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Corso di laurea in Infermieristica: la giunta riveda le regole e riconosca il contributo agli allievi

Dare voce alla richiesta ricevuta dagli studenti del corso di laurea in Infermieristica. Ho scritto all’assessore alla sanità Gallera per porre alla sua attenzione un problema importante che riguarda il corso di laurea in Infermieristica, fondamentale dal momento che copre un comparto in costante carenza di organico.

Fino all’anno accademico 2014/2015 ad ogni nuovo studente iscritto al primo anno del percorso di studio in oggetto era riconosciuto un contributo di 800 euro; un sostegno per merito, trasferito allo studente in relazione agli esami sostenuti. Tale misura, nel consentire agli allievi di compensare le spese di frequenza, conferiva valore alla professione, contribuendo al tempo stesso a contrastare la carenza del personale del comparto.

Tuttavia, con le Regole di Gestione del servizio sociosanitario per l’esercizio 2016, la Giunta ha disposto che non venga più riconosciuto alle Asst, sedi del corso di studio, l’onere derivante dall’erogazione del contributo in oggetto. Eppure la carenza di organico di tale comparto è cosa nota; inoltre gli studenti, durante il percorso formativo, sono anche impegnati sul campo arginando il bisogno di personale.

Confidiamo pertanto che, sebbene ormai al termine della Legislatura, la Giunta voglia rivedere con provvedimenti urgenti, che prevedano nuovamente il riconoscimento del contributo per l’immatricolazione agli allievi infermieri, le disposizioni prese con la delibera delle Regole del 2016. Diversamente sarà un nostro impegno nel governo di Regione Lombardia.

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Carceri, visita alla Casa Circondariale di Cremona

Oggi coi colleghi della Commissione Speciale Carceri, sono stato in visita alla Casa Circondariale di Cremona.
Sono rimasto colpito positivamente perché, rispetto alle visite del 2012 e del 2014, oggi i lavori di messa a norma e di copertura delle sezioni E e F sono stati portati a termine e quindi finalmente il penitenziario è utilizzabile integralmente. Mancano ancora i finanziamenti per completare i lavori del secondo piano della caserma che speriamo possano essere presto conclusi perché abbisognano di interventi di manutenzione straordinaria.

Il penitenziario conta oggi 450 carcerati che sono in calo rispetto a un anno fa. Lo scorso anno sono state toccate punte dell’83% per la presenza di detenuti stranieri che quest’anno si è invece stabilizzata al 60%.

Mi pare di aver colto che le cose procedano nel senso dell’integrazione. Stiamo andando nella direzione giusta, anche per il recupero di alcuni spazi che permettono di far vivere la condizione del carcerato in modo più sereno e di migliorare anche la possibilità di lavoro degli operatori. Infine, dopo una fase di scollamento con il territorio, ora, con l’amministrazione comunale, si sta siglando un protocollo.
Positiva la collaborazione con il Comune e con l’Asst e il vicino ospedale.

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POT Robbiani- Soresina: entro giugno apertura e risorse

Entro la fine di questo mese, stando alle dichiarazioni del sottosegretario Cioppa in Consiglio regionale, finalmente verrà messo a regime il presidio ospedaliero (POT) del Nuovo Robbiani di Soresina.
All’interno del “Nuovo Robbiani” di Soresina, Regione Lombardia aveva deciso di stabilire, già nel 2013, un presidio ospedaliero territoriale, per la gestione delle attività di dialisi, prelievi, day surgery, chirurgia a bassa complessità e attività sub acute, comprensive di 30 posti letto.  All’incirca un anno fa la Regione aveva poi deliberato la collocazione, a Soresina, del POT.  Con la riforma sociosanitaria, il POT è stato posto dentro un processo di conversione gestionale dall’Azienda Ospedaliera di Crema alla attuale ASST di Cremona.
Il 31 maggio c’è stata l’approvazione della delibera che stabilisce la continuazione della sperimentazione gestionale pubblico-privata del Presidio Ospedaliero all’interno della neo costituita Asst di Cremona; entro la fine del mese il POT vedrà l’apertura e riceverà le risorse necessarie a non far morire l’intera struttura sanitaria.
Oggi in Aula c’è stata la risposta della Giunta alla mia interrogazione.
Il primo martedì di luglio, se il 30 giugno non fossero rispettate le promesse, sarò ancora qui con una nuova interrogazione urgente.

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Petizione per il rilancio dell’ospedale Oglio Po

Alloni e consiglieri PD sanità incontro per Oglio Po 2
Una delegazione del Comitato per la difesa ed il rilancio dell’ospedale dell’Oglio Po è stato ricevuto ieri nel tardo pomeriggio in Consiglio regionale da me e dai consiglieri del Pd Sara Valmaggi, Carlo Borghetti, Mario Barboni, Luca Gaffuri ed Enrico Brambilla e da Andrea Fiasconaro del M5S. Per il comitato, promotore di una petizione che ha raccolto quindicimila firme di cittadini del territorio, erano presenti Francesco Maldera, Serenella Taraschi e Carlo Barbiani, accompagnati dal sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio, in rappresentanza dei trenta comuni del territorio interessato, e dal dottor Luigi Borghesi, primario all’ospedale Oglio Po.
Sul territorio dell’Oglio Po c’è una realtà che va salvaguardata e la petizione popolare così come gli amministratori di ogni parte politica vanno in questa direzione. La costituzione di un ambito distrettuale che sia a cavallo delle due ASST e che mantenga la pediatria, il punto nascita e l’ortopedia, recuperando l’ospedale di Bozzolo come presidio riabilitativo ed istituendo un presidio socio sanitario territoriale presso l’ex ospedale di Viadana è una proposta ragionevole che incontra le necessità di un territorio che ha una sua specificità e una sua storia.

 

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Riforma Sanità: Asst di Crema autonoma

Domani si dovrebbe chiudere il lungo percorso della riforma della sanità lombarda. Dopo una lunga ed estenuante battaglia che ha visto sul campo, per giorni consecutivi, anche i sindaci del cremasco, in prima linea in Aula, in difesa del territorio, sono riuscito a strappare l’istituzione della Asst di Crema.

L’abbiamo ottenuta grazie al presidio dei sindaci che non hanno mancato di portare a Maroni tutta la contrarietà del territorio sulla riorganizzazione della rete che avrebbe eliminato il distretto cremasco e al mio emendamento, il primo tra le centinaia che abbiamo presentato, che chiedeva l’istituzione, all’interno della ATS della Val Padana, anche di una Asst cremasca comprendente il territorio e i presidi ospedalieri costituenti il distretto ASL di Crema.

Una riforma va infatti condivisa con tutti i portatori d’interesse, a cominciare dai cittadini, dagli amministratori locali, dai sindacati, dai medici di medicina generale. Almeno per quanto riguarda il cremasco siamo riusciti a raccogliere le istanze che arrivavano dal basso, correggendole appena in tempo. Per il resto questa riforma non ci piace e non ha a che fare con il modello che noi avevamo proposto. Resta dunque la contrarietà Pd sull’impianto generale.

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Riforma sanità: grazie all’ostruzionismo miglioreremo la riforma

Grazie al fatto che il Pd e le opposizioni hanno presentato 24mila ordini del giorno e emendamenti, anche perché non è stato possibile il confronto in commissione, il risultato dato dall’ostruzionismo comporterà il miglioramento del provvedimento.

Siamo stati costretti a usare questo sistema per confrontarci e siamo riusciti comunque a migliorare la legge. Se Maroni e il relatore della legge hanno accettato oggi dieci punti su cui lavorare insieme alla minoranza, significa che c’era un margine di miglioramento.

Su Crema il Pd ha fatto la propria parte (con la presentazione di un emendamento a firma mia); insieme ai sindaci, la cui presenza in Aula durante 4 giorni di Consiglio regionale è stata evidentemente notata, tant’è che l’assessore Mantovani e alcuni consiglieri di maggioranza hanno cambiato parere su un ridisegno che inizialmente prevedeva, con la firma dell’Ncd, l’accorpamento dell’ospedale di Crema nell’Asst di Cremona e quindi la perdita della sua autonomia. E comunque, mi interessa certo che al cremasco venga riconosciuta l’autonomia ma sono nel contempo interessato a ottenere una legge all’altezza di una riforma, che tenga conto delle questioni fondamentali per i cittadini, ossia la revisione dei ticket per reddito, più controlli, l’abbattimento delle liste d’attesa, le nomine per competenza e non per appartenenza politica.

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Riforma Sanità: serve una asst per Crema

La riorganizzazione territoriale attuata dal sistema sociosanitario lombardo da Maroni potrebbe ancora essere rivista. Almeno per la provincia di Cremona. Su questo contano, con la loro presenza, i sindaci del cremasco che da due giorni presenziano alla discussione in Aula con la fascia tricolore.

Crema deve essere autonoma. Sembra che se ne sia finalmente accorto anche l’assessore alla Sanità Mantovani, se oggi, nel suo intervento, a chiusura della discussione generale, ha richiamato la presenza dei nostri sindaci in Aula. Ricordo che il primo emendamento tra le migliaia che il Pd ha presentato è proprio quello che chiede di istituire, all’interno della ATS della Val Padana anche la Asst di Crema comprendente il territorio e i presidi ospedalieri costituenti il distretto ASL di Crema; questa riforma è monca.

Come si fa infatti a parlare di aggregazioni territoriali se non si ragiona sulle aree vaste? Era opportuno partire proprio da questo. Si mettono insieme territori che nulla c’entrano l’un con l’altro. Cremona e Mantova non hanno niente a che spartire. La soluzione da portare a casa è quella di costituire almeno 3 Asst, Cremona, Mantova e Crema.

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Riforma Sanità: chiediamo l’istituzione della asst di Crema

i 12 sindaciStamane una dozzina di sindaci del cremasco ha partecipato alla prima seduta d’Aula dedicata alla Riforma della Sanità lombarda per portare a Maroni tutta la contrarietà del territorio sulla riorganizzazione della rete che toglierebbe l’autonomia all’ospedale di  Crema.

E’ significativo che il primo emendamento tra le migliaia che abbiamo presentato sia proprio quello che chiede di istituire, all’interno della ATS della Val Padana anche la Asst di Crema comprendente il territorio e i presidi ospedalieri costituenti il distretto ASL di Crema; questa riforma andava condivisa con tutti i portatori d’interesse, a cominciare dai cittadini e dai sindaci, dai sindacati, dai medici di medicina generale.

Non si può pensare di calare dall’alto una riorganizzazione che incide sulle comunità locali, senza ascoltarne davvero i bisogni. Invece non c’è stato vero confronto, perciò, chiediamo ancora una volta a Maroni di tornare indietro. Di raccogliere, per la provincia di Cremona, le istanze che arrivano dal basso, ripensando alle scelte fatte e correggendole. Partendo dall’ospedale di Crema.

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