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Linea Milano–Cremona–Mantova: subito una task force di manutenzione dei treni

Anche questa mattina si sono registrati pesanti disagi sulla linea Milano-Cremona-Mantova: i pendolari sono stati costretti a viaggiare su due treni con un numero ridotto di carrozze, stipati come sardine e al freddo. Inoltre il treno dell’orario di punta, il n. 2650 delle 7.33, è giunto a Milano con ben 45 minuti.
Per questa ragione ho inviato una lettera all’indirizzo dell’amministratore delegato di Trenord Giuseppe Biesuz per riportare la rabbia dei pendolari cremonesi e mantovani e chiedere di rivedere il servizio ferroviario delle linee del sud Lombardia, perché così non si può più andare avanti.
Gli innumerevoli disagi vissuti costantemente dai pendolari cremonesi devono far interrogare chi gestisce il servizio ferroviario lombardo basta con la politica degli annunci se poi il servizio offerto rimane sempre sotto gli standard di qualità. Settimana scorsa con una pomposa conferenza stampa sono state annunciate più corse e la possibilità di dotarsi di nuovi strumenti per caricare gli abbonamenti. Con molta onestà crediamo che si debba pensare prima al trasporto dei pendolari, che ormai in Lombardia sono più di 700.000 al giorno, e poi all’invenzione di nuovi prodotti e nuovi servizi. Occorrerebbe domandarsi se davvero dal punto di vista della qualità del servizio, della  manutenzione e dell’assistenza ai clienti si stiano facendo quei passi in avanti che puntualmente la Regione annuncia ma che non trovano riscontro nella realtà.
Se le direttrici del Nord Lombardia si possono permettere di avere locomotori, carrozze nuove, e treni veloci, il sud Lombardia merita pari trattamento. Su questi presupposti chiedo di intervenire con una task force di manutenzione dei treni che attualmente circolano lungo la direttrice Milano–Cremona–Mantova, fare il punto sul sovraffollamento già più volte segnalato e verificare la situazione critica su tutte le altre linee cremonesi, comprese la linea Cremona-Brescia e Cremona-Fidenza.

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Lettera all’assessore Cattaneo sui continui disservizi sulla linea Cremona–Treviglio–Milano

Egregio Assessore Cattaneo,

ritorno a scriverLe in merito al tema del funzionamento dei treni dopo qualche mese di silenzio. In specifico riguardo la linea Cremona – Crema – Treviglio – Milano.

Stamane “il mio treno”, quello delle 7.21 da Crema è stato soppresso; il successivo delle 7.34 è partito con 12 minuti di ritardo ed è arrivato a Treviglio fuori orario per consentirmi di prendere la coincidenza da Verona. Insomma sono arrivato a destinazione con il sub-urbano per Varese (a Porta Garibaldi) dopo due ore e 20 minuti, giusto il tempo per arrivare in ritardo alla riunione della Commissione consiliare.

Ma non è questo che Le volevo far presente. Spero si tratti di “un incidente”!!!

Stamane mi hanno nuovamente scritto i “colleghi” pendolari del comitato “Viaggiare con dignità” che mi hanno di nuovo fatto presente il problema del treno 10483 delle 18.40 da Garibaldi a Cremona (via Treviglio–Crema). Dall’inizio dell’orario invernale il treno accumula un ritardo medio giornaliero di 30 minuti, con punte di un’ora. Continua a leggere

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Pendolari disinformati e abbandonati a sé stessi; ritardi per i bus sostitutivi

Nel primo pomeriggio di oggi la linea ferroviaria Milano–Treviglio-Cremona è rimasta bloccata per ore a causa di un incidente avvenuto all’altezza del passaggio a livello tra Caravaggio e Calvenzano in provincia di Bergamo di cui sono stato testimone diretto riportando disagi che ho subito insieme a tanti altri pendolari come me di ritorno da Milano. Si sono registrati pesanti disagi dovuti non solo all’ incidente in sé ma anche per la disinformazione e la disorganizzazione del personale addetto.
Per più di due ore siamo stati in balia della disinformazione. Dopo essere trascorso molto tempo dall’accaduto, al megafono veniva annunciato un ritardo di 60 minuti divenuto poco dopo di 120. Gli operatori in stazione, interpellati da me e da molti pendolari lasciati a terra senza sapere il motivo, non hanno saputo darci le informazioni utili che in questi casi si dovrebbe fornire. Speravamo in bus sostitutivi che ci portassero a destinazione ma sia gli addetti alla biglietteria sia il numero verde che ho contattato personalmente non sapeva come aiutarci.
Riporto la mia esperienza non per fare strumentali polemiche ma per mettere in luce la mancanza di informazioni e l’importanza che assume lo scambio ferro–gomma, molto spesso bistrattato, ma che in queste occasioni, di incidenti imprevisti, risulta un salvavita.

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