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Casalasco: niente cura del ferro, ma uno spiraglio per le attività produttive

Una misura volta ad attenuare le ricadute negative sulle imprese della distribuzione commerciale e dell’artigianato di servizi, dovute alla chiusura del ponte sul Po.

E’ così che inizia la relazione che illustra l’emendamento approvato ieri, durante la discussione dell’ultimo bilancio regionale, che apposta 150 mila euro per agevolare le attività produttive del casalasco penalizzate ormai da mesi, a seguito della chiusura del ponte.

Nello specifico, la Regione Lombardia rimborserà il Comune di Casalmaggiore affinché possa derogare le aziende dal pagamento dell’ultima rata della tassa rifiuti (Tari) che andrà in pagamento nel febbraio 2018. Una proposta che avevo già avanzato sia durante la seduta del Consiglio comunale aperto di fine novembre, sia nell’ambito del tavolo di confronto dello scorso 12 dicembre.

In attesa che sia formalizzato lo stato di emergenza mi sembra il minimo che la Regione possa fare per questo territorio ormai in ginocchio, soprattutto dopo la bocciatura delle nostre proposte volte al miglioramento della viabilità.

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Oglio Po: la Regione lascia il nostro territorio senza cura del ferro

Gli emendamenti che abbiamo presentato oggi, durante la discussione del bilancio regionale 2018, l’ultimo di questa legislatura, sono stati bocciati. Ancora treni diesel per il casalasco e ancora quei passaggi a livello che da anni il PD chiede di sopprimere a Bozzolo, il nostro territorio rimane ancora un passo indietro, anche questa volta.

Un emendamento chiedeva 3 milioni di euro per la soppressione dei passaggi a livello nel centro abitato di Bozzolo in compartecipazione con RFI, il Comune di Bozzolo e Migros e un altro ne chiedeva 500mila per il miglioramento e l’elettrificazione della direttrice ferroviaria Parma-Casalmaggiore-Piadena-Brescia, a S. Zeno.

Annosa questione, quella dei passaggi a livello nella nostra provincia si contano 4 passaggi a livello ogni 5 km e questo comporta rallentamenti e disagi. Nel comune di Bozzolo, in particolare, la situazione è esasperata, ma i disagi interessano un territorio molto vasto che comprende, oltre a Bozzolo, anche i comuni di Tornata, Torre de’ Picenardi e di Ca’ d’Andrea, con attese ai passaggi a livello spesso superiori alla mezz’ora. A maggio avevamo dedicato un question time a cui l’assessore Sorte rispose positivamente, parlando di fattibilità del progetto.

Per non parlare della linea disastrata che rimarrà tale;  mi riferisco alla Parma-Casalmaggiore-Piadena-Brescia, dove viaggiano ancora solo treni diesel e la linea è ancora in parte non elettrificata. Qui, senza investimenti, i treni nuovi non potranno arrivare mai.

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Regione: riunito il tavolo istituzionale su Casalmaggiore

Si è tenuto oggi in Regione il tavolo istituzionale sulla situazione del ponte di Casalmaggiore in cui ero presente insieme agli assessori regionali Simona Bordonali (sicurezza e protezione civile) e Mauro Parolini (attività produttive), ai consiglieri regionali cremonesi Federico Lena (Lega Nord) e Carlo Malvezzi (Forza Italia), delle Province di Mantova e Cremona con i presidenti Beniamino Morselli e Davide Viola e dei sindaci del territorio Casalasco-Viadanese tra cui Filippo Bongiovanni di Casalmaggiore e Ivana Cavazzini di Piadena. Per l’assessorato regionale alla mobilità era presente il direttore generale.

Il tavolo era stato chiesto da una mozione bipartisan approvata in Consiglio regionale martedì scorso, 5 dicembre. La riunione del tavolo, convocato in tempi rapidi, è avvenuta nel giorno in cui i problemi di viabilità del territorio sono aggravati dalla sospensione del traffico ferroviario tra Colorno e Casalmaggiore per maltempo.

La riunione è stata positiva ma la situazione necessita di interventi concreti e rapidi che affianchino quelli di consolidamento dei piloni del ponte grazie alle risorse stanziate dal Governo nel decreto convertito in legge dal Parlamento, con il voto contrario di Forza Italia, Lega e Movimento 5 stelle. C’è un’emergenza legata alla stazione e alla linea ferroviaria, che con la chiusura del ponte stradale è diventata ancora più rilevante. L’assessorato ha ribadito l’intenzione di rafforzare il servizio, cosa che per la verità ci saremmo attesi avvenisse già con l’inizio dell’orario invernale, avvenuto proprio ieri (lunedì 11 dicembre). Oggi il servizio è incomprensibilmente più debole proprio negli orari di punta. Il direttore generale ha anche annunciato che prossimamente saranno programmati interventi di potenziamento della linea, che è una delle peggiori in Italia come oggi tutti sanno, al fine di permettere il passaggio di convogli di maggior portata. C’è poi il problema della stazione, che oggi serve oltre 500 passeggeri al giorno. Manca di uno scivolo per l’attraversamento dei binari, ha i bagni funzionanti ma chiusi, è priva di biglietteria e soprattutto non è presenziata da personale. Garantire un buon servizio regionale comporta anche la risoluzioni di problemi come questi.

Al tavolo si è anche parlato della proposta di chiedere al Governo lo stato di emergenza per il territorio che gravita sul ponte stradale e che oggi è fortemente penalizzato.
Noi crediamo che in attesa di una risposta da Roma la Regione potrebbe fare ciò che fece nel 2013 con le città di Milano, Monza, Sesto San Giovanni e Brescia, dove in concomitanza di interventi sulle infrastrutture che impattavano sugli esercizi commerciali e sulle imprese garantì un contributo complessivo di mezzo milione di euro che i comuni avrebbero destinato a queste realtà economiche per indennizzarle, almeno parzialmente, del danno subito. Il Casalasco-Viadanese si trova oggi in una situazione analoga e la Regione dovrebbe rispolverare quel tipo di intervento.

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Ponte di Casalmaggiore: mozioni bipartisan in regione per chiedere lo stato di emergenza

Il Consiglio regionale ha votato all’unanimità una mozione per chiedere al Governo il riconoscimento dello stato di emergenza per il Ponte di Casalmaggiore al fine di sostenere un territorio penalizzato dalla sua chiusura per ragioni di sicurezza. La mozione, firmata e votata in modo bipartisan, fa seguito al Consiglio comunale aperto del Comune di Casalmaggiore di metà novembre. Con una mozione successiva l’Aula ha anche votato la richiesta di incrementare gli stanziamenti per tutti i ponti sul Po dei territori cremonese e mantovano.

Occorre trovare una soluzione e lo stato di emergenza potrebbe dare un sostegno a un territorio penalizzato da questa situazione. Il Governo si è dimostrato attento a questo problema, con lo stanziamento di risorse ad hoc. Su questi temi ci deve essere la convergenza di tutte le istituzioni per risolvere una criticità che riguarda un territorio vasto.

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Stazione di Casalmaggiore: c’è un’emergenza in atto, ora investimenti concreti

Stamattina, con Marco Carra e altri consiglieri del territorio, ho presentato una interrogazione urgente, dopo il sopralluogo effettuato la scorsa settimana alla stazione ferroviaria di Casalmaggiore.

C’è un’emergenza in atto ma la Regione non se ne fa carico. Chiediamo l’apertura dei bagni, il ripristino della passerella sul primo binario e l’avvio di un percorso con il comune di Casalmaggiore di riutilizzo dei locali, interventi da realizzare in collaborazione con RFI. Si tratta di interventi banali, possibile che non si riescano a realizzare?

Il nuovo orario invernale, che partirà tra pochi giorni, non è assolutamente soddisfacente, soprattutto nelle ore di punta dei pendolari, chiediamo quindi, nuovamente, l’implementazione delle frequenze dei treni e un investimento a medio termine per l’elettrificazione della linea ferroviaria Parma-Casalmaggiore-Brescia, una linea oggi ancora a binario unico, dove circolano ancora treni diesel con carrozze insufficienti e con un’età media di 37-40 anni. Nella discussione del bilancio regionale, appena prima di Natale, torneremo a chiedere interventi ad hoc.

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Martedi prossimo question time in Consiglio per la stazione di Casalmaggiore

Dopo il sopralluogo effettuato lunedì scorso alla stazione ferroviaria di Casalmaggiore, come annunciato h0 presentato, con Marco Carra, una interrogazione a risposta immediata alla quale l’assessore Sorte sarà chiamato a rispondere martedì 5 dicembre, in Consiglio regionale, durante il question time. A testimoniare la necessità di un intervento urgente, il documento è stato sottoscritto anche da diversi consiglieri regionali di altri gruppi.

Dopo la chiusura del ponte di Casalmaggiore si sono mobilitate tutte le istituzioni, è ora che si dia una mossa anche Regione Lombardia; quindi chiediamo che siano immediatamente realizzate, in accordo con Rfi e Trenord, le opere urgenti e indifferibili come la riapertura dei servizi igienici e la ricollocazione dello scivolo-passerella che collega i due marciapiedi.

Chiediamo una migliore vivibilità e funzionalità dei locali della stazione che attualmente si trova in uno stato davvero indecoroso, anche programmando una serie di azioni in stretto contatto con il Comune di Casalmaggiore, come la riapertura del bar e il ripristino dell’impianto di riscaldamento. Ciò si potrebbe ottenere anche con la disponibilità di un gestore locale, ad esempio un’associazione no-profit, che lo possa gestire attraverso un comodato d’uso gratuito e un sostegno economico da parte di Regione Lombardia.

Chiediamo, infine, che la Regione, insieme a Rfi, sostenga una serie di investimenti che abbiano come priorità assoluta l’elettrificazione della linea ferroviaria Parma-Casalmaggiore-Brescia, una linea a binario unico, dove circolano ancora treni diesel con carrozze insufficienti e con un’età media di 37-40 anni.

interrogazione stazione di Casalmaggiore

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Stazione di Casalmaggiore: situazione insostenibile; Regione, Trenord e Rfi intervengano subito

alloni-casalmaggiore[379]Questa mattina io, il consigliere regionale Marco Carra, il segretario provinciale Matteo Piloni, il segretario locale Mario Daina ed i consiglieri comunali di opposizione Calogero Tascarella e Alessandro Rosa, ci siamo ritrovati alla stazione di Casalmaggiore, dove abbiamo incontrato moltissimi pendolari e fatto il punto della situazione sugli interventi di manutenzione necessari per adeguare la stazione agli standard minimi di qualità previsti dal contratto di servizio che la Regione Lombardia ha sottoscritto con Trenord e con RFI.

casalmaggiore-folla[378]La stazione non è presenziata e l’elenco dei servizi da migliorare è lungo: hanno chiuso il bar, non c’è una biglietteria e non esiste un sistema automatizzato per la vendita in loco, i servizi igienici sono stati chiusi da tempo, manca un impianto di riscaldamento, spesso l’obliteratrice non funziona e dei due scivoli che permettevano il passaggio in sicurezza al secondo binario, ne hanno rimosso uno, rendendo molto più complicato il passaggio e soprattutto poco sicuro; proprio questa mattina una signora è caduta davanti ai nostri occhi.

casalmaggiore-scivolo[377]Casalmaggiore non è un comune qualsiasi; stiamo parlando dell’unica stazione del Casalasco dove, dopo la chiusura del ponte sul Po, il traffico dei passeggeri è aumentato tantissimo e si ritrova a viaggiare su una linea, la Parma-Brescia, già assai problematica che per un lungo tratto non è ancora elettrificata, una situazione ormai diventata insostenibile.

Rfi e Trenord devono assolutamente intervenire al più presto per riportare questa stazione ai limiti della decenza e per potenziare la frequenza dei treni, già dal prossimo cambio di orario di dicembre.

Con Marco Carra ho annunciato una interrogazione all’assessore Sorte che sarà condivisa da tutti i consiglieri regionali oggi presenti. Oltre alla delegazione del PD, infatti, sono intervenuti all’iniziativa anche il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni e il consigliere regionale M5S Andrea Fiasconaro.

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Il 27 novembre presidio  nella stazione di Casalmaggiore

Continua la mobilitazione del Pd al fianco dei pendolari lombardi e lunedì 27 novembre dalle 7 alle 8 del mattino sarò con Marco Carra alla stazione di Casalmaggiore, dove incontreremo i pendolari del territorio e solleciteremo gli interventi di manutenzione necessari per adeguare la stazione agi standard minimi di qualità previsti dal contratto di servizio che la regione Lombardia ha sottoscritto con Trenord (e con RFI).

L’iniziativa fa seguito all’incontro pubblico (consiglio comunale aperto) dello scorso 16 novembre, nel corso del quale è emerso più volte il tema relativo alla necessità di intervenire con importanti opere di  manutenzione nella stazione casalasca.

L’iniziativa è aperta alla partecipazione dei consiglieri regionali di tutti i gruppi politici, dei comitati e  dei rappresentanti delle istituzioni locali.

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San Daniele Po: dal governo una soluzione per il ponte

Oggi pomeriggio – insieme a una delegazione composta dai parlamentari Luciano Pizzetti e Franco Bordo e dal presidente della provincia Davide Viola – ho incontrato il sindaco di San Daniele Po, Davide Persico, per esaminare le questioni che riguardano questo territorio a ridosso del grande fiume e fare il punto della situazione, soprattutto sul futuro del ponte Verdi e sull’impatto che la crisi economica ha avuto sulle realtà produttive della zona.

All’incontro, infatti, erano presenti anche i sindaci di Bonemerse, Malagnino, Pieve San Giacomo e Stagno Lombardo.

Il territorio che va da Stagno a Motta Baluffi, a cavallo tra Cremona e Casalmaggiore, che comunemente viene denominato ‘la bassa’ è stato il protagonista di questo interessante momento di confronto, una sorta di summit che ha prodotto diversi stimoli interessanti, soprattutto per quanto riguarda il problema cruciale di questa zona: l’attraversamento del fiume Po.

Il ponte Verdi, infatti, insieme ai ponti di Casalmaggiore, di Cremona e dell’A21, divide non solo il territorio cremonese da quello parmense, ma due sostanziali pezzi di Italia, quindi interrompendo i collegamenti tra le due sponde si mette in ginocchio l’intera economia del paese. Bisogna valutare interventi strutturali certi ed è assurdo che non ci sia ancora stato un confronto a 360 gradi tra il governo e le due regioni e tutti, oggi, lo hanno rivendicato a gran voce.

Il sottosegretario Pizzetti ha avanzato una proposta molto interessante che sta cercando di concretizzare all’interno della legge di stabilità: il Governo si occupi di trovare le risorse per il ponte di Casalmaggiore, a cominciare dai primi 5 milioni stanziati per renderlo percorribile almeno a senso alternato e poi procedere alla totale ricostruzione, mentre le due regioni si preoccupino di trovare le risorse per il ponte di San Daniele.

L’incontro si è infine concluso con un sopralluogo all’Antico Acetificio Artigiano Galletti e alla B&P Recycling, due realtà produttive della zona.

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Ponte di Casalmaggiore: serve anche un tavolo permanente con Emilia Romagna e Governo

Si è parlato anche del Ponte di Casalmaggiore oggi pomeriggio in Commissione Trasporti del Consiglio regionale, dove l’assessore Sorte si è presentato per rispondere a diverse interrogazioni sulla situazione di grande criticità di alcune direttrici lombarde.

Il tema dei ponti che collegano la nostra regione con l’Emilia Romagna è di grande attualità negli ultimi mesi, soprattutto in provincia di Cremona, dove la situazione è diventata davvero urgente, soprattutto alla luce delle ultime verifiche tecniche che hanno decretato l’obbligo di ricostruire completamente il ponte di Casalmaggiore.

Serve istituire al più presto un tavolo permanente con la Regione Emilia Romagna e il Governo per trovare una soluzione condivisa dove ognuno faccia la propria parte per migliorare tutte le infrastrutture che riguardano il territorio cremonese. Prima di costruire strade e autostrade si devono mantenere le infrastrutture realizzate, a partire dai ponti che collegano due territori strategici per l’economia dell’Italia.

Fa sorridere il recente spostamento di risorse dal ponte di San Daniele a quello di Casalmaggiore, 3 milioni di euro precedentemente stanziati, dirottati su Casalmaggiore. E le risorse per San Daniele verranno inserite dentro il bilancio del prossimo dicembre.

Prioritario resta il mantenimento del numero delle carrozze recentemente potenziato, ma anche l’incremento della frequenza dei treni nelle ore di punta, tra le due sponde, modello navetta, nelle fasce orarie di maggiore utilizzo di pendolari e lavoratori.

Infine, visto l’argomento in discussione, senza ottenere alcuna replica, ho ribadito come il servizio ferroviario sta peggiorando e lo dimostrano i ritardi quotidiani accumulati dai treni – 80 minuti negli ultimi 3 giorni solo considerando una coppia di treni della linea Cremona-Treviglio-Milano -  ma le prospettive restano incerte: infatti sui nuovi treni, mi riferisco a una lettera inviata agli amministratori del Comune di Cremona, l’assessore Sorte conferma che non arriveranno prima del 2021.

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