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Commercio equo e solidale: entro l’autunno la nuova legge

Milano è stata nominata capitale del commercio equo per il 2015, appuntamento al quale la Lombardia non può arrivare senza una legge regionale approvata, anche in funzione del fatto che questo mercato alternativo tende a crescere ogni giorno e a conquistare sempre nuovi consumatori.

La sua regolamentazione non può più essere rimandata, per questo l’obiettivo è arrivare entro l’autunno ad un provvedimento condiviso che possa essere utile anche per presentarci alla data di Expo al pari delle altre regioni italiane che hanno già legiferato sul tema del commercio equo solidale e che oggi abbiamo invitato qui in Consiglio regionale lombardo per mettere a confronto le varie esperienze.

Il progetto di legge in discussione è di iniziativa popolare ed è stato depositato lo scorso anno, con migliaia di firme di supporto. Già dieci sono le regioni italiane che hanno approvato una normativa specifica per il settore: Friuli, Toscana, Abruzzo, Umbria, Liguria, Marche, Lazio, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto.

Oggi, in Commissione regionale Attività Produttive hanno portato il loro contributo i rappresentanti di Regione Veneto e Regione Liguria, mettendo in luce in particolare quali esiti positivi abbia avviato l’istituzione di una legge apposita e l’accreditamento previsto per i soggetti coinvolti. Si è parlato di sostegno allo sviluppo economico dei produttori di Paesi in via di sviluppo ma non solo, la legge sosterrebbe anche la crescita di tutti i produttori marginali (dalle specificità locali ai manufatti prodotti in carcere), attraverso una più facile penetrazione sul mercato. Serve educare i consumatori e dare sostegno anche economico a queste nuove filiere.

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Elezioni regionali il 10 e 11 febbraio: decisione giusta

Il governo ha deciso correttamente di convocare le elezioni regionali di Lombardia, Lazio e Molise il 10 e 11 febbraio. Se si votasse in aprile, anche per le regionali, avremmo in Lombardia un interregno di ordinaria amministrazione di sei mesi durante i quali non sarebbe possibile effettuare scelte importanti per i cittadini e in cui continuerebbe a governare una giunta transitoria politicamente delegittimata. Non è un caso se la legge indica in tre mesi il tempo previsto tra lo scioglimento del Consiglio e le elezioni. Tra Formigoni che chiedeva di votare a metà dicembre e chi nel centrodestra chiede di votare ad aprile la decisione più corretta l’ha assunta il governo, ed è un risultato ottenuto anche grazie al Pd e ai parlamentari lombardi che hanno chiesto con forza che così avvenisse.

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Regione Lombardia e Regione Lazio, da uno scandalo all’altro

La realtà supera la finzione. E’ quello che è successo nella Regione Lazio dove il governo della presidente Polverini, pupilla di Berlusconi, ha creato uno scandalo inimmaginabile. Il Capogruppo del PDL si è impossessato personalmente di denaro pubblico per oltre  700.000 euro attraverso dei versamenti  diretti dal conto corrente della Regione a quello personale. E così, pare, abbiano fatto i suoi amici della destra. Il tutto giocato all’interno di scontri feroci nello stesso partito ex Forza Italia (ed ex AN), con denunce e controdenunce alla magistratura. Ne esce un’immagine della politica devastante che mette in enorme difficoltà quelli che, come me, stanno lavorando per il bene comune e per ottenere risultati concreti per le famiglie e le imprese, in un momento tremendamente difficile per tutti, a partire da quelli che perdono il lavoro e da quelli, specie i giovani, che un lavoro non ce l’hanno. Il messaggio che passa è quello che sono tutti uguali. Ma così non è: credetemi. La maggior  parte delle persone che si occupano di politica sono delle persone normali, oneste e operose. La percezione è un’altra grazie anche a chi, come Grillo e il suo movimento Cinque Stelle, cerca in tutti i modi di avvantaggiarsi elettoralmente buttando fango su tutti in modo indistinto cavalcando quell’antipolitica che, da che mondo è mondo, non ha mai fatto  uscire soluzioni di buon governo ed ha anzi creato confusione e regimi illiberali. Insomma quel “tanto peggio tanto meglio” che ci può solo far precipitare ulteriormente, soprattutto se, come nel caso di Grillo, tutto avviene in modo virtuale, sul web, senza che nessuno si possa confrontare, valutare e votare.
Il PD nel Lazio ha esortato le dimissioni della Polverini e il voto anticipato, che poi è arrivato. Quello che anch’io, insieme al mio gruppo e a tutte le opposizioni lombarde, ho chiesto a Formigoni.
In Lombardia la pietra dello scandalo non sta nella finanza allegra della gestione del Consiglio e nella distribuzione dei fondi a favore dei singoli. No, qui va detto che le spese degli stessi negli ultimi cinque anni sono calate del 25%; che l’assunzione dei collaboratori avviene all’interno dei gruppi consiliari con dei tetti prestabiliti e rigidi; che i parenti non possano avere contratti  e che i budget sono molto di buon senso. No, qui il problema sta nel fatto che su 80 ben 11 sono i consiglieri indagati dalla magistratura. Oltre Formigoni sono per lo più ex assessori dello stesso governatore. C’è poi la vicenda della “collega” Nicole Minetti: una vergogna…. Ma questa è tutta un’altra storia.
Ecco, l’obiettivo è che il prossimo anno si vada ad elezioni regionali anticipate abbinate a quelle nazionali e che Lega  e destra siano sconfitte dal voto dei lombardi che, credo, hanno voglia di cambiare aria.

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