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Agricoltura sociale, la nostra proposta

agricoltura2Reinserire nel mondo del lavoro soggetti svantaggiati, come ex-detenuti, ex-alcolisti, ex-tossicodipendenti, malati psichici, persone diversamente abili, e occuparsi di iniziative di carattere sociale. Mandando avanti molto bene un’azienda agricola, una cooperativa o un agriturismo di successo. E ottenendo finanziamenti, attraverso il Piano di Sviluppo Rurale, quindi direttamente dai fondi europei, ma anche le terre confiscate alla mafia. Potrebbe essere presto possibile per le aziende che in Lombardia fanno agricoltura sociale, ma soprattutto può aprire un ventaglio di opportunità anche per altri che finora non sapevano come muoversi, proprio perché manca un quadro normativo.

Il Gruppo regionale del Pd ha appena depositato un progetto di legge, di cui sono firmatario, che mette nero su bianco la possibilità di fare agricoltura sociale e regola ciò che già esiste. Potrebbe sembrare un tema di nicchia, ma afferma la volontà del Pd di stare legati alle questioni concrete. E in questo caso proviamo a colmare un vuoto. Quindi, anche se non siamo noi a costruire l’agenda degli impegni di questa regione, facciamo proposte concrete alla Giunta Maroni.

Naturalmente, poi bisognerà trovare le convergenze con eventuali altre proposte, ma noi diamo l’avvio a questo percorso che entra a pieno titolo nella filosofia di come intendiamo noi l’agricoltura. Ovvero, sostenibile, incentrata sulla filiera corta, e dunque anche sociale. Quindi, una nuova forma di agricoltura però con un’attenzione agli ultimi e al disagio. Molte aziende, in Lombardia, già fanno agricoltura sociale, ma senza alcuna norma.

Al di là delle linee di principio, vi abbiamo dato una visione sociale che la porta ad allargare il campo. Lo scopo del progetto di legge, prossimo ad essere calendarizzato in Commissione, è un pieno riconoscimento dell’agricoltura sociale e prevede come attività di quest’ultima l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, l’assistenza e la riabilitazione delle persone con disabilità, l’accoglienza di persone fragili, l’integrazione di minori e adulti. Prevediamo, inoltre, che ci sia un accreditamento per le aziende, un albo, che abbiano delle premialità, ossia titoli preferenziali per partecipare a bandi e misure del Piano di Sviluppo Rurale, in costruzione in questo momento, e quindi possano accedere a finanziamenti che già sono previsti, quelli della Pac. Ma le premialità devono riguardare anche la fornitura, se offrono prodotti per le mense, e la distribuzione delle terre confiscate alla mafia.

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Proposta di legge sull’agricoltura sociale

Si chiama agricoltura sociale e ha il compito di tentare l’integrazione sociale e il reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati come ex-detenuti, ex-alcolisti, ex-tossicodipendenti, malati psichici, persone diversamente abili. Per loro rappresenta la possibilità di reinserirsi nella sfera produttiva con effetti positivi sul benessere, le condizioni di salute, la capacità di apprendimento, l’autostima. Per gli agricoltori la possibilità di diversificare le fonti di reddito, utilizzando il carattere multifunzionale dell’agricoltura che corrisponde perfettamente al concetto di sviluppo rurale.
Il Gruppo regionale del Pd ha presentato un progetto di legge che mette nero su bianco la possibilità di fare agricoltura sociale o molto spesso la regola, essendo di fatto già una realtà.

Presenterò la proposta con Marco Carra, Giuseppe Villani, Corrado Tomasi, come me componenti dell’VIII Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale e firmatari del progetto di legge; saranno presenti Franco Viganò, della Coafra Cooperativa Agricola Fraternità di Cernusco sul Naviglio (Mi), e Giacomo Pedretti, dell’agriturismo e azienda agricola Cascina Sguazzarina di Castel Goffredo (Mn), che parleranno della loro esperienza.

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