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Corso di laurea in Infermieristica: la giunta riveda le regole e riconosca il contributo agli allievi

Dare voce alla richiesta ricevuta dagli studenti del corso di laurea in Infermieristica. Ho scritto all’assessore alla sanità Gallera per porre alla sua attenzione un problema importante che riguarda il corso di laurea in Infermieristica, fondamentale dal momento che copre un comparto in costante carenza di organico.

Fino all’anno accademico 2014/2015 ad ogni nuovo studente iscritto al primo anno del percorso di studio in oggetto era riconosciuto un contributo di 800 euro; un sostegno per merito, trasferito allo studente in relazione agli esami sostenuti. Tale misura, nel consentire agli allievi di compensare le spese di frequenza, conferiva valore alla professione, contribuendo al tempo stesso a contrastare la carenza del personale del comparto.

Tuttavia, con le Regole di Gestione del servizio sociosanitario per l’esercizio 2016, la Giunta ha disposto che non venga più riconosciuto alle Asst, sedi del corso di studio, l’onere derivante dall’erogazione del contributo in oggetto. Eppure la carenza di organico di tale comparto è cosa nota; inoltre gli studenti, durante il percorso formativo, sono anche impegnati sul campo arginando il bisogno di personale.

Confidiamo pertanto che, sebbene ormai al termine della Legislatura, la Giunta voglia rivedere con provvedimenti urgenti, che prevedano nuovamente il riconoscimento del contributo per l’immatricolazione agli allievi infermieri, le disposizioni prese con la delibera delle Regole del 2016. Diversamente sarà un nostro impegno nel governo di Regione Lombardia.

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Infermieristica: salvo il corso di laurea

Nel marzo scorso  l’Università degli Studi di Milano aveva concordato con Regione Lombardia un percorso per far partire tre corsi di laurea in infermieristica. Presso il “San  Giuseppe” di Milano, al  Policlinico di Monza e dentro il “nostro” ospedale maggiore di Crema. 85 posti per la formazione di futuri infermieri, di questi, 20 nella nostra città.  Una grande opportunità per creare nuovi posti di lavoro e per risolvere la carenza di professionisti nelle strutture ospedaliere.
Era tutto pronto per cominciare a settembre. La Direzione dell’Ospedale cremasco aveva già attrezzato alcuni spazi (con una spesa di circa  70.000 euro) in un edificio vicino al “Maggiore” e aveva assunto  il coordinatore  del corso. L’Università era pronta a partire con i docenti.
Tutto a posto, o quasi… . A fine luglio l’assessorato regionale alla sanità manda una lettera alle strutture coinvolte con la quale si annuncia il dietro front: non si fa nulla a causa della  riduzione  delle risorse del bilancio!!
Si scatena il panico anche perché i soldi per gli edifici e per il corso sono già stati spesi; i ragazzi sono già iscritti alla prova di pre-ingresso (che si tiene l’11 settembre)…. Ma come è possibile?
Prendo carta e penna e ad agosto presento una interrogazione urgente alla giunta Formigoni con la richiesta che venga discussa il 6 settembre in Consiglio.
Fortunatamente la risposta è stata positiva  ed il ripensamento ha salvato il corso. E’ prevalso il buon senso anche perché sia il  Sindaco  Stefania Bonaldi che l’ex assessore PDL Laura Zanibelli sono intervenute con Gianni Rossoni, trovando qualche soldo a livello  locale che ha contribuito a far cambiare idea all’assessore regionale Bresciani. Infatti dei tre corsi è partito solo quello di Crema.

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Interrogazione sui corsi triennali di infermieristica

Il 6 settembre verrà discussa in Consiglio Regionale un’interrogazione all’indirizzo dell’assessore alla sanità Luciano Bresciani in cui, con i colleghi del Partito Democratico, chiedo delucidazioni in merito allo stop da parte della Regione (comunicato a fine luglio!) ai corsi di laurea in infermieristica, attivati fin dal marzo scorso presso le aziende ospedaliere “Ospedale Maggiore” di Crema, l’Ospedale S. Giuseppe di Milano e al Policlinico di Monza – Istituto Clinico di Verano Brianza, dove i corsi sarebbero iniziati a Settembre. In particolare per Crema l’azienda ospedaliera ha già provveduto a preparare i locali dei corsi con una spesa, già assunta, di oltre 60.000 euro.
Con soddisfazione noto che sollecitazioni in questo senso sono arrivate dal sindaco di Crema Stefania Bonaldi, dalla consigliera di opposizione Laura Zanibelli e dall’Assessore regionale all’Occupazione e Politiche del Lavoro Gianni Rossoni.
Mi auguro che per la data del 6 settembre si possa davvero incontrare assessore e dirigenti della Regione alfine di ottenere una risposta positiva all’interrogazione e i corsi si possano svolgere.

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Mancata attivazione dei corsi triennali di infermieristica di Crema, Monza e San Giuseppe di Milano

ospedale maggiore di Crema

ospedale maggiore di Crema

I nuovi corsi di laurea in infermieristica attivati nel marzo scorso presso le aziende ospedaliere “Ospedale Maggiore” di Crema, l’Ospedale S. Giuseppe di Milano e al Policlinico di Monza – Istituto Clinico di Verano Brianza sono stati sospesi dalla Direzione generale dell’assessorato regionale alla Sanità a causa della carenza di fondi da destinare al comparto sanitario. I tre progetti, promossi in collaborazione con l’Università degli studi di Milano, erano nati in via d’urgenza proprio per garantire ulteriore 85 posti per la formazione di futuri infermieri e contribuendo a risolvere la carenza di professionisti sul territorio sempre molto ricercati dalle strutture ospedaliere lombarde. Nonostante lo stop da parte della Regione sia arrivato cinque mesi dopo l’avvio dei corsi per esiguità di fondi, gran parte di quel finanziamento è stato già impegnato per l’affitto delle strutture e per la sottoscrizione di contratti con gli strutturati all’interno dei tre ospedali.
La pezza è peggio del buco. Hanno tolto la possibilità di far specializzare 85 ragazzi in una professione fondamentale per la cura della persona dicendoci che non ci sono abbastanza soldi per poter coprire tutte le spese quando in realtà sappiamo che una buona parte di quei fondi sono stati già utilizzati. Innanzitutto gli ospedali hanno sottoscritto un contratto di affitto con un operatore privato al fine di attivare gli spazi necessari per dar vita al corso di laurea, inoltre le direzioni dei tre ospedali dal 1 maggio scorso hanno proceduto ad assumere i coordinatori delle sedi e i tutor, uno ogni 15 iscritti al corso.
Assieme ai colleghi della commissione sanità in Consiglio regionale ho depositato un’interrogazione all’indirizzo dell’assessore alla sanità Luciano Bresciani che sarà discussa durante la prima seduta di Consiglio dopo la pausa estiva, il 6 settembre prossimo. Nello specifico vogliamo capire quali siano stati gli accordi intervenuti lo scorso mese di febbraio – marzo con l’Università degli studi di Milano in base ai quali hanno preso forma le successive convenzioni con l’Azienda Ospedaliera e se, alla luce degli oneri e dei costi già impegnati per attivare il corso, non ritenga opportuno mantenere gli impegni assunti. Mi auguro che la Regione non butti via i soldi già utilizzati ma soprattutto le speranze di 85 giovani ragazzi.

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