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Bioagricoltura: presto via al distretto Oglio-Po

Si torna a parlare di Distretto rurale per la bioagricoltura nell’Oglio-Po, dopo che il Gruppo regionale del Pd aveva dato avvio al progetto, chiamando in causa tutti coloro che possono esserne interessati. Aziende agricole, associazioni di categoria, produttori e amministratori locali insieme per portare avanti l’idea di una vasta zona a vocazione bioagricola, sotto uno stesso marchio di tutela, la prima nel suo genere a essere realizzata in Lombardia.
A che punto si è arrivati? I portatori di interesse – così si chiamano coloro che possono essere coinvolti nell’iniziativa – e i produttori, a livello locale stanno mettendo insieme le adesioni per poter presentare la richiesta di costituirsi in distretto.

E’ sicuramente questo il momento giusto perché proprio nei giorni scorsi, e prossimamente faremo un convegno su questo, abbiamo avuto notizia che nei nuovi provvedimenti dei fondi della Pac viene favorita l’iniziativa che va a sostegno dell’agricoltura biologica. Dunque, questo progetto deve diventare concreto quanto prima: la costituzione del Distretto biologico può essere l’occasione giusta per cogliere le opportunità offerte dalla Pac per questo tipo di agricoltura.

Per parlare del tema, oggi ho incontrato oggi Guido Soldi, presidente di Cia Cremona, candidato alla carica regionale della Confederazione, che ha da subito contribuito con me e il Gruppo regionale del Pd a far emergere questa eccellenza sul territorio.
Soldi, che è anche produttore del settore biologico, ha riconfermato “l’interesse della Cia e mio personale al progetto del Distretto. Ho sempre creduto nel sostegno all’agricoltura biologica, perché è uno dei settori che potrebbe essere rivolto ai giovani e che quindi rappresenta non più un mercato di nicchia, ma un vero e proprio sbocco, e di qualità, per chi vuole fare impresa agricola oggi”.

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Oglio-Po, il distretto rurale a vocazione biologica si presenta a Viadana

Lunedì 25 novembre 2013, alle 18, nell’auditorium “Fabia Gardinazzi” di Viadana, si terrà la presentazione pubblica sul territorio del distretto rurale dell’Oglio-Po, il progetto a vocazione biologica del Partito Democratico lombardo, portato avanti dai consiglieri regionali cremonese e mantovano e al quale ha aderito anche l’Assessore Regionale all’Agricoltura.

All’incontro sarò presente con Marco Carra, Consigliere Regionale del Pd, i sindaci di Viadana Giorgio Penazzi e di Casalmaggiore Claudio Silla, le Province e, appunto, l’Assessore Regionale all’Agricoltura Gianni Fava, che ha aderito fin da subito e da sempre sostiene il progetto.

Alla presentazione possono intervenire tutti coloro che sono interessati alla nascita di un distretto rurale del biologico, il primo in Lombardia, nel territorio dell’Oglio-Po, che, dopo i primi incontri a Milano e Casalmaggiore, si sta già trasformando in una realtà concreta. Il Gal Oglio-Po si è detto disponibile a fare da capofila, tanto che ha organizzato il successivo momento di confronto che si terrà mercoledì 27 novembre 2013, nuovamente a Casalmaggiore.

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Mercati rurali: Regione Lombardia promuoverà il biologico nelle mense

Lo ha chiesto e ottenuto il Gruppo Regionale del Partito Democratico in fase di approvazione, oggi, mercoledì 6 novembre 2013, in VIII Commissione Agricoltura (martedì prossimo passerà al vaglio del Consiglio Regionale), del progetto di legge in materia di mercati rurali e promozione dei prodotti locali: Regione Lombardia promuoverà i prodotti da agricoltura biologica dentro le mense.
L’obiettivo di questa legge è di favorire la produzione agroalimentare fresca e a chilometro zero, in pratica la filiera corta. Progetto che condividiamo e in questo senso ci sembra ancora più importante sostenere e promuovere l’agricoltura biologica, che non è più una nicchia, ma un vero e proprio mercato. In Lombardia conta 1512 produttori. La ristorazione collettiva era il miglior modo per diffonderla e farla conoscere ai consumatori, cambiandone magari le abitudini alimentari.
I dati diffusi dall’Aiab (l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) parlano di 3 miliardi di vendite all’anno in Italia di prodotti biologici, di cui 1,6 miliardi solo in Lombardia con una copertura della produzione lombarda pari a solo il 2% delle vendite. Quindi, è un  mercato con ampi spazi di crescita per gli operatori della nostra regione.

Il testo della legge recita, dunque, ora così: “Nei bandi relativi alle procedure di appalto pubblico di forniture di prodotti agricoli e agroalimentari destinati alla ristorazione collettiva, al fine di introdurre specifici criteri di qualificazione ambientale aventi lo scopo di contenere i consumi energetici, di limitare le distanze di trasporto, di tutelare le risorse ambientali, di garantire la freschezza e la qualità dei prodotti e di assicurare l’esercizio delle attività di controllo sugli stessi, può essere previsto, quale criterio preferenziale per l’aggiudicazione, l’utilizzo di derrate di prodotti agricoli freschi, semilavorati e lavorati e di prodotti da agricoltura biologica che seguano la stagionalità della terra e che rispettino il principio della minore distanza di trasporto”.
E ancora: “La Regione promuove appositi accordi con i rappresentanti dei produttori agricoli, degli operatori della ristorazione collettiva e della pubblica amministrazione regionale e locale per l’adozione di diete alimentari che privilegino l’utilizzo di alimenti legati alla stagionalità della terra e di agricoltura biologica e al rispetto del principio della minore distanza di trasporto”.

Ci soddisfa anche la formulazione della legge dove si parla della grande e media distribuzione che d’ora in poi potrà favorire, tramite la stipula di accordi quadro con la Regione, appositi spazi destinati alla vendita esclusiva di prodotti agricoli regionali. E’ sempre un modo per promuovere la filiera corta e dare una possibilità di scelta in più ai consumatori. L’attenzione e l’impegno del Pd su questi temi sono alti e lo stiamo dimostrando anche con progetti concreti come quello da noi promosso relativo alla costituzione del primo Distretto di Bioagricoltura in Lombardia nel territorio dell’Oglio Po.

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Distretto rurale: Cremona e Mantova pronte alla nuova realtà a vocazione biologica

E’ stato presentato oggi, lunedì 28 ottobre 2013, nella sede del Pirellone, il progetto di un distretto rurale dell’Oglio-Po, quindi da realizzarsi tra le province di Cremona e Mantova, a vocazione bioagricola, che sarà il primo in Lombardia. L’iniziativa, nata da uno studio partito da me e dall’ex collega mantovano Giovanni Pavesi, e ora raccolto in un libro, è stata voluta e portata avanti dal Gruppo Regionale del Pd che oggi l’ha sottoposta non solo alle categorie economiche, agli amministratori e ai produttori della zona, ma anche all’assessore regionale all’Agricoltura, il mantovano Gianni Fava, che ha plaudito al progetto e dato la sua piena disponibilità a sostenerlo.

Siamo partiti dalla situazione in essere. L’intenzione è dare un contributo allo sviluppo sostenibile di quel territorio. Compito della politica è raccogliere e avanzare la proposta: poi sarà il territorio e in primis i produttori a doverla far decollare.

Il progetto è particolarmente interessante perché si colloca in un momento in cui di cibo si parla e si parlerà molto, anche in vista dell’ormai prossima Expo. E non è escluso che nel futuro distretto possano entrare anche altri produttori posti ai confini delle due province. Di questo nuovo organismo potrebbe essere promotore il Gal Oglio Po che ha una mission simile.
La situazione agricola lombarda genera il 13,9% della produzione italiana. In particolare, a Mantova e Cremona le aziende sono 13mila per oltre 200mila ettari coltivati, a fronte di circa 1 milione di ettari complessivi in tutta la regione. Al biologico in Lombardia afferiscono 1512 produttori, di cui 164 a Mantova e 67 a Cremona.

E’ un’iniziativa che piace perché cerca di interpretare un settore che in questo momento è in difficoltà.
Anche Paolo De Castro, presidente della Commissione Europea Agricoltura e Sviluppo Rurale, ha detto che il biologico è un’eccellenza per l’Italia e che anzi deve essere una delle risposte alle difficoltà del settore.

Positivo il commento dell’assessore Fava: “L’Unione europea ha intenzione di costruire un altro asse per il biologico e la premialità andrà verso le aggregazioni, le forme societarie e consortili, o sotto forma di distretti. Quindi, non posso che augurarmi che la creazione di quello Oglio Po avvenga in tempi rapidi. Il quadro generale deve essere pronto almeno per la primavera del 2014. Il Gal Oglio-Po può fare da capofila, visto che poi verrà dotato di finanziamenti importanti da investire in agricoltura. E per il resto, come assessorato garantisco pieno sostegno all’iniziativa e faccio un plauso alla scelta del Pd di investire in progetti come questi”.

Ora, la parola passa ai territori. Il Pd inizierà una serie di incontri tra Cremona e Mantova che porranno le basi per iniziare l’iter di costituzione del nuovo distretto.

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Bioagricoltura nell’Oglio-Po

Bioagricoltura nell’Oglio-Po – Le ragioni del distretto rurale” è il titolo del quaderno che contiene lo studio per l’istituzione di un distretto rurale nel territorio a confine tra Cremona e Mantova che verrà presentato lunedì 28 ottobre 2013, alle 11, nella Sala del Gonfalone, a Palazzo Pirelli, in via F. Filzi 22, a Milano. L’incontro che presiederò, verrà presentato dal collega Marco Carra, capogruppo in VIII Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale. Porterà il suo saluto Alessandro Alfieri, presidente del Gruppo consiliare del Pd, e interverrà Gianni Fava, Assessore Regionale all’Agricoltura.
Il progetto, finanziato dal Gruppo consiliare del Partito Democratico, è stato realizzato da Katia Bernuzzi e Paolo Loda, che interverranno all’iniziativa.
Saranno presenti i consiglieri regionale del Pd Corrado Tomasi e Giuseppe Villani, il presidente della Commissione Agricoltura Alessandro Fermi, il sindaco di Casalmaggiore Claudio Silla, quello di Viadana Giorgio Penazzi, l’ex consigliere Giovanni Pavesi e i produttori biologici Valter e Lorenzo Cavalli e Guglielmina Vignoli.
Nel territorio dell’Oglio Po, ad antica vocazione agricola, oggi è ipotizzabile inserire un elemento in grado di offrire nuove opportunità, in direzione di uno sviluppo che sempre più tenga conto dei temi della sostenibilità e del consumo consapevole. La costituzione di un distretto dell’agricoltura biologica va in questa direzione, perché a partire dal cibo si può costruire un modello economico e sociale nuovo. Questa è la proposta che oggi vogliamo rendere pubblica. Ci sarà bisogno di un’opera di analisi, di studio e poi di discussione, di confronto per arrivare a decisioni consapevoli e condivise.

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Lame di Soncino: per la Regione la decisione sulla rotonda spetta alla Soprintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici

Dopo aver presentato una serie di interrogazioni e lettere di sollecitazioni, questo pomeriggio ho scritto una lettera al soprintendente per i beni Architettonici e paesaggistici di Brescia, Andrea Alberti.
Nei giorni scorsi l’assessore al Territorio e urbanistica Daniele Belotti, rispondendo ad una mia interrogazione al riguardo, ha confermato che spetta alla Soprintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici la verifica di legittimità del progetto della rotatoria sul terrazzo alluvionale dell’Oglio. Nei mesi scorsi i Comitati locali e i rappresentati del FAI hanno sollecitato più volte il soprintendente ad esprimersi sulla questione senza ottenere risultati. Nella lettera, ricordando l’unicità morfologica e paesaggistica delle Lame, chiedo al soprintendente di intervenire affinché il progetto non venga attuato nella modalità in cui è stato approvato e avviato nel corso del 2011.

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Soncino, rotonda sulle lame: progetto senza senso

Soncino

Soncino

Un no chiaro e argomentato contro un’opera “insensata” che rischia di compromettere un’area morfologicamente unica che caratterizza da sempre l’ingresso alla cittadina di Soncino. Lo pronuncia il consigliere regionale del PD Agostino Alloni che, in un’interrogazione depositata oggi al Pirellone, chiede conto di numerose incongruenze delle autorizzazioni concesse e di un non ben motivato contributo regionale. Si parla dell’area delle “Lame pendenti”, caratteristico ingresso al comune al confine tra il cremasco e la provincia di Brescia, reso unico dalla conformazione del terreno, un terrazzo posto sopra una balza di quasi dieci metri al delimitare della valle dell’Oglio che potrebbe essere devastato dalla creazione di una rotonda e da una riorganizzazione della viabilità, con creazione di nuove strade, progettata dal comune e già autorizzata dal Parco Oglio Nord, nel cui territorio si trova. Continua a leggere

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