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Treni più lenti: Rfi conferma la direttiva

Nessun terrorismo da parte nostra, come malignato dal collega Malvezzi, ma la pura e semplice verità: esiste una direttiva nazionale emanata lo scorso 26 settembre che, per questioni di sicurezza, impone ai convogli di non superare gli 80 km/h in prossimità di passaggi a livello privati. E questa direttiva dovrà essere applicata in tutta la Regione entro il prossimo dicembre, lo ha confermato RFI proprio ieri.

A dicembre entrerà in vigore il nuovo orario invernale e, nel frattempo, RFI ha garantito che interloquirà con i proprietari dei passaggi a livello privati per verificare il loro stato di attività e intervenire, a seconda dei casi, con la chiusura, la realizzazione di una viabilità alternativa o di un adeguamento tecnologico.

Nel frattempo la direttiva sarà valutata in tutta la Lombardia, a partire dalle linee Cremona-Treviglio e Cremona-Brescia e, se non si troveranno soluzioni valide, i rallentamenti potrebbero allungare i tempi di percorrenza. Per ora si parla di qualche minuto, ma bisogna tener presente del fatto che, per esempio tra Cremona e Olmeneta ci sono ben 11 passaggi a livello privati, un numero troppo elevato che non permette di recuperare i ritardi.

Sorte non rispondendo alla mia sollecitazione di due settimane fa, in cui chiedevo un chiarimento, non ha risposto ai pendolari lombardi e non ha fatto chiarezza. Dovrebbe essere, invece, proprio di Regione Lombardia il compito di fare da regia, evitando di arrivare a dicembre impreparati e pianificando per tempo, insieme a RFI, interventi mirati sulla sicurezza.

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Sicurezza treni: presidiate solo metà delle linee regionali

Oggi il Presidente Maroni e l’Assessore regionale alla Mobilità, Sorte, hanno annunciato in conferenza stampa che dal primo settembre prossimo porteranno a 225 il numero degli addetti alla sicurezza sui treni regionali lombardi per un totale di 7 milioni di euro.

Ben vengano 150 uomini in più sui treni regionali che vigileranno sulla sicurezza dei pendolari, questa è una competenza della Regione a cui avrebbe dovuto provvedere prima.

Maroni la smetta di scaricare le proprie colpe sul Governo: su questo versante, per il 2015, a Roma non è stato tagliato nemmeno un euro del fondo nazionale trasporti. Non è solo con queste azioni, che sembrano peraltro più di rattoppo che non risolutive, che si risolve definitivamente il problema della sicurezza a bordo. Come ha ammesso lo stesso assessore solo metà delle linee regionali avranno un maggior presidio, e le altre? La Giunta ripristini, ad esempio, il presidio all’interno delle stazioni lombarde molte delle quali sono sguarnite di personale e quindi territorio di nessuno. Su questo avevamo chiesto di aprire un bando per la riqualificazione delle stazioni, mettendo però a disposizione qualche risorsa per i comuni, ma ancora oggi la nostra richiesta rimane lettera morta. In più si riporti a due il numero dei capotreno e si riorganizzi il sistema dei controlli.

Rispetto alle dichiarazioni roboanti della Lega ciò che rimane oggi è un progetto di legge, in discussione in Commissione Trasporti, che, da minacciare guardie giurate sui treni, propone corsi di formazione del personale già previsti per legge e un provvedimento della Giunta che non fa altro che rimediare alle mancanze di Trenord.

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Sicurezza treni: retromarcia della Lega sulle guardie giurate a bordo

Il relatore della Lega Nord Roberto Anelli ha presentato degli emendamenti che stravolgono completamente il progetto di legge proposto dalla maggioranza volto a conferire alle guardie giurate specifiche potestà di controllo dei documenti e dei titoli di viaggio dell’utente dei mezzi di trasporto pubblico.

Il testo viene totalmente depotenziato, dei vigilantes non c’è più traccia ma si parla solo di corsi di formazione per il personale già regolarmente formato e assunto dalle aziende e cosa peraltro prevista nella legge regionale del trasporto. Un provvedimento inutile e ridondante che dimostra quanto la Lega sia maestra a sparare alto per cavalcare le paure e guadagnare qualche titolo di giornale e poi, al momento opportuno, ritirarsi come i gamberi.

Dei pistoleri minacciati da Maroni e delle guardie giurate proposte dalla Lega ciò che rimane è un progetto di legge che finanzierà corsi di formazione per i controllori a bordo treno. E’ proprio il caso di dirlo: la montagna ha partorito il topolino.

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Paullese, due incidenti gravi a Pantigliate: la sicurezza dei cittadini dev’essere priorità

Due incidenti stradali di grave entità, avvenuti lungo la Paullese, nel tratto di Pantigliate in direzione Milano, hanno segnato la mattinata. I due sinistri hanno avuto luogo in due punti critici della ex SS 415 Paullese nei pressi di un incrocio all’altezza del mobilificio Duepi e del rondò, aperto di recente in seguito ai lavori sulla tratta, a Pantigliate. Sulla vicenda mi viene in mente la cattiva gestione, da parte delle Province di Lodi e di Milano e della Regione Lombardia, dei lavori straordinari sulla tratta Peschiera Borromeo-Pantigliate che da settimane causano rallentamenti e pesanti disagi per il territorio.
La situazione è gravissima e gli incidenti occorsi stamattina non dovevano assolutamente accadere. Già una settimana fa avevo spronato l’assessore Cattaneo, attraverso una lettera, a ridurre al minimo i disagi con interventi straordinari. Non c’è più tempo per rimandare. La sicurezza deve essere una priorità per tutti: i pendolari, sia che viaggino con mezzi privati sia con quelli pubblici, hanno tutto il diritto di raggiungere la propria meta in maniera dignitosa senza ritardi e soprattutto senza pericoli lungo il proprio tragitto.

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