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Il PD torna nelle stazioni e comincia dalla Cremona-Brescia

Come avevo annunciato, mi sono presentato questa mattina alle 7 alla stazione Fs di Olmeneta (tratta Cr-Bs) per incontrare i pendolari di una delle linee più martoriate della Lombardia. Insieme a me, il collega del Patto Civico Michele Busi, il sindaco di Olmeneta Renzo Felisari e l’assessore ai trasporti del comune di Cremona Alessia Manfredini. Abbiamo incontrato poi i pendolari e il sindaco di Verolanuova in territorio bresciano.

Invece di andare avanti, torniamo indietro. Altro che treni nuovi, qui non c’è alcuna traccia delle promesse di Sorte, si assiste solo a un degrado che aumenta ogni giorno. Qui a Olmeneta la stazione è in condizioni disastrose: senza porte, senza finestre, senza servizi igienici e senza luce.

Servono sicuramente nuovi treni che chissà quando arriveranno, ma ci vogliono anche risorse per le infrastrutture, per recuperare il degrado totale in cui versano queste stazioni e per il raddoppio selettivo del binario da Cremona a Olmeneta, già progettato un secolo fa da chi costruì la linea per velocizzare il collegamento con le due linee che da questo punto si diramano: quella verso Brescia e quella verso Crema-Treviglio.

In merito agli interventi urgenti necessari su questa linea disastrata una ventina di giorni fa ho depositato – insieme ai colleghi di Brescia Gian Antonio Girelli, Corrado Tomasi e Michele Busi e al collega di Bergamo Jacopo Scandella – un’interpellanza a cui l’assessore Sorte è chiamato a rispondere in aula consiliare, probabilmente nella prima seduta dopo le vacanze estive.

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Trenord: i disservizi colpa della mala gestione di Regione Lombardia

Trenord giustifica la soppressione di alcune linee per guasti all’impianto di raffreddamento dovuto al caldo e alla vecchiaia del materiale rotabile.

Per me se non funziona il sistema di refrigeramento delle carrozze la colpa sarà anche del troppo caldo che manda in tilt l’impianto ma soprattutto è colpa della mancata programmazione e manutenzione che solitamente qualsiasi azienda di trasporto che si rispetti fissa già nel mese di marzo. Evidentemente per Trenord questa non era una priorità.

Rimango allibito di fronte a questo continuo scarico di responsabilità da parte di Trenord ma soprattutto del presidente Maroni e dell’assessore Sorte: sono anni che denunciamo la mancanza di un piano industriale serio, ma chi di dovere fa orecchie da mercante e continua a rinnovare il contratto di servizio senza verificare i risultati e senza modificare di una virgola il contenuto dell’accordo. Il mancato funzionamento del sistema di raffreddamento delle carrozze è solo la punta di un iceberg: il paradosso vero è che i treni vecchi, compresi quelli revampizzati sui quali non è possibile abbassare i finestrini, vengono soppressi per mancanza di aria condizionata. Gli unici a beneficiare di questa situazione sono i numeri relativi alla puntualità dei treni, con buona pace dei tanti pendolari infuriati. Condividiamo pienamente la petizione #firmapendolare lanciata qualche giorno dal comitato bergamasco, ci auguriamo che con i mea culpa arrivino presto anche le soluzioni.

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Consumo di suolo: abbandonato il gruppo di lavoro

Noi del Pd, insieme a Patto Civico, abbiamo deciso di abbandonare il gruppo di lavoro per la redazione di un progetto di legge condiviso sul consumo di suolo, nato un anno fa in commissione territorio del Consiglio regionale e tuttora in stallo a causa dei problemi interni alla maggioranza. Durante la riunione odierna ho detto al presidente della commissione Alessandro Sala e ai colleghi degli altri gruppi che ritengo scorretto il comportamento della maggioranza che ha di fatto tenuto fermo il gruppo per settimane, subordinandolo a un’intesa interna alla coalizione di Maroni. Rispetto al testo approvato dalla giunta, firmato dall’assessore Viviana Beccalossi, ci sono evidentemente consistenti differenze di vedute che la maggioranza intende risolvere prima di sedersi al tavolo con gli altri gruppi. Sta di fatto che dopo un mese e mezzo di stallo il frutto di questa mediazione non è ancora stato presentato al gruppo di lavoro. Da qui la sua inutilità, alle cui dimissioni, accompagnate da quelle dei colleghi Jacopo Scandella (Pd) e Paolo Micheli (Patto Civico), è seguita la decisione del Presidente di Commissione di sciogliere l’organismo e di riportare tutto il dibattito direttamente in commissione, rinunciando di fatto ad un’intesa tra gli schieramenti.

Ho dato le dimissioni non per ragioni politiche ma etiche, di rispetto del lavoro altrui. Registro che è venuta meno la fiducia che mi era stata accordata per svolgere un ruolo istituzionale. Quando si comincia a immaginare in un gruppo di lavoro che ci sono la maggioranza e l’opposizione, e che quindi prima la maggioranza deve elaborare un documento proprio, è evidente che viene meno la ragione di lavorare insieme: basta e avanza l’attività della Commissione.

Da un mese e mezzo aspettiamo un testo condiviso dalla maggioranza su cui iniziare a lavorare per modifiche e integrazioni. Non sono bastate nemmeno tre riunioni di maggioranza e non sappiamo quanto tempo ci vorrà, ma rimangono sul tavolo le nostre proposte: la necessità di ragionare su area vasta per quel che riguarda la programmazione territoriale, il bisogno di ridurre il residuo, cioè tutte quelle aree programmate ma non ancora edificate e gli incentivi sia economici che burocratici per la riqualificazione.

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Ok al progetto Vento

ciclistaLa Commissione Territorio e Infrastrutture del Consiglio Regionale ha votato all’unanimità questo pomeriggio una richiesta alla Giunta Regionale perché includa nella pianificazione della mobilità ciclistica regionale il progetto VENTO, la ciclovia di collegamento tra Venezia e Torino che per 679 chilometri si snoda lungo le sponde del Po. Il progetto è stato realizzato dal dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano e inserito dal Governo nel dossier “Agenda Italia” su Expo 2015, nonché inserito in uno specifico bando emanato da Fondazione Cariplo che prevede il finanziamento delle reti ciclabili connesse con lo stesso progetto. La richiesta, che è tecnicamente una raccomandazione allegata al parere che la commissione ha dato in merito al Piano regionale per la mobilità ciclistica, è stata presentata da me e Jacopo Scandella.
Un progetto tanto importante non può mancare dalla pianificazione regionale e la commissione ha accolto unanimemente la nostra richiesta. Ad oggi il progetto è stato condiviso da 70 tra amministrazioni comunali, università e associazioni, ed è a livello provinciale che vanno favoriti accordi o protocolli d’intesa con i comuni e i portatori d’interesse. Abbiamo anche chiesto che si attivino accordi con Trenord per attrezzare le stazioni allo scambio ferro–bicicletta e per adattare i treni ad accogliere i cicloturisti, a differenza di quanto avviene ora.

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Stop al consumo di suolo: le nostre proposte

consumo di suoloOggi c’è stata la presentazione delle proposte di riforma complessiva della legge regionale urbanistica (L.R. 12/2005) frutto del lavoro svolto tra l’ottobre 2013 e il gennaio 2014 da un gruppo di lavoro ad hoc al quale hanno collaborato esperti della materia urbanistica e professionisti del settore.
Con Jacopo Scandella (PD) e Paolo Micheli, ho lanciato l’idea che il consumo di suolo deve diventare un’eccezione. Bisogna mettere un freno all’uso spregiudicato del suolo puntando sulla rigenerazione urbana attraverso la redditività dei terreni agricoli, la semplificazione delle pratiche per la riqualificazione del tessuto esistente e un sostegno ai comuni nella pianificazione strategica del territorio.
I dati ufficiali forniti dalla regione parlano chiaro: 414 milioni di metri quadrati è la superficie di territorio lombardo che 1126 comuni lombardi già prevedono nei loro PGT (approvati al 11 dicembre) di trasformare nei prossimi anni in terreno edificato. È pari alla superficie della provincia di Monza e Brianza, più del doppio dell’intero comune di Milano. Urge correggere il tiro di 30 anni di politiche regionali sbagliate che hanno distrutto la nostra regione. Oggi mettiamo a segno un punto politico importante.

Accogliamo positivamente l’improvvisa accelerazione della Giunta che ha deciso di anticipare a domani la presentazione del proprio testo di legge, previsto inizialmente per marzo. Attendiamo di vedere cosa propongono, al momento prendiamo atto che, dopo tanti annunci, si avrà finalmente un testo con cui confrontarci nel gruppo di lavoro della Commissione territorio. Ci auguriamo che domani Maroni non presenti un articolato fotocopia del testo di legge depositato dalla Lega nell’ottobre scorso, un testo di facciata che presenta una  proposta di riforma poco credibile. Quando questa maggioranza parla di consumo di suolo utilizza slogan che poi non trovano riscontro nei contenuti: non sarebbe la prima volta che la lista delle eccezioni inserite all’ultimo con emendamenti stravolgono il testo originario. A questo si aggiunge, inoltre, un’altra grande preoccupazione legata alla spaccatura della maggioranza la quale sino a quando non troverà la quadra al suo interno rallenterà l’iter di discussione e di approvazione della riforma.

L’elemento che differenzia il testo di riforma di Pd e Patto Civico con quello della maggioranza è lo strumento della pianificazione per area vasta. Il suolo è bene comune e come tale deve essere gestito in condivisione: i grandi insediamenti, i servizi pubblici come scuole ed ospedali il consumo di nuovo suolo hanno effetti che ricadono ben oltre i confini del singolo comune.

Al  31 gennaio, abbiamo ancora un 20% dei comuni lombardi i quali non si sono dotati di un PGT. Se consideriamo poi i 900 comuni che hanno approvato dei PGT, questi prevedono   così tante nuove case che la loro popolazione complessivamente dovrebbe aumentare di più di un milione di nuovi abitanti, passare cioè da 6.400.000 a 7.500.000. Rapportata su tutta la popolazione lombarda, significa  che essa dovrebbe passare da 10 a 11,5 milioni di abitanti, nel giro di un quinquennio; un ritmo di 300.000 abitanti all’anno!!  Questo vuol dire cioè quattro volte in più del tasso di crescita (70.000 mila abitanti anno) registrato dai trend statistici:  i comuni lombardi prevedono perciò di mettere a disposizione terreni per costruire quattro volte la necessità. Una cosa che con le nostre proposte vorremmo assolutamente evitare. Basta vedere ‘cimiteri’ di case inabitate: come nei cimiteri,  in tutta la Lombardia vediamo gli scheletri delle case, iniziate e non finite, oppure finite ma abitate solo in parte. E basta rendere improduttivo il terreno agricolo ancora disponibile. Bisogna dare ai comuni, grandi e piccoli,  gli strumenti normativi per poter tornare indietro.

Le nostre proposte: PD e Patto Civico sul consumo suolo pubblico

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Gruppo Lactalis a Caravaggio: solidarietà al presidio di protesta

Oggi, venerdì 7 febbraio 2014, ho partecipato con i consiglieri regionali Mario Barboni e Jacopo Scandella al presidio davanti allo stabilimento di Caravaggio del Gruppo Lactalis, che raggruppa i più importanti marchi del settore lattiero-caseario in Italia, ovvero Galbani, Invernizzi, Cademartori, Locatelli, Président.
Abbiamo voluto essere accanto ai lavoratori in una giornata di protesta contro l’annunciato piano di riorganizzazione del gruppo che interverrebbe in modo drastico sulla struttura, chiudendola e trasferendo gli oltre 200 lavoratori in altre sedi lombarde, scelta criticata dai sindacati come inaccettabile.

Ieri abbiamo chiesto che si calendarizzi urgentemente un’audizione in IV Commissione Attività Produttive delle rappresentanze sindacali degli stabilimenti di Caravaggio e Introbio. Oggi siamo stati accanto ai lavoratori per testimoniare che la situazione che si sta creando è grave perché si tratta dell’ennesimo annuncio di dismissione da parte di una multinazionale.

Non solo: proprio ieri pomeriggio, durante il convegno, organizzato da noi del Pd, sulla Pac, la Politica Agricola Comune, è emerso il dato di quanta importanza l’Europa, gli Stati membri e le Regioni dovranno dare, nei prossimi anni, proprio al settore dell’agroalimentare. E il Gruppo Lactalis, in Italia, rappresenta l’eccellenza dei marchi del lattiero-caseario. Con queste scelte vengono messi in difficoltà non solo i lavoratori, ma anche i produttori di latte di tutta la zona, che, dalla bergamasca e dal cremonese, conferiscono proprio allo stabilimento di Caravaggio.

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Trenord: la Regione è responsabile dell’inefficienza del sistema

FerrovieTrenord dimostra ogni giorno di più di non essere all’altezza del compito che inspiegabilmente la Regione ha deciso di affidarle per altri 6 anni. La vicenda della sospensione dal servizio dei cinque quadri per presunte irregolarità nella gestione dei turni e del calcolo degli straordinari è solo la punta di un iceberg di un sistema che necessita di essere profondamente cambiato. La Regione, che prima decide di riconfermare il contratto di servizio fino al 2020 e poi non perde occasione per fare scaricabarile, è responsabile dell’inefficienza di Trenord. Adesso pretendiamo che si faccia chiarezza su tutto e si prendano seriamente quei provvedimenti troppe volte annunciati da Maroni e dall’Assessore Del Tenno e che poi si trasformano in benevoli pacche sulle spalle.

Col Consigliere Regionale Pd Jacopo Scandella sono firmatario di un’interrogazione con risposta in Aula rivolta all’Assessore Regionale ai Trasporti Maurizio Del Tenno con la quale chiediamo conto della vicenda dei rimborsi gonfiati dei cinque dipendenti di Trenord e, alla luce degli ultimi disservizi che hanno coinvolto la linea Milano–Treviglio-Verona, chiediamo di aprire un confronto sulla possibilità di intraprendere strade alternative alla gestione unica del trasporto ferroviario regionale.

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Con la nuova Carta Nazionale dei Servizi non si potrà caricare l’abbonamento Trenord

Con la nuova Carta Sanitaria Nazionale, che da settembre 2013 sostituisce la Carta Regionale dei Servizi in scadenza, non sarà più possibile per i pendolari lombardi caricare l’abbonamento dei trasporti Trenord. Una novità che ha trovato conferma anche dall’assessore regionale al Bilancio Massimo Garavaglia rispondendo questo pomeriggio ad una interrogazione che ho presentato con Jacopo Scandella. Se prima infatti bastava avere la Carta Regionale dei Servizi con tipologia di trasporto per caricare l’abbonamento dei trasporti,  adesso sul mercato esistono tre differenti tipologie di abbonamento, alcune delle quali presentano funzioni che si sovrappongono.

Con il passaggio dalla carta regionale a quella nazionale dei servizi la Regione Lombardia sta facendo un significativo passo indietro in termini di prestazione dei servizi cancellando di fatto gli ultimi undici anni costati ai lombardi un miliardo e 700 milioni di euro. Una carta regionale che, nonostante le premesse, ha iniziato a dare i primi risultati quando ormai era troppo tardi. Su questi presupposti ci sorprende constatare che Regione Lombardia nella fase di transizione non abbia provveduto a concordare con il Ministero una tessera con un microchip all’altezza delle funzionalità che ormai vengono date per scontate in Lombardia. La Regione promuova al più presto un tavolo tecnico con il Ministero competente, l’Agenzia delle Entrate e Trenord per rimediare ad un proprio errore di valutazione e provvedere a modificare il microchip della carta prima che venga distribuita in Lombardia. Nel mentre la Giunta dovrebbe ripensare la modalità di abbonamento del servizio ferroviario semplificando la tipologia o il numero delle carte in vigore e migliorandone la modalità di acquisto online.

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Sulla nuova carta dei servizi nazionale non sarà possibile caricare l’abbonamento Trenord

Con la nuova carta sanitaria nazionale, che da settembre 2013 sostituisce la carta regionale dei servizi in scadenza, non sarà più possibile per i pendolari lombardi caricare l’abbonamento dei trasporti Trenord. Se prima infatti bastava avere la carta regionale dei servizi con tipologia di trasporto su cui caricare l’abbonamento ferroviario, ad oggi vi sono sul mercato diverse tessere per diverse tipologie di abbonamento, e in alcuni le funzioni si sovrappongono.

Sul questo tema, che per noi è un’assurdità, sono stato firmatario, col collega Jacopo Scandella, di un’interrogazione rivolta all’indirizzo dell’assessore regionale ai trasporti Del Tenno, in discussione martedì, che chiede alla Giunta di semplificare la tipologia o il numero delle carte in vigore migliorandone la modalità di acquisto online. Si pensi ad esempio all’abbonamento Ovunque in Lombardia che non è ancora possibile rinnovare attraverso il sito web della società regionale.

Stiamo parlando di una carta regionale dei servizi costata a Regione Lombardia un miliardo e 700 milioni di euro in undici anni e che ha iniziato a dare i primi risultati quando ormai era troppo tardi, senza contare che non si conosce l’ammontare stanziato dalla Giunta per avviare la sperimentazione per attivare la funzionalità trasporti, una lacuna che speriamo l’assessore possa colmare martedì in Aula. Oltre il danno anche la beffa: adesso i pendolari che hanno già sostituito la carta regionale con la tessera sanitaria nazionale sono costretti ad avere una tessera diversa per la maggior parte degli abbonamenti ferroviari. Un significativo passo indietro a cui la Regione non ha ancora oggi dedicato una campagna informativa ad hoc.

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No alla cancellazione dei treni Milano Venezia

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