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Bilancio regionale: le mie proposte per Cremona, Crema, Casalmaggiore e Soresina

E’ cominciata questa mattina la trattazione in Aula consiliare dell’ultimo bilancio regionale della legislatura. Oggi verranno presentati tutti gli emendamenti che saranno poi votati nella giornata di domani.

Il Partito Democratico ha presentato 133 emendamenti, che sono circa la metà dei 264 complessivi. Oltre agli interventi richiesti sui ticket sanitari, dove chiediamo una riduzione netta secondo il criterio della progressività per reddito, sul trasporto pubblico e sulla spesa sociale, il Pd ha focalizzato la metà dei suoi emendamenti su tematiche specifiche territoriali.

Per quanto mi riguarda, a Crema ho proposto il finanziamento per la ristrutturazione dell’ex Tribunale da destinare a centro servizi per l’Ospedale. Il comune aveva consentito di cedere in uso gratuito l’intero edificio e l’azienda ospedaliera (Asst) aveva già elaborato, la scorsa primavera, un progetto ben articolato. La richiesta di finanziamento regionale è di 4 milioni di euro.

Per il Casalasco abbiamo puntato sulla mobilità sostenibile: sulla direttrice ferroviaria Parma-Casalmaggiore-Piadena-Brescia, per il miglioramento complessivo della infrastruttura e l’elettrificazione della stessa linea che per 85 km funziona solo con i treni diesel. E qui diventa indispensabile un investimento, anche in relazione ai problemi causati dalla chiusura del Ponte sul fiume Po. Non esiste alcun progetto, neppure di massima, e nessun accordo tra Governo, Fs, Rfi e le due Regioni coinvolte. Chiedo, con il nostro emendamento, sottoscritto con il collega Marco Carra, di mettere a bilancio una cifra di 500 mila euro per realizzare un progetto definitivo che consenta di trovare le risorse necessarie per affrontare l’investimento infrastrutturale.

Per Soresina ho proposto due emendamenti con la relativa richiesta di contributo: per la tangenziale cittadina, cominciata 5 anni fa, ma rimasta incompleta, un importo di 2 milioni e 500 mila euro; e 250 mila euro per la realizzazione della pista ciclabile da Soresina a Casalmorano.

Per Cremona chiediamo un sostegno finanziario di 1 milione di euro per opere di riqualificazione dell’Asta del fiume Po, correlate alla costruzione della ciclabile ‘Vento’ che da Venezia dovrebbe arrivare a Torino passando, appunto, da Cremona. Lo strumento per ottenere la riqualificazione è quello del ‘Contratto di Fiume’ da sottoscrivere con Regione, le Province e i comuni interessati.

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Ok al progetto Vento

ciclistaLa Commissione Territorio e Infrastrutture del Consiglio Regionale ha votato all’unanimità questo pomeriggio una richiesta alla Giunta Regionale perché includa nella pianificazione della mobilità ciclistica regionale il progetto VENTO, la ciclovia di collegamento tra Venezia e Torino che per 679 chilometri si snoda lungo le sponde del Po. Il progetto è stato realizzato dal dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano e inserito dal Governo nel dossier “Agenda Italia” su Expo 2015, nonché inserito in uno specifico bando emanato da Fondazione Cariplo che prevede il finanziamento delle reti ciclabili connesse con lo stesso progetto. La richiesta, che è tecnicamente una raccomandazione allegata al parere che la commissione ha dato in merito al Piano regionale per la mobilità ciclistica, è stata presentata da me e Jacopo Scandella.
Un progetto tanto importante non può mancare dalla pianificazione regionale e la commissione ha accolto unanimemente la nostra richiesta. Ad oggi il progetto è stato condiviso da 70 tra amministrazioni comunali, università e associazioni, ed è a livello provinciale che vanno favoriti accordi o protocolli d’intesa con i comuni e i portatori d’interesse. Abbiamo anche chiesto che si attivino accordi con Trenord per attrezzare le stazioni allo scambio ferro–bicicletta e per adattare i treni ad accogliere i cicloturisti, a differenza di quanto avviene ora.

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Nessuna certezza da Trenord e tra un anno scade il contratto

treno a cremaQuesto pomeriggio il presidente di Trenord Vincenzo Soprano e l’amministratore delegato Luigi Legnani, sono intervenuti in Commisisone Trasporti per relazionare sui disservizi che si registrano giornalmente lungo le linee ferroviarie regionali e sui possibili investimenti i ottica Expo.
Diversi gli argomenti trattati, due le questioni più rilevanti: la soppressione dal prossimo 15 dicembre degli 8 treni interregionali che collegano Milano–Brescia–Venezia e i possibili interventi messi in campo da Trenord per risolvere i problemi esistenti riguardanti i ritardi sistematici, la scarsa pulizia delle carrozze e l’ insufficiente qualità dei treni.
L’unica notizia certa che apprendiamo oggi dall’audizione è che tra un anno, il 31 dicembre 2014, il contratto di servizio della società che gestisce il trasporto regionale lombardo scadrà e che al momento non essendoci certezza sul futuro dell’azienda qualsiasi decisione sugli investimenti è rimandata.
Purtroppo oggi dobbiamo incassare risposte generiche che non aggiungono molto di più a quello che già si sa se non che, così come confermato dal dott. Legnani, l’indice di puntualità degli ultimi giorni è diminuito da 82 a 70, ma una cosa è certa: il progetto Trenord nato solo due anni fa, nel gennaio 2012, rischia di chiudere tra un anno vista la scadenza del contratto di servizio. Stando a quanto detto dal presidente di Trenord, inoltre, apprendiamo che nessun investimento può essere fatto dalla società vista l’incertezza della situazione societaria e che tutto quello fatto fino ad oggi è stato fatto a leasing. Notizie non proprio rassicuranti visto e considerato che si stanno giocando due partite importanti. La prima innanzitutto riguarda la fusione di Atm con Trenord di cui poco si conosce, compresi i dirigenti di Trenord. E poi la questione della soppressione dei treni interregionali dal prossimo dicembre di cui, nonostante le dichiarazioni di Del Tenno e del mandato dato all’azienda regionale di trovare una soluzione, Trenord non ha saputo dire di più. Su questo però ci saremmo aspettati una risposta un po’ più esauriente dal presidente Soprano visto e considerato che è al tempo stesso amministratore delegato di Trenitalia.

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No alla cancellazione dei treni Milano Venezia

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Trasporto interregionale Nord Italia: lettera al ministro Lupi per convocare un tavolo

binariI consiglieri regionali del PD Gian Antonio Girelli e Jacopo Scandella assieme al deputato Matteo Mauri, componente della Commissione Trasporti alla Camera, hanno inviato questa mattina una lettera al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi per chiedere di convocare un tavolo, promosso dal governo, per discutere e migliorare il coordinamento del sistema ferroviario interregionale del Nord Italia. Con la lettera si formalizza quanto annunciato martedì dopo aver appreso, a mezzo stampa, l’esito negativo della riunione tecnica convocata a Verona tra le delegazioni della Regione Lombardia e Veneto e i gestori del servizio Trenord e Trenitalia per trovare una soluzione alla decisione unilaterale del presidente Zaia di sopprimere 8 treni interregionali che collegano Milano a Venezia dal prossimo 15 dicembre.
Lunedì l’incontro non ha sortito gli effetti sperati e purtroppo le posizioni sono ancora distanti. Le proposte fatte dai tecnici di Regione Lombardia, che tendono a mantenere il servizio e ad integrarlo ulteriormente nell’ottica della spesso dichiarata ma mai attuata razionalizzazione del trasporto ferro sulla linea Milano–Venezia, sembrano ricevere solo dinieghi dalla controparte veneta. Di contro, per ritorsione, Regione Lombardia ha minacciato di far fermare le proprie 24 corse a Desenzano del Garda, sito sul confine amministrativo. Inoltre sono a rischio altri convogli di tipo interregionale con collegamento festivo che percorrono la linea Lecco–Bergamo–Brescia–Verona–Venezia che, specialmente nella stagione estiva, hanno importanza rilevante soprattutto dal punto di vista turistico.
La contesa è legata alla ridefinizione interna alle singole regioni degli orari, quando invece stiamo parlando della direttrice che per importanza è la seconda dell’intero territorio nazionale. Questo è l’ultimo caso di mancato coordinamento tra le varie Regione del Nord Italia sul tema del trasporto ferroviario, si ricordino i casi passati del Piemonte e dell’Emilia Romagna. Su questi presupposti chiediamo al Governo di intervenire e di indire un apposito tavolo, in cui il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture svolga un ruolo attivo e fondamentale, per cercare una soluzione che vada al di là dei semplici steccati amministrativi e dia una risposta meno locale e più di sistema. Un tavolo che veda coinvolte tutte le componenti, e quindi il Ministero, le Regioni del Nord d’Italia, Trenitalia e Trenord, e che riteniamo sia il luogo giusto dove trovare una soluzione alla mancanza di risorse e pianificare tracce orarie più funzionali alle esigenze degli utenti, non solo per quanto riguarda questa tratta ma anche per tutte le criticità che si evidenziano laddove il trasporto su ferro conosce interconnessioni fra Regioni diverse. Le sfide che hanno di fronte queste regioni, EXPO 2015 in testa, richiedono di lavorare in maniera coordinata e programmata andando oltre i campanilismi e le divisioni politiche.

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Treni Milano-Venezia: convocare un tavolo sul sistema ferroviario del Nord Italia

Indire un Tavolo, promosso dal governo, per discutere sul sistema ferroviario regionale che coinvolga tutte le regioni del Nord Italia, per evitare che si verifichino episodi analoghi a quello che vede coinvolte le Regioni Lombardia e Veneto.
La riunione tecnica convocata a Verona ieri pomeriggio tra le delegazioni delle Regione Lombardia e Veneto e i gestori del servizio Trenord e Trenitalia non ha sortito gli effetti sperati ma al contrario, ad oggi, sui giornali si ventilano ulteriori tagli dei collegamenti festivi sulla linea Milano–Venezia e il treno festivo Lecco–Bergamo–Brescia–Venezia. Sarebbe troppo facile attaccare la maggioranza sui risultati fallimentari della macroregione, noi vorremmo andare oltre lanciando una proposta che, soprattutto in ottica Expo, superi gli steccati politici. Bisogna lavorare in maniera coordinata e programmata per migliorare il sistema ferroviario del Nord Italia, riteniamo che adesso tocchi alla politica trovare la via d’uscita e andare oltre i campanilismi tra Regioni per giunta dello stesso colore politico. Su questi presupposti il Tavolo diventa uno strumento indispensabile per compensare la mancanza di risorse e pianificare tracce orarie più funzionali alle esigenze degli utenti che per studio, lavoro o svago si spostano da una regione all’altra. L’Expo parte anche da questo.

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Progetto VenTo: infrastruttura dalle grandi potenzialità in linea con le finalità di Expo

“VenTo: In bicicletta da Venezia a Torino lungo il fiume Po passando per Expo 2015” . Questo è il nome del progetto curato dal Politecnico di Milano: si tratta della più lunga ciclovia del sud Europa, lunga 679km, che se realizzata collegherebbe città artistiche quali Venezia, Ferrara, Mantova, Sabbioneta, Cremona, Pavia, Valenza, Casale Monferrato e Torino. Nonostante le grandi potenzialità dell’infrastruttura, la Regione Lombardia non ha inserito questo innovativo progetto nel “Documento strategico annuale 2013” al paragrafo relativo alla mobilità dolce, vie d’acqua e mobilità ciclistica. Per capire meglio le intenzioni della Giunta, con Giuseppe Civati ho depositato un’interrogazione all’indirizzo dell’assessore alla Mobilità e Infrastrutture Raffaele Cattaneo che sarà discussa durante la prima seduta di Consiglio dopo la pausa estiva, il 6 settembre prossimo.
Si tratta della più grande pista ciclabile in Italia spina dorsale e centrale del collegamento europeo Eurovelo 8 dalla Spagna all’Ucraina. Un bel cambio di passo che smarcherebbe il tema della ciclabilità da locale a globale oltre a fare da volano sia per l’economia che per il turismo lombardo. Se realizzato, l’infrastruttura valorizzerebbe l’immagine della Regione e sarebbe coerente con lo spirito di sostenibilità che Expo2015 dovrebbe mostrare. In parte la pista ciclabile già esiste, in parte deve essere realizzata e in parte sono necessari lavori di messa in sicurezza e le condizioni per realizzarla richiedono un investimento molto contenuto. Su queste premesse interroghiamo l’assessore Cattaneo per capire quali siano le iniziative che la Regione intende mettere in campo per sostenere questo progetto. Sarebbe opportuno che la Regione promuova un tavolo interregionale che coinvolga tutti i portatori di interesse così da realizzare l’infrastruttura per l’inaugurazione di Expo 2015.

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