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Gal: piano sviluppo rurale lascia fuori l’Oglio-Po

Una graduatoria che ammette i Gal, i Gruppi di azione locale, ma che non dà loro risorse, con la scusa che non ce n’è a sufficienza. E quello che rimane fuori è in particolare il Gal Oglio-Po.

È appena stata pubblicata sul Burl la graduatoria della misura 19 sul Sostegno alla sviluppo locale Leader, attraverso i fondi del Programma di Sviluppo Rurale. Guarda caso, viene finanziato il Gal dell’Oltrepo mantovano, ribattezzato Terre di Po, di cui da poco sono entrati a far parte Viadana e Casalmaggiore, comuni a guida leghista, e non viene finanziato l’Oglio-Po, da cui quei due enti uscivano. Sarà un caso, ma viene da pensare.

A questo punto, a settembre, appena ricomincerà l’attività del Consiglio, chiederemo assieme ai colleghi cremonesi Lena e Malvezzi che per l’area dell’Oglio-Po venga riconosciuto il finanziamento attraverso una rimodulazione e una ridistribuzione su tutti i territori risultati ammissibili. È necessario finanziare i progetti dei Gal anche dei territori esclusi perché ne hanno bisogno. Nel progetto dell’Oglio-Po si muovono quasi 2milioni di risorse private che si verrebbero perse nell’ipotesi in cui non venga ripescato. Non ha senso che alcune aree vengano definite da una norma come svantaggiate, ma poi non vengano riconosciute come tali perché non ci sono soldi, nonostante i progetti ritenuti validi e ammissibili dalla Regione stessa. Vi sono delle risorse ferme: usiamo quelle.

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Gal: la giunta non ha tenuto conto degli impegni che le chiedeva il consiglio

I Gal, i Gruppi di Azione Locale, e il loro futuro sono stati oggetto di un’interrogazione a risposta immediata, stamattina, in Consiglio regionale. Question time nata dall’esigenza di verificare che fine avevano fatto gli impegni presi solo un mese fa con una mozione approvata dallo stesso Consiglio.

In quel caso avevamo approvato un documento che impegnava la Giunta regionale ad attivarsi affinché ‘siano sostenute e valorizzate le esperienze e le conoscenze che i Gal hanno acquisito in questi anni nella progettazione europea e nella gestione dei fondi indipendentemente dal fatto che eventualmente si formino nuovi partenariati e nuovi Gal’. Ma non è seguito alcun atto formale da parte della Giunta.

L’assessore regionale Fava ha risposto che “non vi è mai stata alcuna preclusione perché i futuri partenariati possano giovarsi di queste esperienze, sia nel momento della progettazione dei nuovi Piani di Sviluppo Locale che nella fase gestionale dei futuri Gal. Ma ha anche detto che la natura stessa dei Gal 2007-2013, quali società di scopo costituite per l’attuazione della passata programmazione, non consente il loro ingresso formale nei nuovi partenariati.

Risposta che non mi soddisfa e convince per niente, perché contraddittoria, e comunque questa parte della mozione era stata approvata e faceva prendere alla Giunta un impegno preciso nei confronti del Consiglio. L’assessore sostiene che c’è la volontà di tener conto delle esperienze dei vari territori, ma proprio per questo andava inserito nel decreto la frase che esplicitava questo passaggio. Invece, ciò che è stato detto, votato e deciso dal Consiglio non è stato assolutamente preso in considerazione dalla Giunta.

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Gal: la mozione passa a metà

Ancora una volta il M5S ha fatto da stampella politica alla Giunta Maroni. In questo caso, all’assessore regionale all’Agricoltura Fava sul tema dei Gal, i Gruppi di Azione Locale istituiti nei territori considerati svantaggiati. Ma alla fine il cuore della nostra mozione è passato lo stesso a voto segreto.

Il documento è stato approvato in due punti fondamentali: la richiesta di proroga del termine per la presentazione delle domande e il secondo punto, quello che, accogliendo un emendamento dei M5S, impegna la Giunta ad attivarsi affinché siano sostenute e valorizzate le esperienze e le conoscenze che i Gal hanno acquisito in questi anni nella progettazione europea e nella gestione dei fondi, indipendentemente dal fatto che eventualmente si formino nuovi partenariati e nuovi Gal.
È stata una decisione di buon senso, già seguita da regioni come l’Emilia Romagna, ma anche come il Veneto, che non è certo governata dalla sinistra.

Tuttavia, sulla totalità della mozione gli M5S hanno deciso di votare contro, facendo così per l’ennesima volta da stampella alla Giunta leghista e, in particolare, in questo caso, all’assessore all’Agricoltura che altrimenti sarebbe uscito sfiduciato dalla sua stessa maggioranza. Infatti, ai voti i ‘no’ sono stati solo 28, i ‘sì’ 23 che, sommati ai 7 astenuti grillini, avrebbero fatto un 30 sicuramente composto anche da consiglieri di centrodestra.
Si può proprio dire che la maggioranza ha votato assieme all’opposizione e che gli M5S hanno salvato Fava e Maroni. Tranne poi presentare un emendamento e votare almeno due punti che sono quelli sostanziali, la proroga e la valorizzazione dell’esperienza dei Gal.

Al di là dell’aspetto politico, pare che i grillini abbiano capito solo in parte la valenza del voto. Per questo non sono del tutto soddisfatto: l’atteggiamento degli M5S è stato increscioso e incomprensibile. Potevamo fare l’en plein di voti perché per il resto, il Consiglio non ha tenuto assolutamente conto delle indicazioni della Giunta, ma ha sostenuto l’importanza del lavoro fatto finora dai Gal lombardi.

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Gal: contrari all’azzeramento delle 16 società

Avremmo voluto saperne di più sulla soppressione dei 16 Gal lombardi, ma oggi, in Commissione, non è stato possibile. Quindi, annunciamo un’iniziativa in Aula per dimostrare tutta la nostra contrarietà. Serve fare chiarezza perché la scelta che sta compiendo l’assessorato è totalmente incomprensibile.

In Lombardia esistono 16 Gal, i Gruppi di Azione Locale che vengono istituiti nelle aree considerate svantaggiate. Finora hanno funzionato benissimo. Ma da quando è arrivata la nuova Misura 19 del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 sul sostegno allo sviluppo locale leader, Regione Lombardia ha deciso che i Gal vanno azzerati a favore di 16 nuove società, interpretando liberamente la norma.

Non si capisce il motivo di una scelta del genere, però è assurdo che si finanzino nuove società quando non ve ne è assolutamente bisogno, annullando, anzi, il buon lavoro fatto finora. Piuttosto, se c’è un problema di gestione, cambiamo la governance, ma non cancelliamo tutto il lavoro fatto e l’esperienza accumulata in 20 anni di attività

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