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C’è un tempo per ogni cosa

Dal prossimo 5 marzo sarò ufficialmente in pensione.
“Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo. C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante”.

Si lo so, esagero nello scomodare la Bibbia, ma questo passaggio della Sacra Scrittura rende bene quello che è il mio pensiero e i miei sentimenti in questo momento. C’è un tempo per lavorare con impegno, forza, tenacia e passione e un tempo dove è bene e giusto che siano altri a farlo. E’ moralmente e eticamente giusto e, visto il ruolo svolto in questi anni, politicamente corretto. Sono stanco di fare il consigliere regionale? Si, lo sono, del resto gli anni ci sono e la forza con la quale in passato riuscivo a “saltare i fossi per lungo” non c’è più. Ma non è questa la molla che ha fatto scattare il mio passo indietro o meglio la decisione di smettere la politica e il ruolo di dirigente a tempo pieno. No! Ho 62 anni, mi sento ancora forte e deciso nel perseguire quei valori che a 16 anni mi avevano convinto a spendere risorse e energie per una società migliore, più giusta. Sono le stesse motivazioni e idee che a 22 anni mi avevano catapultato a fare il Sindaco, più giovane d’Italia, nel mio Paese.

Mi fermo perché è giusto lasciare il posto ad altri, a partire dai più giovani, che hanno più forza e determinazione. Mi fermo, appunto, perché c’è anche un tempo per farlo. Mi fermo, coerentemente con quello che già avevo deciso 5 anni fa, al momento dell’insediamento in Consiglio regionale. Mi fermo con gli incarichi e i ruoli ufficiali e formali. Ma continuerò a dare una mano affinché i miei figli, i miei nipoti, l’Italia nel suo insieme, diventi il “Migliore Possibile dei Mondi.”

Che il mondo migliori ne abbiamo bisogno tutti: i giovani e i lavoratori senza occupazione, le famiglie che hanno persone non autosufficienti in casa, le imprese con una pressione fiscale esagerata, l’aria che è troppo inquinata, specie qui in Pianura Padana. E poi il concetto di solidarietà e di aiuto ai diversi che ci sta sfuggendo di mano, anche per colpa di partiti e candidati vergognosamente razzisti e che teorizzano una giustizia fai-da-te.

Sono stati anni complicati; coloro che pensano che fare politica sia un passatempo si sbagliano di grosso. Nella mia vita, per quasi 15 anni, ho fatto il fabbro. Un lavoro pesante e faticoso che è nulla rispetto alla “fatica” del dirigente politico, che ti obbliga alla presenza 24 ore su 24, feste comprese; che ti chiede scelte responsabili perché toccano gli interessi di tanti, che ti costringe a tenere conto delle sensibilità e delle diversità altrui. Certo, sto parlando della Politica con la P maiuscola, quella che privilegia i valori fondamentali e le idee migliori in luogo degli interessi di parte. Attraverso il rispetto di un Etica che ho sempre messo a confronto dapprima con la mia coscienza.

E’ d’obbligo un grazie ai tantissimi che mi hanno dato una mano e ai tanti che ho incontrato in questi anni. Non faccio nomi, non posso. Sono, siete, in tanti!

La politica e le responsabilità che ho svolto mi hanno migliorato, almeno questo è il mio pensiero. E’ stata una scuola di vita, e sono contento di avere cominciato giovanissimo.

Ed è l’auspicio con il quale voglio chiudere questo pistolotto. Mi rivolgo ai giovani per chiedere loro di occuparsi di Politica; la Politica è l’essenza della democrazia. La Politica è lo strumento con il quale si trovano le soluzioni: la “Bella Politica” è quella che trova le migliori, partendo dai temi più banali fino a quelli più grandi che riguardano le guerre e la pace nel mondo.

Ecco perché il 4 Marzo si deve andare a votare e votare per i Partiti e i candidati che garantiscono percorsi virtuosi per il nostro paese. Io voto naturalmente per il Pd; per la Regione le mie due preferenze andranno a Matteo Piloni, bravo assessore qui a Crema e per la giovane Vice sindaco di Rivolta D’Adda Elisabetta Nava. In Parlamento il mio voto andrà per la Camera alla tenace assessore cremonese Alessia Manfredini e al Senato l’ingegnere Valentina Lombardi di Soncino.

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Il PD torna nelle stazioni e comincia dalla Cremona-Brescia

Come avevo annunciato, mi sono presentato questa mattina alle 7 alla stazione Fs di Olmeneta (tratta Cr-Bs) per incontrare i pendolari di una delle linee più martoriate della Lombardia. Insieme a me, il collega del Patto Civico Michele Busi, il sindaco di Olmeneta Renzo Felisari e l’assessore ai trasporti del comune di Cremona Alessia Manfredini. Abbiamo incontrato poi i pendolari e il sindaco di Verolanuova in territorio bresciano.

Invece di andare avanti, torniamo indietro. Altro che treni nuovi, qui non c’è alcuna traccia delle promesse di Sorte, si assiste solo a un degrado che aumenta ogni giorno. Qui a Olmeneta la stazione è in condizioni disastrose: senza porte, senza finestre, senza servizi igienici e senza luce.

Servono sicuramente nuovi treni che chissà quando arriveranno, ma ci vogliono anche risorse per le infrastrutture, per recuperare il degrado totale in cui versano queste stazioni e per il raddoppio selettivo del binario da Cremona a Olmeneta, già progettato un secolo fa da chi costruì la linea per velocizzare il collegamento con le due linee che da questo punto si diramano: quella verso Brescia e quella verso Crema-Treviglio.

In merito agli interventi urgenti necessari su questa linea disastrata una ventina di giorni fa ho depositato – insieme ai colleghi di Brescia Gian Antonio Girelli, Corrado Tomasi e Michele Busi e al collega di Bergamo Jacopo Scandella – un’interpellanza a cui l’assessore Sorte è chiamato a rispondere in aula consiliare, probabilmente nella prima seduta dopo le vacanze estive.

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Treni e problemi: il Pd ritorna nelle stazioni

Martedi 25 Luglio sarò presente alla stazione Fs di Olmeneta (tratta Cr-Bs), dalle ore 7.10 del mattino per incontrare i pendolari di una delle linee più martoriate della Lombardia.

Saranno presenti anche il sindaco di Olmeneta Renzo Felisari e l’assessore ai trasporti del comune di Cremona Alessia Manfredini.

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Centrodestra: No a una barriera verde intorno al deposito Trenord

Con il No della maggioranza il Consiglio regionale ha bocciato questo pomeriggio un ordine del giorno, che ho presentato oggi, in cui chiedevo alla Giunta di impegnarsi, in accordo con il comune di Cremona, per la realizzazione di una barriera per limitare i disagi dei cittadini, residenti nell’area limitrofa all’officina di Trenord, reperendo fondi in bilancio per la sua progettazione e messa in opera.

Il documento fa sue le richieste che i residenti della zona ci hanno rivolto in un incontro tenutosi sabato scorso assieme all’assessore comunale ai trasporti Alessia Manfredini.

Su 180 treni presenti nel deposito cremonese di Trenord 60 sono a diesel. Questo si traduce in inquinamento sia acustico che ambientale al quale i cittadini hanno chiesto di porre rimedio recuperando dei fondi in bilancio per la costruzione di  barriere verdi.

Prendiamo atto che i consiglieri cremonesi di maggioranza Malvezzi e Lena hanno preferito glissare sull’argomento, il primo uscendo dall’Aula e il secondo con l’astensione, piuttosto che cercare di dare una risposta concreta ad un problema che affligge il nostro territorio. Auspichiamo comunque che Trenord, al di là del voto di oggi, recepisca queste richieste riducendo almeno di un terzo i treni a diesel in gestione nel deposito così da porre rimedio a questa gravosa situazione.

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Disagi sulla linea Milano– Cremona–Mantova: la misura è colma

binariUn’ora e 39 minuti di ritardo. Ieri lungo la linea Milano–Cremona, e più precisamente sul treno n. 2663, i numerosi pendolari sono rimasti in balia di Trenord per ben tre ore. Questo è solo l’ultimo caso di inefficienza che si registra quotidianamente lungo la linea Milano–Cremona–Mantova. La misura è davvero colma, la Regione deve iniziare ad affrontare seriamente la questione e invertire il trend negativo che da sempre caratterizza il Sud Lombardia.

Nonostante l’immissione di due nuovi treni, come si può ben notare, la situazione non è affatto migliorata; è più che evidente che non è così che si affronta seriamente il problema della mobilità e del servizio ferroviario in Lombardia. Serve un progetto ampio e lungimirante che al momento non è nemmeno abbozzato. Siamo fermamente convinti che un rinnovamento deve passare necessariamente attraverso la messa a bando del servizio che porti alla previsione di rinnovo dei due terzi della flotta, cioè 200 treni. La Giunta invece è sorda ai richiami, non dico nostri, ma di tutti i pendolari e gli enti locali che si trovano ad affrontare quotidianamente quelle che ormai non sono più nemmeno emergenze. Vorrei poter discutere di tutto questo quanto prima in una riunione del “Quadrante ferroviario”. Chiedo pertanto all’assessore regionale Cavalli di indìre un Tavolo questa volta però da tenere sul territorio, a Cremona, e non come solitamente avviene a Palazzo Lombardia. Mi auguro che il tutto venga fatto in maniera concordata con i sindaci e i pendolari onde evitare che si ripeta quanto successo l’ultima volta quando mancavano i diretti interessati.

Anche il Comune di Cremona ha scritto nei giorni scorsi una lettera all’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Alberto Cavalli e al presidente Maroni per chiedere un incontro sul tema. Il problema è grave e come tale va affrontato coinvolgendo gli interlocutori a tutti i livelli. Il Comune di Cremona si è fatto promotore di incontri sul tema con gli amministratori delle città capoluogo delle province limitrofe. Adesso attendiamo una risposta dalla Regione per concordare azioni mirate e condivise. Auspichiamo che arrivi quanto prima.

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