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Suolo: la legge è un pasticcio; martedì mozione urgente del Pd

Lo avevamo detto che la legge era un pasticcio, un mostro legislativo, e adesso i fatti ci danno ragione. Se i comuni non possono approvare varianti al proprio Pgt per ridurre il consumo di suolo da subito perché la Regione non lo permette, ma potranno farlo solo tra qualche anno, significa che il provvedimento è inadeguato.

L’aspetto surreale di tutta questa vicenda è che giovedì pomeriggio in Commissione Territorio sono stati presentati i dati ufficiali di consumo di suolo in Lombardia: il quadro delineato è drammatico parliamo infatti di 670 milioni di metri quadri di suolo consumato, oltre 100 milioni in più rispetto alle stime precedenti. Di questi 53 milioni derivano dall’88% dei Pgt comunali approvati mentre 14 milioni sono i residui previsti all’interno dei vecchi Prg. Un dato che aumenterà nei prossimi mesi visto che mancano all’appello ancora 180 comuni.

Il paradosso è sotto gli occhi di tutti: la legge regionale, nata per contrastare l’abuso del suolo, incentiva il consumo nei prossimi anni mentre, paradossalmente, mette un freno ai comuni più virtuosi che, in autonomia, già oggi, vorrebbero modificare il proprio Pgt. Un’assurdità che cercheremo di correggere con una mozione urgente che presenteremo martedì in Aula.

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La maggioranza ha approvato la sua legge mangia suolo

consumo di suoloLa maggioranza ha approvato la sua legge mangia suolo. Un provvedimento sbagliato che non ferma l’erosione del paesaggio e non combatte il dissesto idrogeologico nonostante la cronaca degli ultimi giorni richiedeva ben altro.

Per noi questa è una pessima legge che tradisce gli obiettivi di mandato della Giunta Maroni, frutto di una mediazione al ribasso all’interno di una maggioranza sempre più instabile. Nessuno si dovrà stupire se nei prossimi anni il consumo di suolo aumenterà. La legge non ferma da subito il consumo di suolo e di aree agricole e consente, anzi incentiva, tutti i privati a presentare nei prossimi 30 mesi nuove richieste di edificazione. Certo costerà un pochettino di più rispetto al passato, così come prevedeva un nostro emendamento, ma non si mettono in campo risorse vere per favorire la rigenerazione urbana e per giunta addossa sulle spalle dei comuni nuovi oneri sia finanziari che organizzativi.

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Questa è una brutta legge, il suolo lombardo aveva bisogno di ben altro

Questa è una brutta legge, il suolo lombardo aveva bisogno di ben altro. Abbiamo tenuto per due giorni interi la maggioranza in Consiglio cercando di ridurre il danno. E in parte ci siamo riusciti. Ma questo rimane un provvedimento sbagliato che nei fatti è troppo debole sul tema della riqualificazione e rigenerazione urbana e soprattutto non ferma l’espansione continua dei centri urbani, l’erosione delle aree agricole e verdi e l’impermeabilizzazione del suolo. Cosa ancor più grave alla luce dei disastri di questi giorni provocati da anni di abuso del territorio.

Siamo riusciti comunque ad ottenere dei piccoli ma significativi miglioramenti del testo, chiesti a gran voce anche dalle associazioni ambientaliste e dei comuni. Grazie ai nostri emendamenti costruire al di fuori dell’area già urbanizzata sarà più oneroso, inoltre strade e autostrade e le infrastrutture sovracomunali saranno inserite nel computo del consumo di suolo. Ma ciò non cambia il nostro giudizio verso un impianto normativo che rischia di favorire un aumento della cementificazione nei prossimi mesi. Il nostro voto rimane convintamente negativo.

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Quella della maggioranza è una scandalosa legge pro consumo di suolo

consumo di suoloQuella della maggioranza è una scandalosa legge pro consumo di suolo. Come lo definireste altrimenti un testo che spinge i privati a costruire il prima possibile sui 600 milioni di metri quadrati di territorio lombardo già resi edificabili dai pgt comunali? Invece di tentare di ridurre l’abuso del suolo lo si incentiva chiedendo espressamente a chi interessato di presentare il prima possibile la propria richiesta di edificazione.

Siamo sconcertati dalla sfrontatezza con cui la maggioranza ha trattato questo tema. Questo testo è altro rispetto alle proposte formulate dalla Giunta e dalla Lega, proposte certamente non rivoluzionarie ma che almeno lasciavano spazio alla discussione e all’ inserimento di elementi migliorativi. Questo è l’ennesimo esempio della debolezza politica di Maroni.  Dopo che per mesi non è riuscito a tenere a bada i suoi, con un progetto farsa si fa mettere i piedi in testa da Forza Italia ed Ncd che non hanno mai nascosto la propria insofferenza in Commissione.

Diversi i punti sui quale come Pd faremo strenua opposizione in Aula se il testo non verrà modificato nei pochi giorni che mancano all’approvazione definitiva il prossimo 11 novembre.
Nel testo non sono previsti disincentivi al consumo di suolo: non c’è niente sulle compensazioni ecologiche, non è previsto alcun incremento dei costi di costruzione sui terreni agricoli, né altri strumenti concreti per contenere l’uso del suolo.

Al contrario, si incentivano costruttori ed immobiliaristi non solo in termini legislativi ma anche dando la possibilità di dilazionare il pagamento degli oneri. Il progetto di legge, infatti, lascia tre anni di tempo per presentare l’istanza di costruzione ed ulteriori dodici mesi per rendere esecutiva la convenzione attraverso delibera comunale. In caso di ritardo negli adempimenti da parte degli uffici, la Regione nel giro di sette giorni può nominare un commissario che esautora totalmente il comune e nella pratica di adozione e approvazione della richiesta. Ma se ciò non bastasse per incentivare i piani attuativi in maniera celere, per chi avesse problemi economici, si da la possibilità di dilazionare il pagamento in sei rate semestrali. E tutto questo lasciando intatti i residui.

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Consumo di suolo: non c’è ancora il testo

Sul progetto di legge di contrasto al consumo di suolo sembra di vivere un deja vu.

Le dichiarazioni di Maroni, che annuncia con sorprendente sicurezza che il testo approderà in Aula il prossimo 11 novembre, sono identiche a quelle rilasciate nel giugno scorso quando assicurava che il testo sarebbe arrivato in Aula il 24 luglio per l’approvazione definitiva. Ma ormai siamo abituati a vedere un testo iscritto per ben quattro volte all’ordine del giorno dell’ Aula (prima l’8 luglio, poi il 15 luglio, il 30 luglio e adesso l’11 novembre) e mai approdato in Commissione.

Maroni sa meglio di noi come stanno le cose: una discussione vera e propria non c’è mai stata perché ad oggi manca ancora un testo sul quale confrontarsi a causa della maggioranza spaccata al suo interno e che lui stesso non riesce a metter d’accordo. Di una cosa però siamo certi: il progetto di legge non è stato ancora calendarizzato nel programma dei lavori della Commissione Territorio nonostante manchi un mese all’approvazione in Aula.

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Suolo: si blocchi il consumo di 450 milioni di metri quadri previsti

La macchina è finalmente partita. Dopo mesi di stallo, la Commissione Territorio del Consiglio regionale oggi ha iniziato il processo di discussione che porterà all’approvazione del progetto di legge per il contrasto del consumo di suolo. Documento che ci auguriamo sia il più condiviso possibile.
Ora che l’iter è ufficialmente avviato si potranno confrontare le posizioni delle forze politiche che a parole sono spesso coincidenti ma che poi non si rispecchiano nei fatti. Abbiamo dato il nostro contributo, frutto di consultazioni approfondite e di riflessioni con esperti del settore, che si pone l’obiettivo di mettere un freno all’urbanizzazione dei terreni agricoli e naturali introducendo concetti come la programmazione di area vasta, la compensazione preventiva, l’utilizzo in via prioritaria delle aree dismesse, abbandonate e degradate e l’introduzione delle soglie percentuali massime di consumo di suolo.
Non si può pensare di scrivere una legge sul contrasto al consumo di suolo senza partire dal problema dei cosiddetti residui: attualmente si prevede nei Pgt di 1186 comuni, escluso Milano, di rendere terreno edificato ben 450 milioni di metri quadrati di territorio lombardo. Questo è legato alla libertà di programmazione che lascia la normativa regionale vigente che decentra tutte le decisioni insediative al singolo comune, anche quando queste hanno evidenti impatti negativi in termini di traffico ed inquinamento sui comuni confinanti. Autorizzare grandi insediamenti come centri commerciali, poli logistici o altro, è una scelta che deve coinvolgere l’ambito territoriale e non solo il singolo Comune. Sarà nostro compito far passare il concetto di programmazione di area vasta, al quale al momento la Giunta non fa alcun riferimento nel proprio testo. Noi riteniamo che forme di pianificazione e programmazione associata sono essenziali in una regione dove più del 70% dei comuni è sotto la soglia dei 5.000 abitanti e dove molti hanno difficoltà da soli a sviluppare tutto quanto la legge prevede per il PGT.

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Stop al consumo di suolo, proroga dei termini per i piani di governo del territorio, fondo per la non autosufficienza

Oggi il PD ha presentato una proposta di legge di modifica alla legge urbanistica regionale, che mi vede primo firmatario, con lo scopo di introdurre delle norme per contenere il consumo di suolo e frenare la progressiva urbanizzazione del territorio che ha caratterizzato la Lombardia degli ultimi decenni. E’ uno dei provvedimenti che mi vedranno particolarmente impegnato in questa nuova legislatura perché quello del consumo di suolo è una vera e propria piaga per il territorio lombardo. Con questo progetto di legge vogliamo far passare dei concetti nuovi quali l’utilizzo in via prioritaria delle aree dismesse, abbandonate e degradate, l’introduzione delle soglie percentuali massime di consumo di suolo e la compensazione ecologica preventiva.
Abbiamo inoltre presentato due progetti di legge che riguardano l’istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza rivolto al sostegno dei soggetti più fragili e delle loro famiglie e l’istituzione di un fondo regionale per il microcredito in favore delle famiglie in difficoltà. Per iniziativa del Pd la legge di stabilità ha integrato il fondo nazionale per la non autosufficienza che nel 2012 era stato azzerato e ha rifinanziato il fondo nazionale per lo politiche sociali, con uno stanziamento per la Lombardia pari a 41,5 più 42,5 milioni di euro. La nostra Regione può quindi istituire un proprio fondo per la non autosufficienza contando su queste risorse integrate da soldi propri.
Domani in conferenza capigruppo chiederemo che venga convocata una seduta del consiglio regionale ad hoc. Il finanziamento aggiuntivo da parte del Governo di 42 milioni di euro per la cassa in deroga fino al mese di giugno è solo il primo passo: si deve lavorare da subito a Roma in maniera bipartisan perché vengano garantite le risorse per il secondo semestre del 2013 e perché si ripristini per la Lombardia la quota del 22% su base nazionale rispetto al 17% ottenuto nel recentissimo riparto. Nel frattempo Regione Lombardia individui le risorse – a partire da quelle recuperate dall’evasione fiscale su Irap e bollo auto e razionalizzando il numero delle partecipate – per anticipare i fondi per la cassa in deroga e rassicurare così imprese e lavoratori.

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