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San Daniele Po: dal governo una soluzione per il ponte

Oggi pomeriggio – insieme a una delegazione composta dai parlamentari Luciano Pizzetti e Franco Bordo e dal presidente della provincia Davide Viola – ho incontrato il sindaco di San Daniele Po, Davide Persico, per esaminare le questioni che riguardano questo territorio a ridosso del grande fiume e fare il punto della situazione, soprattutto sul futuro del ponte Verdi e sull’impatto che la crisi economica ha avuto sulle realtà produttive della zona.

All’incontro, infatti, erano presenti anche i sindaci di Bonemerse, Malagnino, Pieve San Giacomo e Stagno Lombardo.

Il territorio che va da Stagno a Motta Baluffi, a cavallo tra Cremona e Casalmaggiore, che comunemente viene denominato ‘la bassa’ è stato il protagonista di questo interessante momento di confronto, una sorta di summit che ha prodotto diversi stimoli interessanti, soprattutto per quanto riguarda il problema cruciale di questa zona: l’attraversamento del fiume Po.

Il ponte Verdi, infatti, insieme ai ponti di Casalmaggiore, di Cremona e dell’A21, divide non solo il territorio cremonese da quello parmense, ma due sostanziali pezzi di Italia, quindi interrompendo i collegamenti tra le due sponde si mette in ginocchio l’intera economia del paese. Bisogna valutare interventi strutturali certi ed è assurdo che non ci sia ancora stato un confronto a 360 gradi tra il governo e le due regioni e tutti, oggi, lo hanno rivendicato a gran voce.

Il sottosegretario Pizzetti ha avanzato una proposta molto interessante che sta cercando di concretizzare all’interno della legge di stabilità: il Governo si occupi di trovare le risorse per il ponte di Casalmaggiore, a cominciare dai primi 5 milioni stanziati per renderlo percorribile almeno a senso alternato e poi procedere alla totale ricostruzione, mentre le due regioni si preoccupino di trovare le risorse per il ponte di San Daniele.

L’incontro si è infine concluso con un sopralluogo all’Antico Acetificio Artigiano Galletti e alla B&P Recycling, due realtà produttive della zona.

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Poste: la giunta a intervenga per sospendere il processo riorganizzativo

E’ stata approvata all’unanimità e verrà portata in Consiglio regionale già la prossima settimana per il voto definitivo la Risoluzione sulla riorganizzazione degli uffici postali sul territorio regionale lombardo. La riorganizzazione prevede la chiusura di 61 sportelli (in comuni sotto i 5000 abitanti o in frazioni di comuni più grandi) e la riorganizzazione di 121 sportelli. Dopo aver ascoltato le preoccupazioni delle organizzazioni sindacali, oggi i consiglieri delle Commissioni Attività Produttive e Programmazione e Bilancio, hanno audito anche i rappresentanti dei territori che hanno sollevato altrettante preoccupazioni.
C’è stata una sottovalutazione dell’impatto del piano. Per questo crediamo che siano tutti gli elementi per chiedere di contestualizzare il piano nei territori, condividendolo con Anci e con le rappresentanze dei lavoratori, attraverso un tavolo che riunisca i vari portatori d’interesse. Per questo impegniamo la Giunta con una risoluzione condivisa.

La risoluzione impegna la Giunta ad intervenire presso il Governo al fine di sospendere il processo riorganizzativo e chiede, appunto, di mettere tutti gli interlocutori attorno ad un tavolo.

In provincia di Cremona gli uffici postali per i quali è prevista la chiusura sono quelli di Gallignano, Ombriano e Vicomoscano. Le razionalizzazioni sono invece 26: Acquanegra Cremonese, Bonemerse, Camisano, Capergnanica, Capralba, Casale Cremasco, Casaletto Ceredano, Casalmorano, Castelvisconti, Cicognolo, Credera Rubbiano, Cremosano, Cumignano sul Naviglio, Fiesco, Genivolta, Izano, Malagnino, Martignana Po, Motta Baluffi, Paderno Ponchielli, Pescarolo, Pieve San Giacomo, Ricengo, Ripalta Arpina, San Daniele Po, Stagno Lombardo.

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Poste: preoccupati per impatto sociale della riorganizzazione

La Commissione Bilancio si è riunita quest’oggi per audire i responsabili regionali di Poste italiane in merito al piano di riorganizzazione aziendale ufficializzato nei giorni scorsi che prevede nella sola Lombardia la chiusura di 61 presidi e la razionalizzazione di altri 121 sportelli.
Oltre il 10% dei comuni lombardi subirà la chiusura o la razionalizzazione dei presidi postali. Una decisione sostanziale per il territorio che, a quanto ci risulta, la gran parte dei sindaci ha appreso leggendo i giornali. In provincia di Cremona sono 3 gli uffici a rischio chiusura: Gallignano, Ombriano (Crema) e Vicomoscano. Quelli soggetti a razionalizzazioni sono: Acquanegra Cremonese, Bonemerse, Camisano, Capergnanica, Capralba, Casale Cremasco, Casaletto Ceredano, Casalmorano, Castelvisconti, Cicognolo, Credera Rubbiano, Cremosano, Cumignano sul Naviglio, Fiesco, Genivolta, Izano, Malagnino, Martignana Po, Motta Baluffi, Paderno Ponchielli, Pescarolo, Pieve San Giacomo, Ricengo, Ripalta Arpina, San Daniele Po, Stagno Lombardo.

Siamo fortemente preoccupati per questa vicenda che ha le basi nel decreto Scaiola del 2008. Le rimodulazioni del servizio postale vanno ad impattare fortemente nelle aree più deboli; in un momento come questo, di difficile tenuta di coesione sociale, le poste rappresentano importanti punti di riferimento e di aggregazione per la collettività soprattutto nelle piccole comunità e come tali vanno salvaguardate. Da parte nostra abbiamo avanzato alcune possibili alternative: innanzitutto è fondamentale coinvolgere i comuni cercando, dove è possibile, una collaborazione con Poste Italiane per garantire l’apertura degli sportelli in via di chiusura. Per quanto riguarda le razionalizzazioni queste si possono riarticolare in modulazioni orario prevedendo modelli suppletivi e integrativi come sta facendo ad esempio Regione Toscana.

Nei prossimi giorni il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Antonello Giacomelli, ha convocato l’amministratore delegato di Poste Italiane, Francesco Caio, e il presidente dell’Authority per le comunicazioni, Angelo Cardani per avere maggiori informazioni in merito al piano di riorganizzazione nazionale e per valutare l’impatto sulle comunità locali.

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