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Trenord: l’assessore Sorte banalizza sui disservizi ferroviari

Questo pomeriggio si è tenuta l’audizione dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Alessandro Sorte chiamato in Commissione Trasporti a rispondere ad un’interrogazione del Pd relativa al trend negativo delle prestazioni del servizio ferroviario regionale. Tre le domande poste a Sorte: quali iniziative intende mettere in campo Regione Lombardia per migliorare la performance dei treni regionali, dove verranno collocati i nuovi treni in futuro e se Regione e Trenord stanno lavorando per evitare che la riduzione delle carrozze sui convogli abbia un peso sui bilanci della società.

Anche oggi l’assessore Sorte ha banalizzato il tema e ha glissato sui nodi importanti che avevamo chiesto di sciogliere. Sulla collocazione dei treni nuovi, annunciati mesi e mesi fa e ancora non consegnati, non è stata aggiunto nulla di nuovo se non che i treni, che per Expo erano stati dirottati sulle linee di collegamento per Rho, torneranno per la maggior parte al loro posto. Aggiungo inoltre che le prestazioni del servizio durante Expo, che l’assessore ha definito pienamente soddisfacenti, sono ancora sotto la sufficienza.

Continuiamo ad avere una puntualità inferiore alla media del nord Italia ma secondo l’assessore è un falso problema perché la Lombardia conta più utenti e chilometri percorsi. Ha dato la colpa al caldo per giustificare il trend negativo delle prestazioni dei convogli dei treni non ammettendo invece che il problema è legato alla scarsa manutenzione che deve essere programmata nei tempi previsti e non lasciata al caso.

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Legge sul cibo: diffondiamo le buone pratiche tra i cittadini lombardi

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato ieri, martedì 27 ottobre 2015, all’unanimità, la legge di riconoscimento, tutela e promozione del diritto al cibo. Può essere considerato un semplice elenco di buoni propositi, ma messi in pratica uno per uno possono produrre un cambio di marcia nell’approccio al tema cibo nella stessa attività legislativa di Regione Lombardia.

Parlare di lotta alla povertà e di diritto al cibo per coloro che vivono in Lombardia significa anche riprendere in mano provvedimenti abbandonati come quello sul micro credito o affrontare in modo diverso discussioni come quella che stiamo per trattare sul reddito di cittadinanza. Ma, poi, penso al diverso modo di produrre cibo di qualità, di garantire l’eliminazione dello spreco e un certo stile di vita. L’importante è che questa legge diventi una vera e propria manifestazione di volontà e che abbia un riflesso esterno per far conoscere ai lombardi quanto si intende fare. Insomma, i buoni propositi per diventare buone leggi devono assicurare uno stretto contatto con la realtà e con i cittadini.

E i dati parlano chiaro, in questo senso: nel mondo, ogni anno, ci sono 1,3 miliardi di tonnellate di cibo sprecati che potrebbero essere sufficienti per sfamare 4 volte gli 805 milioni di persone al di sotto della soglia di nutrizione. Anche la Lombardia è una realtà sulla quale bisognerebbe riflettere: noi attribuiamo lo spreco alle filiere industriali, ma più della metà è all’interno dei nostri frigoriferi. Sono necessari cambiamenti culturali e nella vita quotidiana di tutti i cittadini. Le istituzioni in questo hanno un ruolo fondamentale. Incentiviamo, dunque, le buone pratiche, come le mense dei poveri, il banco alimentare o il refettorio ambrosiano che ha sfamato i poveri con le eccedenze di Expo. La legge ora lo permette: non ostacoliamo, diffondiamo e incentiviamo il più possibile.

Una legge che ha ancora più significato in questi giorni: all’avvio di Expo abbiamo approvato il provvedimento sul commercio equo e solidale. Alla conclusione diamo il via libera alla norma contro lo spreco di cibo: gli strumenti, dunque, ci sono, facciamo in modo che l’eredità dell’esposizione non venga persa, ma continui anche dopo questi sei mesi.

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Trasporto ferroviario regionale: puntualità scesa al 77%

binariE’ finita la luna di miele di Sorte e Farisè. E’ il tempo di fare un bilancio del primo semestre della nuova gestione del trasporto ferroviario regionale. Sulla base dei dati raccolti riteniamo che il servizio ferroviario offerto sia ancora largamente insufficiente; rispetto al 90% auspicato da Trenord ad inizio anno  ad oggi l’indice di puntualità nei giorni festivi nelle ore di punta è sceso in tre mesi dall’82 al 77% segnando un ribasso di ben cinque punti percentuali. Per non parlare del numero delle soppressioni, che tanto fanno infuriare i pendolari, che hanno subito sempre nello stesso periodo, un incremento di quasi 150 treni cancellati. Non si può andare avanti così, senza un piano industriale serio e con una gestione da parte della Regione da dilettanti allo sbaraglio: ancora oggi non si conoscono con esattezza quanti treni nuovi circolano sulla rete ferroviaria regionale e quali linee servono, per non parlare di quelli che ancora devono essere immessi sui quali a richiesta ufficiale all’assessore Sorte abbiamo avuto solo risposte vaghe.

L’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Sorte, è un gran chiacchierone; abbiamo lasciato sei mesi di tempo a lui e all’amministratore delegato di Trenord di insediarsi e di operare per il bene dei pendolari lombardi. Tirando le prime somme possiamo dire con certezza che il piano puntualità decantato a gennaio è fallito. Una disfatta che diventa ancor più evidente se si paragonano i dati della Lombardia con il resto del nord Italia: la nostra regione è fanalino di coda: segna uno scarto negativo che varia dai cinque ai dieci punti percentuali. Ad oggi, inoltre, ancora non è dato sapere come verrà riorganizzato il sistema ferroviario una volta concluso Expo. L’unica certezza è il piano di razionalizzazione annunciato per l’intero mese di agosto che svantaggia, e non poco, interi territori: penso ad esempio alla linea Cremona–Crema–Treviglio e alla Cremona–Piadena–Mantova, ed ai collegamenti da Milano verso Bergamo e Brescia.

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Commercio equo solidale: una legge che coniuga sviluppo sostenibile e filiera corta

Anche la Lombardia, da oggi, ha la sua legge sul commercio equo solidale. E’ stata approvata in Aula, all’unanimità, la proposta di legge, di cui sono stato relatore e coordinatore del gruppo di lavoro in IV commissione, per il riconoscimento e il sostegno delle organizzazioni del commercio equo solidale, che va a coprire un vuoto normativo che sta per essere colmato anche a livello nazionale. Il testo, che trae origine da una proposta di legge popolare per la quale sono state raccolte quasi 8000 firme, si propone non solo di normare ma anche sostenere tutto il comparto, tutelando in questo modo sia i soggetti promotori che i consumatori.

Regione Lombardia arriva dopo altre 11 regioni, ma cerca di fare il punto della situazione rispetto a ciò che il commercio equo solidale è diventato in questi anni e introduce un’importante novità che consiste nel fatto che accanto ai prodotti in arrivo dal Terzo Mondo, si promuovono anche quelli della filiera corta lombarda di qualità, secondo i requisiti stabiliti dalla legge.

Il progetto individua con precisione soggetti e prodotti che potranno beneficiare dei contributi (a partire dal sostegno ai progetti di promozione nelle scuole fino alle iniziative di cooperazione allo sviluppo). Definisce i requisiti necessari al riconoscimento delle organizzazioni e sancisce i contenuti dell’accordo di lunga durata con i produttori, ossia il pagamento equo dei prodotti acquistati, il miglioramento degli standard ambientali della produzione, la trasparenza della filiera e una serie di obblighi a carico del produttore (come condizioni di lavoro sicure, equa retribuzione e rispetto dei diritti sindacali).

Il risultato di oggi è ancora più importante, nell’anno di Expo e nell’Anno Europeo per lo Sviluppo (EYD) e a poche settimane dal via della Fair Trade Week 2015, che vedrà Milano protagonista dell’evento internazionale che ospiterà oltre 300 delegati da ogni continente.

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Expo: ipotesi della Giunta di tagliare il servizio ferroviario

L’assessore Sorte venga a spiegarci cosa significa che nei sei mesi di Expo ci sarà una riduzione del servizio ferroviario di un milione di chilometri.

Solo poche settimane fa l’assessore prima e l’amministratore delegato Farisè poi ci avevano assicurato che il servizio sarebbe stato potenziato verso il sito espositivo senza però intaccare altre direttrici ferroviarie. Oggi scopriamo dalla stampa che nella Conferenza regionale del Trasporto Pubblico tenutasi giovedì scorso a Palazzo Lombardia con il comitato pendolari, l’assessore Sorte ha annunciato che sarebbe al vaglio della Giunta un piano di razionalizzazione temporanea del servizio ferroviario pari a un milione di chilometri per incrementare le corse destinate al sito Expo e lo spostamento di materiale rotabile, altrimenti insufficiente, per garantire il servizio verso il polo espositivo.

Una novità che quantomeno la Regione dovrebbe venirci a spiegare in tempi brevi visto e considerato che la riduzione dovrebbe entrare in vigore con il nuovo orario estivo il prossimo 26 aprile.

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Pulizia treni: diminuiti gli addetti alle pulizie

Il numero di personale addetto alla pulizia dei treni è diminuito, una decisione presa dall’azienda appaltatrice a seguito della riduzione del budget messo a disposizione da Trenord. Lo ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Alberto Cavalli chiamato in Commissione a rispondere ad una interrogazione che avevo presentato.

Rispetto a tre anni fa le risorse sono diminuite del 20%; nei mesi scorsi l’azienda per aggiudicarsi l’appalto ha fatto un ulteriore ribasso. Ma non contento a giugno, a gara assegnata, Trenord ha chiesto di ridurre ulteriormente il budget. Capisco che le risorse sono diminuite e si cerca di razionalizzare il più possibile ma non si può permettere che un servizio fondamentale come quello ferroviario sia lasciato in condizioni pessime con il livello di decoro nettamente sotto la sufficienza. Non è così che ci si prepara all’Expo che ricordo sarà una vetrina mondiale per la nostra regione.

A seguire i lavori in Commissione anche i rappresentanti dei lavoratori e il sindacato preoccupati per il crescente numero di persone in esubero.

L’assessore ha assicurato che chiederà conto della situazione a Trenord e ha annunciato in anteprima che in vista di Expo la Regione metterà a bilancio 25 milioni di euro destinati proprio al servizio per il decoro e che chiederà al governo ulteriori risorse per soddisfare tutti i treni aggiuntivi che verranno immessi per l’evento.

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Orti sociali: entro dicembre via alla legge

Gli orti di Expo stanno diventando sempre più una realtà. Si sono tenute oggi, mercoledì 10 settembre 2014, in VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, le audizioni di Anci Lombardia, Federparchi Lombardia, Confagricoltura Lombardia, Coldiretti Lombardia, Confederazione italiana agricoltori Lombardia, Copagri Lombardia e Ufficio Scolastico per la Lombardia in merito al progetto di legge sugli orti didattici, sociali e urbani presentato dal Gruppo regionale del Pd. E intanto la discussione in Aula è già stata calendarizzata per martedì 9 dicembre.

Le associazioni di categoria hanno particolarmente apprezzato la coerenza del progetto di legge con i contenuti e il tema di Expo, oltre che con la progettualità e le sperimentazioni già avviate sul territorio lombardo dagli enti ai vari livelli. Diverse le richieste emerse dall’incontro: dal punto di vista di Federparchi gli orti sono fondamentali, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto didattico e su questo l’Ufficio scolastico regionale ha addirittura chiesto di allargare la platea dei ragazzi che possono svolgervi l’educazione ambientale. E se Confagricoltura e Cia hanno chiesto attenzione ai giovani che si avvicinano al mondo delle coltivazioni, dando un ruolo di educatori agli agricoltori di esperienza, i più interessati sono stati senz’altro i Comuni. L’Anci ha posto, infatti, diverse questioni: l’uniformità dei locali accessori, le etichette illustrative dei prodotti coltivati a scopo didattico e pure un concorso per l’orto più bello.

Insomma, abbiamo raccolto i preziosi contributi che terremo in debita considerazione per migliorare il testo e abbiamo invitato tutti gli enti interessati a seguire gli sviluppi dei lavori per non perdere l’importante opportunità di essere protagonisti anche di quel cambiamento culturale e di stili di vita che la gente sta richiedendo in modo sempre più sentito.

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Sabbioneta: inviata la lettera all’assessore

Arriva l’Expo. Abbiamo detto che i territori devono essere coinvolti nell’evento: quale migliore occasione per promuovere Sabbioneta, la ‘Piccola Atene’, portando i visitatori con il treno fino a pochi passi da questo gioiello lombardo? E intanto sistemiamo i problemi della linea. Questo ho detto oggi, giovedì 28 agosto 2014, in una lettera scritta con Marco Carra all’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Cavalli.

All’assessore chiediamo di avviare un percorso di interlocuzione con i soggetti interessati per modificare la denominazione della stazione ferroviaria di Bozzolo che l’amministrazione comunale, in accordo con quella di Sabbioneta, da tempo chiede di rinominare appunto in ‘Bozzolo-Sabbioneta’. L’obiettivo è rilanciare l’attrattività di un territorio che vanta, grazie al caso unico di Sabbioneta, circa 50mila presenze turistiche annue e con Mantova e Cremona è tutelata dall’Unesco, mentre con Bozzolo ha fatto parte storicamente dello stesso principato gonzaghesco.

Un intervento dell’assessore presso Rfi può avviare un percorso virtuoso a costo zero per le casse pubbliche, che comporterà un coinvolgimento del territorio anche in vista dalla scadenza di Expo. E potrebbe essere l’occasione buona per dare il via a un miglioramento del servizio su quella linea.

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Arcimboldo: il quadro non deve andare a Milano

Cremona

Cremona

L’Expo di Milano o l’Expo della Lombardia? È questo che mi chiedo dopo la polemica innescata in questi giorni dall’assessore regionale alle Culture Cappellini sull’Ortolano dell’Arcimboldo.
Abbiamo sempre detto che l’Expo di Milano è l’Expo dei territori e che quindi la vera sfida è portare i visitatori in tutti i territori lombardi.

Poi, è chiaro che di un evento del genere deve beneficiare tutto il Paese, ma innanzitutto è la Lombardia che deve potersi avvantaggiare di un arrivo così massiccio di visitatori. Naturalmente, ci sono cose da vedere e situazioni da vivere più e meno vicine a Milano, ma se un turista va a Cremona non lo fa solo per l’Arcimboldo: vuole anche conoscere il fiore all’occhiello della liuteria e il Museo del violino che è unico al mondo, assaggiare gli ottimi piatti della cucina tipica e costeggiare le rive del Po, il ‘grande fiume’ della Lombardia. Insomma, l’assessore, che tra l’altro è proprio cremonese, vuole togliere un’opera significativa a una città quando questa deve contribuire a portare i visitatori.

Regione Lombardia deve lavorare meglio e di più per costruire percorsi e portare visitatori in tutti i territori lombardi. Quindi, piuttosto che portare le opere a Milano, deve capire e decidere in fretta, visto che è fortemente in ritardo e doveva averlo già fatto, come portare le persone nelle province.

E poi un quotidiano punto dolente che va risolto quanto prima: Milano e Cremona distano 90 chilometri che per chi viene dall’altra parte del mondo sono niente, ma il treno che collega le due città ci mette un’ora e venti. Ecco, questo proprio non va e non è un buon biglietto da visita. Regione Lombardia intervenga subito per risolvere l’annosa questione del trasporto pubblico su questa tratta.

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Linea Milano–Cremona–Mantova: quando verranno eliminati i passaggi a livello e fatto il raddoppio del binario?

binariCon una conferenza stampa tenuta questa mattina al Pirellone, noi del Gruppo Regionale del Pd abbiamo presentato il nostro piano della mobilità in alternativa alla gestione “insoddisfacente” della Giunta Maroni. Con il nostro piano della mobilità sfidiamo l’assessore Cavalli e il governatore Maroni: è un vero e proprio programma di legislatura lungimirante che guarda da qui a vent’anni.

La regione ha deciso senza confrontarsi con la commissione competente di rinnovare il contratto di servizio a Trenord allo stesso prezzo, ovvero 400 milioni di euro, e senza chiedere particolari modifiche nella gestione nonostante questa sia insufficiente. Apprezziamo il mea culpa fatto questo pomeriggio in commissione dall’assessore, da Trenord ed Rfi che hanno ammesso la situazione disastrosa in cui versa la linea Milano–Cremona–Mantova ma adesso vogliamo vedere i fatti.

Questa mattina è stato presentato alla stampa il protocollo d’intesa tra Regione ed Rfi si tratta di interventi annunciati già due anni fa e che ancora oggi non sono accompagnati da un crono programma. Noi vogliamo sapere quando verranno eliminati i passaggi a livello e in quanti anni si farà il raddoppio della linea. Anche oggi pomeriggio a domanda diretta non abbiamo avuto una risposta chiara.

Tre i punti principali della “riforma” che abbiamo proposto Continua a leggere

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