi con la Svizzera, noi con i sindaci contro una scelta unilaterale

sindaci_svizzeraA fianco dei sindaci contro una decisione unilaterale. È stata approvata martedì 4 aprile in Consiglio regionale la mozione sulla chiusura dei valichi fra Italia e Svizzera, fra cui Cremenaga. Tutti favorevoli, tranne la Lega Nord.

I sindaci dei comuni di confine fra la provincia di Varese e il Canton Ticino sabato sera avevano manifestato contro la chiusura (foto), durante l’orario notturno, del valico varesino (oltre a quelli di Como di Novazzano-Marcetto e Pedrinate) decisa dal Consiglio Federale svizzero.

Non è l’unico provvedimento preso in maniera unilaterale da parte della Confederazione elvetica negli ultimi anni. Ecco perché il Consiglio regionale deve prendere posizione in maniera chiara, al fine di ripristinare procedure condivise fra i due Paesi.

Abbiamo tutto l’interesse a confermare un clima di collaborazione tra i due Stati e in particolare tra organismi giudiziari, forze dell’ordine e amministrazioni comunali di confine, per migliorare il presidio del territorio e la sicurezza delle comunità locali. Le decisioni non prese in maniera condivisa non aiutano a cogliere questi obiettivi.

Incomprensibile invece l’atteggiamento della Lega Nord che piuttosto che stare al fianco dei venti sindaci dei Comuni di confine, che hanno manifestato sabato sera contro la chiusura dei valichi, applaude alla decisione svizzera.

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Trasporto ferroviario, PD protagonista nelle sfide per Varese e la Lombardia

treniIl trasporto ferroviario è al centro delle sfide del futuro per la Lombardia e per Varese. Un tema ampio e complesso in cui è necessario tenere insieme i grandi investimenti infrastrutturali e la qualità di vita delle migliaia di pendolari che ogni giorno viaggiano nella nostra regione.
Di questo abbiamo parlato a Varese in un convegno promosso venerdì 24 marzo dal PD a cui hanno partecipato anche gli amministratori delegati di Ferrovie dello Stato (RFI), Renato Mazzoncini, e di Trenord, Cinzia Farisè.

Oggi la sfida è tenere insieme locale e globale. I territori sono in competizione per attrarre investimenti: il compito della politica deve essere quello di mettere insieme gli attori per lavorare al meglio in rete. È evidente che hub strategici diventano decisivi come volano per il tessuto produttivo lombardo.

Il punto è: come spendere al meglio le risorse stanziate? Il Governo ha finalmente posto attenzione al trasporto locale e regionale su rotaia: per noi è un nodo decisivo. Inoltre, proprio settimana scorsa a Varese, Mazzoncini ha annunciato un investimento di 14 miliardi di euro di RFI sulle rete ferroviaria lombarda.

Le infrastrutture che interessano la nostra provincia fanno di Varese un nodo centrale per diverse direttrici, in particolare per gli spostamenti verso la Svizzera e verso Malpensa.
Quali sono le priorità per Varese?

  • Arcisate-Stabio: finalmente verrà aperta ed è necessario lavorare perché diventi il collegamento fra Varese e Como, la Svizzera e Malpensa, sia in chiave di trasporto pendolari che di turismo. A questa opera si collega ovviamente il tema della riattivazione della tratta Porto Ceresio-Varese.
  • Alptransit e la direttrice che passa da Luino: il progetto non può essere portato avanti se non con il pieno coinvolgimento delle realtà locali. È fondamentale rassicurare le amministrazioni locali sulle opere di mitigazione ambientale (barriere antirumore) e sulla messa in sicurezza dell’intero percorso.
  • Potenziamento Rho-Gallarate: c’è l’esigenza di dare indicazioni su come, rispetto al progetto iniziale, si possa andare avanti garantendo al territorio il minor impatto possibile. L’opera è necessaria per decongestionare la linea superando i “colli di bottiglia” delle ore di punta.

Di pari passo con gli investimenti infrastrutturali c’è il tema del servizio che ogni giorno viene offerto ai pendolari. E qui si apre la partita del rinnovo del materiale rotabile. È chiaro che convogli troppo datati sono più soggetti a guasti con le note conseguenze su ritardi e puntualità. E non è secondario il risvolto che mezzi nuovi, puliti ed efficienti avrebbero non solo a livello di percezione, ma anche e soprattutto sulla vita reale dei viaggiatori.

Veniamo quindi al tema chiave, le risorse. La Lombardia non può competere con le grandi realtà europee senza progetti ambiziosi e investimenti coraggiosi. Su questo fronte il Governo ha fatto la sua parte. Quando si fa rete i risultati arrivano, come a Varese dove si completa l’Arcisate-Stabio e, grazie al Governo (18 milioni di euro) e Ferrovie dello stato (6 milioni di euro), arrivano 24 milioni di euro per le stazioni.

Ma sul fronte lombardo Regione Lombardia non può continuare con l’atteggiamento di scaricabarile a cui ci ha abituato: è troppo facile dare sempre la colpa agli altri e scansare il problema. L’obiettivo è uno e comune e deve vedere tutti impegnati senza alibi: investimenti su infrastrutture ferroviarie e nuovi treni.

La disponibilità del Partito Democratico c’è: su una battaglia come questa deve esserci collaborazione. Il PD è pronto a confrontarsi e trovare soluzioni: l’auspicio è di poterlo fare al di là della propaganda politica.

Su sfide fondamentali per il territorio è fondamentale esserci ed esserci da protagonisti.

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Zes, ho scritto tutti i sindaci della provincia di Varese. Non si tutela così il territorio

La proposta di Regione Lombardia non ha i requisiti minimi per essere nemmeno discussa in Parlamento. Non si tutela così il territorio, ma costruendo percorsi percorribili e solidi che mettano il nostro tessuto produttivo nelle condizioni di poter reggere la concorrenza non solo con il Canton Ticino ma anche con le aree più sviluppate e attrattive d’Europa.

Mi riferisco al dibattito sull’istituzione di una zona economica speciale (ZES) a seguito dell’iniziativa, intrapresa dal consigliere regionale Luca Marsico, di sollecitare i Sindaci per l’approvazione di una mozione a sostegno della proposta di legge approvata dal Consiglio Regionale nel luglio 2014.

Così come formulata, la proposta di legge inviata a Roma non ha i requisiti per essere approvata dal Parlamento. Il testo infatti non è accompagnato da una relazione che, sulla base dei dati economici e sociali, illustri adeguatamente le condizioni di peculiarità del territorio e quindi la motivazione per l’introduzione di speciali forme amministrative e fiscali; l’articolazione non risulta compatibile con la normativa europea in materia di mercato unico e di aiuti di stato alle imprese; si assume in modo incongruo come delimitazione geografica per la ZES quella dei comuni in cui vige lo “sconto benzina”; è problematica la quantificazione del fabbisogno finanziario e della relativa copertura. Inoltre la proposta non affronta in nessun modo temi cruciali come la semplificazione burocratica o l’internazionalizzazione delle imprese, istanze che emergono con forza dal territorio.

Il modo più adeguato per esprimere un appoggio forte ed efficace alla richiesta di riconoscere le peculiarità territoriali della provincia di Varese non è tanto nel richiedere al Parlamento l’esame immediato – ma dall’esito segnato – di una proposta legislativa incompleta, quanto nel domandare al Consiglio regionale della Lombardia di revisionarne in tempi brevi il testo per renderlo effettivamente sostenibile, impegnando tutti i parlamentari del territorio a sostenerne l’iter successivo. Chiedo alla maggioranza di affrontare con serietà questo tema e di riportarlo rapidamente in Consiglio regionale visto che mancano meno di dieci mesi al termine della legislatura. In caso contrario sarà evidente che questa iniziativa è l’ennesimo teatrino elettorale che non porterà alcun beneficio al territorio.

Per questo ho scritto a tutti i sindaci della provincia di Varese illustrando tutte le mancanze e le debolezze della proposta approvata in Consiglio regionale, invitandoli a sostenere presso Regione Lombardia la richiesta di ridiscussione della proposta di legge al Parlamento, anche tramite una mozione da approvare nei consigli comunali.

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Condanniamo la manifestazione di Forza Nuova a Milano. Il PD in corteo con Anpi e le associazioni

forza_nuovaA nome del Partito democratico Lombardo condanniamo fermamente la manifestazione di stampo fascista e xenofoba di Forza Nuova indetta per sabato 14 gennaio a Milano.

Consideriamo molto grave il fatto in sé, anche in considerazione del fatto che questo corteo avvenga a Milano città medaglia d’oro per la resistenza e a due settimane dal Giorno della Memoria. Facciamo appello alle autorità competenti e alle forze dell’ordine affinché possano riconsiderare la decisione assunta. Lo chiederemo fino all’ultimo.

Annunciamo sin da adesso che il Partito democratico aderirà alla contro manifestazione indetta dell’Anpi e delle altre associazioni prevista in centro a Milano sabato pomeriggio.

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Con Milano e Varese il PD punto di riferimento in questa regione

galimbertiA Varese, con Davide Galimberti, abbiamo ottenuto un successo storico che interrompe 23 anni di governo leghista. Abbiamo messo la Lega con le spalle al muro e questo conferma che nessun territorio è inespugnabile.

Il successo di Varese è motivo di particolare soddisfazione personale perché è la città dove sono cresciuto e dove ho incominciato a fare politica.

Con la conferma di Milano e l’impresa di Varese adesso siamo un punto di riferimento in questa regione. In Lombardia il Pd si conferma primo partito: guidiamo tutti e 12 i capoluoghi, un motivo di orgoglio ma anche una grande responsabilità.

Da oggi siamo già al lavoro per concretizzare il lavoro di questi anni: come sempre il Pd lombardo sarà al fianco degli amministratori per sostenerli nelle sfide più importanti.

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Dopo Roma, il modello lombardo è fallito

Dopo i fatti di Roma il centrodestra è in totale confusione. Il tentativo di tenere in piedi questa maggioranza per la sfida di Milano è destinato a fallire. E’ certificato che esistono due modelli opposti di centrodestra che non posso convivere. Altro che cinture di sicurezza, Maroni sa perfettamente che il modello lombardo è solo uno slogan. A Roma Salvini e Meloni vogliono far fuori Berlusconi, a Milano vanno tutti a braccetto almeno fino al 5 giugno. Il contraccolpo è inevitabile e a pagarne saranno i milanesi e i lombardi.

 

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