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Ponte di Casalmaggiore: question time per riaprirlo al più presto

Come anticipato nei giorni scorsi, oltre a rafforzare ulteriormente i collegamenti ferroviari tra le sponde del fiume per ridurre i disagi ai tanti pendolari e stabilire fin da subito un confronto con l’Emilia Romagna, occorre  determinare subito l’entità delle risorse necessarie per il ripristino del Ponte e con stanziamenti aggiuntivi regionali garantire la riapertura e la completa transitabilità alla struttura nel più breve tempo possibile.

La repentina chiusura del Ponte di Casalmaggiore sul fiume PO decisa nei giorni scorsi dalle province di Cremona e di Parma a causa del peggioramento delle lesioni costituenti l’impalcato del ponte e prevista fino al ripristino delle condizioni di sicurezza e transitabilità della struttura, sta naturalmente causando notevoli problemi al traffico della zona.

Occorre accelerare  dopo le ordinanze delle Province di Cremona e Parma, Regione Lombardia deve far chiarezza e, oltre ad attivare un confronto con la Regione Emilia Romagna, definire in modo preciso l’entità del danno e trovare le risorse aggiuntive in modo da riaprire celermente il ponte.

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Treni: troppi disagi, da Regione e Trenord serve cambio di passo

I disservizi delle ultime settimane, nella linea Milano-Treviglio-Crema, sono stati quotidiani e sono certo che i dati di puntualità diranno che c’è stato un netto peggioramento rispetto ai mesi scorsi.

Regione e Trenord in questi due anni e mezzo non hanno saputo fare il passo necessario, che significa fare investimenti importanti per acquistare treni nuovi e moderni.

Questo lo si può fare se, come ha fatto l’Emilia–Romagna, si sceglie il gestore, la Trenord di turno, attraverso una gara pubblica per un periodo sufficientemente lungo, diciamo vent’anni, da garantire poi investimenti di lungo termine. In Emilia hanno acquistato così 100 nuovi treni che stanno entrando in esercizio tutti insieme, mentre noi siamo ancora qui a fare i conti con treni che vanno in tilt per il troppo caldo e per il troppo freddo.

C’è anche una questione di organizzazione del personale da non sottovalutare. Insomma, ci attendiamo un vero cambio di passo.

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Cambiamenti climatici: piano per la qualità dell’aria senza efficacia

L’assessore regionale all’ambiente Terzi ci ha aggiornato stamattina in VI Commissione Ambiente sul documento di azione regionale per l’adattamento al cambiamento climatico della Lombardia.
Che fine farà il piano regionale degli interventi per la qualità dell’aria?
Positivi i principi che ci ha esposto e anche gli obiettivi sono assolutamente condivisibili, ma, come al solito, mancano le azioni della Giunta e non si sono intraviste nuove e più cospicue risorse.
Ma soprattutto, sembra che il Pria, che è un piano sostanzialmente cartaceo ed evidentemente non ha prodotto misure efficaci, verrà unificato al Programma energetico ambientale regionale, quasi a voler confondere le acque, senza una precisa ragione, se non quella che la Regione non ha fatto ciò che doveva. A supporto di questa ipotesi, ricordiamo i monitoraggi sul documento, che tardano ad arrivare, e le sanzioni per le mancate azioni contro l’inquinamento che l’Europa ha comminato all’Italia: il Governo chiederà alle singole Regioni di sborsare i soldi. Tra queste, per prima, proprio la Lombardia.

Come è noto a tutti, la Pianura Padana è il punto di maggiore concentrazione degli inquinanti. Serve, dunque, uno sforzo di Regione Lombardia, con le altre regioni della pianura, che non sia solo limitato a incontri e dichiarazioni d’intenti: ci vuole proprio un tavolo di lavoro che deve sottoscrivere un patto, una convenzione, un accordo, qualcosa, cioè, di stringente. Se non lo fa il Governo, sia Regione Lombardia, con una serie di azioni condivise, a portare avanti questa filiera virtuosa di buone pratiche, mettendo anche a disposizione risorse vere.

Discorso analogo per il tema del consumo di suolo: la maggioranza si è accorta che la legge 31 va nella direzione opposta e si è decisa a modificarla. Perché il problema è rappresentato dalle cubature di aree edificabili già in pancia ai Pgt, ma da un punto di vista delle modifiche del clima portate dall’inquinamento, oltre ad andare sulla strada del recupero dell’esistente e della rigenerazione urbana piuttosto che verso le nuove edificazioni, è necessario pretendere l’efficientamento degli edifici. E in questo si potrebbe stabilire che i Comuni non chiedano più gli oneri e i costi di costruzione, per favorire gli altri interventi.

E’ strettamente necessario puntare sul trasporto alternativo con i mezzi pubblici, investire sulla dorsale ferroviaria, soprattutto nei territori a domanda debole. E un piano d’azione è stato chiesto anche sul fronte dell’agricoltura, che rappresenta una delle fonti di maggior emissione di Co2.

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Expo: ipotesi della Giunta di tagliare il servizio ferroviario

L’assessore Sorte venga a spiegarci cosa significa che nei sei mesi di Expo ci sarà una riduzione del servizio ferroviario di un milione di chilometri.

Solo poche settimane fa l’assessore prima e l’amministratore delegato Farisè poi ci avevano assicurato che il servizio sarebbe stato potenziato verso il sito espositivo senza però intaccare altre direttrici ferroviarie. Oggi scopriamo dalla stampa che nella Conferenza regionale del Trasporto Pubblico tenutasi giovedì scorso a Palazzo Lombardia con il comitato pendolari, l’assessore Sorte ha annunciato che sarebbe al vaglio della Giunta un piano di razionalizzazione temporanea del servizio ferroviario pari a un milione di chilometri per incrementare le corse destinate al sito Expo e lo spostamento di materiale rotabile, altrimenti insufficiente, per garantire il servizio verso il polo espositivo.

Una novità che quantomeno la Regione dovrebbe venirci a spiegare in tempi brevi visto e considerato che la riduzione dovrebbe entrare in vigore con il nuovo orario estivo il prossimo 26 aprile.

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Trenord allo sbando e Maroni resta a guardare

Maroni ha Solo adesso Maroni si rende conto di avere un ruolo in questa partita?

Sono mesi che va avanti questo teatrino; in sei mesi non sono stati in grado di trovare il sostituto di Legnani. E meno male che il 2014, secondo Maroni, doveva essere l’anno del trasporto pubblico locale. Il sistema ferroviario regionale è palesemente inefficiente e a dirlo non siamo noi ma è scritto nero su bianco in una relazione dell’assessorato ai Trasporti. Per Maroni il report non è catastrofico ma i numeri dicono chiaramente che c’è bisogna di una svolta.

La soluzione c’è e non bisogna guardare lontano. Si affidi il servizio attraverso un bando di gara europeo, così come fatto dalla vicina Emilia Romagna, che metta a confronto i migliori vettori internazionali. Una strada che permetterebbe di risparmiare e di migliorare il servizio.

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Treni: le responsabilità dei disservizi sono da imputare alla Regione

Maroni non faccia il furbo. Si prenda le sue responsabilità e lavori per far sì che il servizio ferroviario regionale raggiunga standard adeguati.
Ha ragione Maroni a dire che la colpa dei disservizi ferroviari non è di Trenord. Le responsabilità sono esclusivamente della Regione che non fa rispettare i contratti di servizio sottoscritti con Ferrovie dello Stato e Trenord alle quali la Giunta elargisce fior di soldi pubblici. Ma la beffa più grande resta quella di veder rinnovato, non meno di due mesi fa, dalla sua Giunta lo stesso contratto di servizio, senza alcuna modifica migliorativa, che vincola la Regione per i prossimi sette anni.
Per quanto concerne la diminuzione dei finanziamenti statali che Maroni imputa al governo, fu il governo Berlusconi nella finanziaria del 2010 ad azzerare d’emblée tutti i finanziamenti rivolti alle regioni. Strano che all’epoca per questo drastico congelamento di risorse, che portò al blocco in Lombardia di opere infrastrutturali importanti, Maroni non spese nemmeno una parola eppure all’epoca era ministro nello stesso governo.
Fa sorridere come Maroni continui a sbandierare finanziamenti per il trasporto ferroviario regionale come risultato della sua Giunta quando si tratta di fondi risalenti alla giunta Formigoni. Oggi sì, è vero, possiamo festeggiare: finalmente dopo tanto tempo e tanti annunci questi soldi messi in bilancio nel lontano 2006 si materializzano.

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La prossima volta l’assessore Del Tenno convochi una conferenza di servizi

L’incontro che doveva tenersi questo pomeriggio a Cremona, tra Regione, Trenord, gli amministratori e comitati di pendolari, è stato rinviato per impegni improrogabili dell’assessore alle Infrastrutture e Mobilità Maurizio Del Tenno stando a quanto riporta una nota ufficiale dell’agenzia di stampa regionale. E’ un peccato: sarebbe stata la giusta occasione per la Regione per spiegare la causa dei disagi che questa mattina hanno costretto i pendolari delle linee cremonesi e mantovane a dover prendere bus sostitutivi in mancanza dei treni.
Ribadisco che quello che il territorio ha bisogno è la convocazione di una conferenza di servizi che, a differenza dell’incontro informale che si sarebbe dovuto tenere oggi, richiede la preparazione di proposte e soluzioni concrete indicando le priorità infrastrutturali necessarie per la provincia di Cremona con un crono programma certo degli interventi. Una conferenza di servizi aperta a tutti e quindi non solo alla Regione, a Trenord e alle amministrazioni comunali ma anche e soprattutto ai pendolari, tempestivamente informati, che più di chiunque altro conoscono luci e ombre del servizio ferroviario regionale.
Nel pomeriggio sempre a Cremona l’Assessore Regionale al Territorio Viviana Beccalossi ha presentato alla stampa il Progetto preliminare redatto da Aipo ‘Navigazione del fiume Po da Cremona al mar Adriatico’, una bella iniziativa che dimostra finalmente il cambio di passo, rispetto al passato, della Regione che decide di puntare sul trasporto fluviale come valida modalità di trasporto sostenibile come noi abbiamo sempre sostenuto.

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Treni: un’azione comune tra Crema, Cremona e Casalmaggiore

treno a cremaCosì come annunciato prima di Agosto a seguito del pesante disservizio registrato sulla linea Cremona–Brescia lo scorso 8 agosto (93 minuti di ritardo), ho inviato una lettera ai sindaci Perri, Bonaldi e Silla, rispettivamente di Cremona, di Crema e di Casalmaggiore, per condividere la proposta di convocare una conferenza di servizi, tecnico-politica, che veda la partecipazione di Trenord, Regione, Provincia, Comuni e i vari portatori di interessi, a partire da chi tutti i giorni utilizza il treno.
L’idea è quella di fare il punto sulla mobilità nella nostra provincia e soprattutto nelle aree attorno al cremonese, cremasco e casalasco; la situazione del servizio ferroviario locale è sotto gli occhi di tutti, è sempre più insoddisfacente per i tanti utenti che quotidianamente prendono i treni da e per le nostre città. Sono convinto che sia necessario organizzare un momento di confronto nel nostro territorio con Regione Lombardia alla presenza dell’Assessore regionale ai trasporti Del Tenno e i vertici di Trenord per individuare una serie di interventi a favore del nostro territorio.
Nella lettera chiedo ai tre amministratori locali di condividere questa iniziativa al fine di svolgere un’azione comune per individuare ed indicare alla Regione e a Trenord gli interventi da mettere in campo a medio termine per migliorare realmente il servizio ferroviario sulle tratte cremonesi, soprattutto in ottica Expo. Dalla possibile “conferenza dei servizi” mi aspetto di vedere nero su bianco un crono programma certo per il rinnovo del materiale rotabile e degli interventi infrastrutturali. Ovviamente per quell’occasione chiederò la presenza dei miei due colleghi Malvezzi e Lena.

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Treni per Cremona: la Regione lavori per dare dignità alle linee ferroviarie

E’ trascorsa solo una settimana dalla visita dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Del Tenno a Cremona occasione in cui, di fronte all’incredulità dei rappresentanti degli enti locali presenti all’incontro tenutosi allo Ster, illustrava un trend di miglioramento delle linee cremonesi. Dopo sette giorni i nodi vengono al pettine e la verità è sotto gli occhi di tutti.
Ieri si sono registrati disservizi, lungo la linea Cremona-Crema, che hanno arrecato pesanti disagi ai pendolari costretti a rimanere tre ore in un convoglio vecchio e senza aria condizionata.
Non siamo convinti della veridicità delle dichiarazioni fin troppo rosee dell’assessore. La situazione non è migliorata rispetto agli altri anni e il bollettino di guerra che ogni giorno i pendolari redigono lo confermano. Sulle linee che percorrono la provincia cremonese persistono gli odiosi ritardi non più tollerabili a cui si aggiunge la totale carenza di informazioni da parte del personale.
Trenord si è dimostrata in difficoltà non solo nella gestione del servizio di trasporto pubblico ma anche nella risoluzione delle emergenze come i fatti accaduti ieri ad Olmeneta sulla linea Cremona-Crema.
Piuttosto che ammodernare i treni ed investire su una linea che si può definire la cenerentola della Lombardia si è deciso, in questi ultimi mesi, di inviare senza una ratio dei treni diesel dismessi da altre linee regionali. Le linee cremonesi non hanno mai goduto di sufficiente attenzione da parte di Regione Lombardia: un esempio è il progetto del treno veloce, invocato dalla maggior parte dei pendolari ma liquidato bruscamente dalla Giunta nonostante la riforma del trasporto pubblico locale dica di creare collegamenti veloci tra capoluoghi. In previsione di Expo sarà bene che la Regione corra ai ripari.
Per questo chiedo all’assessore Del Tenno di rispondere nel merito direttamente in Consiglio Regionale e di dare risposte convincenti sul servizio offerto da Trenord per le linee del cremonese.

Di seguito riporto il racconto di uno dei pendolari che ieri ha “subito il servizio di Trenord” sulla linea Cremona–Olmeneta –Crema.
Prima i fatti:
Si parte da Cremona alle 17, 41 e si arriva a Crema alle 20,38.
Si commenta da solo, ma non è tutto. Continua a leggere

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L’arrivo della ferrovia a Crema, nascita della linea ferroviaria Treviglio-Cremona

Domani, sabato 4 maggio, alle ore 18 presso la Sala Cremonesi (Centro Culturale Sant’Agostino, Crema) verrà presentato il volume “L’arrivo della ferrovia a Crema. Nascita della linea ferroviaria Treviglio-Cremona”, di Mauro Giroletti, curato dal Centro Ricerca Alfredo Galmozzi.
Il volume è stato pubblicato appositamente per i 150 anni della linea Treviglio-Crema-Cremona, all’interno della manifestazione organizzata dal Comune di Crema.
Durante la presentazione sarà possibile acquistare il volume, che sarà presente anche nelle librerie di Crema.

Domenica 5 maggio è previsto il passaggio dello storico treno a vapore sulla tratta Treviglio-Soresina, grazie alla collaborazione e partecipazione dei comuni interessati.
Il biglietto è acquistabile presso la Pro Loco di Crema.

Da mercoledì 1 a domenica 12 maggio è presente una mostra presso la Sala Agello, piazza Terni De Gregory a Crema con cartografie, modellini, fotografie, libri, progetti sul tema.

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