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Ersaf: Regione intervenga per salvaguardare i lavoratori

Il Consiglio regionale della Lombardia ha deciso che gli interventi di manutenzione idraulico-forestale eseguiti da Ersaf vanno salvaguardati e che la forza lavoro va mantenuta. La mozione urgente, presentata su iniziativa del Gruppo regionale del Pd ma sottoscritta da tutti i gruppi, è stata, infatti, approvata all’unanimità e quindi ora impegna la Giunta ad attivarsi affinché, analogamente a quanto attuato in altre Regioni, siano individuati entro il 31.12.2016 gli indirizzi amministrativi e procedurali che consentano di preservare a decorrere dal 1.1.2017 il personale Ersaf preposto agli interventi sul patrimonio forestale.

Il patrimonio forestale regionale ricopre una superficie di circa 23mila ettari e la relativa manutenzione è assicurata grazie all’opera di 130 operatori forestali stagionali dipendenti da Ersaf. Ma le spese del personale assunto con contratti da operaio stagionale sono state considerate assoggettabili alle disposizioni della legge finanziaria 2010 in cui è prevista una riduzione del costo complessivo di almeno il 50% rispetto al relativo costo riferito all’anno 2009.

In realtà, non solo si tratta, appunto, di stagionali, ma per il personale di Ersaf al momento vige la deroga introdotta dal Collegato 2014 e riferita alle disposizioni per Expo 2015, che prevede che il limite per i lavori in amministrazione diretta non sia applicato per le assunzioni di personale a tempo determinato necessarie alla realizzazione di opere e alla prestazione di servizi e altre attività strettamente connesse all’esposizione universale, fino alla conclusione di queste e comunque non oltre il 31.12.2016.
E il 26 ottobre scorso i sindacati regionali hanno scritto al presidente Maroni, agli assessori regionali e ai capigruppo consiliari per sollecitare un’azione urgente di Regione Lombardia, una delle poche regioni a non essere ancora intervenuta sulla questione con appositi atti.

Ad esempio, il Veneto ha individuato una soluzione a tutela degli operatori forestali, nel rispetto della normativa vigente. Anche la Lombardia, ora, deve intervenire con urgenza per garantire la continuità dell’azione di presidio e tutela del territorio e il mantenimento della forza lavoro ordinariamente impiegata da anni.

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Consumo di suolo: in Commissione Agricoltura bypassati in diretta

L’VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale si è riunita questo pomeriggio con all’ordine del giorno il parere consultivo sulla legge sul consumo di suolo. Ma il provvedimento è già stato votato e approvato lunedì pomeriggio in V Commissione Territorio e al presidente dell’VIII non è rimasto che informare i consiglieri dello stralcio del punto dal programma della seduta di oggi.

Il presidente della V Commissione Territorio Sala si è arrogato il compito di decidere di votare il progetto di legge senza sentire il parere delle altre Commissioni. Non solo è un atteggiamento per nulla rispettoso di noi consiglieri, ma costituisce un pericoloso e grave precedente, perché a questo punto chiunque della maggioranza può agire in modo simile e saltare completamente il passaggio del confronto con l’opposizione.

Il presidente Fermi ha risposto alla protesta mia e degli altri colleghi di minoranza, ma in realtà non ha spiegato nulla dell’atteggiamento assolutamente inaccettabile della maggioranza che sostiene Maroni.

Su 400 emendamenti presentati, una parte potevano essere strumentali, volti a fare ostruzionismo, ma almeno un centinaio erano assolutamente cogenti, cioè entravano nel merito della legge e della Commissione, in quanto riguardavano proprio il pesante tema del consumo di suolo agricolo. Ricordo solo che dai dati Ersaf è emerso che, a partire dagli ultimi 13 anni, ogni giorno vengono sottratti, in Lombardia 112mila metri quadri di terreno. E che durante le audizioni i primi a bollare come disastroso il progetto di legge sono stati i costruttori dell’Ance. Insomma, quella che la maggioranza di centrodestra vuole votare è la pezza, che è molto, molto peggio del buco.

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Stalloni: Regione Lombardia aiuti il Cre a mantenere il servizio

Gli Stalloni

Centro per l’incremento ippico di Crema (gli Stalloni)

Gli ‘Stalloni’ approdano in Regione Lombardia. Del futuro del Centro di riabilitazione equestre (Cre) di Crema si è discusso oggi, martedì 2 luglio 2013, in un incontro che si è tenuto nella sede di Regione Lombardia, nell’ufficio del vice segretario generale Marco Carabelli, al quale ho partecipato con il sindaco di Crema Stefania Bonaldi, accompagnata da una delegazione, il consigliere regionale Carlo Malvezzi (Pdl), del presidente e del direttore del Cre Alessandro Zambelli e Agostino Savoldi, dei responsabili di Ersaf e Infrastrutture lombarde.

Durante l’incontro si è detto che bisogna perseguire 4 punti per poter salvaguardare il Centro: prima di tutto serve l’impegno di Infrastrutture lombarde a verificare la possibilità di destinare al Cre, all’interno del complesso degli ‘Stalloni’, edifici strutturalmente idonei, garantendo quindi la permanenza del servizio. Dopo di che abbiamo chiesto di verificare la possibilità per Ersaf di accompagnare ancora il Cre con la presenza di almeno un operatore e di accreditare il servizio svolto dal Centro all’interno del sistema socio-sanitario. Infine, un punto qualificante che va affrontato è la ripresa e l’attualizzazione del progetto complessivo di recupero del complesso degli Stalloni, in accordo con il Comune di Crema e Regione  Lombardia.

E del centro di riabilitazione si parlerà ancora domani, quando, durante la seduta dell’VIII Commissione Agricoltura, si discuterà un’interrogazione sul tema che h presentato con cui verrà a rispondere Massimo Garavaglia, che è assessore regionale all’Economia, dunque si occupa anche del patrimonio di Regione Lombardia.
Inoltre, nei prossimi giorni si terrà un sopralluogo di Infrastrutture lombarde per definire gli edifici da affidare al Cre prima dell’autunno, consentendo al Centro, ai suoi operatori e ai fruitori di abbandonare i container ora in uso.

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Stalloni Crema: Regione Lombardia risolva i problemi del Cre e rinnovi la convenzione

Il Centro di riabilitazione equestre di Crema è al centro di un’interrogazione che ho presentato in VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, in cui ricordo che la struttura è inserita nell’area del Centro di incremento ippico, noto come ‘Stalloni’, di proprietà di Regione Lombardia e gestito dall’Ersaf, attraverso una convenzione che coinvolge anche Infrastrutture Lombarde spa.

Ho ripercorso le fasi dell’ultimo anno di vicissitudini del Cre, fino alle perizie che hanno verificato il rischio di cedimenti della struttura. In questa situazione l’attività del centro è messa a dura prova e viene svolta in un clima di assoluta incertezza, anche in considerazione del fatto che il prossimo 31 maggio, cioè tra pochi giorni, scade il contratto-convenzione tra lo stesso Cre e l’Ersaf.

Con i colleghi co-firmatari chiedo a Regione Lombardia di intervenire in prima persona e indirizzare, per quanto di competenza, Ersaf e Infrastrutture Lombarde affinché si provveda a riconfermare, attraverso l’aggiornamento della Convenzione in essere, il mantenimento del Cre nell’area degli ‘Stalloni’, in quanto si presta perfettamente alle caratteristiche del servizio che viene svolto a favore della collettività e delle numerose famiglie interessate; si riprendano con vigore e rinnovato interesse gli accordi avviati nel 2012 tra Comune di Crema e Infrastrutture Lombarde, affinché l’intero complesso, collocato all’interno del centro storico cittadino, possa essere reinserito per l’anno in corso tra i progetti che verranno presentati al Ministero all’interno del cosiddetto ‘Piano nazionale per la città’ affinché si possano ottenere i necessari finanziamenti; gli accordi sottoscritti prevedevano come fulcro centrale la permanenza del Cre; si collochi entro l’estate 2013 il Centro di riabilitazione equestre dentro uno degli edifici non pericolanti (sono tanti quelli a disposizione: tra questi vi è anche la sede storica utilizzata per anni), eliminando i container che non riescono a soddisfare le esigenze, specie nel periodo invernale; vengano realizzati quegli interventi necessari, e di fatto senza costi, che possano mantenere fruibili i servizi del Cre (ad esempio la messa a norma degli accessi ai cortili di ingresso).

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