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Danone Casale Cremasco: l’azienda ritiri il provvedimento di chiusura

danoneNell’incontro pubblico tenutosi a Casale Cremasco sabato  scorso ho proposto di impegnare l’assessore regionale Melazzini, nella audizione che si terrà probabilmente giovedì 24 Giugno, a richiedere la sospensione del provvedimento di chiusura dello stabilimento di Casale Cremasco affinché l’eventuale trattativa di cessione del ramo d’azienda possa avvenire in condizioni meno drammatiche e con la spada di Damocle sulla testa dei lavoratori e delle loro famiglie. Per questo obiettivo la Regione potrà utilizzare la legge regionale n 11 sulla “competitività” che prevede anche risorse economiche proprio per mantenere attività industriali in analoghe situazioni sul territorio lombardo.

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Spallanzani: Regione faccia il possibile per sostenere l’istituto

Regione Lombardia faccia il possibile per portare lo Spallanzani al suo ruolo di istituto di ricerca a tutto tondo.
Stamattina c’è stato un incontro a Rivolta d’Adda, nella sede del centro di ricerca e sperimentazione, con la presenza dei parlamentari Cinzia Fontana e Franco Bordo e con Martina, il quale ci ha annunciato che il Ministero mette 600mila euro sulla legge 30, quella che regola le attività delle associazioni allevatori, anche se sul bilancio dello Stato erano previsti solo 200mila euro (fino al 2012 erano 750mila, ndr). Ma siccome il Governo Renzi e il Ministero dell’Agricoltura per primo crede che per tirare fuori l’Italia dal pantano bisogna puntare sulla ricerca in campo alimentare, agroalimentare e agricolo, che poi è una delle voci più importanti per il Paese e per la Lombardia, già con il precedente Ministro e sottosegretario Martina, era stato deciso di aumentare il sostegno.

Martina avrebbe dovuto andare allo Spallanzani ad annunciare la novità già un mese fa, come sottosegretario del Ministro De Girolamo, appunto, ma all’ultimo minuto l’incontro era saltato perché il presidente Letta si era dimesso.
Questa decisione era nata dal fatto che il 28 gennaio, su mia sollecitazione, si era tenuto un incontro con l’Assessore Regionale alla Ricerca Melazzini, assieme al sindaco Fabio Calvi e all’assessore Angelo Cirtoli di Rivolta d’Adda, e al direttore dell’istituto Cesare Bonacina, sul problema dei dipendenti messi in cassaintegrazione. In quell’occasione Melazzini ci disse che bisognava agire al più presto e che era necessario che entro il 31 marzo arrivasse un segnale tale per cui alla scadenza della cassaintegrazione non ci fosse stata come unica soluzione il licenziamento. Il sindaco si era impegnato, come poi ha fatto, a contattare Martina, allora sottosegretario, appunto, mettendo a conoscenza anche la Regione dei passi che si stavano compiendo. E l’assessore Melazzini aveva assicurato che avrebbe interessato della faccenda anche i suoi colleghi Aprea, che si occupa di lavoro, e Fava, assessore all’Agricoltura.

E, in effetti Martina, nonostante il cambio al Governo, è riuscito ad andare allo Spallanzani entro il 31 marzo per dire che quello stanziamento di 600mila euro è un fatto e rappresenta uno dei primi atti portati avanti dal nuovo esecutivo. Il primo obiettivo è di non lasciare a casa il personale e di permettere la continuazione di un lavoro di ricerca di qualità e unico nel suo genere. Oltre tutto, con Expo alle porte, il lavoro che viene fatto dallo Spallanzani sulla biodiversità è uno degli assi portanti della grande esposizione universale.

L’assessore Fava dovrebbe essere solo d’accordo con il suo collega Melazzini, invece vuol sempre dividere anziché unire. Adesso spetta proprio a lui, cioè alla Regione, fare il possibile per portare lo Spallanzani al suo ruolo di istituto di ricerca a tutto tondo.

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Galbani Lactalis: evitare la chiusura di Caravaggio

Noi consiglieri del Pd abbiamo chiesto urgentemente un’audizione in Commissione Attività Produttive alle RSU del Gruppo Galbani Lactalis, degli stabilimenti di Caravaggio e Introbio in merito alla situazione occupazionale che si è venuta a creare. Domani infatti i lavoratori della Lactalis dello stabilimento ex Invernizzi di Caravaggio, nella Bassa Bergamasca, hanno annunciato uno sciopero per protestare contro il piano di riorganizzazione del gruppo Galbani Lactalis, che interverrebbe in modo drastico sulla struttura, chiudendola, come trapelato in questi giorni dalle notizie di stampa.

Gli oltre 200 lavoratori, secondo quanto ha fatto sapere l’azienda, verrebbero trasferiti nelle altre sedi lombarde, ma i sindacati hanno già criticato la scelta bollandola come una decisione negativa e inaccettabile. All’incontro chiediamo che partecipi anche l’Assessore Melazzini. La situazione è grave e dobbiamo cercare insieme di ricomporre il quadro e di evitare una nuova chiusura e un ennesimo annuncio di dismissione da parte di una multinazionale.

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Oglio Po: aspettiamo risposte concrete nei prossimi mesi

Lo spostamento del laboratorio analisi, deciso dall’Asl di Cremona, da Casalmaggiore a Cremona, è stato fatto senza nessuna concertazione preventiva con le istituzioni del territorio, nonostante abbia ricadute negative e significative sia sull’utenza che sul personale.
Per questo ho recentemente presentato un’interrogazione per chiedere all’assessore alla Sanità quali motivazioni abbiano portato alla proposta di trasferimento del laboratorio e quali previsioni siano state fatte sulle ricadute per il personale impiegato all’interno del presidio medico. In senso lato, poi, ho interrogato l’assessore anche per sapere quali siano gli interventi di investimento e valorizzazione previsti per il mantenimento delle caratteristiche di qualità e di servizio dell’Ospedale Oglio Po, anche a fronte del congelamento del piano.
La scelta del trasferimento è stata presa dall’Asl di Cremona senza indicarne gli obiettivi economici e senza spiegarne esattamente le ricadute previsionali. Qui siamo in presenza di un progressivo depotenziamento del Presidio Ospedaliero Oglio Po, nonostante la mobilitazione dei cittadini contro lo smantellamento del laboratorio e per il mantenimento delle prestazioni fino ad oggi erogate ad Oglio Po e le numerose testimonianze sulla professionalità dei dipendenti del Presidio e sulla qualità delle prestazioni erogate. Quale programmazione sanitaria sta portando avanti Regione Lombardia, se in contrasto con gli interessi e i bisogni del territorio? L’assessore Melazzini, durante un recente colloquio ci aveva assicurato che prima di ogni trasferimento avrebbe provveduto ad un confronto con il territorio. Non abbiamo motivo di dubitare che l’assessore non mantenga dunque le promesse.

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