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Mense scolastiche: per maggioranza e m5s non è un momento educativo

Il voto di questa mattina sulle mozioni sulla questione del pagamento delle rette delle mense scolastiche, sollevato in questi giorni dal caso Corsico ha visto la maggioranza che governa Regione Lombardia alleata con i Cinquestelle per disconoscere il servizio di ristorazione scolastica come momento di crescita educativa.
Come Pd abbiamo presentato un’interrogazione a risposta immediata in cui chiedevamo che la Regione ci spiegasse come intende attivarsi per far pagare chi è realmente moroso e tutelare, invece, il diritto alla mensa, che rientra nel più ampio diritto allo studio, di chi non può davvero pagare il servizio.

La risposta non si è fatta attendere: pur riconoscendo che questi diritti esistono e assicurando, per voce dell’assessore all’Istruzione Aprea, che Regione farà la sua parte, Giunta e maggioranza hanno bocciato la mozione del Patto Civico in cui si chiedeva di non discriminare i bambini, soprattutto platealmente, di fronte agli altri compagni, e approvato l’insensata mozione del M5s che suggerisce di lasciare libera scelta a coloro che il pranzo se lo vogliono portare da casa, togliendo di fatto ogni responsabilità all’istituzione pubblica.

E Corsico è solo uno dei tanti casi, ecco perché bisogna trovare una soluzione generale al problema. Il Pd ha anche suggerito di ricorrere a tutti i mezzi possibili per riscuotere il dovuto da quelle famiglie che possono permetterselo, ma non lo hanno fatto. E i sistemi ci sono, come sanno quanti di noi hanno fatto gli amministratori e come dimostra l’operato di molte altre amministrazioni comunali. Ma è inaccettabile il ricatto morale nei confronti dei bambini e delle bambine, soprattutto in un momento in cui esercitano il loro diritto allo studio, dentro il quale c’è anche la refezione scolastica intesa come momento educativo.

I motivi del no alla mozione cinquestelle sono, dunque, chiari: dal nostro punto di vista è un valore garantire a scuola quello che per alcuni bambini è l’unico pasto della giornata. Mentre lasciare una finta libera scelta, che vuol dire solo lavarsi le mani di un problema sociale ben più grave e che coinvolge, loro malgrado, i più piccoli, significa non essere rispettosi dei più fragili.

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Scuola Charis: per la scuola di CL pagherà la comunità di Crema

IMG_3590Si è parlato della scuola della Fondazione Charis, ieri, in Consiglio regionale, grazie a un’interrogazione a risposta immediata che ho presentato, sull’istituto scolastico che doveva nascere a Crema, a cura e spese della Fondazione Charis, cioè Comunione e Liberazione, che, però, a febbraio 2013, ha comunicato di avere avviato la procedura di liquidazione volontaria non essendo più in grado di reperire le risorse per completare l’opera.

Opera ideata e realizzata da don Mauro Inzoli, leader carismatico di Cl, confessore personale dell’ex presidente Formigoni, parroco della parrocchia Santa Trinità di Crema. All’epoca il progetto prevede la costruzione di un enorme edificio destinato a ospitare diverse scuole. La Regione assicura un finanziamento, ipotetico, di  4 milioni e 500mila euro e immediato di 1 milione di euro. L’assessore regionale alla partita è il cremasco Giovanni Rossoni. E la procedura di individuazione dell’opera scolastica da finanziare avviene in tempi da record: il 26 marzo 2008 il sindaco di centrodestra Bruno Bruttomesso invia un fax a Regione Lombardia; il 28 marzo, due giorni dopo, la Giunta comunale approva uno schema di protocollo con Fondazione Charis e con Regione Lombardia per l’utilizzo di contributi a valere sulla legge regionale 1/2000; nella stessa giornata Regione Lombardia, Comune e Fondazione Charis sottoscrivono lo stesso protocollo. Il tutto avviene con una trasferta a Crema di Regione Lombardia.

I lavori partono nel 2009. Ma solo ora la Regione si accorge che, diversamente da quanto scritto nelle delibere e da quanto convenuto con Charis e Comune, si deve parlare di ‘lotto funzionale’ a svolgere la funzione di formazione scolastica superiore e non più, come era avvenuto fino a quel momento e come dice l’accordo negoziale sottoscritto il 17 giugno 2009, ‘a titolo di compartecipazione alla spesa di euro 8.992.179,99 del primo lotto dei lavori di cui alla delibera di approvazione del progetto definitivo’. E ancora che ‘il Comune erogherà a Charis il contributo assegnato nei limiti delle somme effettivamente trasferite dalla Regione’. Sulla base di questa mutata interpretazione Regione chiede al Comune la restituzione del milione erogato.

Charis, infatti, ha già avviato la procedura di liquidazione perché il leader di Cl, don Mauro Inzoli, viene rimosso da parroco e dismesso dallo stato clericale con sentenza della Congregazione per la dottrina della fede, nel dicembre 2012, per fatti riconducibili al reato di pedofilia.
Ho chiesto all’assessore regionale all’Istruzione Aprea se la Regione non intenda bloccare questa procedura di riscossione coatta di un credito non esigibile e non ne voglia accertare l’insussistenza rimanendo in attesa che il liquidatore, tra l’altro indicato dalla stessa Regione, riconosca l’eventuale restituzione del contributo a suo tempo erogato alla Charis.

L’assessore, per conto della Giunta, ha risposto in sostanza che la discussione è ancora aperta, ma la Regione non sottovaluta i danni che potrebbero nascere da decisioni affrettate nei confronti del Comune di Crema. Spiegazione che non mi ha per nulla soddisfatto, perché l’assessore parla di proposta in discussione, ma a me risulta che ci siano decreti di Regione Lombardia che chiedono già la restituzione, tant’è che sono già stati trattenuti 200mila euro su contributi che dovevano essere trasferiti al Comune. Il quale ha come unica possibilità di riconoscere il debito fuori bilancio, sforando di fatto il patto di stabilità e mettendo in difficoltà le famiglie cremasche.
Ma l’accordo era stato fatto da Regione e Fondazione Charis, e ora la prima chiede indietro il milione praticamente alla comunità di Crema che nell’operazione non c’entrava nulla!.

Chiedo che la Regione riconosca la propria  responsabilità e attenda che il liquidatore della Charis possa mettere in vendita tutto il patrimonio disponibile, così da recuperare il contributo erogato più di 5 anni fa alla stessa Fondazione.

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Scuola Fondazione Charis: discussione rinviata per l’assenza dell’assessore

La discussione della mia interrogazione a risposta immediata sulla scuola della Fondazione Charis è stata rinviata al prossimo Consiglio regionale in tema di atti di indirizzo e controllo per l’assenza dell’assessore regionale all’Istruzione, impegnata per motivi istituzionali.

Proprio stamattina doveva essere trattata la question time sulla vicenda della scuola che chiedeva all’assessore se la Regione non intenda accertare l’insussistenza del credito verso il Comune di Crema riattivando tutti i contributi sospesi e anche con un confronto per decidere del destino di una struttura realizzata per circa la metà del progetto iniziale, con una spesa certificata di quasi 18 milioni di euro, da adibire ad attività scolastiche e di formazione per la quale sono state già indennizzate risorse importanti che potrebbero essere valorizzate per fornire servizi essenziali per il territorio.

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Bando Learning Week: ancora un bando on line che non funziona

Ancora un bando online di Regione Lombardia che non funziona: oggi ci sono state segnalazioni degli istituti scolastici interessati, riguardo all’impossibilità di partecipare all’accesso ai percorsi Nuova Learning Week.

Questi ultimi sono finalizzati a promuovere, attraverso lo strumento della Dote, settimane di studio, apprendimento, acquisizione di esperienze e sviluppo di relazioni, in modalità intensiva full immersion, anche residenziali. La domanda doveva essere presentata dalla scuola attraverso il Sistema informativo “Finanziamenti on line”, raggiungibile a un indirizzo web dedicato.

Le scuole ci hanno informato che l’11 marzo è stata pubblicata sul Burl, il bollettino ufficiale di Regione Lombardia, la data di prenotazione delle Doti Learning Week, fissata per il giorno successivo. Di fatto, si è limitata la possibilità per gran parte degli interessati di raccogliere la documentazione necessaria in un tempo così breve.
Quindi cosa è successo? Nel momento in cui gli interessati hanno proceduto all’inserimento della offerta formativa con una data di inizio e fine del progetto, il portale di Regione Lombardia ha risposto con un messaggio di errore perché serviva un numero minimo di 6 giorni, ovviamente impossibile visto che l’iscrizione stava avvenendo un giorno per l’altro. Solo facendo praticamente un falso in atto pubblico, e cioè dichiarando date non reali con la tempistica richiesta, era possibile procedere.

Ulteriori blocchi per un errore di sistema confermato dalla stessa assistenza web, altri messaggi di errore nella protocollazione e nell’inserimento di allievi già con doti precedenti, hanno fatto il resto.
I responsabili di questi istituti scolastici mi hanno chiesto senza mezzi termini come si possa puntare su una scuola digitale quanto la Regione più importante d’Italia ha problemi informatici di questo tipo.
Perciò ho presentato un’interrogazione con risposta in VII Commissione Istruzione da parte dell’assessore regionale Aprea.

Chiediamo spiegazioni sulle procedure di accesso alle doti, ma anche come l’assessore intenda intervenire a fronte delle segnalazioni arrivate. Una cosa è certa: il sistema di assegnazione dei finanziamenti alle scuole, così come è pensato, in Lombardia non funziona. Ma invece di preoccuparsi di risolvere una volta per sempre e in modo strutturale la situazione che il Pd sta denunciando da anni, la Regione si limita a comunicare agli interessati, e in giornata, che si sono allungati i tempi e sono state stanziate nuove risorse (6,5 milioni per Learning Week e 8 milioni per Generazione Web). Un modo per dare un contentino, si capisce, ma non si può continuare così.

Perché queste risorse, che evidentemente ci sono, non vengono messe subito a disposizione, visto che oltre tutto sono destinate ai nostri giovani? E perché non ci si mette a un tavolo, assieme, per risolvere la faccenda una volta per tutte?

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Duce nei moduli: necessari piu’ controlli

Si è parlato del nome di Benito Mussolini nei moduli online di Regione Lombardia, oggi, giovedì 13 marzo 2014, in VII Commissione Cultura e Istruzione. La spiacevole vicenda, avvenuta tra l’altro a ridosso del Giorno della Memoria, è stata sollevata da un’interrogazione del Gruppo regionale del Pd, di cui sono firmatario, cui avrebbe dovuto dare risposta l’assessore all’Istruzione Aprea, assente per gli impegni di Giunta.
Ma i tecnici della Direzione hanno dato tutte le spiegazioni del caso: intanto è stato ribadito che il modulo esemplificativo era dentro un manuale destinato alla esclusiva consultazione dei Centri di Formazione Professionale. Ma questo non diminuisce la gravità del fatto, come riconosciuto dallo stesso assessorato. Il quale ci ha assicurato di aver avviato una verifica interna, anche rispetto a Lombardia Informatica che risultava aver predisposto il manuale. A sua volta, l’agenzia regionale ha fatto sapere che il responsabile dell’accaduto era un lavoratore di una società fornitrice di servizi informatici, prontamente allontanato dalle attività che avessero a che fare con la Regione.

Quindi, il nome del Duce, anche nella versione femminile, è stato un atto arbitrario, come ha detto l’assessorato, ma ciò non toglie che l’attenzione, d’ora in poi, deve essere molto più elevata.
Auspichiamo che Regione Lombardia concordi procedure di maggior controllo per evitare che si ripetano fatti che pregiudicano la credibilità dell’istituzione.

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Scuola: il nome del duce nei moduli online della Regione

Un “increscioso avvenimento” che però fa riflettere, per il quale ho presentato un’interrogazione in VII Commissione Istruzione del Consiglio regionale.
E’ quanto accaduto il 27 gennaio scorso, Giorno della memoria: al momento dell’iscrizione ai centri di formazione professionale sul portale di Regione Lombardia, per compilare online le iscrizioni è circolato un facsimile della domanda in cui veniva riportato il nome del Duce e della ‘sorella gemella’. L’esemplificazione pubblicata è stata diffusa sul portale della Regione Lombardia a coloro che accedevano al manuale per la consultazione dei centri di formazione.

Lo stesso assessore ha avviato un’indagine volta a individuare le relative responsabilità e ha definito l’incidente gravissimo e inammissibile. Ciò non toglie che il Gruppo del Pd si sia fatto portatore dello sdegno e allo stesso assessore chieda di conoscere le responsabilità di questo atto increscioso e come sia stato possibile che non vi fosse controllo nella pubblicazione dei moduli, ma anche come intenda procedere affinché non si verifichino più incidenti di questo genere in futuro.

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Bando Generazione Web: Aprea e Maroni ci dicano chi ha preso i soldi

Un bando che si apre on line, poche ore per poter partecipare, la linea che si blocca e quando tutto funziona di nuovo non è più possibile partecipare. E’ la storia dei cosiddetti “click day” di Regione Lombardia, ma questa volta chi ne è rimasto vittima non ci è stato: tra le tantissime scuole che ci hanno provato, l’Istituto Tecnico Pacioli di Crema sta denunciando in tutte le sedi quanto avvenuto poche settimane fa in merito alla procedura relativa al bando Generazione Web Lombardia 2014.
La scuola cremasca, che ha già scritto in merito all’assessore regionale all’Istruzione Aprea e ai responsabili del servizio, ha tentato di partecipare all’assegnazione dei contributi on line, ma, appunto, non c’è stato verso, impossibilitata a connettersi con le pagine per la procedura. E quando tutto, verso sera, si è sbloccato, gli 8 milioni di euro stanziati erano già stati assegnati.

Non è la prima volta che si verificano blocchi alle procedure di finanziamenti dei bandi attraverso la piattaforma Gefo, quella che usa Regione Lombardia, proprio per bandi in cui la tempistica di presentazione è fondamentale per accedere al finanziamento. Per questo ho presentato un’interrogazione all’assessore da cui attendo risposta in VII Commissione Consiliare Cultura e Istruzione.

E alla Giunta Maroni chiedo di sapere, in virtù della trasparenza amministrativa intesa come principio di imparzialità, l’elenco delle scuole che sono riuscite a iscriversi e a presentare il progetto richiesto; come intenda intervenire a fronte delle segnalazioni di mal funzionamento della piattaforma Gefo, e quindi di procedere all’annullamento della procedura adottata che non ha consentito a tutti i partecipanti di concorrere alla richiesta del finanziamento; se non ritenga opportuno modificare una procedura che non permette la corretta valutazione del merito dei progetti presentati e dei soggetti richiedenti.

Interrogazione Bando generazione Web

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Ex scuola Cl di Crema: Regione Lombardia si faccia carico del problema

Oggi ho accompagnato una delegazione del comitato promotore per il riuso dell’ex scuola Cl di Crema dall’Assessore alla Scuola e Formazione Valentina Aprea per far presente la richiesta di riutilizzare l’edificio  invece di lasciarlo andare all’abbandono e al degrado. La richiesta è supportata da oltre 4000 firme.

Non riconvertirla rappresenterebbe un inutile spreco di denaro pubblico; Regione Lombardia si faccia carico del problema e valuti attentamente se l’edificio può ospitare un nuovo polo scolastico in luogo di quello che si vorrebbe realizzare nel quartiere di S. Bartolomeo, sempre a Crema.

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Tamoil: finalmente Regione Lombardia convoca il tavolo

Il Tavolo Regionale di Monitoraggio sull’accordo Tamoil del 2 aprile 2011 è fermo da tempo; da tempo avevo chiesto a Regione Lombardia di convocarlo al più presto, a maggio all’assessore al Lavoro Aprea, con una lettera e qualche settimana fa con un’interrogazione depositata in IV Commissione Attività Produttive.
Oggi il risultato è stato ottenuto: martedì 22 ottobre, l’atteso incontro finalmente si terrà.

Abbiamo ottenuto l’effetto sperato. Ricordiamo che è da quasi un anno che il Tavolo non viene convocato, eppure il tema è molto importante perché oltre a contenere una serie di impegni in merito al ripristino delle aree esterne e alla bonifica delle aree interne, stabilisce una serie di misure che riguardano i lavoratori, con l’approssimarsi della scadenza della Cigs.

Mi auguro che il 22 sia l’occasione di analizzare a fondo l’andamento degli impegni sottoscritti.

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Tamoil: Regione Lombardia convochi il tavolo di monitoraggio sull’accordo

Il Tavolo regionale di monitoraggio sull’Accordo Tamoil del 2 aprile 2011 è fermo, ragion per cui, dopo aver scritto, ancora a maggio, una lettera di sollecito all’Assessore Regionale al Lavoro Aprea, oggi ho depositato un’interrogazione in IV Commissione Attività Produttive.

Ricordo che a seguito dell’accordo sottoscritto in data 1 aprile 2011 tra Regione, Ministero dello Sviluppo economico, Provincia di Cremona, Comune di Cremona, Rsu e la società Tamoil, come previsto dagli impegni di ordine istituzionale, Regione Lombardia ha istituito un tavolo tecnico di confronto con il compito di verificare almeno 4 volte l’anno l’andamento di tutti gli impegni. A oggi, a distanza di due anni, sono stati convocati solo quattro incontri, il 19 dicembre 2011, il 26 aprile 2012, il 19 luglio 2012 e il 7 novembre 2012.

Quindi, da 10 mesi non viene convocato da parte della Regione, alcun incontro. Eppure sarebbe oltre modo importante, come hanno sottolineato in un’analoga richiesta le organizzazioni sindacali, affrontare la questione in questo momento perché causa una forte preoccupazione per l’evoluzione critica del settore energetico, legata alla crisi dei consumi, e per l’approssimarsi della scadenza della Cigs. Anche per ciò, nell’interrogazione chiedo all’assessore Aprea il rispetto degli impegni attraverso la convocazione del tavolo tecnico, verificando l’andamento dell’accordo sottoscritto e la coerenza con quanto assunto nello stesso.

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