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Piano regionale della mobilità: troppe strade e autostrade

Troppe strade e autostrade e poca cura del ferro.

Il Piano regionale della mobilità è un importante lavoro di mappatura delle opere infrastrutturali programmate per il territorio lombardo, ma conferma indirizzi che non sono più attuali. Si prevedono troppe autostrade rispetto alle necessità della Lombardia, programmazione fatta prima della crisi economica e basata su previsioni di traffico e su capacità economica che oggi sono radicalmente cambiati. Mobilità sostenibile significa altro.

Il testo contiene alcune importanti proposte e progetti grazie ad emendamenti specifici che ho presentati dal PD.
Ieri la Commissione ha accolto nostri emendamenti che puntano al miglioramento viabilistico in provincia di Cremona. Innanzitutto il raddoppio selettivo del tratto ferroviario da Codogno a Cremona e da Cremona a Mantova, che era stato dimenticato dalla maggioranza. E’ un’ opera fondamentale per la viabilità mantovana attesa da anni. Finalmente è stata inserita ufficialmente nel piano dopo che lo stesso Maroni più volte aveva accolto la nostra richiesta. Ora, che è nero su bianco, non può più fare marcia indietro. Via quindi agli accordi con Rete Ferroviaria Italiana, non dimenticando di eliminare l’elevato numero di passaggi a livello causa di rallentamenti e ritardi dei treni. In questo modo si darà un importante servizio ai cittadini e si comincerà ad uscire dall’solamento. Importante poi che nel piano della mobilità vi sia il possibile prolungamento fino a Verona o fino a Ferrara, con treni interregionali.  Un collegamento veloce con Verona, ci dà la possibilità di collegarci rapidamente ad uno snodo ferroviario fondamentale.

Poi il potenziamento della linea ferroviario Treviglio–Crema–Cremona con il prolungamento dell’orario cadenzato del servizio fino a Milano senza rottura di carico a Treviglio. Un altro emendamento, invece, riguarda la navigazione fluviale con l’importante connessione intermodale del porto di Pizzighettone, con l’ipotesi del polo industriale di Tencara  e la possibile sinergia con il porto di Cremona per rafforzare lo scambio delle merci nel sistema acqua–ferro-gomma.

Ora non ci resta che provare a inserire, nella seduta di Consiglio, anche il collegamento con Reggio Emilia.

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Canale navigabile fino a Milano: ancora???

A volte ritornano.
Parlo del Canale navigabile che da Pizzighettone, dove arriva ora quello costruito decenni fa, che si collega al fiume Po, vorrebbero portarlo a Milano, a Trucazzano per la precisione.

Il progetto è ritornato d’attualità quando Maroni è stato sollecitato, qualche mese fa, dall’Associazione Industriali cremonese ad occuparsi della navigabilità fluviale e dell’insediamento produttivo di area vasta in località Tencara (dove si ferma oggi il pezzo di canale costruito). In verità gli imprenditori locali, e con loro tutti i portatori di interesse, sindacati compresi, avevano chiesto di sistemare il grande fiume perché potesse essere reso navigabile per tutto l’anno e di sostenere economicamente la realizzazione del Polo produttivo di “Tencara”. Il Presidente Maroni e la sua Assessore Viviana Beccalossi, in questo spalleggiati dal collega Carlo Malvezzi (NCD) e dal parlamentare europeo Massimiliano Salini, sono tornati a Cremona per stupirci. Ma per farlo hanno usato gli effetti speciali. Il progetto Nuovo (che poi è vecchio di 50 anni) è quello di portare l’acqua del Po a Milano sbragando una buona fetta di campagna agricola, utilizzando per un tratto il canale “Muzza”, andando in salita di 72 metri rendendo obbligatoria la costruzione di ben sette grandi conche, con una spesa di circa 1 miliardo e 800 milioni di euro.

L’ex Presidente della Provincia Salini ha però detto che 800 milioni arriveranno dall’Europa e che “Noi” ci dovremmo mettere “solo” un miliardo.
A parte lo spreco di suolo agricolo, a parte la complessità di utilizzare un canale irriguo (la Muzza) e la difficoltà “di salire” fino a Milano; a parte anche il costo irraggiungibile: ma perché portare il Canale a Milano quando le merci pesanti e pericolose che c’erano 30/40 anni fa non ci sono più?? Oggi le grandi industrie metalmeccaniche sono state chiuse, i magazzini sono leggeri e gestiti con sistemi tecnologici.

Ma smettiamo di sognare e cerchiamo di essere concreti. Cancelliamo per sempre il Canale verso Milano, facciamo partire “Tencara” con il collegamento ferroviario dedicato, con quello  viabilistico (attraverso un rondò) e facendo funzionare per 365 giorni all’anno la navigazione fluviale, da Pizzighettone fino a Mantova e da qui, con i canali artificiali già esistenti, fino al mare.

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La Regione punti sulle potenzialità viarie del fiume Po

PoOggi pomeriggio si è tenuta l’audizione dell’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO) nella Commissione Territorio e Infrastrutture in Consiglio Regionale, in previsione dell’approvazione del Programma Regionale di Sviluppo.
Ritengo che la Regione debba puntare sulle potenzialità del fiume Po, basta un investimento limitato per mettere in piedi il primo progetto di sviluppo industriale intermodale.
L’incontro con il direttore di Aipo Luigi Mille è stato illuminante. Rispetto alle altre città europee, la Regione Lombardia è miope di fronte alle potenzialità del Po come modalità di trasporto. Una mancanza che noi sosteniamo da tempo. Sono stati presentati dei progetti su cui la Regione potrebbe, e dovrebbe secondo noi, lavorare a costi contenuti che puntano alla regimentazione del fiume, alla sistemazione a corrente libera del Po da Cremona alla foce del Mincio, e da qui al mare, che permetterebbe di percorrere il fiume 340 giorni all’anno, e allo sviluppo dei porti fluviali di Cremona e Mantova. Il presidente di Aipo ha poi fatto un riferimento al canale artificiale navigabile di Cremona fino a Pizzighettone sostenendo la fattibilità del progetto del polo produttivo intermodale di Tencara che sfrutti in maniera funzionale il ferro, la gomma e l’acqua.
Forti di quanto detto questo pomeriggio chiederemo a Regione Lombardia di far corrispondere atti concreti da inserire nel Prs all’interno del quale non vi è alcun accenno al trasporto fluviale.

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Ottenuta l’audizione dell’Aipo

Fiume Po

Fiume Po

Oggi, col collega Carlo Malvezzi del Popolo della libertà, ho chiesto e ottenuto l’audizione dell’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO) nella prossima seduta della Commissione Territorio e Infrastrutture in Consiglio regionale che si riunirà nel pomeriggio di giovedì 13 giugno. In previsione dell’approvazione del Prs abbiamo ritenuto opportuno incontrare i rappresentanti dell’Aipo per confrontarci in merito a diverse questioni legate al trasporto fluviale. All’ordine del giorno si parlerà dei lavori di adeguamento dei porti di Mantova e Cremona e degli interventi specifici per rendere il Po navigabile tutto l’anno. Inoltre si chiederà conto dello stato dell’arte del progetto del polo industriale di Tencara in località Pizzighettone.

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