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L’Area Vasta di Crema e dei suoi 47 comuni

il sogno possibileLe Province sono destinate ad essere sostituite dalle aree vaste.  Se vince il Si al Referendum vengono eliminate dalla Costituzione; se passa il no si andrà avanti con le Province dimezzate come lo sono già ora, senza elezione a suffragio universale e con compiti e ruoli di molto ridimensionati. Insomma, la Provincia, come ce la ricordiamo, non ci sarà più. E cosi sarà anche per quella di Cremona. Le Province verranno sostituite da una nuova entità territoriale: le cosi dette Aree Vaste. Cosi vengono definite dall’art 40 della nuova Costituzione; Maroni le vorrebbe chiamare Cantoni. Fino qui le cose sembrano chiare e condivise. Le differenze nascono nella definizione dei compiti da svolgere e nel dimensionamento delle aree. Una cosa è certa: le Aree Vaste saranno molto diverse dalle soppresse Province, non avranno uffici ne macchinose strutture burocratiche ma diventeranno “la casa dei sindaci”, quindi di un territorio che deve mantenere una propria omogeneità.

Per affrontare questo tema e per segnare il campo nella prospettiva delle future decisioni che andranno prese nei prossimi mesi, ho scritto un libro che è stato presentato Venerdi 25 Novembre presso il centro culturale S. Agostino di Crema. La pubblicazione, una sorta di “bigino”, è il prodotto di una collaborazione con Fiorenzo Gnesi, cremasco e giornalista professionista. In una sala gremita per lo più da sindaci, consiglieri e portatori di interesse socio-economici del nostro territorio, ho cercato di spiegare la mia idea. Che qui riassumo:

  •  Il Cremasco con i suoi 165.000 abitanti può ambire a diventare “Area Vasta” autonoma (o Cantone…), riuscendo a staccarsi da Cremona, evitando di essere accorpata a Mantova come vorrebbe il Presidente di Regione Lombardia Maroni e quasi tutti gli attori politici, di tutti i partiti, della città attualmente capoluogo di Provincia;
  • Altrettanto da considerare la proposta, sostenuta dai sindaci cremaschi, che poggia sulla alleanza tra Crema e Lodi, assecondando in questo modo l’attrazione che il cremasco ha nei confronti di Milano;
  • L’Area Vasta Crema-Lodi potrebbe completarsi con l’estensione del territorio fino a comprendere Treviglio (e la Gera d’Adda…) anche se, bisogna dirlo, questa è una ipotesi che i bergamaschi che si trovano tra l’Adda e il Serio difficilmente potranno condividere.

La pubblicazione cerca di dimostrare come il Cremasco possa davvero essere considerato una realtà autonoma dal contesto provinciale, dando un senso al concetto di identità territoriale. Una rivendicazione che non va intesa contro qualcuno ma per costruire insieme un futuro più solido e più coeso per tutti. Bisognerà riempire il percorso di contenuti  e di progetti. In questo senso una idea da promuovere è quella di immaginare il Cremasco come un Distretto legato alla Bellezza, con lo sviluppo del Polo della Cosmesi, certo, ma anche del suo paesaggio unico nel suo genere, del turismo, del mangiar bene, di un territorio ricco d’acqua e con una agricoltura tra le più  fiorenti della Lombardia. Quello che è certo è che Crema non potrà essere collocata nel Cantone di Mantova cosi come è stato indicato dalla Regione. Toccherà al Consiglio Regionale, con una apposita legge, definire le Aree Vaste” e, come è successo per il mantenimento della autonomia dell’ospedale cittadino, bisognerà che i sindaci e tutti i cremaschi facciano sentire la propria voce. La mia non mancherà di certo.

Il libro si può  avere gratuitamente presso la sede del Pd Cremasco (via Bacchetta 2) fino all’esaurimento delle copie.

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Cremona-Crema-Treviglio–Milano: dove sono gli investimenti annunciati?

protesta-pendolariGli annunci e le promesse stanno a zero se poi i risultati sono quelli che ogni giorno sono sotto gli occhi di tutti i pendolari delle linee cremasche e cremonesi.

La Lombardia ha bisogno di una seria CURA DEL FERRO.

Al di là dei proclami della Giunta e dell’assessore Sorte ancora molto, troppo, rimane da fare. Il peggio si è raggiunto nella giornata di venerdì scorso 13 Maggio e di ieri. Ci sono linee come quelle che da Cremona vanno verso Milano, sia quella che transita per Crema-Treviglio sia l’altra che passa da Codogno-Lodi, che hanno bisogno di una attenzione diversa.

Vogliamo sapere dove sono i treni nuovi: è dal gennaio scorso che li stiamo aspettando. E poi, i treni diesel non dovevano sparire così come i passaggi a livello sui quali erano stati promessi investimenti?? La quotidiana debacle del servizio sulla tratta Crema–Treviglio-Milano dimostra che le promesse della Regione hanno le gambe corte e si stanno trasformando in bugie.

I pendolari, più di 10 mila, che tutti i giorni si trasferiscono dal cremonese a Milano sono stanchi di pagare un servizio inefficace e inadeguato. Hanno bisogno di risposte certe e di fatti conseguenti.

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Paullese: riparte il Tavolo in Regione

paullese2Nel primo pomeriggio di oggi si è riunito il Tavolo Territoriale sulla Paullese a Palazzo Lombardia, a Milano, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti istituzionali di Cremona, Lodi e città metropolitana di Milano.
Finalmente è stato  riconvocato il tavolo. Avevamo fatto richiesta un anno fa in occasione dell’assestamento di bilancio ma come si suol dire meglio tardi che mai. Diversi i temi affrontati e si è fatta regia sui prossimi passaggi istituzionali. Tutto questo davanti al sedia vuota dell’assessore Sorte il quale convoca la riunione e poi non si presenta.
Dalla riunione è emerso che mancano 15 milioni di euro per completare i terminare i lavori della Paullese. Per il tratto milanese le risorse ci sono ma sono in ritardo i lavori. Nonostante siano andati già andati a gara, serve una riapprovazione del progetto da parte del CIPE perché sono trascorsi più di sette anni e quindi sono decaduti i tempi di validità dell’OK ministeriale. Per quanto concerne il ponte di Spino d’Adda, la cui pianificazione è stata affidata alla provincia di Cremona, il progetto è pronto a fine mese ma risulta mancante di circa 1,5 milioni di euro su un totale di 16,5. Per sopperire al problema tecnico della mancata realizzazione della pista ciclabile e dell’impossibilità di attraversamento dei mezzi agricoli è stato recuperato il vecchio ponte asburgico. Questa modifica progettuale però ha comportato un aumento del 10% della spesa che va necessariamente reperita.
Mi auguro che il tavolo erritoriale venga convocato periodicamente e non una tantum così da poter verificare che le azioni decise vadano avanti. Ho proposto che la prossima riunione avvenga alla presenza del Governo e del ministro Delrio così da poter concordare la reperibilità delle risorse mancanti, ma non solo. Fondamentale sarà in questa fase discutere della Paullese non solo in termini viabilistici ma anche del prolungamento della metropolitana gialla da  San Donato. E’ impensabile non percorrere la strada del trasporto sostenibile.

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Mercatone Uno: crisi aziendale

Mercatone Business srl, la società che gestisce la distribuzione organizzata di mobili, complementi d’arredo e casalinghi e fa parte del Gruppo Mercatone Uno, con sede a Imola, conta, in Lombardia 9 punti vendita, in provincia di Monza, Brescia, Milano, Cremona, Lodi, Como e Bergamo che, allo stato attuale, occupano 400 lavoratori.

Da tempo l’azienda sta attraversando momenti di grave difficoltà e ora ha depositato la richiesta di concordato preventivo in bianco. Oggi abbiamo audito le rappresentanze dei lavoratori e dei territori.

Ci siamo assunti l’impegno di supportare i lavoratori, anche quelli di Madignano di Crema, affinché si attivi al più presto un tavolo presso il Ministero; di monitorare gli esiti della gara per la vendita dell’attività e la possibilità  di anticipazione ai lavoratori delle retribuzioni dei contratti di solidarietà che non stanno percependo. Non solo, anche di monitorare la situazione dell’indotto, che, in realtà, è quello che versa nella situazione più difficile, dal momento che non ha diritto a nessuna copertura.

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“Una cura del ferro per la Lombardia”: convegno PD al Pirellone su mobilità regionale

“Una cura del ferro per la Lombardia”: questo il titolo del convegno tenutosi questa mattina a Palazzo Pirelli ed organizzato dal Gruppo Pd in Regione. E’ stata l’occasione per confrontarsi sul tema della mobilità regionale nel suo complesso e quindi sul sistema ferroviario, l’intermodalità ferro/gomma e il rapporto con il sistema metropolitano milanese con coloro che si occupano in prima persona della materia a vari livelli. Sono intervenuti infatti il presidente della Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati Michele Meta, l’assessore alle infrastrutture e mobilità di Regione Lombardia Alberto Cavalli e l’assessore alla Mobilità del Comune di Milano Pierfrancesco Maran in un dibattito moderato dal consigliere regionale del Pd Raffaele Straniero.

Molti i rappresentanti dei territori presenti, tra gli altri l’assessore ai trasporti del comune di Brescia Federico Manzoni, di Monza Paolo Confalonieri, il sindaco di Lecco Virginio Brivio, per la provincia di Varese Valerio Mariani, il presidente della provincia di Lodi Mauro Soldati, e i sindaci di Vanzago, Nerviano, Somma Lombardo e un delegato del comune di Sermide.

Partendo dall’attualità e dai numerosi disagi registrati in questi giorni per l’eccezionale piovosità, si è voluto fare il punto sullo stato dell’arte del trasporto regionale partendo da quello su cui  sta lavorando a Roma. Il presidente della Commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta, ha spiegato che è in discussione alla Camera una proposta di legge che eleva il diritto al trasporto a rango istituzionale al pari della salute e dell’istruzione pubblica. Una piccola rivoluzione che si rende necessaria in un momento di crisi economica: la mobilità è un diritto fondamentale e pertanto serve garantire risorse adeguate per avere un sistema efficiente non solo su ferro ma anche sui diversi vettori. Inoltre a Roma si sta ragionando per una defiscalizzazione degli abbonamenti ferroviari che permetterà di poter scaricare la spesa dalla dichiarazione dei redditi.

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Paullese: approvata la mozione del Pd

Questo pomeriggio il Consiglio regionale ha approvata all’unanimità una mozione, di cui ero primo firmatario, relativa al finanziamento dei lavori di completamento della ex Paullese, tra Zelo Buon Persico e Spino D’Adda, cioè il tratto che non ha ancora la copertura economica e al conseguente prolungamento della Metropolitana da S. Donato a Paullo.
paulleseDopo anni di silenzio finalmente ripartono i tavoli di lavoro per il prolungamento della metro da San Donato a Paullo, quello previsto dal protocollo Tem, e il tavolo con il Governo per discutere delle risorse necessarie per completare l’ultimo pezzo della Paullese. In questi anni ciò che è mancato è qualcuno che facesse da regia tra le diverse parti interessate. Parliamo di 50 comuni, le tre province di Milano, Cremona e Lodi, ed il Governo. Con la mozione chiediamo alla Regione di riprendere in mano il suo ruolo e coordinare questa ultima fase per il completamento dell’opera. Un’opera che il territorio aspetta da troppo tempo.

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Pac: no alle decurtazioni

Oggi, venerdì 9 maggio 2014, a Lodi ho partecipato al convegno, organizzato dal Partito Democratito, sull’ “Applicazione della Pac in Lombardia” nella quale ho ribadito il concetto che Regione Lombardia debba con il Governo per rivedere il Decreto Irpef, prima che diventi legge, laddove prevede per le imprese agricole che hanno investito in energie rinnovabili una tassazione del 25%, con effetto retroattivo.

E’ chiaro che il Governo può decidere di spostare l’asticella verso l’alto e legare i pagamenti non al reddito agrario, ma a una percentuale secca, come per tutti, ma non può essere un provvedimento retroattivo. D’ora in poi chi vorrà investire in energie rinnovabili, in particolare in biogas, come accade nella bassa Lombardia, sa a cosa va incontro. Per chi ha fatto queste scelte anche molti anni fa, le regole, secondo noi, non vanno cambiate.

Un tema caldo, dunque, per un convegno che ha fatto il punto sulla Politica Agricola Comunitaria: vogliamo giocare la nostra iniziativa tempestivamente, prima delle definizione del I Pilastro della Pac dentro la Conferenza Stato-Regioni. Una parte di queste scelte sono state demandate agli Stati, ma alcune decisioni devono ancora essere prese: con il decreto ministeriale che le approverà bisognerà recuperare le risorse decurtate dalla riduzione prevista per alcune aziende zootecniche e cerealicole, quelle che si occupano, cioè, di riso, carne e latte, per semplificare.

Su 54mila aziende lombarde, 35mila hanno ricevuto un premio Pac a pagamento diretto, per un totale di mezzo miliardo di euro e una media di 14mila euro. Se si pensa che più della metà di queste ha un reddito di 25mila euro, si capisce che non è un aspetto banale o secondario.

Come uscirne? Continua a leggere

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Oggi scade il termine per l’istituzione delle agenzie di bacino

Da domani le province e i comuni di Milano, Monza, Pavia e Lodi verranno commissariate. Così come quelli di Mantova e Cremona e di Varese, Lecco e Sondrio. Scade oggi, infatti, il termine ultimo per la costituzione delle agenzie di bacino per il trasporto pubblico locale sulle cinque previste così come richiede la legge regionale 6/2012 che disciplina il settore dei trasporti. Questo per l’inerzia della Giunta regionale che aveva il compito di monitorare tutto il processo e nel caso specifico intervenire per sollecitare i comuni capoluogo e gli enti provinciali a costituire il bacino di riferimento.

E’ evidente che qualcosa non ha funzionato. E’ da più di un anno che abbiamo messo in guardia la Regione su questo problema ma ad ogni richiamo ha sempre fatto orecchio da mercante. L’unico atto della Giunta è stato promuovere a dicembre una deroga ritardando di pochi mesi i tempi di costituzione dei bacini. Ma evidentemente ciò non ha risolto molto se siamo qui a discutere, tra le altre, della mancata istituzione dell’agenzia più grande, quella che comprende oltre al comune capoluogo di Regione anche le province di Milano, Monza, Pavia e Lodi. Siamo certi che con il commissariamento la situazione non cambierà di molto visto che se siamo a questo punto è per il disinteresse della Giunta su un tema fondamentale per i lombardi.

Non più tardi di un mese fa il Pd aveva chiesto formalmente la convocazione delle singole potenziali agenzie in Commissione Mobilità proprio per cercare una soluzione condivisa, anche se in zona cesarini. Ad opporsi l’assessore regionale Del Tenno e la sua maggioranza sorda ai nostri richiami. L’istituzione dei cinque bacini per il trasporto pubblico serviva per razionalizzare i servizi di trasporto per evolvere verso un sistema più efficiente, efficace ed integrato. E quindi semplificare e migliorare la governance dei servizi del trasporto pubblico locale sul territorio avendo un unico interlocutore per bacino, ottimizzare reti e orari di trasporto, evitando sovrapposizioni, integrare i servizi e superare la frammentazione dei sistemi tariffari. Non briciole se si pensa ai tanti problemi che affliggono il sistema di trasporto regionale.

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Parco tecnologico padano: Fava smentisce la sua giunta

ptpSarà anche un giudizio personale, ma è ben strano che un assessore della Giunta Maroni sconfessi così apertamente la posizione del suo esecutivo.
I fatti sono noti: Fava si è lasciato andare a giudizi ben poco lusinghieri sulla struttura e sul suo management, provocando le dimissioni del professor Francesco Salamini dalla carica di vice presidente della Fondazione e dalla presidenza del Comitato scientifico della medesima fondazione.
Con l’interrogazione volevamo capire su che base l’assessore esprimeva questi giudizi e che cosa intende fare del Ptp Regione. Fava ha confermato il suo parere ‘scadente’ non solo sull’attività amministrativa, visto che avanzava come motivazione problemi di bilancio, ma anche scientifica. Cosa che ci lascia ancora più senza parole per diversi motivi, ma tutti rivolti al fatto che la Giunta di cui Fava fa parte non la pensa certo allo stesso modo.
Nella parte relativa a ‘Ricerca e innovazione’ si precisa che ‘Occorre promuovere le realtà e i soggetti che maggiormente favoriscono l’innovazione e le ricadute della ricerca sulle imprese. Un’attenzione particolare sarà data al Parco Tecnologico Padano’. Concetti piuttosto chiari, messi nero su bianco e appena approvati dalla maggioranza Lega-Pdl. Non solo: proprio giovedì scorso una delegazione del Consiglio Regionale, guidata dal presidente Cattaneo, assieme a consiglieri della maggioranza, ha visitato Lodi e, parole loro, ‘alcuni centri di eccellenza tra cui il Parco Tecnologico Padano’. Non credo, quindi, che sia corretto il comportamento di un assessore che smentisce in modo plateale le posizioni dell’esecutivo e della coalizione di cui fa parte.

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Fava spieghi perché un attacco cosi’ duro al Parco Tecnologico Padano

ptpLe dichiarazioni trancianti dell’assessore regionale all’Agricoltura Fava finiscono dritte in un’interrogazione del Pd in cui chiediamo all’interessato di rispondere delle sue affermazioni in VIII Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale.
Siamo rimasti esterrefatti quando abbiamo letto quanto Fava ha scritto su Facebook a proposito del Parco tecnologico di Lodi e del suo management.

A Fava chiediamo quindi conto di quanto ha scritto pubblicamente e con il documento appena depositato, firmato da tutti i componenti del Pd della Commissione, vogliamo sapere quali sono i dati oggettivi su cui si basano le gravi affermazioni diffuse sul Parco tecnologico padano di Lodi; quale ruolo intende dare per il futuro al Ptp, riconosciuto quale esperienza lombarda di eccellenza; quali sono le linee strategiche dell’assessorato in tema di ricerca, in funzione di una maggiore capacità di competizione sul mercato internazionale per le aziende del settore agroalimentare.

Non capiamo questo attacco, se non in una chiave politica. Non ci sono motivi per contestare così aspramente un centro che è unico in Lombardia e che ha sempre collaborato con gli assessorati regionali all’Agricoltura e alla Sanità, attraverso un accordo di programma. E vogliamo ricordare i 20 progetti europei attivi con cui il Ptp trasferisce in Italia l’applicazione di ricerche e competenze mondiali, di molti dei quali è capofila. Non dimentichiamo poi le attività in ambito nazionale, con finanziamenti Cariplo e cofinanziamenti regionali al 50%, il lavoro che si sta facendo per Expo nell’ambito dell’innovazione e della ricerca lombarde in agricoltura, come pure le iniziative di cooperazione internazionale, volte a trasferire conoscenze nei Paesi in via di sviluppo. E tutto questo con un margine operativo lordo positivo: pare proprio che il cambio di management non sia certo legato a scelte economiche o di cattiva gestione.

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