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Trasporto pubblico locale, se ne parla domani a Milano

Domani, giovedi 7 febbraio 2013, a Milano, al FAST in piazza Morandi 2, parteciperò a un convegno dal titolo “Sviluppo e sostenibilità: l’importanza del trasporto pubblico locale. Cosa succede in Lombardia?“.
L’incontro vedrà l’intervento del Candidato Presidente alla Regione Lombardia, Umberto Ambrosoli.

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Cremona non privatizzi il servizio idrico integrato

Dall’1,20 del bar ai pochi centesimi del supermercato. L’acqua in bottiglia è un vero business in Italia. Più in generale, in Lombardia l’uso che si fa del rubinetto è veramente tra i più alti nel Paese: la regione è al terzo posto nel consumo di litri erogati al giorno per abitante (dati 2008). Insomma, una risorsa preziosa il cui utilizzo, quando si tratta di servizio idrico integrato, non va privatizzato.

Dopo il nostro primo convegno di maggio, intitolato “Acqua 2.O – Quale futuro tra fabbisogno alimentare e sviluppo”, dove abbiamo affrontato gli aspetti dell’acqua e del consumo critico, gli aggiornamenti sulle criticità che coinvolgono il servizio idrico integrato e le proposte e le possibili prospettive per dare concreta attuazione all’esito referendario, è seguita l’approvazione in Aula consiliare, il 31 luglio, di una risoluzione sul servizio idrico integrato, che ha recepito nel dispositivo gran parte delle richieste presentate da noi, e più volte sollecitate, già a partire da aprile 2011.

Abbiamo fornito dati sui consumi e sulle azioni promosse dal Pd per favorire un adeguamento dei canoni di concessione delle acque minerali, perché crediamo che il sovra consumo di risorse ambientali ed economiche impongano, anche su questo tema, una maggiore informazione che favorisca su più fronti la riduzione degli sprechi e scelte più consapevoli. Per quanto riguarda il servizio idrico integrato e il fabbisogno di interventi infrastrutturali, il quadro di aggiornamento reso noto dalla Regione ci consente di fornire qualche dato rassicurante: le procedure di approvazione dei piani d’ambito, che prevedono la programmazione delle opere necessarie a evitare l’infrazione comunitaria e a garantire il miglioramento della qualità del sistema di depurazione delle acque, si stanno completando e auspichiamo che si concludano sui singoli territori entro la fine dell’anno.
Dieci sono, infatti, i Piani d’ambito già approvati dalle 12 province: Continua a leggere

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Scuola: no a scorciatoie sulla chiamata diretta con una legge rischiosa e pasticciata

l'incontro dei comitati degli insegnanti

Come Gruppo regionale del Pd, dopo aver incontrato ieri i comitati degli insegnanti, tra cui anche quelli di Rete Scuola di Crema, che hanno consegnato firme contro il Pdl 146, abbiamo votato contro l’articolo 8 “Misure per la crescita, lo sviluppo e l’occupazione” di Regione Lombardia, passato oggi, mercoledì 4 aprile 2012, in Consiglio regionale. Nonostante sia stato mitigato in alcuni passaggi – accordo chiaro con il Ministero dell’Istruzione, durata breve, controlli ogni sei mesi –, il passaggio del cosiddetto ‘Crescilombardia’ sulla chiamata diretta degli insegnanti non ci piace proprio.
E’ una forzatura poco rispettosa dell’ordinamento attuale. Si sperimenti pure, ma non in questo modo. Cioè un modo che ha costretto il presidente Formigoni e il Ministro Profumo a precisazioni reciproche. E comunque, non è attraverso questo articolo che si può cambiare la scuola in Lombardia.
Insomma, per noi si tratta di una “dannosa fuga in avanti”, che ci ha spinto a chiedere più volte di stralciare l’articolo dal progetto di legge. Per convincere la maggioranza a essere più prudente sul punto, Pizzul ha anche invitato, in Aula, durante il suo intervento, i colleghi di Pdl e Lega a pensare “al rischio che corre l’intero impianto della legge che, per questo motivo, potrebbe essere considerata incostituzionale”.
Ma lo stralcio non è arrivato.
Noi vorremmo giungere a nuove e più plausibili soluzioni a livello nazionale, ma con la collaborazioni tra Ministero e Regioni. E’ giusto pensare a diverse modalità di reclutamento degli insegnanti, senza però passare attraverso norme pasticciate. Regione Lombardia, invece di collaborare a modificare concretamente e virtuosamente la normativa nazionale, pensa solo ad appuntarsi la medaglietta della prima della classe – è proprio il caso di dirlo – sulla giacca. In questo modo la Giunta Formigoni ci pone al di fuori di percorsi condivisi e veramente riformistici. Fortunatamente, grazie ai nostri solleciti, siamo riusciti a rendere l’articolo meno problematico e a delimitare, in modo molto preciso, i termini della sperimentazione oltre all’obbligatorietà dell’accordo con il Ministero.

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Bilancio regionale 2012: manca su equità e crescita

Un bilancio che non punta sull’equità e sulla crescita, che non riforma la spesa regionale e che segna la fine del federalismo fiscale targato Lega.
Gli esiti della politica dei governi Lega PDL sono che la Regione Lombardia ha minori risorse e ulteriori tagli al tetto di spesa. Tutto è ridotto all’osso e alle spese obbligatorie. Da questo punto di vista è confortante che il Governo Monti in extremis sia riuscito a ripristinare quasi interamente le risorse per il trasporto pubblico locale tagliate in precedenza. In questo quadro avremmo voluto maggiore equità: all’applicazione indiscriminata e retroattiva dell’addizionale regionale Irpef si sarebbe potuta rimodulare l’aliquota decisa dalla Regione oppure, come ha chiesto con forza il PD, esentare dai ticket sui farmaci e dal superticket su visite ed esami i redditi fino a 30mila euro. Sul fronte dell’equità pesa anche il dimezzamento del fondo sociale destinato ai comuni. Il bilancio 2012 manca poi di iniziative che sostengano la crescita e lo sviluppo.
Occorreva, e non è stato fatto, riformare la spesa regionale e la razionalizzazione degli enti partecipati e delle sedi decentrate. E in un momento di contrazione delle risorse tutti gli sforzi avrebbero dovuto essere focalizzati verso le principali emergenze su cui la Regione può incidere: lavoro, famiglia e trasporti.

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