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Rinnovato il contratto di servizio per Trenord: uno schiaffo ai pendolari lombardi

La Giunta regionale ha deciso di rinnovare il contratto di servizio a Trenord, in scadenza il prossimo 31 dicembre, fino al 2020: un provvedimento sbagliato che premia un vettore che ha collezionato in questi anni risultati non proprio entusiasmanti. Uno schiaffo a tutti i pendolari lombardi che affossa qualsiasi tipo di rilancio del trasporto pubblico regionale. Per noi la risposta migliore è quella di mettere a bando il servizio ferroviario regionale, strada già intrapresa da Veneto ed Emilia Romagna ed annunciata dalla Toscana, ma un’ ipotesi che Maroni non vuole nemmeno prendere in considerazione. Il motivo è semplice: la Regione non ha un quadro preciso del sistema ferroviario locale e con un vettore esterno la situazione scivolerebbe di mano. Ha fatto bene Maroni a ricordare che ogni anno la Giunta investe 400 milioni di euro in Trenord ma in qualsiasi azienda se ad un investimento non corrisponde il risultato si cambia strategia.
L’eventuale partecipazione di Trenord al bando di gara europeo che sarà indetto da Veneto ed Emilia mi lascia perplesso: che interesse avrebbe Zaia, dopo aver abbandonato Trenitalia, a farla rientrare dalla porta di servizio attraverso Trenord?

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Legge trasporti: ennesima proroga della Giunta Maroni

Stamattina abbiamo dato voto negativo sulla proroga al 31 marzo del 2014 dei termini per la costituzione delle Agenzie del Trasporto Pubblico Locale.
In un anno e mezzo, da quando è stata approvata la riforma del trasporto pubblico locale, non sono stati fatti i significativi passi avanti che tutti auspicavamo. Gran parte della responsabilità è di Regione Lombardia che aveva il compito di dirigere e nel caso controllare che tutto procedesse secondo quanto prevede la legge. E’ evidente che qualcosa non ha funzionato ma la Giunta ha pensato bene di fare quello che in questi mesi gli riesce meglio prorogare i termini per l’istituzione delle agenzie senza interrogarsi sui motivi di tale situazione e senza una puntuale identificazione delle cause che hanno rallentato il processo di riforma. Ci troviamo di fronte all’ennesima moratoria di questa legislatura dopo quella sui pgt, sui centri commerciali, sui termovalorizzatori e su Aler. Un rimando nel tempo che non giova per il servizio ferroviario che continua ad essere, nonostante le promesse, inefficiente.

E’ una riforma che non è decollata, una situazione che noi avevamo già fatto presente a luglio, in occasione dell’approvazione del bilancio, con un ordine del giorno che la maggioranza ha prontamente bocciato. Ricordo che con la costituzione delle agenzie ci sarebbe stato un risparmio di 145 milioni di euro, risorse che potevano essere investite per migliorare il servizio di trasporto, per evitare spiacevoli soppressioni di treni di pendolari e pesanti ritardi come quelli verificatesi negli ultimi due giorni sulle linee Crema–Cremona–Milano, e per implementare il sistema di controllo sui mezzi pubblici.

Le sanzioni vanno pagate, su questo non vi sono dubbi, ma allo stesso tempo crediamo che inasprire le multe non serva a risolvere il gravoso problema degli evasori. Una politica di contrasto all’evasione per essere vincente deve fare leva su nuovi strumenti quali l’istituzione di un titolo unico di viaggio, la presenza di biglietterie elettroniche funzionanti in prossimità dei binari, soprattutto nei giorni festivi, e la predisposizione di efficaci livelli di controllo sui mezzi pubblici.

Ho chiesto alla Giunta di valutare la possibilità di indire una gara pubblica europea per la gestione del  trasporto pubblico regionale. In più di una occasione l’assessore regionale Del Tenno ha espresso forti perplessità sull’operato di Trenord minacciando in Commissione, d’accordo con il presidente Maroni, di intraprendere nuove strade. Bene, considerato che il 31 dicembre del 2014 scade il contratto di servizio, ci chiediamo se non sia opportuno valutare in maniera seria l’opportunità di voltare pagina e aprirsi al mercato così come sta già facendo l’Emilia Romagna.

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Nessuna certezza da Trenord e tra un anno scade il contratto

treno a cremaQuesto pomeriggio il presidente di Trenord Vincenzo Soprano e l’amministratore delegato Luigi Legnani, sono intervenuti in Commisisone Trasporti per relazionare sui disservizi che si registrano giornalmente lungo le linee ferroviarie regionali e sui possibili investimenti i ottica Expo.
Diversi gli argomenti trattati, due le questioni più rilevanti: la soppressione dal prossimo 15 dicembre degli 8 treni interregionali che collegano Milano–Brescia–Venezia e i possibili interventi messi in campo da Trenord per risolvere i problemi esistenti riguardanti i ritardi sistematici, la scarsa pulizia delle carrozze e l’ insufficiente qualità dei treni.
L’unica notizia certa che apprendiamo oggi dall’audizione è che tra un anno, il 31 dicembre 2014, il contratto di servizio della società che gestisce il trasporto regionale lombardo scadrà e che al momento non essendoci certezza sul futuro dell’azienda qualsiasi decisione sugli investimenti è rimandata.
Purtroppo oggi dobbiamo incassare risposte generiche che non aggiungono molto di più a quello che già si sa se non che, così come confermato dal dott. Legnani, l’indice di puntualità degli ultimi giorni è diminuito da 82 a 70, ma una cosa è certa: il progetto Trenord nato solo due anni fa, nel gennaio 2012, rischia di chiudere tra un anno vista la scadenza del contratto di servizio. Stando a quanto detto dal presidente di Trenord, inoltre, apprendiamo che nessun investimento può essere fatto dalla società vista l’incertezza della situazione societaria e che tutto quello fatto fino ad oggi è stato fatto a leasing. Notizie non proprio rassicuranti visto e considerato che si stanno giocando due partite importanti. La prima innanzitutto riguarda la fusione di Atm con Trenord di cui poco si conosce, compresi i dirigenti di Trenord. E poi la questione della soppressione dei treni interregionali dal prossimo dicembre di cui, nonostante le dichiarazioni di Del Tenno e del mandato dato all’azienda regionale di trovare una soluzione, Trenord non ha saputo dire di più. Su questo però ci saremmo aspettati una risposta un po’ più esauriente dal presidente Soprano visto e considerato che è al tempo stesso amministratore delegato di Trenitalia.

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Treni: solito ritornello sugli investimenti

FerrovieDalla conferenza stampa di oggi dell’assessore ai Trasporti Del Tenno non arrivano le novità che i pendolari vorrebbero sentirsi dire. Sono stati sciorinati numeri e slide da spot elettorali che rimandano all’enfasi già vista alla stipula del contratto di servizio dell’anno scorso dove si promettevano 250 milioni di investimenti per il materiale rotabile con immediata introduzione di 40 nuovi treni.

Si è parlato dell’arrivo di 62 nuovi treni nei prossimi due anni in servizio sulle tratte lombarde per un costo complessivo di 527 milioni di euro di cui 132 milioni finanziati dalla Regione.

Vorremmo capire dalla Giunta su quali linee verranno immessi i nuovi treni se infatti il primo entrerà in circolo da febbraio 2014, come ha sottolineato il presidente Maroni, ad oggi la Giunta si è “dimenticata” di riferirci quali saranno le linee fortunate. I pendolari delle linee del Sud Lombardia, le più disagiate di tutta la Regione, vorrebbero tanto saperlo.

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Anci: la delega alla Mobilità a Maran è una buona notizia per la Lombardia

La nomina di Pierfrancesco Maran a delegato nazionale Anci alla Mobilità è una buona notizia non solo per Milano ma per tutta la Lombardia. E’ un riconoscimento del lavoro svolto fino ad oggi in veste di assessore alla Mobilità al comune di Milano soprattutto in termini di mobilità sostenibile.
La sua nomina, in una posizione chiave, ci permetterà di avere un canale diretto di confronto su questioni di stretta attualità quali la fusione tra Atm e Trenord ed iniziare un ragionamento serio su come integrare il sistema ferroviario interregionale dopo il caso della linea Milano-Venezia.

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Trasporto interregionale Nord Italia: lettera al ministro Lupi per convocare un tavolo

binariI consiglieri regionali del PD Gian Antonio Girelli e Jacopo Scandella assieme al deputato Matteo Mauri, componente della Commissione Trasporti alla Camera, hanno inviato questa mattina una lettera al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi per chiedere di convocare un tavolo, promosso dal governo, per discutere e migliorare il coordinamento del sistema ferroviario interregionale del Nord Italia. Con la lettera si formalizza quanto annunciato martedì dopo aver appreso, a mezzo stampa, l’esito negativo della riunione tecnica convocata a Verona tra le delegazioni della Regione Lombardia e Veneto e i gestori del servizio Trenord e Trenitalia per trovare una soluzione alla decisione unilaterale del presidente Zaia di sopprimere 8 treni interregionali che collegano Milano a Venezia dal prossimo 15 dicembre.
Lunedì l’incontro non ha sortito gli effetti sperati e purtroppo le posizioni sono ancora distanti. Le proposte fatte dai tecnici di Regione Lombardia, che tendono a mantenere il servizio e ad integrarlo ulteriormente nell’ottica della spesso dichiarata ma mai attuata razionalizzazione del trasporto ferro sulla linea Milano–Venezia, sembrano ricevere solo dinieghi dalla controparte veneta. Di contro, per ritorsione, Regione Lombardia ha minacciato di far fermare le proprie 24 corse a Desenzano del Garda, sito sul confine amministrativo. Inoltre sono a rischio altri convogli di tipo interregionale con collegamento festivo che percorrono la linea Lecco–Bergamo–Brescia–Verona–Venezia che, specialmente nella stagione estiva, hanno importanza rilevante soprattutto dal punto di vista turistico.
La contesa è legata alla ridefinizione interna alle singole regioni degli orari, quando invece stiamo parlando della direttrice che per importanza è la seconda dell’intero territorio nazionale. Questo è l’ultimo caso di mancato coordinamento tra le varie Regione del Nord Italia sul tema del trasporto ferroviario, si ricordino i casi passati del Piemonte e dell’Emilia Romagna. Su questi presupposti chiediamo al Governo di intervenire e di indire un apposito tavolo, in cui il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture svolga un ruolo attivo e fondamentale, per cercare una soluzione che vada al di là dei semplici steccati amministrativi e dia una risposta meno locale e più di sistema. Un tavolo che veda coinvolte tutte le componenti, e quindi il Ministero, le Regioni del Nord d’Italia, Trenitalia e Trenord, e che riteniamo sia il luogo giusto dove trovare una soluzione alla mancanza di risorse e pianificare tracce orarie più funzionali alle esigenze degli utenti, non solo per quanto riguarda questa tratta ma anche per tutte le criticità che si evidenziano laddove il trasporto su ferro conosce interconnessioni fra Regioni diverse. Le sfide che hanno di fronte queste regioni, EXPO 2015 in testa, richiedono di lavorare in maniera coordinata e programmata andando oltre i campanilismi e le divisioni politiche.

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Treni Milano-Venezia: convocare un tavolo sul sistema ferroviario del Nord Italia

Indire un Tavolo, promosso dal governo, per discutere sul sistema ferroviario regionale che coinvolga tutte le regioni del Nord Italia, per evitare che si verifichino episodi analoghi a quello che vede coinvolte le Regioni Lombardia e Veneto.
La riunione tecnica convocata a Verona ieri pomeriggio tra le delegazioni delle Regione Lombardia e Veneto e i gestori del servizio Trenord e Trenitalia non ha sortito gli effetti sperati ma al contrario, ad oggi, sui giornali si ventilano ulteriori tagli dei collegamenti festivi sulla linea Milano–Venezia e il treno festivo Lecco–Bergamo–Brescia–Venezia. Sarebbe troppo facile attaccare la maggioranza sui risultati fallimentari della macroregione, noi vorremmo andare oltre lanciando una proposta che, soprattutto in ottica Expo, superi gli steccati politici. Bisogna lavorare in maniera coordinata e programmata per migliorare il sistema ferroviario del Nord Italia, riteniamo che adesso tocchi alla politica trovare la via d’uscita e andare oltre i campanilismi tra Regioni per giunta dello stesso colore politico. Su questi presupposti il Tavolo diventa uno strumento indispensabile per compensare la mancanza di risorse e pianificare tracce orarie più funzionali alle esigenze degli utenti che per studio, lavoro o svago si spostano da una regione all’altra. L’Expo parte anche da questo.

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Presentazione del libro “Treno diretto Crema-Milano”, venerdi 3 a Capralba

Venerdì 3 febbraio 2012, alle 21, al Centro Aggregazione Farinate di Capralba, presento, insieme al giornalista Paolo Loda, il libro che racconta il progetto di un “Treno diretto Crema – Milano – In viaggio verso la modernità”. Alla serata, organizzata congiuntamente dai comuni di Casaletto Vaprio e di Capralba, saranno presenti Pierluigi Lanzeni, sindaco di Capralba, Marcello Bergami, sindaco di Casaletto Vaprio e Diego D’Elia ingegnere esperto in pianificazione dell’esercizio ferroviario che ha realizzato lo studio sulla fattibilità del collegamento diretto.

La pubblicazione, curata dal giornalista Loda, che prende spunto dal progetto del treno diretto, fa anche il punto sui temi della mobilità più in generale, a partire dai problemi dei pendolari delle linee ferroviarie tra Crema, il territorio circostante e l’area metropolitana milanese. Il libro affronta perciò le questioni infrastrutturali (paullese, metropolitana, sistema ciclabile…) mettendo in rilievo la mancanza di dialogo tra ferro e gomma.

Nel testo (130 pagine, tantissime fotografie, edito con le risorse del Gruppo consiliare regionale del Pd) si trova anche il contributo di idee di economisti, docenti, urbanisti, esperti di mobilità di rilievo nazionale, come Marco Vitale, editorialista del Sole 24 Ore, Francesca Zajczyk, sociologa, Cesare Macchi Cassia, docente del Politecnico di Milano.

A tutti i partecipanti verrà distribuita una copia gratuita del libro.

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Treni: tutte le linee cremonesi sono sotto i livelli di servizio standard

La pessima performance dei treni lombardi denunciata quotidianamente dai pendolari cremonesi è oggi certificata dai dati relativi al mese di novembre pubblicati sul sito della Regione che descrivono un quadro poco edificante. Secondo le cifre rese note tutte e quattro le direttrici della provincia cremonese sono sotto i livelli di servizio dichiarati accettabili e dunque la stragrande maggioranza degli abbonati avrà diritto al bonus, uno sconto pari al 20% sull’abbonamento mensile di febbraio. Le linee incriminate, che hanno indice di affidabilità superiore a 5,10 (funziona al contrario, più alto è il valore meno affidabile è la linea) sono quattro:

CREMONA- TREVIGLIO  5,12%
BRESCIA - CREMONA   5,81%
MILANO - CODOGNO - CREMONA - MANTOVA    6,81%
MILANO - CODOGNO - PIACENZA   6,29%

clicca qui per vedere i dati di tutta le regione. Continua a leggere

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Libro “Treno diretto Crema-Milano”: giovedì la presentazione

Giovedì 24 Novembre alle ore 21 presso i locali della sala d’attesa della stazione ferroviaria di Crema, presento un libro che racconterà il progetto del “Treno Diretto Crema-Milano”.
La pubblicazione, curata dal giornalista Paolo Loda, servirà anche per fare il punto sui temi della mobilità più in generale a partire dai problemi dei pendolari delle linee ferroviarie tra Crema e il nostro territorio con l’area metropolitana milanese e affronta le questioni infrastrutturali (paullese, metropolitana, sistema ciclabile…) mettendo in rilievo la mancanza di dialogo tra ferro e gomma.
Nel libro (130 pagine, tantissime fotografie, editato con le risorse del Gruppo Consiliare Regionale del PD) si trova anche il contributo di idee di economisti, docenti, urbanisti, esperti di mobilità di rilievo nazionale.
A tutti i partecipanti verrà distribuita una copia gratuita.
Siete tutti invitati.

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