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Cambiamenti climatici: piano per la qualità dell’aria senza efficacia

L’assessore regionale all’ambiente Terzi ci ha aggiornato stamattina in VI Commissione Ambiente sul documento di azione regionale per l’adattamento al cambiamento climatico della Lombardia.
Che fine farà il piano regionale degli interventi per la qualità dell’aria?
Positivi i principi che ci ha esposto e anche gli obiettivi sono assolutamente condivisibili, ma, come al solito, mancano le azioni della Giunta e non si sono intraviste nuove e più cospicue risorse.
Ma soprattutto, sembra che il Pria, che è un piano sostanzialmente cartaceo ed evidentemente non ha prodotto misure efficaci, verrà unificato al Programma energetico ambientale regionale, quasi a voler confondere le acque, senza una precisa ragione, se non quella che la Regione non ha fatto ciò che doveva. A supporto di questa ipotesi, ricordiamo i monitoraggi sul documento, che tardano ad arrivare, e le sanzioni per le mancate azioni contro l’inquinamento che l’Europa ha comminato all’Italia: il Governo chiederà alle singole Regioni di sborsare i soldi. Tra queste, per prima, proprio la Lombardia.

Come è noto a tutti, la Pianura Padana è il punto di maggiore concentrazione degli inquinanti. Serve, dunque, uno sforzo di Regione Lombardia, con le altre regioni della pianura, che non sia solo limitato a incontri e dichiarazioni d’intenti: ci vuole proprio un tavolo di lavoro che deve sottoscrivere un patto, una convenzione, un accordo, qualcosa, cioè, di stringente. Se non lo fa il Governo, sia Regione Lombardia, con una serie di azioni condivise, a portare avanti questa filiera virtuosa di buone pratiche, mettendo anche a disposizione risorse vere.

Discorso analogo per il tema del consumo di suolo: la maggioranza si è accorta che la legge 31 va nella direzione opposta e si è decisa a modificarla. Perché il problema è rappresentato dalle cubature di aree edificabili già in pancia ai Pgt, ma da un punto di vista delle modifiche del clima portate dall’inquinamento, oltre ad andare sulla strada del recupero dell’esistente e della rigenerazione urbana piuttosto che verso le nuove edificazioni, è necessario pretendere l’efficientamento degli edifici. E in questo si potrebbe stabilire che i Comuni non chiedano più gli oneri e i costi di costruzione, per favorire gli altri interventi.

E’ strettamente necessario puntare sul trasporto alternativo con i mezzi pubblici, investire sulla dorsale ferroviaria, soprattutto nei territori a domanda debole. E un piano d’azione è stato chiesto anche sul fronte dell’agricoltura, che rappresenta una delle fonti di maggior emissione di Co2.

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I comuni “virtuosi” devono potere ridurre il  consumo di suolo

consumo di suoloTra il 1999 e il 2012 in Lombardia si sono consumati ben 470 milioni di metri quadrati di aree agricole. 530 milioni sono i metri quadrati di nuovo consumo di suolo previsti nei piani di governo del territorio già approvati dai comuni lombardi. Questi sono i dati inseriti all’interno del documento economico e finanziario regionale votato nel pomeriggio in Commissione Territorio del Consiglio regionale con il solo voto favorevole della maggioranza.

Il Partito Democratico non ha partecipato al voto.

La Regione certifica che il consumo di suolo in Lombardia ha raggiunto cifre da record, ma fa poco o nulla per limitarne davvero l’abuso. Il quadro drammatico delineato all’interno del documento regionale si scontra infatti con l’inefficacia della legge regionale 31 approvata un anno fa. Il provvedimento, nato per contrastare l’abuso del suolo e riqualificare le aree dismesse, paradossalmente mette un freno ai comuni più virtuosi che in autonomia vorrebbero fare modifiche in riduzione ai PGT vigenti. Un evidente e pericoloso controsenso che abbiamo cercato di sanare con un emendamento ad hoc presentato alla legge di semplificazione un mese fa ma che la maggioranza ha bocciato senza appello.
Di oggi è anche la pubblicazione del rapporto Ispra del 2015 che classifica la Lombardia, con l’11% di suolo consumato, al primo posto quale regione più cementificata d’Italia. Il Partito Democratico ha depositato un proprio progetto di legge, di cui sono firmatario, che mira a modificare questa stortura della legge regionale 31.

Lo chiedono gli enti locali attenti alla tutela del territorio soffocati dalla burocrazia.
E’ un atto dovuto per chi ha a cuore il futuro dei cittadini lombardi.

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Suolo: la legge è un pasticcio; martedì mozione urgente del Pd

Lo avevamo detto che la legge era un pasticcio, un mostro legislativo, e adesso i fatti ci danno ragione. Se i comuni non possono approvare varianti al proprio Pgt per ridurre il consumo di suolo da subito perché la Regione non lo permette, ma potranno farlo solo tra qualche anno, significa che il provvedimento è inadeguato.

L’aspetto surreale di tutta questa vicenda è che giovedì pomeriggio in Commissione Territorio sono stati presentati i dati ufficiali di consumo di suolo in Lombardia: il quadro delineato è drammatico parliamo infatti di 670 milioni di metri quadri di suolo consumato, oltre 100 milioni in più rispetto alle stime precedenti. Di questi 53 milioni derivano dall’88% dei Pgt comunali approvati mentre 14 milioni sono i residui previsti all’interno dei vecchi Prg. Un dato che aumenterà nei prossimi mesi visto che mancano all’appello ancora 180 comuni.

Il paradosso è sotto gli occhi di tutti: la legge regionale, nata per contrastare l’abuso del suolo, incentiva il consumo nei prossimi anni mentre, paradossalmente, mette un freno ai comuni più virtuosi che, in autonomia, già oggi, vorrebbero modificare il proprio Pgt. Un’assurdità che cercheremo di correggere con una mozione urgente che presenteremo martedì in Aula.

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Suolo: si blocchi il consumo di 450 milioni di metri quadri previsti

La macchina è finalmente partita. Dopo mesi di stallo, la Commissione Territorio del Consiglio regionale oggi ha iniziato il processo di discussione che porterà all’approvazione del progetto di legge per il contrasto del consumo di suolo. Documento che ci auguriamo sia il più condiviso possibile.
Ora che l’iter è ufficialmente avviato si potranno confrontare le posizioni delle forze politiche che a parole sono spesso coincidenti ma che poi non si rispecchiano nei fatti. Abbiamo dato il nostro contributo, frutto di consultazioni approfondite e di riflessioni con esperti del settore, che si pone l’obiettivo di mettere un freno all’urbanizzazione dei terreni agricoli e naturali introducendo concetti come la programmazione di area vasta, la compensazione preventiva, l’utilizzo in via prioritaria delle aree dismesse, abbandonate e degradate e l’introduzione delle soglie percentuali massime di consumo di suolo.
Non si può pensare di scrivere una legge sul contrasto al consumo di suolo senza partire dal problema dei cosiddetti residui: attualmente si prevede nei Pgt di 1186 comuni, escluso Milano, di rendere terreno edificato ben 450 milioni di metri quadrati di territorio lombardo. Questo è legato alla libertà di programmazione che lascia la normativa regionale vigente che decentra tutte le decisioni insediative al singolo comune, anche quando queste hanno evidenti impatti negativi in termini di traffico ed inquinamento sui comuni confinanti. Autorizzare grandi insediamenti come centri commerciali, poli logistici o altro, è una scelta che deve coinvolgere l’ambito territoriale e non solo il singolo Comune. Sarà nostro compito far passare il concetto di programmazione di area vasta, al quale al momento la Giunta non fa alcun riferimento nel proprio testo. Noi riteniamo che forme di pianificazione e programmazione associata sono essenziali in una regione dove più del 70% dei comuni è sotto la soglia dei 5.000 abitanti e dove molti hanno difficoltà da soli a sviluppare tutto quanto la legge prevede per il PGT.

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Stop al consumo di suolo: le nostre proposte

consumo di suoloOggi c’è stata la presentazione delle proposte di riforma complessiva della legge regionale urbanistica (L.R. 12/2005) frutto del lavoro svolto tra l’ottobre 2013 e il gennaio 2014 da un gruppo di lavoro ad hoc al quale hanno collaborato esperti della materia urbanistica e professionisti del settore.
Con Jacopo Scandella (PD) e Paolo Micheli, ho lanciato l’idea che il consumo di suolo deve diventare un’eccezione. Bisogna mettere un freno all’uso spregiudicato del suolo puntando sulla rigenerazione urbana attraverso la redditività dei terreni agricoli, la semplificazione delle pratiche per la riqualificazione del tessuto esistente e un sostegno ai comuni nella pianificazione strategica del territorio.
I dati ufficiali forniti dalla regione parlano chiaro: 414 milioni di metri quadrati è la superficie di territorio lombardo che 1126 comuni lombardi già prevedono nei loro PGT (approvati al 11 dicembre) di trasformare nei prossimi anni in terreno edificato. È pari alla superficie della provincia di Monza e Brianza, più del doppio dell’intero comune di Milano. Urge correggere il tiro di 30 anni di politiche regionali sbagliate che hanno distrutto la nostra regione. Oggi mettiamo a segno un punto politico importante.

Accogliamo positivamente l’improvvisa accelerazione della Giunta che ha deciso di anticipare a domani la presentazione del proprio testo di legge, previsto inizialmente per marzo. Attendiamo di vedere cosa propongono, al momento prendiamo atto che, dopo tanti annunci, si avrà finalmente un testo con cui confrontarci nel gruppo di lavoro della Commissione territorio. Ci auguriamo che domani Maroni non presenti un articolato fotocopia del testo di legge depositato dalla Lega nell’ottobre scorso, un testo di facciata che presenta una  proposta di riforma poco credibile. Quando questa maggioranza parla di consumo di suolo utilizza slogan che poi non trovano riscontro nei contenuti: non sarebbe la prima volta che la lista delle eccezioni inserite all’ultimo con emendamenti stravolgono il testo originario. A questo si aggiunge, inoltre, un’altra grande preoccupazione legata alla spaccatura della maggioranza la quale sino a quando non troverà la quadra al suo interno rallenterà l’iter di discussione e di approvazione della riforma.

L’elemento che differenzia il testo di riforma di Pd e Patto Civico con quello della maggioranza è lo strumento della pianificazione per area vasta. Il suolo è bene comune e come tale deve essere gestito in condivisione: i grandi insediamenti, i servizi pubblici come scuole ed ospedali il consumo di nuovo suolo hanno effetti che ricadono ben oltre i confini del singolo comune.

Al  31 gennaio, abbiamo ancora un 20% dei comuni lombardi i quali non si sono dotati di un PGT. Se consideriamo poi i 900 comuni che hanno approvato dei PGT, questi prevedono   così tante nuove case che la loro popolazione complessivamente dovrebbe aumentare di più di un milione di nuovi abitanti, passare cioè da 6.400.000 a 7.500.000. Rapportata su tutta la popolazione lombarda, significa  che essa dovrebbe passare da 10 a 11,5 milioni di abitanti, nel giro di un quinquennio; un ritmo di 300.000 abitanti all’anno!!  Questo vuol dire cioè quattro volte in più del tasso di crescita (70.000 mila abitanti anno) registrato dai trend statistici:  i comuni lombardi prevedono perciò di mettere a disposizione terreni per costruire quattro volte la necessità. Una cosa che con le nostre proposte vorremmo assolutamente evitare. Basta vedere ‘cimiteri’ di case inabitate: come nei cimiteri,  in tutta la Lombardia vediamo gli scheletri delle case, iniziate e non finite, oppure finite ma abitate solo in parte. E basta rendere improduttivo il terreno agricolo ancora disponibile. Bisogna dare ai comuni, grandi e piccoli,  gli strumenti normativi per poter tornare indietro.

Le nostre proposte: PD e Patto Civico sul consumo suolo pubblico

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Pianalto della Melotta: un incontro per dire no alla cava nel geosito

no alla cava

la mostra al Bar Centrale della festa

Si parlerà anche della cava di argilla che stravolgerà il geosito del Pianalto della Melotta di Romanengo, domani sera, giovedì 29 agosto 2013, dalle 21, nello spazio dibattiti della Festa del Pd di Crema, al Podere Ombrianello.
L’incontro, a cura della Fondazione “Paolo Zanini”, sarà intitolato non a caso “Sviluppo sostenibile. A parole siamo tutti d’accordo. I fatti dimostrano l’inverso. I casi delle cave nel Pianalto della Melotta, del Piano territoriale della Provincia che elimina i geositi, il consumo del suolo nei Pgt”. All’incontro interverrò a fianco di Vittore Soldo, responsabile ambiente del Pd cremasco, Livia Severgnini, consigliere comunale di Crema, Eugenio Vailati e Andrea Virgilio, consiglieri provinciali.

C’è una concomitanza di cause che stanno seriamente rischiando di compromettere in via definitiva l’area delicata e unica nel suo genere del geosito di Romanengo.
La Regione non è e non sarà esente da responsabilità, visto che è stata interessata alla questione da sempre e che dovrà dare gli ‘ok’ definitivi alle deleterie decisioni della Provincia di Cremona. La quale ha persino modificato il suo Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp).
Nell’ambito della festa, il Circolo Pd di Romanengo ha allestito anche una mostra sul tema, che si trova nell’area del bar-ristorante Centrale.

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Dov’è la svolta promessa da Maroni? Le nostre proposte per una vera svolta

Maroni è ossessionato dalla discontinuità da Formigoni come da Bossi, ma i primi cento giorni di governo in Regione sono in perfetta continuità con il predecessore. I modi sono diversi, ma sui ticket sanitari come sulle nomine non c’è differenza rispetto al ventennio formigoniano.
In Regione abbiamo finora approvato solo quattro leggi: sui tagli ai costi della politica c’è stato il lavoro dei gruppi consiliari, le altre tre sono rinvii, proroghe, promesse di future riforme. Intanto della macroregione non si sente più parlare e il 75% di tasse da tenere in Lombardia è diventato la madre di tutte le scuse per le promesse non mantenute.
La vera svolta in Lombardia parte da quattro azioni su cui il PD ha proposte già sul tavolo: la riforma dei ticket sanitari in senso proporzionale al reddito e con esenzioni fino a 30mila euro; contributi alle imprese non dispersi in mille rivoli, com’è ora, ma concentrati su pochi bandi, semplici, accessibili e poco burocratizzati, con una quota riservata alle piccole e medie imprese; un rimborso a tirocinanti e praticanti di 400 euro al mese e servizi per l’impiego premiati in base alla capacità di trovare lavoro, non sul numero di corsi attivati; una legge per fermare il progressivo e inesorabile consumo di territorio; più risorse per i comuni attraverso il patto di stabilità territoriale, per liberare risorse in favore delle piccole e medie imprese lombarde e migliorare i servizi dei comuni. Su questi temi sfidiamo Maroni.
La continuità con il passato è nella scelta di una politica degli annunci. Lo faceva Formigoni e Maroni, continua su questa strada. I numeri hanno solo il sapore degli annunci, ma dietro c’è poca concretezza. Maroni parla di un miliardo per le imprese? Non sono altro che il riutilizzo di soldi del passato, di nuovo c’è ben poco. Nell’assestamento di bilancio per il 2013 ci sono solo 8,2 milioni di euro per l’insediamento di nuove attività e 3 milioni per ricerca e innovazione.
Altro che Lombardia in testa: si potrebbe dire che la Lombardia batte in testa, come un vecchio motore. Era vera la prima cosa che Maroni ha detto quando è stato eletto: abbiamo salvato la Lega. Era quella la sua vera preoccupazione.

Di seguito la nota stampa con numeri e proposte

I primi 100 giorni della Giunta Maroni Continua a leggere

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Pgt: l’approvazione è un buon risultato ottenuto in tempi rapidi, ora bisogna lavorare sul contrasto al consumo di suolo

Oggi, durante i lavori d’Aula del Consiglio regionale, è stata approvato il progetto di legge che modifica la legge 12 relativa alle nuove norme per il governo del territorio e indica regole più stringenti per tutti i comuni lombardi che non si sono ancora dotati dei Pgt.
Nell’ordine del giorno approvato, a grande maggioranza, si chiede, in sede di revisione della legge 12, di introdurre nuovi strumenti che facilitano la pianificazione d’area vasta sovra comunale per il governo del territorio, con la possibilità di redigerli in forma associata fra i comuni.
E’ un buon risultato ottenuto in tempi rapidi così come chiedevano i Comuni e gli ordini professionali e le imprese di settore, colpiti in modo particolare dalla crisi. Entro un anno tutti gli enti locali ancora sprovvisti saranno dotati degli strumenti di pianificazione urbanistica così come prevede il testo approvato. Il lavoro della Commissione non termina oggi. Da domani inizia una seconda fase di monitoraggio costante volto a controllare l’iter dei singoli procedimenti e affiancare i comuni che incontrano più difficoltà per evitare le sanzioni o, in un’ultima istanza, il commissariamento. Nel nostro ruolo di opposizione garantiremo controllo e intransigenza sul rispetto delle nuove scadenze affinché si arrivi senza indugi all’approvazione dei Pgt.
L’obiettivo che ci eravamo posti è stato raggiunto ora si apre la vera partita di questa legislatura: la riforma della legge 12 del 2005 con particolare attenzione al contenimento del consumo di suolo, la nostra priorità, ristrutturando l’esistente e lasciando intatte le aree agricole, scese drammaticamente in Lombardia sotto una soglia di guardia. Auspichiamo che con lo stesso atteggiamento, la Commissione porti avanti un lavoro, condiviso e proficuo, per dare seguito all’indirizzo votato oggi in Aula sulla pianificazione di area vasta sovra comunale.

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“Sempre connessi con:” il video della diretta web

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Martedi 7 maggio sarò in diretta web

Domani, martedì 7 maggio, alle ore 14 parteciperò alla rubrica: “Sempre connessi con:”, in diretta web su blogdem.it in cui parlerò della questione del Pgt e del progetto di legge presentato dal Pd.

Domande e riflessioni sono gradite.

Vi aspetto!!!

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