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Smog: bene le iniziative dei comuni, ma serve la regia della regione e dell’intera Pianura Padana

Un plauso ai Comuni di Cremona, Mantova, Bergamo e Brescia per l’iniziativa di voler presentare una campagna di comunicazione sulle misure antismog. Tuttavia, come abbiamo sempre detto, non possono continuare a supplire alle carenze di Regione Lombardia che delega completamente al territorio la partita, quando invece dovrebbe fare da cabina di regia e semmai chiedere un coordinamento addirittura più vasto, che c’è già sulla carta, per tutto il territorio della Pianura Padana.

La scelta di informare i cittadini, attraverso un portale web dedicato, sullo stato della qualità dell’aria, diffondendo i dati riguardanti l’inquinamento atmosferico e le limitazioni in vigore sul riscaldamento domestico e sulla circolazione dei veicoli, è assolutamente meritoria e crediamo possa essere davvero efficace. Certo, molto più delle campagne informative praticamente inesistenti della Regione, che latita nel modo più assoluto su questi temi.

E se per il referendum sono stati spesi milioni di euro per far sapere ai cittadini cosa avrebbero dovuto fare, con i risultati che conosciamo, per educare la popolazione a un comportamento consapevole di fronte alle gravi problematiche di inquinamento di cui soffriamo in Lombardia, Regione non investe un euro. Ci pensano i Comuni, allora, ma il tema rimane: se vogliamo che le misure abbiano efficacia a livello di bacino padano, la regia deve essere complessiva. E i provvedimenti vanno imposti a tutti, non random, altrimenti non otterremo mai nulla.

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Sette domande a Roberto Maroni che Zucchi non farà

Pare che il presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, venerdì sarà a Crema per sostenere la candidatura a sindaco di Enrico Zucchi. Legittimo che sostenga il candidato del suo partito, però in qualità di consigliere regionale del territorio mi piacerebbe – come credo a tutti i cittadini del Cremasco – che il capo del governo regionale approfittasse del suo passaggio per darci delle risposte precise che finora, cioè da quattro anni, sono mancate. Nonostante le numerose sollecitazioni della sindaca di Crema, esistono almeno sette grandi azioni concrete che mancano all’appello. Mi permetto di elencarle, nella consapevolezza che il candidato del centrodestra sarà più intento a crogiolarsi nell’endorsement invece di pungolare il governo regionale come si dovrebbe fare. Al presidente Maroni va spiegato chiaramente che servono fatti e non parole. Di quest’ultime ne ha già usate tante, troppe, anche in questi anni. E i cremaschi si sono stufati.

1) La scuola di CL, un lascito della Giunta Formigoni e di errori commessi dalla precedente Giunta di Crema. Che i cittadini possano davvero pagarne le conseguenze, anche monetarie, è una vergogna inaccettabile. Si tratta di un milione di euro che Maroni sta trattenendo su quanto la Regione deve alla nostra città. Quelli sono soldi dei cremaschi. Tocca alla Regione farsi garante. Venga in città per dirci che strappa l’assegno.
2) Dunas, ovvero la tassa Maroni-Malvezzi: il 29 dicembre 2016, con una delibera di Giunta è stato deciso dalla Regione che i cremaschi pagassero una nuova tassa sugli immobili. Bastava attendere due giorni e dal 1° gennaio non sarebbe stato più possibile. Il Dunas è l’unico Consorzio di bonifica in tutta la Lombardia che è riuscito a far partire il piano di contributi senza avere approvato il piano di bonifica. In pratica, ti chiedono i soldi senza sapere ancora cosa farci. Su questa tassa voluta da Maroni e Malvezzi, Zucchi glisserà? Noi no. Tant’è che questa mattina (giovedì 22 giugno) ho presentato in consiglio regionale un’interrogazione urgente con la quale chiedo al Presidente Maroni di sospendere i pagamenti, in attesa che venga approvato nel 2018 il piano di bonifica. Sul tema del Dunas ho depositato oggi l’interrogazione in allegato.
3) I treni della Lombardia. Ancora l’altra mattina centinaia di pendolari, me compreso, sono rimasi a piedi alla stazione di Crema. Continua a leggere

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Accordo Regione-Rfi entro fine anno

Dopo diverse sollecitazioni da parte degli amministratori locali, Regione Lombardia arriverà a stipulare l’accordo quadro con Rfi per lo sviluppo dei servizi ferroviari entro il 31 dicembre. Ci segniamo la data e verificheremo che alle parole seguano i fatti.

Ci siamo fatti portavoce delle istanze del quadrante della Lombardia orientale (Bergamo–Brescia–Cremona–Mantova). A fronte di una mobilità interna crescente e delle pesanti criticità che si registrano sia sotto il profilo qualitativo che quantitativo, con materiale rotabile circolante scadente e vetusto, l’accordo quadro rappresenta uno strumento utile anche perché consente di individuare le priorità di investimento.

Quindi ci auguriamo che davvero finalmente la Regione proceda a una sua stipula. E ci riserviamo di valutare se i contenuti dell’accordo e anche del protocollo di intesa collaterale annunciato dall’assessore Sorte rispondano effettivamente alle esigenze di miglioramento e riqualificazione della mobilità ferroviaria, soprattutto per quanto riguarda la Lombardia orientale che versa in una condizione particolarmente disastrosa.

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Trasporto ferroviario regionale: puntualità scesa al 77%

binariE’ finita la luna di miele di Sorte e Farisè. E’ il tempo di fare un bilancio del primo semestre della nuova gestione del trasporto ferroviario regionale. Sulla base dei dati raccolti riteniamo che il servizio ferroviario offerto sia ancora largamente insufficiente; rispetto al 90% auspicato da Trenord ad inizio anno  ad oggi l’indice di puntualità nei giorni festivi nelle ore di punta è sceso in tre mesi dall’82 al 77% segnando un ribasso di ben cinque punti percentuali. Per non parlare del numero delle soppressioni, che tanto fanno infuriare i pendolari, che hanno subito sempre nello stesso periodo, un incremento di quasi 150 treni cancellati. Non si può andare avanti così, senza un piano industriale serio e con una gestione da parte della Regione da dilettanti allo sbaraglio: ancora oggi non si conoscono con esattezza quanti treni nuovi circolano sulla rete ferroviaria regionale e quali linee servono, per non parlare di quelli che ancora devono essere immessi sui quali a richiesta ufficiale all’assessore Sorte abbiamo avuto solo risposte vaghe.

L’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Sorte, è un gran chiacchierone; abbiamo lasciato sei mesi di tempo a lui e all’amministratore delegato di Trenord di insediarsi e di operare per il bene dei pendolari lombardi. Tirando le prime somme possiamo dire con certezza che il piano puntualità decantato a gennaio è fallito. Una disfatta che diventa ancor più evidente se si paragonano i dati della Lombardia con il resto del nord Italia: la nostra regione è fanalino di coda: segna uno scarto negativo che varia dai cinque ai dieci punti percentuali. Ad oggi, inoltre, ancora non è dato sapere come verrà riorganizzato il sistema ferroviario una volta concluso Expo. L’unica certezza è il piano di razionalizzazione annunciato per l’intero mese di agosto che svantaggia, e non poco, interi territori: penso ad esempio alla linea Cremona–Crema–Treviglio e alla Cremona–Piadena–Mantova, ed ai collegamenti da Milano verso Bergamo e Brescia.

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Mercatone Uno: crisi aziendale

Mercatone Business srl, la società che gestisce la distribuzione organizzata di mobili, complementi d’arredo e casalinghi e fa parte del Gruppo Mercatone Uno, con sede a Imola, conta, in Lombardia 9 punti vendita, in provincia di Monza, Brescia, Milano, Cremona, Lodi, Como e Bergamo che, allo stato attuale, occupano 400 lavoratori.

Da tempo l’azienda sta attraversando momenti di grave difficoltà e ora ha depositato la richiesta di concordato preventivo in bianco. Oggi abbiamo audito le rappresentanze dei lavoratori e dei territori.

Ci siamo assunti l’impegno di supportare i lavoratori, anche quelli di Madignano di Crema, affinché si attivi al più presto un tavolo presso il Ministero; di monitorare gli esiti della gara per la vendita dell’attività e la possibilità  di anticipazione ai lavoratori delle retribuzioni dei contratti di solidarietà che non stanno percependo. Non solo, anche di monitorare la situazione dell’indotto, che, in realtà, è quello che versa nella situazione più difficile, dal momento che non ha diritto a nessuna copertura.

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“Una cura del ferro per la Lombardia”: convegno PD al Pirellone su mobilità regionale

“Una cura del ferro per la Lombardia”: questo il titolo del convegno tenutosi questa mattina a Palazzo Pirelli ed organizzato dal Gruppo Pd in Regione. E’ stata l’occasione per confrontarsi sul tema della mobilità regionale nel suo complesso e quindi sul sistema ferroviario, l’intermodalità ferro/gomma e il rapporto con il sistema metropolitano milanese con coloro che si occupano in prima persona della materia a vari livelli. Sono intervenuti infatti il presidente della Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati Michele Meta, l’assessore alle infrastrutture e mobilità di Regione Lombardia Alberto Cavalli e l’assessore alla Mobilità del Comune di Milano Pierfrancesco Maran in un dibattito moderato dal consigliere regionale del Pd Raffaele Straniero.

Molti i rappresentanti dei territori presenti, tra gli altri l’assessore ai trasporti del comune di Brescia Federico Manzoni, di Monza Paolo Confalonieri, il sindaco di Lecco Virginio Brivio, per la provincia di Varese Valerio Mariani, il presidente della provincia di Lodi Mauro Soldati, e i sindaci di Vanzago, Nerviano, Somma Lombardo e un delegato del comune di Sermide.

Partendo dall’attualità e dai numerosi disagi registrati in questi giorni per l’eccezionale piovosità, si è voluto fare il punto sullo stato dell’arte del trasporto regionale partendo da quello su cui  sta lavorando a Roma. Il presidente della Commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta, ha spiegato che è in discussione alla Camera una proposta di legge che eleva il diritto al trasporto a rango istituzionale al pari della salute e dell’istruzione pubblica. Una piccola rivoluzione che si rende necessaria in un momento di crisi economica: la mobilità è un diritto fondamentale e pertanto serve garantire risorse adeguate per avere un sistema efficiente non solo su ferro ma anche sui diversi vettori. Inoltre a Roma si sta ragionando per una defiscalizzazione degli abbonamenti ferroviari che permetterà di poter scaricare la spesa dalla dichiarazione dei redditi.

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Questa mattina protesta spontanea dei pendolari a Treviglio dopo la soppressione di 3 treni

Treviglio protesta spontaneaQuesta mattina presso la stazione di Treviglio, in provincia di Bergamo, i pendolari hanno improvvisato una manifestazione di protesta lungo i binari contro Trenord e  le inefficienze del sistema ferroviario regionale che quotidianamente si verificano lungo questa direttrice. Tre treni cancellati nella fascia oraria più calda, quella tra le 7 e le otto del mattino, e i pendolari rimasti a terra, con già 30 40 minuti di attesa, sono stati costretti a salire sul convoglio delle 8,32 con sole tre carrozze su quattro funzionanti.

Questo è l’ultimo di una serie di episodi che vedono protagonisti pendolari stufi della cattiva gestione di Trenord; solo ieri abbiamo discusso in Consiglio Regionale del rinnovo del contratto di servizio a Trenord fino al 2020 voluto dalla Giunta ma che desta non poche perplessità.
L’Assessore Regionale ai Trasporti Del Tenno ieri in risposta alla nostra interrogazione ha sottolineato ancora una volta che Trenord è un progetto valido e come tale si è voluto riconfermarlo. Noi rimaniamo invece perplessi di fronte a tale ostinazione senza che si prenda in seria considerazione l’ipotesi di valutare una strategia alternativa, come quella di mettere a bando di gara il servizio come peraltro già fatto da altre regioni del Nord Italia.

Non si può andare avanti con un servizio ferroviario inefficiente non si investe a sufficienza e i risultati si vedono. Su 40 linee 14 soggette all’erogazione del bonus come rimborso ai disservizi al sistema, due quelle che riguardano la stazione di Treviglio snodo importante per le province di Bergamo Cremona e Brescia (Novara - Milano Passante - Treviglio e Verona – Brescia - Treviglio – Milano). Anche gli indici di puntualità delle linee, per tutti i mesi del 2013, sono inferiori fino al 10% rispetto ai corrispettivi mesi del 2011 e 2012. Ma evidentemente alla Giunta va bene così.

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No alla cancellazione dei treni Milano Venezia

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Treni Milano–Venezia: altro che macroregione del nord, qui solo granducati

rassegna stampa treviglio 231013Stamattina alle 8,30, ho tenuto una conferenza stampa presso la stazione di Treviglio, in provincia di Bergamo, insieme ai consiglieri regionali Jacopo Scandella, Gian Antonio Girelli e Mario Barboni, per dire no alla soppressione delle quattro coppie di treni interregionali che collegano Milano con Venezia, passando per Treviglio, Brescia e Verona e per ricordare i disagi che tantissimi pendolari lombardi vivranno con la già annunciata soppressione prevista dal prossimo 15 dicembre con l’entrata in vigore del prossimo orario invernale. Erano presenti anche diversi amministratori locali, tra questi quelli di Crema, Cremona, Treviglio e Brescia interessati dal problema e i rappresentanti dei comitati di pendolari che si stanno battendo, attraverso una petizione e diverse iniziative sul territorio, per cercare di scongiurare il taglio delle corse.

La scelta del luogo non è un caso: Treviglio è lo snodo centrale di questa linea ferroviaria in quanto è la fermata di interscambio per i pendolari che dalle province di Cremona, Bergamo e Brescia si spostano per motivi di lavoro o di studio verso Verona. La linea ferroviaria Milano-Brescia-Venezia è tra le più frequentate della Lombardia e conta una media di 36.000 viaggiatori al giorno. La scelta intrapresa unilateralmente dal Veneto penalizzerà i tantissimi viaggiatori ma soprattutto elimina in partenza l’opportunità di creare un sistema ferroviario regionale integrato tra due Regioni sorelle nella Macroregione.

Brescia è tra i comuni più penalizzati da questa soppressione: è per natura una città dinamica e questa decisione contraddice le aspettative di tutti coloro che, vista la posizione geografica e il fiorente tessuto economico e culturale, si aspettavano un investimento importante sui collegamenti interregionali. Le alternative al momento non sono all’altezza della domanda, i collegamenti in quelle fasce orarie saranno possibili solo con i treni Freccia Bianca il cui biglietto ha un costo doppio rispetto alla media dei regionali. La nostra proposta è quella che, tutti i treni regionali e non solo le quattro coppie in soppressione, percorrano la tratta Milano–Venezia così da poter avere un reale sistema di trasporto integrato fra regioni, l’esatto contrario di quello proposto da Regione Veneto ed in linea con la tanto decantata Macroregione.

Nella stessa condizione si trova la provincia di Bergamo; se non si troverà un accordo tra il Veneto e la Lombardia su questi 8 treni regionali, non si dovrà più parlare di macroregione del nord ma di granducati in cui ognuno pensa a sé penalizzando in maniera forte tutti quei cittadini che per lavoro, studio o commercio utilizzano queste tratte.

Domani si terrà l’audizione della società Trenord in Commissione Infrastrutture e Territorio, sarà l’occasione per porre il tema a chi sta gestendo questa partita che, a leggere la presa di posizione dell’assessore regionale ai Trasporti veneto, non sembra andare nella direzione sperata. Chiederemo conto anche dove si andranno a posizionare i 62 nuovi treni annunciati settimana scorsa  anche se poi di nuovo c’è ben poco visto che 40 degli stessi su 62 erano stati già annunciati al momento della sottoscrizione del vecchio contratto di servizio nella precedente legislatura e mai messi in rete. In un momento in cui  vi sono sempre meno risorse a disposizione la Regione deve fare scelte forti, e per noi una scelta forte è quella di investire sulla mobilità su ferro per il trasporto di persone e di merci: più treni con carrozze pulite e efficienti. Dal canto nostro proveremo a farlo già dalla prossima seduta di bilancio prevista a dicembre.

Per informazioni sulla “staffetta” organizzata dal comitato dei pendolari che si terrà venerdì, consultare il sito.

In allegato la nota stampa che ricostruisce la situazione soppressione Treni Milano-Venezia

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Treni: conferenza stampa del Pd regionale, domani a Treviglio

binariDomani, mercoledì 23 ottobre, alle ore 8,30, con i consiglieri regionali del PD Gian Antonio Girelli, Jacopo Scandella, Mario Barboni e Corrado Tomasi terrò una conferenza stampa presso la stazione ferroviaria di Treviglio, in provincia di Bergamo, in merito alla già annunciata cancellazione, dal prossimo 15 dicembre, di quattro coppie di treni interregionali che oggi collegano Milano con Venezia. Ognuno dei noi rappresenterà le istanze dei pendolari del proprio territorio, e quindi di Brescia, Bergamo e Cremona, colpiti dal provvedimento voluto dalla Regione Veneto e sul quale la Regione Lombardia non ha, ad oggi, trovato una soluzione.

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