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Oglio Po: la Regione lascia il nostro territorio senza cura del ferro

Gli emendamenti che abbiamo presentato oggi, durante la discussione del bilancio regionale 2018, l’ultimo di questa legislatura, sono stati bocciati. Ancora treni diesel per il casalasco e ancora quei passaggi a livello che da anni il PD chiede di sopprimere a Bozzolo, il nostro territorio rimane ancora un passo indietro, anche questa volta.

Un emendamento chiedeva 3 milioni di euro per la soppressione dei passaggi a livello nel centro abitato di Bozzolo in compartecipazione con RFI, il Comune di Bozzolo e Migros e un altro ne chiedeva 500mila per il miglioramento e l’elettrificazione della direttrice ferroviaria Parma-Casalmaggiore-Piadena-Brescia, a S. Zeno.

Annosa questione, quella dei passaggi a livello nella nostra provincia si contano 4 passaggi a livello ogni 5 km e questo comporta rallentamenti e disagi. Nel comune di Bozzolo, in particolare, la situazione è esasperata, ma i disagi interessano un territorio molto vasto che comprende, oltre a Bozzolo, anche i comuni di Tornata, Torre de’ Picenardi e di Ca’ d’Andrea, con attese ai passaggi a livello spesso superiori alla mezz’ora. A maggio avevamo dedicato un question time a cui l’assessore Sorte rispose positivamente, parlando di fattibilità del progetto.

Per non parlare della linea disastrata che rimarrà tale;  mi riferisco alla Parma-Casalmaggiore-Piadena-Brescia, dove viaggiano ancora solo treni diesel e la linea è ancora in parte non elettrificata. Qui, senza investimenti, i treni nuovi non potranno arrivare mai.

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Smog: bene le iniziative dei comuni, ma serve la regia della regione e dell’intera Pianura Padana

Un plauso ai Comuni di Cremona, Mantova, Bergamo e Brescia per l’iniziativa di voler presentare una campagna di comunicazione sulle misure antismog. Tuttavia, come abbiamo sempre detto, non possono continuare a supplire alle carenze di Regione Lombardia che delega completamente al territorio la partita, quando invece dovrebbe fare da cabina di regia e semmai chiedere un coordinamento addirittura più vasto, che c’è già sulla carta, per tutto il territorio della Pianura Padana.

La scelta di informare i cittadini, attraverso un portale web dedicato, sullo stato della qualità dell’aria, diffondendo i dati riguardanti l’inquinamento atmosferico e le limitazioni in vigore sul riscaldamento domestico e sulla circolazione dei veicoli, è assolutamente meritoria e crediamo possa essere davvero efficace. Certo, molto più delle campagne informative praticamente inesistenti della Regione, che latita nel modo più assoluto su questi temi.

E se per il referendum sono stati spesi milioni di euro per far sapere ai cittadini cosa avrebbero dovuto fare, con i risultati che conosciamo, per educare la popolazione a un comportamento consapevole di fronte alle gravi problematiche di inquinamento di cui soffriamo in Lombardia, Regione non investe un euro. Ci pensano i Comuni, allora, ma il tema rimane: se vogliamo che le misure abbiano efficacia a livello di bacino padano, la regia deve essere complessiva. E i provvedimenti vanno imposti a tutti, non random, altrimenti non otterremo mai nulla.

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Brescia-Parma: un incubo che deve finire

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Ci vogliono più carrozze e bisogna restituire un minimo di dignità alle condizioni di viaggio dei cittadini. Non è possibile che proprio sulla linea che va a supportare la chiusura del ponte su Po viaggino ancora convogli di due sole carrozze.

A distanza di qualche settimana dalla discussione in aula consiliare sulle linee ferroviarie cremonesi, in particolare la linea Parma-Casalmaggiore-Piadena-Brescia e la Cremona-Brescia, ho scritto all’assessore Sorte per lanciare l’ennesimo appello e richiamare la sua attenzione (e quella dell’azienda Trenord) sulla quotidianità che vivono i pendolari su queste direttrici.

Questa volta la causa scatenante è stata la situazione invivibile in cui si sono ritrovati questa mattina i pendolari che salivano sul treno delle 7,15 a Casalmaggiore.

Stipati, in condizioni minime di vivibilità e stretti in ogni spazio possibile; alcuni raccontano che, per non perdere il treno e arrivare in ritardo al lavoro,  sono stati costretti a stringersi anche nella toilette. Dopo tutti gli annunci e le promesse, questi sono i fatti.

Un servizio che i cittadini pagano e che meriterebbe non solo maggior attenzione, ma finalmente un atto di responsabilità da parte di Regione Lombardia e Trenord.

 

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Servizi ferroviari: traditi gli impegni con i pendolari, Sorte non si presenta in aula

L’assessore Sorte deve metterci la faccia, non può assentarsi durante la discussione di un tema così importante come la mancata attivazione, a partire dal 10 settembre, di molti dei servizi ferroviari stabiliti durante i tavoli territoriali dello scorso maggio, in particolare sulle linee: Brescia-Piadena-Parma, Verona-Brescia-Milano, Brescia-Milano Greco Pirelli, Milano Centrale-Malpensa, Lecco-Carnate-Milano e Milano-Tirano.
La mozione, che non è passata per un soffio (27 i favorevoli e 27 i contrari), impegnava la Giunta a spiegare i motivi dell’accaduto e soprattutto della mancata informazione ai pendolari, a convocare in via straordinaria i Tavoli dei Quadranti e ad attivare i servizi concordati, dando inoltre mandato alla commissione Trasporti di organizzare un programma di audizioni con l’assessore e tutti i soggetti coinvolti.

A maggior ragione dopo questa votazione, la Giunta non può più permettersi di sottovalutare un tema tanto cruciale e deve assumersi le proprie responsabilità, attivando immediatamente Trenord per garantire i servizi concordati a maggio con i pendolari.

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Casalmaggiore: subito un confronto per riaprire velocemente il ponte

Rafforzare ulteriormente i collegamenti ferroviari tra le sponde del fiume per ridurre i disagi ai tanti pendolari e stabilire fin da subito un confronto con l’Emilia Romagna per determinare l’entità delle risorse necessarie per  il ripristino del Ponte e individuare le risorse aggiuntive regionali per garantire la riapertura e la completa transitabilità alla struttura nel più breve tempo possibile.
Sono questi i dispositivi contenuti nell’interrogazione che ho presentato oggi col collega Marco Carra e indirizzata all’assessore Sorte che sarà chiamato a rispondere in commissione Trasporti.

La repentina chiusura del Ponte di Casalmaggiore sul fiume Po decisa  dalle province di Cremona e di Parma per il peggioramento delle lesioni costituenti l’impalcato del ponte e fino al ripristino delle condizioni di sicurezza e transitabilità della struttura, sta naturalmente causando notevoli problemi al traffico della zona.

Come avevamo già anticipato nell’ultima seduta di Consiglio regionale, durante il question time sulla linea ferroviaria Parma-Piadena-Brescia, anche di fronte a queste emergenze strutturali che riguardano i ponti autostradali, occorre sì completare le fasi di analisi strutturali per garantire la sicurezza e l’incolumità delle persone, ma anche rafforzare i collegamenti ferroviari per ridurre i disagi. A distanza di 5 giorni dall’ordinanza delle Province di Cremona e Parma, crediamo che la Regione Lombardia debba fare un ulteriore passo, ovvero aprire subito un confronto con la Regione Emilia Romagna, definire in modo preciso l’entità del danno e trovare le risorse aggiuntive in modo da riaprire celermente il ponte.

Ricordiamo che il territorio cremonese e mantovano è già pesantemente penalizzato dal punto di vista delle infrastrutture stradali e ferroviarie e quindi giustamente si aspetta un atto di responsabilità da parte di Regione Lombardia. In particolare, per l’Oglio Po abbiamo assistito a grandi promesse che non sono state mantenute, per esempio il potenziamento dell’Ospedale, che non è mai avvenuto. Quindi basta prese in giro, si definisca invece subito un piano di investimenti certi per sanare le problematiche di questa zona.

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Interventi urgenti sulla Parma-Brescia e sulla Cremona-Brescia

Interventi urgenti sulla linea ferroviaria Parma-Casalmaggiore-Piadena-Brescia e interventi urgenti sulla linea ferroviaria Cremona-Brescia: le linee sono diverse, ma l’oggetto non cambia.

Situazioni di abbandono, treni obsoleti, infrastrutture carenti e arcaiche, passaggi a livello da eliminare e stazioni da riqualificare. Cosa ha intenzione di fare la Regione per migliorare il servizio su queste linee disastrate?
La richiesta è forte e chiara, ma non lo è affatto la risposta che questa mattina ha dato l’assessore Sorte alle due interpellanze che ho presentato con Gian Antonio Girelli.

Non sono assolutamente soddisfatto! Ogni volta l’assessore Sorte risponde parlando dei nuovi treni che arriveranno con una proiezione che si chiuderà nel 2032, senza tener conto che sulla linea Parma-Casalmaggiore-Piadena-Brescia viaggiano solo treni diesel e che si tratta di una linea in parte non ancora elettrificata (una carrozza quando va male e due carrozze quando va bene) e quindi sono gli investimenti sulla elettrificazione che servono e non certo i treni nuovi che qui, finché la situazione resta tale, non potranno mai arrivare.

Prendendo spunto dall’incendio verificatosi su una carrozza a Casalmaggiore lo scorso 2 giugno, ho chiesto quali azioni la Giunta avesse in previsione per migliorare il servizio su queste linee disastrate, nel breve e medio periodo. Ho inoltre ricordato alla Giunta che il ponte su Po di Casalmaggiore è stato definitivamente chiuso al transito di auto e camion e che il servizio ferroviario potrebbe, se urgentemente sostenuto, diventare una valida alternativa per coloro che sono costretti quotidianamente a collegarsi tra i territori del parmense e quelli del casalasco.
L’assessore Sorte non ha dato alcun riscontro alle richieste di incontro avanzate dai sindaci dei territori interessati. In merito al disagio creato dalla chiusura del ponte, ho annunciato col collega mantovano Marco Carra la presentazione di una specifica richiesta di intervento da parte della Giunta lombarda.

Non particolarmente soddisfatto risulta anche il collega bresciano Gian Antonio Girelli che in Aula ha presentato la seconda interpellanza relativa alla tratta Cremona-Brescia dove, il 25 e 26 giugno, si sono verificati veri e propri momenti di panico su una monocarrozza diesel e ci sono stati dei malori che hanno richiesto l’attivazione della procedura di soccorso.

Su questa tratta l’assessore ha però annunciato, da parte di RFI, una serie di interventi strutturali sulla infrastruttura ferroviaria che, tra il 2017 e il 2018, riguarderanno i binari tra Olmeneta e San Zeno, il restyling della stazione di Olmeneta, gli ascensori in quella di Cremona e altre opere che consentiranno di aumentare la velocità dei treni. Ha inoltre assicurato che da settembre la composizione delle carrozze sarà adeguata al numero degli utenti.
Insomma, nessun nuovo treno e nessun raddoppio dei binari, ma sulla linea Cremona-Brescia l’assessore ha comunque garantito il miglioramento del servizio.

Ringraziamo RFI per i lavori che si appresta a realizzare, ma ancora una volta Regione Lombardia non è in grado di dare risposte celeri a situazioni di inadeguatezza e criticità presenti da anni.

E’ tempo di agire e non di promettere.

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Cremona-Brescia: è la Regione che deve far rispettare il contratto di servizio

A ogni nostra critica il collega Malvezzi reagisce difendendo l’operato della Regione così ciecamente da non accorgersi di prendere forti cantonate.

Malvezzi dovrebbe sapere che, oltre ai treni ai binari e ai passaggi a livello, anche la manutenzione delle stazioni è inclusa nel contratto di servizio che la Regione Lombardia ha stipulato per gli anni 2015-2020 con Trenord e Rfi, per un costo complessivo di quasi 500 milioni, per la precisione 412.550.000 di euro, al netto di Iva. E’ la Regione che paga ed è la Regione che ha l’obbligo di controllare non solo il funzionamento dei treni, ma anche lo stato delle stazioni e di pretendere che siano efficienti e funzionali.

Inoltre, sulla Gazzetta Ufficiale di ieri sono stati pubblicati i due decreti del Ministero dell’Interno di riparto del contributo di 170 milioni di euro e di 180 milioni di euro per le province (previsti nella cosiddetta “manovrina”) destinati, rispettivamente, alla manutenzione straordinaria della rete viaria e all’esercizio delle funzioni fondamentali. Per la Provincia di Cremona, per il 2017, sono così destinati 1.526.496,77 euro per la manutenzione straordinaria delle rete viaria e 2.405.492,76 euro per l’esercizio delle funzioni fondamentali.

Mi chiedo infine se il mio collega sia contento di come non funzionano i servizi ferroviari nel nostro territorio. Da tutto quel che non ha fatto negli ultimi anni si direbbe di sì.

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Calamità naturale: ok alla nostra mozione

Leno e Montichiari in provincia di Brescia e Campagnola, Quintano, Casaletto Vaprio, Pandino e Torlino Vimercati, nella zona del cremasco in provincia di Cremona: il 6 giugno scorso sono stati devastati da eccezionali fenomeni temporaleschi, con trombe d’aria che hanno provocato gravi danni alle infrastrutture pubbliche e private, alle attività agricole e anche alle strutture religiose come nel caso di Milzanello, a Leno. Per sollecitare l’iter di richiesta di calamità naturale, il Gruppo regionale del Pd ha presentato una mozione urgente di cui sono firmatario con Gianantonio Girelli, che è stata discussa questo pomeriggio, in Consiglio regionale, ed è stata approvata all’unanimità.

L’atto impegna la Giunta regionale a verificare la possibilità di intervento del Governo, dopo un opportuno approfondimento nelle Commissioni Agricoltura e Ambiente. Inoltre, la Giunta viene impegnata a verificare la possibilità di individuare, anche in occasione dell’assestamento di bilancio, eventuali risorse regionali aggiuntive da rendere disponibili per le province più colpite, allo scopo di sostenere gli interventi già previsti dal Testo unico dell’agricoltura.

Nel documento si ricordava che ingenti danni venivano segnalati nelle aziende agricole interessate dagli eventi, alle stalle e ai fabbricati a uso zootecnico per il ricovero per il fieno,  ai campi di mais e orzo. Solo nel comune di Leno la prima conta dei danni per il settore agricolo ammontava a circa due milioni di euro. E a Campagnola Cremasca, che rimane il comune che ha subito i maggiori danni, almeno due cascine e moltissime abitazioni sono andate praticamente distrutte.

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Incendio su convoglio ferroviario Brescia-Parma: situazione non più tollerabile

Lo scorso 2 giugno sulla linea Brescia-Parma, un convoglio ha preso fuoco a causa dell’ennesimo guasto, generando panico tra gli utenti che sono dovuti scendere dal treno.

Treni vecchi, infrastrutture carenti, ritardi e adesso anche il fuoco!

Vogliamo sapere quali sono state le cause che hanno generato quel guasto e che hanno messo a rischio l’incolumità dei pendolari.

Condividendo le tante preoccupazioni dei pendolari e delle istituzioni locali per la situazione di completo abbandono in cui versano le linee ferroviarie tra Parma, Piadena e Brescia e sulla necessità, in primis, di garantire la sicurezza, ma anche migliorare il servizio offerto, ho presentato nei giorni scorsi l’ennesima interpellanza a cui dovrà rispondere in Aula consiliare, ancora una volta, Alessandro Sorte in persona.

Vogliamo quindi anche sapere quali azioni l’assessore abbia in mente per migliorare il servizio su questa linea disastrata, nel breve e medio periodo, fermo restando il fatto che la situazione in corso non può più essere tollerata.

Sappia l’assessore Sorte che non mollerò la presa.

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Treni più lenti: Rfi conferma la direttiva

Nessun terrorismo da parte nostra, come malignato dal collega Malvezzi, ma la pura e semplice verità: esiste una direttiva nazionale emanata lo scorso 26 settembre che, per questioni di sicurezza, impone ai convogli di non superare gli 80 km/h in prossimità di passaggi a livello privati. E questa direttiva dovrà essere applicata in tutta la Regione entro il prossimo dicembre, lo ha confermato RFI proprio ieri.

A dicembre entrerà in vigore il nuovo orario invernale e, nel frattempo, RFI ha garantito che interloquirà con i proprietari dei passaggi a livello privati per verificare il loro stato di attività e intervenire, a seconda dei casi, con la chiusura, la realizzazione di una viabilità alternativa o di un adeguamento tecnologico.

Nel frattempo la direttiva sarà valutata in tutta la Lombardia, a partire dalle linee Cremona-Treviglio e Cremona-Brescia e, se non si troveranno soluzioni valide, i rallentamenti potrebbero allungare i tempi di percorrenza. Per ora si parla di qualche minuto, ma bisogna tener presente del fatto che, per esempio tra Cremona e Olmeneta ci sono ben 11 passaggi a livello privati, un numero troppo elevato che non permette di recuperare i ritardi.

Sorte non rispondendo alla mia sollecitazione di due settimane fa, in cui chiedevo un chiarimento, non ha risposto ai pendolari lombardi e non ha fatto chiarezza. Dovrebbe essere, invece, proprio di Regione Lombardia il compito di fare da regia, evitando di arrivare a dicembre impreparati e pianificando per tempo, insieme a RFI, interventi mirati sulla sicurezza.

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