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Danone: Regione Lombardia intervenga a sostegno di progetti di riconversione

Riguardo alla crisi sulla sede della Danone di Casale Cremasco ho chiesto una audizione urgente in IV Commissione Attività produttive del Consiglio regionale.
A seguito dell’annunciata chiusura dello stabilimento sono state ascoltate le parti sociali e datoriali coinvolte e gli amministratori locali.

danoneL’incontro di oggi dimostra che l’azienda non è affatto in crisi e che, durante l’anno che abbiamo davanti rispetto ai progetti di dismissione della multinazionale proprietaria, dovrà essere utilizzato per evitare un evento tanto dannoso per l’economia locale e quindi per trovare soluzioni alternative. Nello specifico, una riconversione da parte di nuovi potenziali investitori che manifestino la volontà di riconvertire la produzione. Tutto questo va fatto prima della chiusura. Arifl prenda dunque in mano la situazione e si sieda al tavolo dei portatori d’interesse. E’ importante che Regione Lombardia con l’assessore alle Attività Produttive Mario Melazzini intervenga in modo forte e autorevole a sostegno di progetti specifici di riconversione. L’obiettivo è quello di salvaguardare i posti di lavoro e un’attività produttiva legata all’agroalimentare che per il nostro territorio deve rimanere un pilastro fondamentale dello sviluppo economico.

L’incontro si è concluso con l’impegno assunto dal presidente della Commissione di chiedere alla Giunta l’apertura di un confronto immediato e serrato con il management della Danone.

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Danone: chiediamo di sospendere la chiusura di stabilimento

danoneGiovedì in Commissione Attività Produttive si svolgerà l’audizione con i rappresentanti dei lavoratori della Danone in merito alla situazione occupazionale dell’azienda e, in particolare, in merito alla situazione nel sito di Casale Cremasco dove è stata annunciata una pesante ristrutturazione.

La Danone ha espresso infatti la volontà, nei prossimi 13 mesi, di chiudere 3 stabilimenti in Europa, tra cui quello cremasco che occupa 87 dipendenti. Alcuni tagli si prospettano anche presso la sede legale di Milano, a causa della contrazione del mercato europeo dei prodotti di riferimento. Le linee produttive dovrebbero trasferirsi in Belgio, Polonia e Francia. Numeri alla mano ci sono 65 dipendenti da ricollocare e giovedì si parlerà dunque di ammortizzatori sociali, reinserimento e prospettive future. Per il momento infatti non risulta ancora attiva alcuna procedura di accompagnamento, stando ai dati di Arifl.

Chiederò ai vertici aziendali Danone la sospensione delle procedure di chiusura, anche alla luce della possibilità, già annunciata, di possibile cessione della realtà produttiva di Casale Cremasco.

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Danone Casale Cremasco: l’azienda ritiri il provvedimento di chiusura

danoneNell’incontro pubblico tenutosi a Casale Cremasco sabato  scorso ho proposto di impegnare l’assessore regionale Melazzini, nella audizione che si terrà probabilmente giovedì 24 Giugno, a richiedere la sospensione del provvedimento di chiusura dello stabilimento di Casale Cremasco affinché l’eventuale trattativa di cessione del ramo d’azienda possa avvenire in condizioni meno drammatiche e con la spada di Damocle sulla testa dei lavoratori e delle loro famiglie. Per questo obiettivo la Regione potrà utilizzare la legge regionale n 11 sulla “competitività” che prevede anche risorse economiche proprio per mantenere attività industriali in analoghe situazioni sul territorio lombardo.

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Danone: subito un’audizione in commissione attività produttive

danoneHo chiesto un’audizione urgente in IV Commissione Attività Produttive del Consiglio Regionale, sulla crisi che sta per abbattersi sulla sede della Danone di Casale Cremasco.

La richiesta nasce in vista della grave situazione occupazionale che si genererà in seguito alla annunciata chiusura dello stabilimento. Nella lettera, sottoscritta anche dai consiglieri Federico Lena (Lega) e Carlo Malvezzi (Ncd), chiedo al presidente di Commissione che siano ascoltate le parti sociali e datoriali coinvolte, nonché la proprietà dell’azienda stessa.

Con questo incontro speriamo di riuscire a capire se ci sono i margini per evitare un evento tanto dannoso per l’economia e soprattutto le popolazioni locali.

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