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Interventi urgenti sulla Parma-Brescia e sulla Cremona-Brescia

Interventi urgenti sulla linea ferroviaria Parma-Casalmaggiore-Piadena-Brescia e interventi urgenti sulla linea ferroviaria Cremona-Brescia: le linee sono diverse, ma l’oggetto non cambia.

Situazioni di abbandono, treni obsoleti, infrastrutture carenti e arcaiche, passaggi a livello da eliminare e stazioni da riqualificare. Cosa ha intenzione di fare la Regione per migliorare il servizio su queste linee disastrate?
La richiesta è forte e chiara, ma non lo è affatto la risposta che questa mattina ha dato l’assessore Sorte alle due interpellanze che ho presentato con Gian Antonio Girelli.

Non sono assolutamente soddisfatto! Ogni volta l’assessore Sorte risponde parlando dei nuovi treni che arriveranno con una proiezione che si chiuderà nel 2032, senza tener conto che sulla linea Parma-Casalmaggiore-Piadena-Brescia viaggiano solo treni diesel e che si tratta di una linea in parte non ancora elettrificata (una carrozza quando va male e due carrozze quando va bene) e quindi sono gli investimenti sulla elettrificazione che servono e non certo i treni nuovi che qui, finché la situazione resta tale, non potranno mai arrivare.

Prendendo spunto dall’incendio verificatosi su una carrozza a Casalmaggiore lo scorso 2 giugno, ho chiesto quali azioni la Giunta avesse in previsione per migliorare il servizio su queste linee disastrate, nel breve e medio periodo. Ho inoltre ricordato alla Giunta che il ponte su Po di Casalmaggiore è stato definitivamente chiuso al transito di auto e camion e che il servizio ferroviario potrebbe, se urgentemente sostenuto, diventare una valida alternativa per coloro che sono costretti quotidianamente a collegarsi tra i territori del parmense e quelli del casalasco.
L’assessore Sorte non ha dato alcun riscontro alle richieste di incontro avanzate dai sindaci dei territori interessati. In merito al disagio creato dalla chiusura del ponte, ho annunciato col collega mantovano Marco Carra la presentazione di una specifica richiesta di intervento da parte della Giunta lombarda.

Non particolarmente soddisfatto risulta anche il collega bresciano Gian Antonio Girelli che in Aula ha presentato la seconda interpellanza relativa alla tratta Cremona-Brescia dove, il 25 e 26 giugno, si sono verificati veri e propri momenti di panico su una monocarrozza diesel e ci sono stati dei malori che hanno richiesto l’attivazione della procedura di soccorso.

Su questa tratta l’assessore ha però annunciato, da parte di RFI, una serie di interventi strutturali sulla infrastruttura ferroviaria che, tra il 2017 e il 2018, riguarderanno i binari tra Olmeneta e San Zeno, il restyling della stazione di Olmeneta, gli ascensori in quella di Cremona e altre opere che consentiranno di aumentare la velocità dei treni. Ha inoltre assicurato che da settembre la composizione delle carrozze sarà adeguata al numero degli utenti.
Insomma, nessun nuovo treno e nessun raddoppio dei binari, ma sulla linea Cremona-Brescia l’assessore ha comunque garantito il miglioramento del servizio.

Ringraziamo RFI per i lavori che si appresta a realizzare, ma ancora una volta Regione Lombardia non è in grado di dare risposte celeri a situazioni di inadeguatezza e criticità presenti da anni.

E’ tempo di agire e non di promettere.

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Il PD torna nelle stazioni e comincia dalla Cremona-Brescia

Come avevo annunciato, mi sono presentato questa mattina alle 7 alla stazione Fs di Olmeneta (tratta Cr-Bs) per incontrare i pendolari di una delle linee più martoriate della Lombardia. Insieme a me, il collega del Patto Civico Michele Busi, il sindaco di Olmeneta Renzo Felisari e l’assessore ai trasporti del comune di Cremona Alessia Manfredini. Abbiamo incontrato poi i pendolari e il sindaco di Verolanuova in territorio bresciano.

Invece di andare avanti, torniamo indietro. Altro che treni nuovi, qui non c’è alcuna traccia delle promesse di Sorte, si assiste solo a un degrado che aumenta ogni giorno. Qui a Olmeneta la stazione è in condizioni disastrose: senza porte, senza finestre, senza servizi igienici e senza luce.

Servono sicuramente nuovi treni che chissà quando arriveranno, ma ci vogliono anche risorse per le infrastrutture, per recuperare il degrado totale in cui versano queste stazioni e per il raddoppio selettivo del binario da Cremona a Olmeneta, già progettato un secolo fa da chi costruì la linea per velocizzare il collegamento con le due linee che da questo punto si diramano: quella verso Brescia e quella verso Crema-Treviglio.

In merito agli interventi urgenti necessari su questa linea disastrata una ventina di giorni fa ho depositato – insieme ai colleghi di Brescia Gian Antonio Girelli, Corrado Tomasi e Michele Busi e al collega di Bergamo Jacopo Scandella – un’interpellanza a cui l’assessore Sorte è chiamato a rispondere in aula consiliare, probabilmente nella prima seduta dopo le vacanze estive.

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Trasporto merci a rischio infiltrazioni mafiose: si ad un osservatorio regionale ad hoc

Questo pomeriggio in Commissione Territorio del Consiglio regionale si è tenuta l’audizione dell’ufficio di presidenza della CNA-FITA in merito ai problemi relativi al trasporto merci. Il presidente Patrizio Ricci e il direttore Adriano Bruneri hanno lanciato un doppio allarme relativo alla concorrenza sleale nel settore trasporto merci e alle infiltrazioni mafiose nel sistema appalti.
I dati forniti dal CNA–FITA questo pomeriggio parlano chiaro: 16.700 sono gli autotrasportatori iscritti regolarmente all’albo, ma se si incrocia questo dato con quelli dell’Inps che si occupa della previdenza sociale dei dipendenti e con quelli della motorizzazione civile che registra il numero di veicoli in possesso delle aziende scopriamo che su 16.700 quasi 6mila aziende non risultano avere né dipendenti né parco mezzi. I rappresentanti dell’unione nazionale delle imprese di trasporti intervenuti in Commissione hanno spiegato che questo escamotage scorretto da parte delle 6mila aziende svantaggiano pesantemente coloro che invece affrontano la professione in maniera onesta. Nonostante le continue segnalazioni questo fenomeno di concorrenza sleale e di dumping è rimasto ancora inascoltato.
La CNA–FITA ha chiesto pertanto in audizione di poter istituire un osservatorio aperto a tutti i portatori di interesse per fare chiarezza sulla situazione. Ci ha lasciato ulteriormente sgomenti l’ammonizione in merito alle infiltrazioni mafiose all’interno del comparto le difficoltà a rimanere sul mercato sono tante soprattutto in una situazione di crisi economica come quella attuale. Se si tiene conto che mediamente un mezzo costa 170 mila euro è chiaro che questo risulta essere un terreno fertile per persone poco raccomandabili. Il presidente della Commissione Territorio Sala ha deciso di convocare l’ufficio di presidenza congiuntamente a quello della Commissione Speciale Antimafia presieduta dal Consigliere regionale del PD Gian Antonio Girelli così da capire come affrontare il problema segnalato da tempo ma non ancora affrontato.

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No alla cancellazione dei treni Milano Venezia

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Treni Milano–Venezia: altro che macroregione del nord, qui solo granducati

rassegna stampa treviglio 231013Stamattina alle 8,30, ho tenuto una conferenza stampa presso la stazione di Treviglio, in provincia di Bergamo, insieme ai consiglieri regionali Jacopo Scandella, Gian Antonio Girelli e Mario Barboni, per dire no alla soppressione delle quattro coppie di treni interregionali che collegano Milano con Venezia, passando per Treviglio, Brescia e Verona e per ricordare i disagi che tantissimi pendolari lombardi vivranno con la già annunciata soppressione prevista dal prossimo 15 dicembre con l’entrata in vigore del prossimo orario invernale. Erano presenti anche diversi amministratori locali, tra questi quelli di Crema, Cremona, Treviglio e Brescia interessati dal problema e i rappresentanti dei comitati di pendolari che si stanno battendo, attraverso una petizione e diverse iniziative sul territorio, per cercare di scongiurare il taglio delle corse.

La scelta del luogo non è un caso: Treviglio è lo snodo centrale di questa linea ferroviaria in quanto è la fermata di interscambio per i pendolari che dalle province di Cremona, Bergamo e Brescia si spostano per motivi di lavoro o di studio verso Verona. La linea ferroviaria Milano-Brescia-Venezia è tra le più frequentate della Lombardia e conta una media di 36.000 viaggiatori al giorno. La scelta intrapresa unilateralmente dal Veneto penalizzerà i tantissimi viaggiatori ma soprattutto elimina in partenza l’opportunità di creare un sistema ferroviario regionale integrato tra due Regioni sorelle nella Macroregione.

Brescia è tra i comuni più penalizzati da questa soppressione: è per natura una città dinamica e questa decisione contraddice le aspettative di tutti coloro che, vista la posizione geografica e il fiorente tessuto economico e culturale, si aspettavano un investimento importante sui collegamenti interregionali. Le alternative al momento non sono all’altezza della domanda, i collegamenti in quelle fasce orarie saranno possibili solo con i treni Freccia Bianca il cui biglietto ha un costo doppio rispetto alla media dei regionali. La nostra proposta è quella che, tutti i treni regionali e non solo le quattro coppie in soppressione, percorrano la tratta Milano–Venezia così da poter avere un reale sistema di trasporto integrato fra regioni, l’esatto contrario di quello proposto da Regione Veneto ed in linea con la tanto decantata Macroregione.

Nella stessa condizione si trova la provincia di Bergamo; se non si troverà un accordo tra il Veneto e la Lombardia su questi 8 treni regionali, non si dovrà più parlare di macroregione del nord ma di granducati in cui ognuno pensa a sé penalizzando in maniera forte tutti quei cittadini che per lavoro, studio o commercio utilizzano queste tratte.

Domani si terrà l’audizione della società Trenord in Commissione Infrastrutture e Territorio, sarà l’occasione per porre il tema a chi sta gestendo questa partita che, a leggere la presa di posizione dell’assessore regionale ai Trasporti veneto, non sembra andare nella direzione sperata. Chiederemo conto anche dove si andranno a posizionare i 62 nuovi treni annunciati settimana scorsa  anche se poi di nuovo c’è ben poco visto che 40 degli stessi su 62 erano stati già annunciati al momento della sottoscrizione del vecchio contratto di servizio nella precedente legislatura e mai messi in rete. In un momento in cui  vi sono sempre meno risorse a disposizione la Regione deve fare scelte forti, e per noi una scelta forte è quella di investire sulla mobilità su ferro per il trasporto di persone e di merci: più treni con carrozze pulite e efficienti. Dal canto nostro proveremo a farlo già dalla prossima seduta di bilancio prevista a dicembre.

Per informazioni sulla “staffetta” organizzata dal comitato dei pendolari che si terrà venerdì, consultare il sito.

In allegato la nota stampa che ricostruisce la situazione soppressione Treni Milano-Venezia

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Treni: conferenza stampa del Pd regionale, domani a Treviglio

binariDomani, mercoledì 23 ottobre, alle ore 8,30, con i consiglieri regionali del PD Gian Antonio Girelli, Jacopo Scandella, Mario Barboni e Corrado Tomasi terrò una conferenza stampa presso la stazione ferroviaria di Treviglio, in provincia di Bergamo, in merito alla già annunciata cancellazione, dal prossimo 15 dicembre, di quattro coppie di treni interregionali che oggi collegano Milano con Venezia. Ognuno dei noi rappresenterà le istanze dei pendolari del proprio territorio, e quindi di Brescia, Bergamo e Cremona, colpiti dal provvedimento voluto dalla Regione Veneto e sul quale la Regione Lombardia non ha, ad oggi, trovato una soluzione.

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Trasporto interregionale Nord Italia: lettera al ministro Lupi per convocare un tavolo

binariI consiglieri regionali del PD Gian Antonio Girelli e Jacopo Scandella assieme al deputato Matteo Mauri, componente della Commissione Trasporti alla Camera, hanno inviato questa mattina una lettera al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi per chiedere di convocare un tavolo, promosso dal governo, per discutere e migliorare il coordinamento del sistema ferroviario interregionale del Nord Italia. Con la lettera si formalizza quanto annunciato martedì dopo aver appreso, a mezzo stampa, l’esito negativo della riunione tecnica convocata a Verona tra le delegazioni della Regione Lombardia e Veneto e i gestori del servizio Trenord e Trenitalia per trovare una soluzione alla decisione unilaterale del presidente Zaia di sopprimere 8 treni interregionali che collegano Milano a Venezia dal prossimo 15 dicembre.
Lunedì l’incontro non ha sortito gli effetti sperati e purtroppo le posizioni sono ancora distanti. Le proposte fatte dai tecnici di Regione Lombardia, che tendono a mantenere il servizio e ad integrarlo ulteriormente nell’ottica della spesso dichiarata ma mai attuata razionalizzazione del trasporto ferro sulla linea Milano–Venezia, sembrano ricevere solo dinieghi dalla controparte veneta. Di contro, per ritorsione, Regione Lombardia ha minacciato di far fermare le proprie 24 corse a Desenzano del Garda, sito sul confine amministrativo. Inoltre sono a rischio altri convogli di tipo interregionale con collegamento festivo che percorrono la linea Lecco–Bergamo–Brescia–Verona–Venezia che, specialmente nella stagione estiva, hanno importanza rilevante soprattutto dal punto di vista turistico.
La contesa è legata alla ridefinizione interna alle singole regioni degli orari, quando invece stiamo parlando della direttrice che per importanza è la seconda dell’intero territorio nazionale. Questo è l’ultimo caso di mancato coordinamento tra le varie Regione del Nord Italia sul tema del trasporto ferroviario, si ricordino i casi passati del Piemonte e dell’Emilia Romagna. Su questi presupposti chiediamo al Governo di intervenire e di indire un apposito tavolo, in cui il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture svolga un ruolo attivo e fondamentale, per cercare una soluzione che vada al di là dei semplici steccati amministrativi e dia una risposta meno locale e più di sistema. Un tavolo che veda coinvolte tutte le componenti, e quindi il Ministero, le Regioni del Nord d’Italia, Trenitalia e Trenord, e che riteniamo sia il luogo giusto dove trovare una soluzione alla mancanza di risorse e pianificare tracce orarie più funzionali alle esigenze degli utenti, non solo per quanto riguarda questa tratta ma anche per tutte le criticità che si evidenziano laddove il trasporto su ferro conosce interconnessioni fra Regioni diverse. Le sfide che hanno di fronte queste regioni, EXPO 2015 in testa, richiedono di lavorare in maniera coordinata e programmata andando oltre i campanilismi e le divisioni politiche.

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La Regione intervenga subito per rivedere il taglio del servizio di pulizia dei treni

A che punto è lo stato di attuazione della legge di riforma del trasporto pubblico locale approvata in Consiglio Regionale l’anno scorso?  E ancora, come la Regione intende intervenire sul progressivo peggioramento del servizio ferroviario lombardo e del livello di pulizia dei vagoni? Questi, in sintesi, i punti della lettera inviata questo pomeriggio all’indirizzo del presidente della Commissione Trasporti Alessandro Sala a firma mia, di Jacopo Scandella, Gian Antonio Girelli, Onorio Rosati e Raffaele Straniero, commissari della V Commissione e del capogruppo Alessandro Alfieri.

Siamo totalmente insoddisfatti della gestione fatta sin qui da Trenord. Con la lettera chiediamo al presidente Sala di intervenire con l’Assessore Regionale alle Infrastrutture Maurizio Del Tenno per sollecitare un intervento verso Trenord e scongiurare quello che una riduzione dei servizi offerti e migliorare sensibilmente lo standard di qualità attualmente insufficiente. Auspichiamo che ci venga dato un primo resoconto da parte del presidente già nella riunione della Commissione indetta per giovedì prossimo e quindi prima della pausa estiva.
Ricordiamoci che non più tardi di una settimana fa la maggioranza ha bocciato in tutta fretta le nostre proposte di aumento dei capitoli di bilancio relativi alla cura del ferro e al miglioramento degli standard di qualità del servizio ferroviario.

Nella lettera ci dichiariamo preoccupati per il progressivo peggioramento del servizio ferroviario lombardo. Gli episodi di ritardi, disservizi e proteste dei pendolari sono all’ordine del giorno; il dato preoccupante è che nonostante i tanti proclami fatti in questi mesi dalla Regione il risultato ottenuto è quello di veder peggiorato anche il sistema di pulizia dei vagoni. E’ di questi giorni la notizia della pesante riduzione del servizio di pulizia dei treni da parte di Trenord sulle linee in provincia di Varese e da quello che sappiamo questa decisione verrà estesa su tutte le altre linee regionali addirittura fino a fine anno. Non ci pare di intravedere un positivo cambio di rotta da parte di Trenord, vogliamo risposte chiare dall’assessore Del tenno e un repentino ripensamento.

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Convegno a Manerbio: Pac, quale futuro per le imprese agricole bresciane?

“Politica agricola comunitaria 2014-2020: quale futuro per le imprese agricole bresciane?” è il titolo del convegno, organizzato dal Partito Democratico, che si terrà domani, martedì 19 giugno 2012, nel Piccolo Teatro di Manerbio, in piazza Cesare Battisti, a partire dalle 20.30.
Non è stato scelto a caso dal Pd bresciano, per parlare di imprese agricole, il comune di Manerbio, dove dovrebbe sorgere quello che viene definito il macello più grande d’Europa. Ad aprire il convegno sarà Luciano Ruggeri, portavoce del Pd di Manerbio, seguiranno Pietro Bisinella, segretario provinciale del Pd, e Filippo Ferrari, della Consulta provinciale Agricoltura. A loro spetteranno i saluti, ma anche importanti comunicazioni.
L’incontro, coordinato da Gian Antonio Girelli, consigliere regionale del Pd e componente dell’VIII Commissione Agricoltura, proseguirà con l’intervento di Roberto Pretolani, docente del Dipartimento di Economia e politica agraria, agroalimentare e ambientale dell’Università degli Studi di Milano, che interverrà sul tema “La nuova Pac: ricadute sulle aziende agricole bresciane”. Fabrizio Santantonio, consigliere regionale del Pd e altro componente dell’VIII Commissione Agricoltura, e Luca Marcora, responsabile Nord Italia del Forum nazionale agricoltura del Pd, parleranno del “Percorso di negoziazione per la Pac: a che punto siamo?”, prima del dibattito e delle conclusioni.

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