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Urge la codifica delle lobby che rappresentano interessi legittimi

Il Pd ha presentato oggi alla stampa il progetto di legge per regolamentare l’attività di lobbying nei confronti della Regione, depositato il 7 dicembre 2015 e assegnato alla II Commissione Affari Istituzionali.

Il contatto tra decisori e portatori d’interesse deve essere codificato e trasparente, per questo occorre mettere mano a un tema come quello del lobbismo che, nel tempo, ha acquisito sempre più importanza. Riteniamo perciò indispensabile che anche la Lombardia, come altre regioni hanno già fatto, si doti al più presto di un provvedimento che si occupa della rappresentanza degli interessi legittimi.
In Italia, al momento, sono 3 le Regioni che si sono date una legge per codificare l’attività di lobbismo: Toscana, Molise e Abruzzo.

La legge poggia su due pilastri fondamentali: la trasparenza e la partecipazione; la finalità è quella dell’emersione di tutti gli interessi coinvolti nel processo di decision making. Le lobby diventano, in quest’ottica, soggetti legittimati a far parte del processo legislativo e decisionale che poi il legislatore deve condurre a sintesi nel principio dell’interesse generale.

Il progetto di legge, di 11 articoli, prevede, tra l’altro, l’istituzione di 2 registri, uno per la Giunta e uno per il Consiglio regionale per l’iscrizione dei legittimi portatori d’interesse; i criteri di selezione per l’iscrizione e le sanzioni per chi trasgredisce.

Sono consigliere da 5 anni e ho seguito in questo periodo molte audizioni nelle quali però i soggetti coinvolti sono sempre gli stessi, non più di 30 o 40 realtà. Oggi questi soggetti vengono scelti in modo discrezionale. Noi vogliamo non solo dare trasparenza ma anche dare un’opportunità a tante realtà minori e territoriali che altrimenti restano escluse. E’ importante che ora la proposta Pd venga messa al più presto all’ordine del giorno e proceda su un binario rapido e sicuro.

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Elezioni regionali il 10 e 11 febbraio: decisione giusta

Il governo ha deciso correttamente di convocare le elezioni regionali di Lombardia, Lazio e Molise il 10 e 11 febbraio. Se si votasse in aprile, anche per le regionali, avremmo in Lombardia un interregno di ordinaria amministrazione di sei mesi durante i quali non sarebbe possibile effettuare scelte importanti per i cittadini e in cui continuerebbe a governare una giunta transitoria politicamente delegittimata. Non è un caso se la legge indica in tre mesi il tempo previsto tra lo scioglimento del Consiglio e le elezioni. Tra Formigoni che chiedeva di votare a metà dicembre e chi nel centrodestra chiede di votare ad aprile la decisione più corretta l’ha assunta il governo, ed è un risultato ottenuto anche grazie al Pd e ai parlamentari lombardi che hanno chiesto con forza che così avvenisse.

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