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Oglio Po: la Regione lascia il nostro territorio senza cura del ferro

Gli emendamenti che abbiamo presentato oggi, durante la discussione del bilancio regionale 2018, l’ultimo di questa legislatura, sono stati bocciati. Ancora treni diesel per il casalasco e ancora quei passaggi a livello che da anni il PD chiede di sopprimere a Bozzolo, il nostro territorio rimane ancora un passo indietro, anche questa volta.

Un emendamento chiedeva 3 milioni di euro per la soppressione dei passaggi a livello nel centro abitato di Bozzolo in compartecipazione con RFI, il Comune di Bozzolo e Migros e un altro ne chiedeva 500mila per il miglioramento e l’elettrificazione della direttrice ferroviaria Parma-Casalmaggiore-Piadena-Brescia, a S. Zeno.

Annosa questione, quella dei passaggi a livello nella nostra provincia si contano 4 passaggi a livello ogni 5 km e questo comporta rallentamenti e disagi. Nel comune di Bozzolo, in particolare, la situazione è esasperata, ma i disagi interessano un territorio molto vasto che comprende, oltre a Bozzolo, anche i comuni di Tornata, Torre de’ Picenardi e di Ca’ d’Andrea, con attese ai passaggi a livello spesso superiori alla mezz’ora. A maggio avevamo dedicato un question time a cui l’assessore Sorte rispose positivamente, parlando di fattibilità del progetto.

Per non parlare della linea disastrata che rimarrà tale;  mi riferisco alla Parma-Casalmaggiore-Piadena-Brescia, dove viaggiano ancora solo treni diesel e la linea è ancora in parte non elettrificata. Qui, senza investimenti, i treni nuovi non potranno arrivare mai.

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Regione: riunito il tavolo istituzionale su Casalmaggiore

Si è tenuto oggi in Regione il tavolo istituzionale sulla situazione del ponte di Casalmaggiore in cui ero presente insieme agli assessori regionali Simona Bordonali (sicurezza e protezione civile) e Mauro Parolini (attività produttive), ai consiglieri regionali cremonesi Federico Lena (Lega Nord) e Carlo Malvezzi (Forza Italia), delle Province di Mantova e Cremona con i presidenti Beniamino Morselli e Davide Viola e dei sindaci del territorio Casalasco-Viadanese tra cui Filippo Bongiovanni di Casalmaggiore e Ivana Cavazzini di Piadena. Per l’assessorato regionale alla mobilità era presente il direttore generale.

Il tavolo era stato chiesto da una mozione bipartisan approvata in Consiglio regionale martedì scorso, 5 dicembre. La riunione del tavolo, convocato in tempi rapidi, è avvenuta nel giorno in cui i problemi di viabilità del territorio sono aggravati dalla sospensione del traffico ferroviario tra Colorno e Casalmaggiore per maltempo.

La riunione è stata positiva ma la situazione necessita di interventi concreti e rapidi che affianchino quelli di consolidamento dei piloni del ponte grazie alle risorse stanziate dal Governo nel decreto convertito in legge dal Parlamento, con il voto contrario di Forza Italia, Lega e Movimento 5 stelle. C’è un’emergenza legata alla stazione e alla linea ferroviaria, che con la chiusura del ponte stradale è diventata ancora più rilevante. L’assessorato ha ribadito l’intenzione di rafforzare il servizio, cosa che per la verità ci saremmo attesi avvenisse già con l’inizio dell’orario invernale, avvenuto proprio ieri (lunedì 11 dicembre). Oggi il servizio è incomprensibilmente più debole proprio negli orari di punta. Il direttore generale ha anche annunciato che prossimamente saranno programmati interventi di potenziamento della linea, che è una delle peggiori in Italia come oggi tutti sanno, al fine di permettere il passaggio di convogli di maggior portata. C’è poi il problema della stazione, che oggi serve oltre 500 passeggeri al giorno. Manca di uno scivolo per l’attraversamento dei binari, ha i bagni funzionanti ma chiusi, è priva di biglietteria e soprattutto non è presenziata da personale. Garantire un buon servizio regionale comporta anche la risoluzioni di problemi come questi.

Al tavolo si è anche parlato della proposta di chiedere al Governo lo stato di emergenza per il territorio che gravita sul ponte stradale e che oggi è fortemente penalizzato.
Noi crediamo che in attesa di una risposta da Roma la Regione potrebbe fare ciò che fece nel 2013 con le città di Milano, Monza, Sesto San Giovanni e Brescia, dove in concomitanza di interventi sulle infrastrutture che impattavano sugli esercizi commerciali e sulle imprese garantì un contributo complessivo di mezzo milione di euro che i comuni avrebbero destinato a queste realtà economiche per indennizzarle, almeno parzialmente, del danno subito. Il Casalasco-Viadanese si trova oggi in una situazione analoga e la Regione dovrebbe rispolverare quel tipo di intervento.

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Domani, venerdì 3 novembre, sarò in tour per la provincia con Giorgio Gori

Domani, venerdì 3 novembre, sarò in tour per la provincia insieme al sindaco di Bergamo Giorgio Gori. Il tour partirà alle 9.45 da Spino d’Adda per un incontro con i sindaci di Spino e Paullo e dei comuni coinvolti dalla ex Paullese, sulle questioni infrastrutturali del territorio e si chiuderà alle 21 con un incontro pubblico a Piadena nel casalasco. Durante la giornata il tour toccherà Crema, Castelleone, Soresina, Pizzighettone e Cremona dove, alle 18.30, è previsto un incontro con la stampa.

Giorgio Gori è una persona competente e un amministratore capace, è la persona giusta per ridare smalto alla Lombardia dopo una stagione in cui i problemi sono stati accantonati e non risolti. La Lombardia è fatta di molti territori diversi che necessitano di attenzione specifica ed è significativo che Gori voglia iniziare la sua campagna con un programma serrato di incontri che toccano tutti gli angoli della nostra regione.

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Brescia-Parma: un incubo che deve finire

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Ci vogliono più carrozze e bisogna restituire un minimo di dignità alle condizioni di viaggio dei cittadini. Non è possibile che proprio sulla linea che va a supportare la chiusura del ponte su Po viaggino ancora convogli di due sole carrozze.

A distanza di qualche settimana dalla discussione in aula consiliare sulle linee ferroviarie cremonesi, in particolare la linea Parma-Casalmaggiore-Piadena-Brescia e la Cremona-Brescia, ho scritto all’assessore Sorte per lanciare l’ennesimo appello e richiamare la sua attenzione (e quella dell’azienda Trenord) sulla quotidianità che vivono i pendolari su queste direttrici.

Questa volta la causa scatenante è stata la situazione invivibile in cui si sono ritrovati questa mattina i pendolari che salivano sul treno delle 7,15 a Casalmaggiore.

Stipati, in condizioni minime di vivibilità e stretti in ogni spazio possibile; alcuni raccontano che, per non perdere il treno e arrivare in ritardo al lavoro,  sono stati costretti a stringersi anche nella toilette. Dopo tutti gli annunci e le promesse, questi sono i fatti.

Un servizio che i cittadini pagano e che meriterebbe non solo maggior attenzione, ma finalmente un atto di responsabilità da parte di Regione Lombardia e Trenord.

 

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Servizi ferroviari: traditi gli impegni con i pendolari, Sorte non si presenta in aula

L’assessore Sorte deve metterci la faccia, non può assentarsi durante la discussione di un tema così importante come la mancata attivazione, a partire dal 10 settembre, di molti dei servizi ferroviari stabiliti durante i tavoli territoriali dello scorso maggio, in particolare sulle linee: Brescia-Piadena-Parma, Verona-Brescia-Milano, Brescia-Milano Greco Pirelli, Milano Centrale-Malpensa, Lecco-Carnate-Milano e Milano-Tirano.
La mozione, che non è passata per un soffio (27 i favorevoli e 27 i contrari), impegnava la Giunta a spiegare i motivi dell’accaduto e soprattutto della mancata informazione ai pendolari, a convocare in via straordinaria i Tavoli dei Quadranti e ad attivare i servizi concordati, dando inoltre mandato alla commissione Trasporti di organizzare un programma di audizioni con l’assessore e tutti i soggetti coinvolti.

A maggior ragione dopo questa votazione, la Giunta non può più permettersi di sottovalutare un tema tanto cruciale e deve assumersi le proprie responsabilità, attivando immediatamente Trenord per garantire i servizi concordati a maggio con i pendolari.

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Casalmaggiore: subito un confronto per riaprire velocemente il ponte

Rafforzare ulteriormente i collegamenti ferroviari tra le sponde del fiume per ridurre i disagi ai tanti pendolari e stabilire fin da subito un confronto con l’Emilia Romagna per determinare l’entità delle risorse necessarie per  il ripristino del Ponte e individuare le risorse aggiuntive regionali per garantire la riapertura e la completa transitabilità alla struttura nel più breve tempo possibile.
Sono questi i dispositivi contenuti nell’interrogazione che ho presentato oggi col collega Marco Carra e indirizzata all’assessore Sorte che sarà chiamato a rispondere in commissione Trasporti.

La repentina chiusura del Ponte di Casalmaggiore sul fiume Po decisa  dalle province di Cremona e di Parma per il peggioramento delle lesioni costituenti l’impalcato del ponte e fino al ripristino delle condizioni di sicurezza e transitabilità della struttura, sta naturalmente causando notevoli problemi al traffico della zona.

Come avevamo già anticipato nell’ultima seduta di Consiglio regionale, durante il question time sulla linea ferroviaria Parma-Piadena-Brescia, anche di fronte a queste emergenze strutturali che riguardano i ponti autostradali, occorre sì completare le fasi di analisi strutturali per garantire la sicurezza e l’incolumità delle persone, ma anche rafforzare i collegamenti ferroviari per ridurre i disagi. A distanza di 5 giorni dall’ordinanza delle Province di Cremona e Parma, crediamo che la Regione Lombardia debba fare un ulteriore passo, ovvero aprire subito un confronto con la Regione Emilia Romagna, definire in modo preciso l’entità del danno e trovare le risorse aggiuntive in modo da riaprire celermente il ponte.

Ricordiamo che il territorio cremonese e mantovano è già pesantemente penalizzato dal punto di vista delle infrastrutture stradali e ferroviarie e quindi giustamente si aspetta un atto di responsabilità da parte di Regione Lombardia. In particolare, per l’Oglio Po abbiamo assistito a grandi promesse che non sono state mantenute, per esempio il potenziamento dell’Ospedale, che non è mai avvenuto. Quindi basta prese in giro, si definisca invece subito un piano di investimenti certi per sanare le problematiche di questa zona.

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Interventi urgenti sulla Parma-Brescia e sulla Cremona-Brescia

Interventi urgenti sulla linea ferroviaria Parma-Casalmaggiore-Piadena-Brescia e interventi urgenti sulla linea ferroviaria Cremona-Brescia: le linee sono diverse, ma l’oggetto non cambia.

Situazioni di abbandono, treni obsoleti, infrastrutture carenti e arcaiche, passaggi a livello da eliminare e stazioni da riqualificare. Cosa ha intenzione di fare la Regione per migliorare il servizio su queste linee disastrate?
La richiesta è forte e chiara, ma non lo è affatto la risposta che questa mattina ha dato l’assessore Sorte alle due interpellanze che ho presentato con Gian Antonio Girelli.

Non sono assolutamente soddisfatto! Ogni volta l’assessore Sorte risponde parlando dei nuovi treni che arriveranno con una proiezione che si chiuderà nel 2032, senza tener conto che sulla linea Parma-Casalmaggiore-Piadena-Brescia viaggiano solo treni diesel e che si tratta di una linea in parte non ancora elettrificata (una carrozza quando va male e due carrozze quando va bene) e quindi sono gli investimenti sulla elettrificazione che servono e non certo i treni nuovi che qui, finché la situazione resta tale, non potranno mai arrivare.

Prendendo spunto dall’incendio verificatosi su una carrozza a Casalmaggiore lo scorso 2 giugno, ho chiesto quali azioni la Giunta avesse in previsione per migliorare il servizio su queste linee disastrate, nel breve e medio periodo. Ho inoltre ricordato alla Giunta che il ponte su Po di Casalmaggiore è stato definitivamente chiuso al transito di auto e camion e che il servizio ferroviario potrebbe, se urgentemente sostenuto, diventare una valida alternativa per coloro che sono costretti quotidianamente a collegarsi tra i territori del parmense e quelli del casalasco.
L’assessore Sorte non ha dato alcun riscontro alle richieste di incontro avanzate dai sindaci dei territori interessati. In merito al disagio creato dalla chiusura del ponte, ho annunciato col collega mantovano Marco Carra la presentazione di una specifica richiesta di intervento da parte della Giunta lombarda.

Non particolarmente soddisfatto risulta anche il collega bresciano Gian Antonio Girelli che in Aula ha presentato la seconda interpellanza relativa alla tratta Cremona-Brescia dove, il 25 e 26 giugno, si sono verificati veri e propri momenti di panico su una monocarrozza diesel e ci sono stati dei malori che hanno richiesto l’attivazione della procedura di soccorso.

Su questa tratta l’assessore ha però annunciato, da parte di RFI, una serie di interventi strutturali sulla infrastruttura ferroviaria che, tra il 2017 e il 2018, riguarderanno i binari tra Olmeneta e San Zeno, il restyling della stazione di Olmeneta, gli ascensori in quella di Cremona e altre opere che consentiranno di aumentare la velocità dei treni. Ha inoltre assicurato che da settembre la composizione delle carrozze sarà adeguata al numero degli utenti.
Insomma, nessun nuovo treno e nessun raddoppio dei binari, ma sulla linea Cremona-Brescia l’assessore ha comunque garantito il miglioramento del servizio.

Ringraziamo RFI per i lavori che si appresta a realizzare, ma ancora una volta Regione Lombardia non è in grado di dare risposte celeri a situazioni di inadeguatezza e criticità presenti da anni.

E’ tempo di agire e non di promettere.

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Incendio su convoglio ferroviario Brescia-Parma: situazione non più tollerabile

Lo scorso 2 giugno sulla linea Brescia-Parma, un convoglio ha preso fuoco a causa dell’ennesimo guasto, generando panico tra gli utenti che sono dovuti scendere dal treno.

Treni vecchi, infrastrutture carenti, ritardi e adesso anche il fuoco!

Vogliamo sapere quali sono state le cause che hanno generato quel guasto e che hanno messo a rischio l’incolumità dei pendolari.

Condividendo le tante preoccupazioni dei pendolari e delle istituzioni locali per la situazione di completo abbandono in cui versano le linee ferroviarie tra Parma, Piadena e Brescia e sulla necessità, in primis, di garantire la sicurezza, ma anche migliorare il servizio offerto, ho presentato nei giorni scorsi l’ennesima interpellanza a cui dovrà rispondere in Aula consiliare, ancora una volta, Alessandro Sorte in persona.

Vogliamo quindi anche sapere quali azioni l’assessore abbia in mente per migliorare il servizio su questa linea disastrata, nel breve e medio periodo, fermo restando il fatto che la situazione in corso non può più essere tollerata.

Sappia l’assessore Sorte che non mollerò la presa.

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Ti.bre. ferroviaria: la regione deve ascoltare il territorio

Domani presenterò una interpellanza con la quale solleciterò la Giunta a intervenire sul tema della Ti.bre ferroviaria.
La Regione Lombardia prenda posizione e indichi al Governo il tracciato auspicato dal territorio cremonese e casalasco, Parma-Colorno-Casalmaggiore-Piadena-Mantova-Verona, e a potenziare l’attuale linea Parma-Brescia.

Per la realizzazione di questa opera occorre potenziare la Parma-Brescia, indicando una priorità di tracciato, facendo proprie le diverse e molteplici sollecitazioni territoriali e partendo dal presupposto che il Governo ha indicato come priorità strategiche le infrastrutture ferroviarie, impegnandosi soprattutto sulla Cremona-Mantova a raddoppiarne la linea.

Anche uno studio commissionato dalla stessa società Ti.bre indica il tracciato passante per Piadena come il migliore, sia da un punto di vista economico sia sociale.
I benefici di questa soluzione sarebbero molti.
Gli interventi su questa direttrice sarebbero tutti di esclusiva proprietà di RFI; l’investimento sarebbe molto meno oneroso – 80 milioni contro i 700 previsti dall’altra soluzione; ci sarebbero maggiori potenzialità d’impiego per treni merci; i tempi di percorrenza sarebbero inferiori ai 35 minuti; la tariffa media per i trasporti sarebbe inferiore; tale soluzione, infine, permetterebbe scali e terminal.

La Regione Lombardia concordi con la Regione Emilia-Romagna un tavolo di lavoro per poter definire un accordo e potenziare in modo strutturale l’infrastruttura della vecchia linea Parma-Brescia, così da agevolare anche i pendolari casalaschi che oggi sono costretti su treni obsoleti, stracolmi, poco puliti e perennemente in ritardo.

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Ti.Bre. ferroviaria: la regione intervenga urgentemente sulla linea del casalasco

Oggi ho presentato una interpellanza con cui sollecito la Giunta a intervenire sul tema della Ti.bre ferroviaria.

La Regione Lombardia prenda posizione e indichi al Governo il tracciato auspicato dal territorio cremonese e casalasco, Parma-Colorno-Casalmaggiore-Piadena-Mantova-Verona, e a potenziare l’attuale linea Parma-Brescia.

Per la realizzazione di questa opera occorre potenziare  la Parma-Brescia, indicando una priorità di tracciato, facendo proprie le diverse e molteplici sollecitazioni territoriali e partendo dal presupposto che il Governo ha indicato come priorità strategiche le infrastrutture ferroviarie, impegnandosi soprattutto sulla Cremona-Mantova a raddoppiarne la linea.

Anche uno studio commissionato dalla stessa società Ti.bre indica il tracciato passante per Piadena come il migliore, sia da un punto di vista economico sia sociale.

Quali sarebbero i benefici di questa soluzione?

Gli interventi su questa direttrice sarebbero tutti di esclusiva proprietà di RFI;
l’investimento sarebbe molto meno oneroso (80 milioni contro i 700 previsti dall’altra soluzione);
ci sarebbero maggiori potenzialità d’impiego per treni merci;
i tempi di percorrenza sarebbero inferiori ai 35 minuti;
la tariffa media per i trasporti sarebbe inferiore;
tale soluzione, infine, permetterebbe scali e terminal.

Nel documento richiedo inoltre di concordare con la Regione Emilia-Romagna un tavolo di lavoro per poter definire un accordo e potenziare in modo strutturale l’infrastruttura della vecchia linea Parma-Brescia, così da agevolare anche i pendolari casalaschi che oggi sono costretti su treni obsoleti, stracolmi, poco puliti e perennemente in ritardo.

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