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Assessore Fava: servono fatti. Basta parole!

Rispondo alle dichiarazioni dell’assessore regionale Gianni Fava che ho letto su “La Provincia” di Venerdi 12 Gennaio a pag 33, circa la scarsità di risorse, finora erogate, in merito al Piano di Sviluppo Rurale. L’assessore contesta allo scrivente e al collega Carra “di volere scalciare le istituzioni e l’operato della Lombardia per colpa delle imminenti elezioni”. Cioè di fare solo campagna elettorale. Ricordo invece che già un anno fa avevamo contestato la stessa situazione di incapacità dell’assessore e della giunta Maroni di tenere il passo con l’emanazione dei bandi e con l’erogazione, agli agricoltoiri, delle risorse europee e nazionali che superano il miliardo di euro. L’ assessore Fava non deve contestare Alloni e il Pd Lombardo ma i dati ufficiali che valgono per l’Italia e l’intera Unione Europea.

I dati citati non sono “presunti” e non sono frutto di una “analisi deduttiva” dei Consiglieri Regionali. I dati “del Pd” sono quelli ufficiali: sono pubblicati sul sito Rete Rurale Nazionale, a questo indirizzo  e mettono a confronto lo stato di avanzamento del PSR 2014-2020 di tutte le regioni italiane, con cadenza trimestrale (ultimo trimestre disponibile il III trimestre 2017 con dati aggiornati al 15 ottobre).

Il documento è realizzato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Direzione Generale della competitività per lo Sviluppo Rurale, Ufficio DISR 2 – Sviluppo Rurale, e come si legge nell’introduzione:
“Il report intende illustrare sinteticamente la programmazione finanziaria, e lo stato di esecuzione del bilancio comunitario e della spesa pubblica effettivamente sostenuta a valere sui 21 Programmi regionali di Sviluppo Rurale 2014-2020, sul Programma Nazionale per lo Sviluppo rurale e sul Programma Rete Rurale Nazionale 2014-2020 cofinanziati dal FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale”
Le informazioni si basano sulle dichiarazioni (richieste di pagamento) degli OP (organismi pagatori) alla CE inserite nel sistema informatico comunitario SFC2014 convalidate dalla Commissione Europea entro 30 giorni dalla ricezione delle stesse.”

L’Assessore all’Agricoltura dovrebbe affrontare il dato preso in esame, quindi “la spesa sostenuta”, parametro ben diverso da “gli avvisi pubblicati” o “le risorse assegnate”.
Le tabelle riepilogative del report trimestrale parlano chiaro ed è inutile tergiversare. Significativi i prospetti riportati nel documento (pag 61 e 118) che siamo disposti a mostrare a Fava.

Il raffronto con le altre regioni sulla base della “spesa sostenuta” è evidente come evidente è il posizionamento della Lombardia. Siamo undicesimi in graduatoria con il il 10.86% di soldi erogati agli agricoltori, dietro alla Sicilia e alla Calabria, ad esempio.

Le nostre sollecitazioni non hanno mai avuto l’obiettivo di gettare discredito: il nostro intento è sempre stato invece quello di garantire maggiore efficienza alla macchina regionale, non solo nell’assegnazione delle risorse, ma anche e soprattutto nella effettiva “erogazione” della spesa alle aziende agricole lombarde a sostegno di un importante comparto, quello dell’agroalimentare, che contraddistingue la nostra economia.
La Lombardia ha bisogno di una macchina regionale efficace e all’altezza dell’agricoltura lombarda.

Servono atti. Non parole.

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Programma di Sviluppo Rurale: Lombardia in ritardo nella distribuzione dei fondi agli agricoltori

La Lombardia è la prima regione agricola del Paese, ma le risorse del Programma di Sviluppo Rurale vengono sempre date con il contagocce e non si capisce il perché di questa esasperante lentezza, che penalizza gli agricoltori e le aziende lombarde. Si può e si deve fare molto meglio, come peraltro accadeva nel passato, recuperando l’efficienza della macchina regionale, che si è inspiegabilmente (o forse no) persa nel tempo.

Il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, strumento operativo che permette a ogni Stato membro dell’Unione Europea di utilizzare tutte le risorse economiche che l’Unione stessa mette a disposizione nell’ambito del sistema agroalimentare, ha assegnato risorse importanti alla nostra regione: 1.157 milioni di euro di cui 499 milioni provenienti dall’Ue, 461 milioni dallo Stato e 197 milioni dal bilancio regionale, con un incremento della spesa pubblica totale rispetto al programma 2007-2013 pari a 131 milioni di euro.

Eppure, il report trimestrale sullo stato di avanzamento dei Psr regionali, pubblicato sul sito della Rete Rurale Nazionale e realizzato dal Ministero delle Politiche Agricole, fotografa una situazione che registra per la Lombardia un avanzamento nella spesa pubblica programmata ed effettivamente sostenuta al III Trimestre 2017 (i dati sono aggiornati al 15 ottobre 2017, ndr) pari al 10,86%, corrispondente a poco più di 124 milioni di euro.

Il dato percentuale pone la Lombardia al di sotto della media delle regioni più sviluppate che è pari al 13,58% e in coda a Veneto (spesa sostenuta 26,27% pari a 307.049.702 euro), Umbria (spesa sostenuta 16,75% pari a 155.566.843 euro), Toscana (spesa sostenuta 14,89% pari a 141.369.681 euro), Emilia Romagna (spesa sostenuta 12,76% pari 149.851.391 euro). Ma anche regioni che secondo la Lega, che ha finora governato la ‘progredita’ Lombardia, sarebbero più arretrate, come la Sardegna (spesa sostenuta 17,85% pari a 230.481.864 euro), la Calabria (spesa sostenuta 16,09% pari a 175.294.783 euro) e la Sicilia (spesa sostenuta 15,39% pari a 336.075.113 euro). Se ci aggiungiamo, poi, le Province autonome di Bolzano (30,39%) e Trento (19,03%), vuol dire che la regione guidata dalla Lega si posiziona al decimo posto.

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Gal: grazie a noi chi è in graduatoria potrà accedere ai finanziamenti

In risposta all’assessore regionale all’Agricoltura Fava a proposito dei ricorsi al Tar di alcuni Gal esclusi dalla graduatoria di Regione Lombardia sui finanziamenti per la Misura 19 del Piano di sviluppo rurale 2014-2020 ‘Sostegno allo sviluppo locale Leader – Gal’ va intanto precisato che all’udienza del 17 maggio, su cui il Tar si è espresso e ha emesso dispositivo oggi, sono stati discussi e trattenuti in decisione solo i tre ricorsi dei Gal esclusi e non tutti i ricorsi come sostiene Fava. Gli altri quattro ricorsi contro la graduatoria sono invece stati rinviati al 25 ottobre prossimo, su richiesta dei difensori degli altri Gal.

Pare evidente che sulla base dell’esito dei primi tre ricorsi, potrebbe venir meno l’interesse degli altri quattro ricorrenti, soprattutto qualora, grazie anche al rifinanziamento della Misura 19, su cui l’assessore si è attivato solo dopo le azioni di sollecito avanzate dal nostro Gruppo, gli interessati entrassero tutti in posizione utile di graduatoria.

Anzi, è stato grazie a quella politica che non ha voluto cercare lo scontro con la Direzione generale, come dice l’assessore, ma che ha fortemente voluto che tutti i territori fossero finanziati come sempre avvenuto, che la Misura è stata rifinanziata e che i Gal in graduatoria potranno accedere tutti al finanziamento. Rimane il fatto che il bando iniziale è stato costruito in modo maldestro, come noi abbiamo sempre denunciato, causando l’esclusione e quindi la bocciatura dei progetti di tre aree montane importanti. Rimane la soddisfazione per il fatto che i Gal dei territori mantovano e cremonese sono stati tutti ammessi al finanziamento.

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Piano di sviluppo rurale: Lombardia mai stata così in ritardo

I dati che abbiamo esposto oggi in conferenza stampa, relativi ai pagamenti effettuati da Regione Lombardia in relazione al Psr 2014-2020, sono ufficiali e tutti, anche l’assessore e la Giunta, se non sono troppo impegnati nella stesura dei bandi, possono, con un semplice click, consultarli sul sito di Rete rurale nazionale del Ministero delle Politiche Agricole.

Invece, l’assessore vuol confondere le idee parlando di bandi emanati, di risorse assegnate e non di quelle liquidate.

Ma non ci crede più nessuno alle favole raccontate da Fava: i bandi, i dati e il confronto con le altre Regioni valgono più di tante parole. E la verità è una sola: la Lombardia non è mai stata così in ritardo. Sulla Misura 19 siamo addirittura il fanalino di coda.

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Psr: regione Lombardia in grave ritardo nella distribuzione delle risorse europee

Dall’Europa i soldi arrivano. E anche molti. Un bel fiume di denaro che potrebbe inondare la Lombardia un po’ in tutti i settori produttivi. E invece rimane fermo alla fonte, perché chi amministra oggi questa regione non fa i bandi e di conseguenza non elargisce i denari. A pagarne le spese è prima di tutto l’agricoltura, che vede la Lombardia ai primi posti in Italia in quanto a produzione. Ma questo pare non interessare molto l’attuale Giunta lombarda.
Ne abbiamo parlato stamattina durante una conferenza stampa del gruppo regionale PD.
Nel contempo, proprio stamattina, in I Commissione Bilancio, veniva approvato, all’interno della risoluzione per la sessione europea di martedì prossimo, in modo bipartisan (la Lega non ha partecipato al voto), un emendamento che richiama la Giunta regionale a spendere le risorse del Piano di sviluppo rurale per evitare che l’Europa attivi la ‘clausola del disimpegno’, ovvero che ritiri la disponibilità delle risorse che non vengono spese in tempo.

La presunta eccellenza di Regione Lombardia, rispetto alla gestione dei fondi europei, è smentita da fatti in parte oggi oggetto di attenzione anche della Magistratura, come nel caso dei fondi Bei, in parte di livello politico, come nel caso dell’agricoltura.

Il Programma di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020, che permette a ogni Stato membro dell’Unione europea di utilizzare tutte le risorse economiche a disposizione del sistema agroalimentare, in Lombardia può contare su 1.157 milioni di euro di cui 499 milioni provenienti dall’Ue, 461 milioni dallo Stato e 197 milioni dal bilancio regionale. Ebbene, di quei soldi, al 31 dicembre 2016, la Regione ha speso solo 89 milioni di euro, ovvero il 7,69%. L’eccellente Lombardia si ritrova non ai primi posti, come accadeva in passato, ma dietro a Bolzano (19,78%), al Veneto (15,54%), a Trento (10,97%), alla Sardegna (10,28%), all’Umbria (9,92%) e all’Emilia Romagna (8,43%). E a pari merito con regione italiane che vengono definite arretrate o poco virtuose dalla stessa Lega.

Un caso emblematico è quello della Misura 19 del Piano di sviluppo rurale 2014-2020 ‘Sostegno allo sviluppo locale Leader – Gal’: dopo che molti dei territori definiti svantaggiati hanno unito sinergie pubbliche e private per presentare i progetti, a differenza che in passato, questa volta l’assessorato all’Agricoltura ha lasciato fuori qualcuno dal bando, che in questo caso era stato pure fatto. Ma questa scelta insensata e non giustificata ha scatenato una serie di ricorsi che, di fatto, hanno bloccato la Misura e oggi la Lombardia è praticamente l’unica regione a non aver potuto distribuire nemmeno un euro degli oltre 60 milioni a disposizione”. Ma nel contempo l’assessorato spende 610mila euro, anziché i già molti 280mila, per 5-6 numeri l’anno della rivista che invia agli agricoltori. Questo incredibile aumento, fatto con i soldi del Psr destinati alla comunicazione e in parte con risorse regionali, guarda caso avviene l’anno prima delle elezioni. A cosa serve la rivista? A pubblicizzare i bandi che poi non vengono indetti.

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Psr – Sostegno allo sviluppo locale: tutto fermo

Con la pendenza al Tar dei ricorsi fatti dai soggetti rimasti esclusi dalla Misura 19 del Piano di sviluppo rurale 2014-2020 ‘Sostegno allo sviluppo locale Leader – Gal’ si sta delineando una situazione paradossale: poiché chiaramente è tutto bloccato, se non si risolverà la questione in tempi rapidi, dando il via ai finanziamenti, si corre il rischio di perderli. E la Misura 19, per quanto riguarda la Lombardia, di fatto potrebbe non essere applicata.

Per il momento di sicuro nessuno vedrà un euro: intanto bisogna aspettare la decisione del Tar, prevista per il 19 aprile, ma non è detto che sia finita, perché qualunque sia il risultato, la parte che verrà scontentata potrebbe impugnarlo e l’iter giuridico proseguirebbe.

D’altra parte, la questione è diventata veramente imponente: alla fine sono 7 i soggetti che risultano aver fatto ricorso ai quali vanno aggiunti tutti i cosiddetti ricorsi incidentali presentati. È evidente che così i tempi si allungano di molto. Se pensiamo che sono coinvolti in questa faccenda diversi territori della Lombardia e tutta una serie di energie che erano state messe in moto per dar vita ai vari progetti, facenti capo ai Gal, capiamo la portata della vicenda. Noi è da mesi che sollecitiamo Regione Lombardia a finanziare tutti i progetti ammessi, ma siamo rimasti inascoltati e la questione si è sempre più aggravata.

Non possiamo fare a meno di confrontare la Lombardia con il resto d’Italia, sul tema della Misura 19: alla data del 15 ottobre scorso, a non aver distribuito nemmeno un euro eravamo noi, il Piemonte, la Puglia e la Sicilia. Ma non sappiamo se nel frattempo queste ultime tre regioni hanno cominciato a erogare i fondi, visto che per loro nulla osta. Mentre nel nostro caso è, appunto, impossibile per ora e chissà per quanto altro tempo. E comunque il resto d’Italia è già avanti nell’avanzamento della spesa. Meno male che secondo la Lega, Maroni e l’assessore regionale all’Agricoltura Fava siamo sempre i migliori.

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Da Fava polemica inutile sulla Pac

Per far inutile polemica politica, prendendo spunto da un metodo di lavoro che Regione Lombardia ha sempre avuto, anche in passato, l’assessore regionale all’Agricoltura si dimentica dei veri problemi del mondo agricolo lombardo.

Fava se ne esce oggi magnificando il fatto che la Regione ha anticipato la Pac: cosa che è sempre avvenuta non solo con l’attuale amministrazione, ma anche con le passate. E non è l’unica: lo fanno anche le altre Regioni dotate di organismo pagatore proprio, in primis Veneto e Toscana, come riconosce lo stesso assessore. Quindi, non c’è nessuna novità.
Ma questa è una scusa per polemizzare inutilmente a tre giorni dal voto sul referendum: nessuno, infatti, teorizza di riportare le competenze dell’agricoltura a Roma, come sostiene Fava, visto che nella riforma non si parla di niente del genere. Ma all’assessore leghista questa distorsione dei fatti fa comodo per chiudere la campagna elettorale referendaria. Oltre tutto, va ricordato che se Regione Lombardia è ed è stata sempre efficiente per i pagamenti agli agricoltori, non è certo per merito degli assessori, ma dell’efficienza della struttura che non è nemmeno alle dipendenze dell’assessorato.

Invece, alla figura istituzionale dell’assessore spettano altri compiti. Ad esempio, non mettersi continuamente di traverso rispetto alle decisioni da prendere insieme allo Stato centrale o già approvate dalle altre Regioni in sede di Conferenza Stato-Regioni. Il caso delle ex Apa è emblematico: l’Associazione Allevatori Milano-Lodi ha lamentato il mancato trasferimento di risorse da parte della Regione, costringendo a tagliare i controlli funzionali per la tenuta del libro genealogico e per la selezione genetica, proprio perché le risorse regionali non sono arrivate. E in questo modo il servizio di assistenza tecnica agli allevatori è stato chiuso. Che si occupi di questo, Fava.

Oppure, di un altro serio problema del territorio, come il ricorso contro la Misura 19 del Piano di Sviluppo Rurale sul sostegno allo sviluppo locale leader da parte di tre degli esclusi, Val Trompia, Valle Camonica e Valsassina. Noi lo avevamo detto e ridetto ed era stata approvata all’unanimità anche una mozione in Consiglio regionale: come abbiamo sempre fatto, non lasciamo fuori nessuno. Invece, se da una parte è stata recuperata la società costituita cui fa da capofila la Provincia di Cremona, denominata ‘Oglio Po Terre d’acqua’, dall’altra sono stati lasciati fuori altri tre importanti territori, molto più vasti. E questo grazie alla disattenzione dell’assessorato. Così, ora, con questo ricorso degli esclusi si blocca praticamente tutto e oltre 64 milioni di euro non verranno distribuiti.

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Piano di sviluppo locale: bene l’inserimento di Cremona-Oglio Po, ma avevamo chiesto di finanziare tutte le richieste

Esprimo soddisfazione per il fatto che la società costituita cui fa da capofila la Provincia di Cremona e che è stata denominata ‘Oglio Po Terre d’acqua’, sia stata inclusa, abbastanza a sorpresa, nel programma di finanziamento della Misura 19 del Piano di sviluppo rurale sul sostegno allo sviluppo locale leader.

Tuttavia, vanno specificati alcuni aspetti della vicenda: il collega Malvezzi fa apposta, e quindi racconta una bugia, a dire che è stato recuperato questo territorio grazie a un intervento della sua maggioranza. Perché si dimentica di dire che la Regione ha fatto uno scorrimento della graduatoria lasciando fuori altri tre territori, ovvero Val Trompia, Valle Camonica e Valsassina. Quindi non solo non cambia niente, ma la situazione a livello regionale si è addirittura aggravata, lasciando esclusi territorio molto più vasti.

In Consiglio regionale abbiamo votato una mozione di maggioranza in cui abbiamo costretto i colleghi a scrivere nel testo, in prima battuta, di impegnare la Giunta a cercare di rifinanziare tutti i progetti rimasti fuori. Invece, l’assessore regionale all’Agricoltura e la sua maggioranza hanno deciso di dichiarare non conformi alcune società costituite che in un primo momento rientravano nella graduatoria e poi far slittare quest’ultima, permettendo ai nostri territori di rientrare.

Ma il tema era recuperare nuove risorse, rimodulando l’intero Piano di sviluppo rurale. L’avevamo chiesto come Commissione e come Consiglio, ma Regione Lombardia continua a non sentirci da quell’orecchio e lascia fuori altri, importanti territori.

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Psr: l’Assessore non viene in commissione a risondere sui bandi mai partiti

Bandi per l’attuazione del Piano di Sviluppo Rurale, il Psr, sempre più in ritardo e l’assessore regionale all’Agricoltura non viene in Commissione a dare spiegazioni. Ai primi di giugno abbiamo presentato un’interrogazione cui avrebbe dovuto rispondere in tempi abbastanza brevi. Invece, ancora oggi, scopriamo che è indisponibile, compatibilmente con gli impegni dell’Aula, in sostanza fino a settembre. Per questo trasformeremo la nostra interrogazione in un question time cui sarà costretto a rispondere nella prima seduta di Consiglio dedicata agli atti di indirizzo, che a questo punto cade il 6 settembre.

La preoccupazione nasce dal fatto che l’assessore Fava ha comunicato il calendario dei prossimi bandi del Psr 2014-2020 e l’apertura di 10 nuovi, 5 entro i mesi di aprile/maggio, 4 entro giugno e un bando entro il periodo di giugno/luglio 2016. Ebbene, alla data dell’interrogazione nessuno di questi bandi era stato ancora pubblicato e l’assessore non si sogna di venire in Commissione a spiegare il perché o a rispondere alle nostre domande.

A Fava abbiamo chiesto quali azioni metterà in atto per recuperare i gravi ritardi accumulati nella fase di attuazione del Psr 2014-2020 e con quali tempi le aziende lombarde riceveranno le risorse relative ai primi sei bandi chiusi; quali siano i reali tempi di pubblicazione dei bandi già annunciati e non ancora aperti e quali i motivi degli ulteriori relativi ritardi; quale sia il calendario effettivo di pubblicazione delle prossime misure, almeno per la parte che riguarda il secondo semestre 2016.

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Psr: Fava pensi a occuparsi dei bandi che ha promesso e ancora non si vedono

L’assessore Fava dovrebbe iniziare a preoccuparsi innanzitutto di mantenere fede ai suoi impegni.

Regione Lombardia ha bisogno di azioni concrete, non di una politica agricola regionale fatta di attacchi e di annunci disattesi. L’ultimo è apparso sul numero di aprile-maggio 2016 di Lombardia Verde. L’assessore presenta, nella pubblicazione a larga diffusione regionale, il calendario dei prossimi bandi del Psr 2014-2020, comunicando l’apertura di 10 nuovi: 5 entro i mesi di aprile/maggio, 4 entro giugno 2016 e un bando entro il periodo di giugno/luglio 2016. Ma nessuno di questi bandi è stato ancora al momento pubblicato. A che gioco sta giocando l’assessore?.

Nel frattempo, il Gruppo del Pd ha depositato un’interrogazione con risposta in Commissione Agricoltura, in cui chiediamo proprio all’assessore Fava quali azioni metterà in atto per recuperare i gravi ritardi accumulati nella fase di attuazione del Psr 2014-2020 e con quali tempi le aziende lombarde riceveranno le risorse relative ai primi sei bandi chiusi; quali siano i reali tempi di pubblicazione dei bandi già annunciati sul numero di Lombardia Verde e non ancora aperti e quali i motivi degli ulteriori relativi ritardi; quale sia il calendario effettivo di pubblicazione delle prossime misure, almeno per la parte che riguarda il secondo semestre 2016.

In sostanza, vogliamo che renda conto e intervenga sui ritardi accumulati nell’attuazione di un Piano di Sviluppo Rurale che procede a rilento in Lombardia a scapito di migliaia di aziende agricole.

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