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Poste: tavolo di verifica, giudizio positivo per i miglioramenti in atto

Sono stati presentati oggi, nell’ambito del secondo tavolo territoriale per la provincia di Cremona, che fa seguito agli accordi stabiliti a livello regionale, i risultati del piano straordinario che Poste Italiane direzione Lombardia ha messo in campo, a seguito delle segnalazioni di criticità arrivate da sindaci, consiglieri regionali, imprese e utenza, per contrastare una situazione che alla fine del 2016 si presentava davvero complicata.
Ero presente insieme ai dirigenti di Poste (Gabriele Marocchi e Francesca Paglia) il sindaco di Cremona, un delegato del sindaco di Crema, un rappresentante di Anci e una decina di sindaci del territorio.
Da parte di tutti è stato constatato un generale miglioramento del servizio, non ancora pienamente soddisfacente ma certamente positivo.
Cinque i comuni nei quali il piano di riorganizzazione, andato a regime a marzo 2017, non ha prodotto sostanziali miglioramenti: Scandolara Ravara, Offanengo, Quintano, Montodine e Madignano.
Constatate inoltre altre due criticità sulle quali lavorare: la consegna dei pacchi e delle raccomandate che entro fine estate dovrebbe essere finalmente affidata agli uffici postali più prossimi; e il problema degli ex correntisti di Ombriano che, con la chiusura della medesima sede, rischiano di avere un limite nel prelievo in tutte le altre sedi.
Le cose stanno andando nella giusta direzione ma ci sono ancora dei margini di miglioramento sostanziali, perciò, sarà opportuno, come ci siamo detti, programmare un nuovo tavolo di verifica tra settembre e ottobre per vedere se sono state risolte anche le ultime criticità.

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Poste: primo tavolo territoriale

Sono stati presentati oggi, nell’ambito del tavolo territoriale per la provincia di Cremona, che fa seguito agli accordi stabiliti a livello regionale, i risultati del piano straordinario che Poste Italiane direzione Lombardia ha messo in campo, a seguito delle segnalazioni di criticità arrivate da sindaci, consiglieri regionali, imprese e utenza, per contrastare una situazione che alla fine del 2016 si presentava davvero complicata.

Il piano di riorganizzazione, che andrà a regime entro la metà di marzo 2017 secondo quanto annunciato dai dirigenti presenti (Fabio Toniolo, Francesca Paglia e Marco Seri) di fronte a diversi rappresentanti del territorio, tra cui i sindaci di Crema e Cremona, oltre a me, prevede nuove assunzioni (31 già avvenute e altre 12 in corso), lo smaltimento della posta arretrata e la riduzione delle aree di distribuzione da parte dei postini secondo una logica di fidelizzazione che dovrebbe permettere il recapito della posta ordinaria entro 5 giorni e della prioritaria entro 1 giorno.

Ho collaborato attivamente a raccogliere i dati sulle aree di maggiore criticità tra i comuni del cremasco. Esce oggi confermato quanto premesso nella riunione svoltasi a Crema il 27 gennaio scorso. Lo sforzo portato avanti dalla direzione lombarda di Poste Italiane sta già dunque producendo miglioramenti visibili e questo è importante dato il ruolo imprenscindibile che la posta ha sul territorio, intanto aspettiamo la metà di marzo quando il piano andrà a regime. Resta il problema del presidio degli uffici postali nei quartieri e nei piccoli comuni che invece va riducendosi sempre più, privando i cittadini di un servizio ancora fondamentale.

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Poste, abbiamo chiesto audizione

Il Pd ha chiesto oggi un’audizione urgente in Commissione con il direttore regionale di Poste Italiane e le rappresentanze sindacali di categoria, facendo seguito alle numerose segnalazioni pervenute dai territori lombardi dove è iniziato il percorso sperimentale di riorganizzazione del personale aziendale di Poste Italiane.

L’urgenza della richiesta è dovuta ai numerosi ed insostenibili disservizi, sopratutto nello smistamento e nella consegna della corrispondenza, che diversi uffici postali stanno subendo a causa di questo nuovo piano, con pesanti ripercussioni sui cittadini sia dal punto di vista economico che sociale.

La riorganizzazione sta mostrando numerose falle nel modello, come ci è stato spiegato dagli operatori che si trovano a doverla gestire sul campo e la situazione potrebbe addirittura peggiorare proprio in questo mese di luglio. Il tema adesso è la chiusura del servizio di recapito. Ci pare che per ragioni di carattere esclusivamente economico si vada nella direzione di ridurre un servizio che è anche un presidio sociale, soprattutto per certe fasce di popolazione che vengono ulteriormente escluse.

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Poste Italiane riveda la decisione sulla consegna a giorni alterni

Il consiglio regionale ha approvato questo pomeriggio una mozione sui disservizi delle poste nei comuni minori, dove il nuovo modello organizzativo prevede che la consegna venga effettuata a giorni alterni. La mozione chiede che la Regione riapra il tavolo di concertazione con Poste Italiane per rivedere questa decisione.

Noi del Pd abbiamo votato a favore della mozione perché il problema esiste. Crediamo sia opportuno che Poste Italiane riveda il piano di razionalizzazioni per non penalizzare i piccoli centri. Soprattutto dispiace che dopo pochi mesi da quando abbiamo affrontato il problema delle chiusure degli uffici postali siamo ancora qui a parlare di razionalizzazione del servizio, che in  pratica significa sguarnire molti centri minori con una consegna che rischia di essere peggiorativa rispetto a una situazione già critica. Bene che si apra il tavolo, ma Poste Italiane non può ragionare in termini meramente economici perché eroga un servizio molto importante soprattutto per i piccoli centri.

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Poste: audire Nava sugli esiti della riorganizzazione

Oggi, in Commissione Attività produttive, abbiamo chiesto la convocazione del sottosegretario Daniele Nava affinché possa relazionare i commissari sulla questione riorganizzazione Poste spa.

La riorganizzazione, che prevedeva inizialmente la chiusura di 61 sportelli (in comuni sotto i 5000 abitanti o in frazioni di comuni più grandi) e la riorganizzazione di altri 121, a seguito della risoluzione unanime del Consiglio regionale e delle forti pressioni arrivate dai territori, si è poi concretizzata nella rinuncia, da parte dell’azienda, a chiudere 15 sedi su 61.

Non di un buon risultato ma di un risultato parziale: confermo il totale disappunto, per quanto riguarda il territorio cremasco, della scelta di sacrificare lo sportello di Ombriano, di cui si servono circa 6000 utenti ogni giorno. Aspettiamo, perciò, a breve una relazione puntuale del sottosegretario Nava nella sede deputata, da cui tutto è partito, ossia la nostra Commissione.

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Poste: razionalizzazioni orarie e limitare i disagi

Si è svolta oggi, in Commissione Programmazione e Bilancio, congiunta con la Commissione Attività Produttive, l’audizione del sottosegretario Daniele Nava in merito alla risoluzione 31 sulla riorganizzazione di Poste Italiane in Lombardia.

Auspichiamo di riuscire effettivamente a modificare il piano di razionalizzazione di Poste spa, come abbiamo chiesto con un documento bipartisan alcune settimana fa. Far diventare razionalizzazioni alcune chiusure, far sì che Poste accetti l’eventuale disponibilità di spazi proposta da alcuni comuni lombardi e ridisegnare complessivamente il piano, tenendo conto di quei criteri che ci ha elencato oggi in audizione il sottosegretario Nava, condivisi con i territori, sarebbe un buon risultato.

Intanto abbiamo ricevuto rassicurazioni in merito alla durata dello stop alla riorganizzazione: sino ai primi di maggio nessun disservizio dovrebbe abbattersi sulle nostre province senza prima arrivare alla chiusura del tavolo di trattative.

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Poste: sospensione del piano primo passo

La sospensione del piano da parte di Poste Italiane è una prima buona notizia. Ora si può ragionare con più calma aprendo finalmente il tavolo che abbiamo richiesto fin dall’inizio della vicenda. Il servizio postale non può lasciare scoperti tanti territori periferici, costringendo i cittadini a ulteriori disservizi. Penso in particolare a Crema, dove la chiusura lascerebbe scoperto il quartiere più popoloso della città.

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Poste: stop alla riorganizzazione non condivisa

Voto unanime alla risoluzione che chiede di sospendere il piano di riorganizzazione delle poste in Lombardia. Il testo, che era stato approvato congiuntamente dalla Commissione I e IV la settimana scorsa, chiede alla Giunta Maroni, di intervenire, nei confronti del Governo, al fine di scongiurare la chiusura di 61 uffici (prevalentemente in comuni sotto i 5000 abitanti o in frazioni di comuni più grandi) e la razionalizzazione di altre 121 sedi, nella nostra regione. In più chiede, appunto, di mettere tutti gli interlocutori attorno ad un tavolo.

La Lombardia ha un territorio diversificato ed eterogeneo. C’è stata una totale  sottovalutazione dell’impatto che questo piano avrebbe, sia dal punto di vista occupazionale e territoriale, soprattutto in quei territori dove mancano servizi bancari, collegamenti stradali e vi è una desertificazione commerciale.

Il Piano non è stato condiviso con le rappresentanze sindacali, né con le autonomie locali. Per questo chiediamo un immediato intervento da parte della Giunta, affinché intervenga presso il Governo al fine di sospendere il piano di riorganizzazione e, contestualmente, chiediamo l’immediata apertura del tavolo regionale alla presenza di Anci, delle rappresentanze dei lavoratori e dei consumatori, con Poste Italiane al fine di intervenire sulle criticità. La risoluzione va esattamente in questa direzione, per questo l’abbiamo votata convintamente.

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Poste: preoccupati per impatto sociale della riorganizzazione

La Commissione Bilancio si è riunita quest’oggi per audire i responsabili regionali di Poste italiane in merito al piano di riorganizzazione aziendale ufficializzato nei giorni scorsi che prevede nella sola Lombardia la chiusura di 61 presidi e la razionalizzazione di altri 121 sportelli.
Oltre il 10% dei comuni lombardi subirà la chiusura o la razionalizzazione dei presidi postali. Una decisione sostanziale per il territorio che, a quanto ci risulta, la gran parte dei sindaci ha appreso leggendo i giornali. In provincia di Cremona sono 3 gli uffici a rischio chiusura: Gallignano, Ombriano (Crema) e Vicomoscano. Quelli soggetti a razionalizzazioni sono: Acquanegra Cremonese, Bonemerse, Camisano, Capergnanica, Capralba, Casale Cremasco, Casaletto Ceredano, Casalmorano, Castelvisconti, Cicognolo, Credera Rubbiano, Cremosano, Cumignano sul Naviglio, Fiesco, Genivolta, Izano, Malagnino, Martignana Po, Motta Baluffi, Paderno Ponchielli, Pescarolo, Pieve San Giacomo, Ricengo, Ripalta Arpina, San Daniele Po, Stagno Lombardo.

Siamo fortemente preoccupati per questa vicenda che ha le basi nel decreto Scaiola del 2008. Le rimodulazioni del servizio postale vanno ad impattare fortemente nelle aree più deboli; in un momento come questo, di difficile tenuta di coesione sociale, le poste rappresentano importanti punti di riferimento e di aggregazione per la collettività soprattutto nelle piccole comunità e come tali vanno salvaguardate. Da parte nostra abbiamo avanzato alcune possibili alternative: innanzitutto è fondamentale coinvolgere i comuni cercando, dove è possibile, una collaborazione con Poste Italiane per garantire l’apertura degli sportelli in via di chiusura. Per quanto riguarda le razionalizzazioni queste si possono riarticolare in modulazioni orario prevedendo modelli suppletivi e integrativi come sta facendo ad esempio Regione Toscana.

Nei prossimi giorni il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Antonello Giacomelli, ha convocato l’amministratore delegato di Poste Italiane, Francesco Caio, e il presidente dell’Authority per le comunicazioni, Angelo Cardani per avere maggiori informazioni in merito al piano di riorganizzazione nazionale e per valutare l’impatto sulle comunità locali.

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Corrispondenza in ritardo, approvate due mozioni per l’intervento della Giunta

letteraStamattina, martedì 4 marzo 2014, sono state presentate in Consiglio Regionale, e approvate in all’unanimità, due mozioni che affrontano il problema dei ritardi o della mancata consegna della corrispondenza, telegrammi, bollette, problema attuale in questo periodo, nella nostra regione.
Nei giorni scorsi 30 sindaci della provincia di Varese si sono mobilitati con una raccolta firme su questo argomento.
Il problema, che non è circoscritto solo per la provincia di Varese, è tale che capita che una bolletta, con una data di scadenza, venga recapitata quando la data in questione è già scaduta, causando, come si può facilmente immaginare, interessi di mora per l’utente.
L’intervento in questo senso ha visto la partecipazione di tutte le parti in Consiglio Regionale; con le mozioni chiediamo che la Giunta intervenga sul problema, con interventi risolutivi e che la Commissione Bilancio avvii confronti periodici con la direzione lombarda di Poste Italiane, per mantenere la situazione sotto controllo.

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