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Canale navigabile fino a Milano: ancora???

A volte ritornano.
Parlo del Canale navigabile che da Pizzighettone, dove arriva ora quello costruito decenni fa, che si collega al fiume Po, vorrebbero portarlo a Milano, a Trucazzano per la precisione.

Il progetto è ritornato d’attualità quando Maroni è stato sollecitato, qualche mese fa, dall’Associazione Industriali cremonese ad occuparsi della navigabilità fluviale e dell’insediamento produttivo di area vasta in località Tencara (dove si ferma oggi il pezzo di canale costruito). In verità gli imprenditori locali, e con loro tutti i portatori di interesse, sindacati compresi, avevano chiesto di sistemare il grande fiume perché potesse essere reso navigabile per tutto l’anno e di sostenere economicamente la realizzazione del Polo produttivo di “Tencara”. Il Presidente Maroni e la sua Assessore Viviana Beccalossi, in questo spalleggiati dal collega Carlo Malvezzi (NCD) e dal parlamentare europeo Massimiliano Salini, sono tornati a Cremona per stupirci. Ma per farlo hanno usato gli effetti speciali. Il progetto Nuovo (che poi è vecchio di 50 anni) è quello di portare l’acqua del Po a Milano sbragando una buona fetta di campagna agricola, utilizzando per un tratto il canale “Muzza”, andando in salita di 72 metri rendendo obbligatoria la costruzione di ben sette grandi conche, con una spesa di circa 1 miliardo e 800 milioni di euro.

L’ex Presidente della Provincia Salini ha però detto che 800 milioni arriveranno dall’Europa e che “Noi” ci dovremmo mettere “solo” un miliardo.
A parte lo spreco di suolo agricolo, a parte la complessità di utilizzare un canale irriguo (la Muzza) e la difficoltà “di salire” fino a Milano; a parte anche il costo irraggiungibile: ma perché portare il Canale a Milano quando le merci pesanti e pericolose che c’erano 30/40 anni fa non ci sono più?? Oggi le grandi industrie metalmeccaniche sono state chiuse, i magazzini sono leggeri e gestiti con sistemi tecnologici.

Ma smettiamo di sognare e cerchiamo di essere concreti. Cancelliamo per sempre il Canale verso Milano, facciamo partire “Tencara” con il collegamento ferroviario dedicato, con quello  viabilistico (attraverso un rondò) e facendo funzionare per 365 giorni all’anno la navigazione fluviale, da Pizzighettone fino a Mantova e da qui, con i canali artificiali già esistenti, fino al mare.

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Consumo di suolo: abbandonato il gruppo di lavoro

Noi del Pd, insieme a Patto Civico, abbiamo deciso di abbandonare il gruppo di lavoro per la redazione di un progetto di legge condiviso sul consumo di suolo, nato un anno fa in commissione territorio del Consiglio regionale e tuttora in stallo a causa dei problemi interni alla maggioranza. Durante la riunione odierna ho detto al presidente della commissione Alessandro Sala e ai colleghi degli altri gruppi che ritengo scorretto il comportamento della maggioranza che ha di fatto tenuto fermo il gruppo per settimane, subordinandolo a un’intesa interna alla coalizione di Maroni. Rispetto al testo approvato dalla giunta, firmato dall’assessore Viviana Beccalossi, ci sono evidentemente consistenti differenze di vedute che la maggioranza intende risolvere prima di sedersi al tavolo con gli altri gruppi. Sta di fatto che dopo un mese e mezzo di stallo il frutto di questa mediazione non è ancora stato presentato al gruppo di lavoro. Da qui la sua inutilità, alle cui dimissioni, accompagnate da quelle dei colleghi Jacopo Scandella (Pd) e Paolo Micheli (Patto Civico), è seguita la decisione del Presidente di Commissione di sciogliere l’organismo e di riportare tutto il dibattito direttamente in commissione, rinunciando di fatto ad un’intesa tra gli schieramenti.

Ho dato le dimissioni non per ragioni politiche ma etiche, di rispetto del lavoro altrui. Registro che è venuta meno la fiducia che mi era stata accordata per svolgere un ruolo istituzionale. Quando si comincia a immaginare in un gruppo di lavoro che ci sono la maggioranza e l’opposizione, e che quindi prima la maggioranza deve elaborare un documento proprio, è evidente che viene meno la ragione di lavorare insieme: basta e avanza l’attività della Commissione.

Da un mese e mezzo aspettiamo un testo condiviso dalla maggioranza su cui iniziare a lavorare per modifiche e integrazioni. Non sono bastate nemmeno tre riunioni di maggioranza e non sappiamo quanto tempo ci vorrà, ma rimangono sul tavolo le nostre proposte: la necessità di ragionare su area vasta per quel che riguarda la programmazione territoriale, il bisogno di ridurre il residuo, cioè tutte quelle aree programmate ma non ancora edificate e gli incentivi sia economici che burocratici per la riqualificazione.

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Consumo di suolo e rigenerazione urbana

convegno consumo di suolo“Consumo di suolo e rigenerazione urbana”:  questo è il titolo del convegno organizzato dal Partito Democratico e dal Patto Civico che si terrà domani 9 maggio, dalle ore 9,30 alle 12,30, presso la Sala Gonfalone, Palazzo Pirelli, Milano. Il dibattito verterà sulla riforma complessiva della legge regionale urbanistica 12 del 2005 che approderà in Aula il prossimo 8 luglio.

L’ introduzione è affidata al capogruppo del Pd Enrico Brambilla e al consigliere regionale del Patto civico Paolo Micheli. Sarà presente l’assessore regionale al Territorio Viviana Beccalossi.

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Suolo: si blocchi il consumo di 450 milioni di metri quadri previsti

La macchina è finalmente partita. Dopo mesi di stallo, la Commissione Territorio del Consiglio regionale oggi ha iniziato il processo di discussione che porterà all’approvazione del progetto di legge per il contrasto del consumo di suolo. Documento che ci auguriamo sia il più condiviso possibile.
Ora che l’iter è ufficialmente avviato si potranno confrontare le posizioni delle forze politiche che a parole sono spesso coincidenti ma che poi non si rispecchiano nei fatti. Abbiamo dato il nostro contributo, frutto di consultazioni approfondite e di riflessioni con esperti del settore, che si pone l’obiettivo di mettere un freno all’urbanizzazione dei terreni agricoli e naturali introducendo concetti come la programmazione di area vasta, la compensazione preventiva, l’utilizzo in via prioritaria delle aree dismesse, abbandonate e degradate e l’introduzione delle soglie percentuali massime di consumo di suolo.
Non si può pensare di scrivere una legge sul contrasto al consumo di suolo senza partire dal problema dei cosiddetti residui: attualmente si prevede nei Pgt di 1186 comuni, escluso Milano, di rendere terreno edificato ben 450 milioni di metri quadrati di territorio lombardo. Questo è legato alla libertà di programmazione che lascia la normativa regionale vigente che decentra tutte le decisioni insediative al singolo comune, anche quando queste hanno evidenti impatti negativi in termini di traffico ed inquinamento sui comuni confinanti. Autorizzare grandi insediamenti come centri commerciali, poli logistici o altro, è una scelta che deve coinvolgere l’ambito territoriale e non solo il singolo Comune. Sarà nostro compito far passare il concetto di programmazione di area vasta, al quale al momento la Giunta non fa alcun riferimento nel proprio testo. Noi riteniamo che forme di pianificazione e programmazione associata sono essenziali in una regione dove più del 70% dei comuni è sotto la soglia dei 5.000 abitanti e dove molti hanno difficoltà da soli a sviluppare tutto quanto la legge prevede per il PGT.

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La prossima volta l’assessore Del Tenno convochi una conferenza di servizi

L’incontro che doveva tenersi questo pomeriggio a Cremona, tra Regione, Trenord, gli amministratori e comitati di pendolari, è stato rinviato per impegni improrogabili dell’assessore alle Infrastrutture e Mobilità Maurizio Del Tenno stando a quanto riporta una nota ufficiale dell’agenzia di stampa regionale. E’ un peccato: sarebbe stata la giusta occasione per la Regione per spiegare la causa dei disagi che questa mattina hanno costretto i pendolari delle linee cremonesi e mantovane a dover prendere bus sostitutivi in mancanza dei treni.
Ribadisco che quello che il territorio ha bisogno è la convocazione di una conferenza di servizi che, a differenza dell’incontro informale che si sarebbe dovuto tenere oggi, richiede la preparazione di proposte e soluzioni concrete indicando le priorità infrastrutturali necessarie per la provincia di Cremona con un crono programma certo degli interventi. Una conferenza di servizi aperta a tutti e quindi non solo alla Regione, a Trenord e alle amministrazioni comunali ma anche e soprattutto ai pendolari, tempestivamente informati, che più di chiunque altro conoscono luci e ombre del servizio ferroviario regionale.
Nel pomeriggio sempre a Cremona l’Assessore Regionale al Territorio Viviana Beccalossi ha presentato alla stampa il Progetto preliminare redatto da Aipo ‘Navigazione del fiume Po da Cremona al mar Adriatico’, una bella iniziativa che dimostra finalmente il cambio di passo, rispetto al passato, della Regione che decide di puntare sul trasporto fluviale come valida modalità di trasporto sostenibile come noi abbiamo sempre sostenuto.

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