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Domani, venerdì 3 novembre, sarò in tour per la provincia con Giorgio Gori

Domani, venerdì 3 novembre, sarò in tour per la provincia insieme al sindaco di Bergamo Giorgio Gori. Il tour partirà alle 9.45 da Spino d’Adda per un incontro con i sindaci di Spino e Paullo e dei comuni coinvolti dalla ex Paullese, sulle questioni infrastrutturali del territorio e si chiuderà alle 21 con un incontro pubblico a Piadena nel casalasco. Durante la giornata il tour toccherà Crema, Castelleone, Soresina, Pizzighettone e Cremona dove, alle 18.30, è previsto un incontro con la stampa.

Giorgio Gori è una persona competente e un amministratore capace, è la persona giusta per ridare smalto alla Lombardia dopo una stagione in cui i problemi sono stati accantonati e non risolti. La Lombardia è fatta di molti territori diversi che necessitano di attenzione specifica ed è significativo che Gori voglia iniziare la sua campagna con un programma serrato di incontri che toccano tutti gli angoli della nostra regione.

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Sette domande a Roberto Maroni che Zucchi non farà

Pare che il presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, venerdì sarà a Crema per sostenere la candidatura a sindaco di Enrico Zucchi. Legittimo che sostenga il candidato del suo partito, però in qualità di consigliere regionale del territorio mi piacerebbe – come credo a tutti i cittadini del Cremasco – che il capo del governo regionale approfittasse del suo passaggio per darci delle risposte precise che finora, cioè da quattro anni, sono mancate. Nonostante le numerose sollecitazioni della sindaca di Crema, esistono almeno sette grandi azioni concrete che mancano all’appello. Mi permetto di elencarle, nella consapevolezza che il candidato del centrodestra sarà più intento a crogiolarsi nell’endorsement invece di pungolare il governo regionale come si dovrebbe fare. Al presidente Maroni va spiegato chiaramente che servono fatti e non parole. Di quest’ultime ne ha già usate tante, troppe, anche in questi anni. E i cremaschi si sono stufati.

1) La scuola di CL, un lascito della Giunta Formigoni e di errori commessi dalla precedente Giunta di Crema. Che i cittadini possano davvero pagarne le conseguenze, anche monetarie, è una vergogna inaccettabile. Si tratta di un milione di euro che Maroni sta trattenendo su quanto la Regione deve alla nostra città. Quelli sono soldi dei cremaschi. Tocca alla Regione farsi garante. Venga in città per dirci che strappa l’assegno.
2) Dunas, ovvero la tassa Maroni-Malvezzi: il 29 dicembre 2016, con una delibera di Giunta è stato deciso dalla Regione che i cremaschi pagassero una nuova tassa sugli immobili. Bastava attendere due giorni e dal 1° gennaio non sarebbe stato più possibile. Il Dunas è l’unico Consorzio di bonifica in tutta la Lombardia che è riuscito a far partire il piano di contributi senza avere approvato il piano di bonifica. In pratica, ti chiedono i soldi senza sapere ancora cosa farci. Su questa tassa voluta da Maroni e Malvezzi, Zucchi glisserà? Noi no. Tant’è che questa mattina (giovedì 22 giugno) ho presentato in consiglio regionale un’interrogazione urgente con la quale chiedo al Presidente Maroni di sospendere i pagamenti, in attesa che venga approvato nel 2018 il piano di bonifica. Sul tema del Dunas ho depositato oggi l’interrogazione in allegato.
3) I treni della Lombardia. Ancora l’altra mattina centinaia di pendolari, me compreso, sono rimasi a piedi alla stazione di Crema. Continua a leggere

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Porti fluviali: tanta confusione, poca memoria e zero interesse per i territori

L’ennesima, inutile e strumentale replica di chi non vuole ammettere che si è utilizzato un provvedimento per modificare radicalmente delle norme sulla pianificazione dei porti. Infatti, spiace constatare, per l’ennesima volta, che Malvezzi – non si sa se volutamente o no – fa confusione tra due termini ben diversi: la gestione e la pianificazione.

So benissimo che la gestione è passata alla Regione nel 2014, la legge l’ha votata proprio lui! E già allora, insieme a tutto il gruppo PD, mi opposi presentando emendamenti che prevedevano la cassazione di quell’articolo al collegato. Ma qui stiamo parlando di pianificazione e di programmazione del porto, delle sue attività e delle aree di pertinenza, di funzioni e di strategie. Tutte competenze che fino all’altro ieri erano delle Province.

Se c’è qualcuno che non ha a cuore l’efficienza dei servizi è proprio chi governava la Provincia e il comune di  Cremona nel 2011, senza curarsi dei porti e di elaborare un piano regolatore, come ha invece fatto Mantova. Mai come allora le aree portuali sono state tanto declassate. Ha memoria corta il nostro Malvezzi che allora era vicesindaco… e consigliere provinciale, ma sicuramente è coerente su un punto: nel voler rilanciare il centralismo regionale a scapito dei territori.

Bisogna puntare di più sui porti e soprattutto sulla navigabilità del Po ma concretamente e senza continuare a immaginare di portare il canale navigabile fino a Milano.

Ridicolo infine il riferimento alla riforma Delrio e la solita accusa al governo nazionale, Malvezzi dovrebbe almeno cominciare a riconoscere che è arrivato proprio dal governo l’impulso deciso per sbloccare le infrastrutture, un esempio concreto il Patto per la Lombardia che genererà risorse importanti sui territori.

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Semplificazione: la regione scippa i piani regolatori dei porti di Cremona e Mantova

Grazie a Malvezzi, relatore del provvedimento, e al Movimento 5 Stelle oggi la Regione è riuscita a scippare a province e comuni i piani regolatori dei porti di Cremona e Mantova.

La pianificazione dei porti è sempre stata di competenza delle province e già qualche settimana fa, quando l’articolo era passato in commissione, avevamo tentato di cambiare la norma presentando  diversi emendamenti di merito che non sono neanche stati discussi e anche oggi la Giunta ha tirato dritto.

La Regione, dopo anni di immobilismo e con una soluzione che anziché semplificare complicherà, allontanando sempre di più i territori dalle decisioni che li riguardano, ha stabilito che sarà sua la responsabilità dei piani regolatori dei porti lombardi. Con la nuova normativa, infatti, sarà la Giunta regionale ad elaborare la proposta di piano regolatore portuale.

Siamo al paradosso: si utilizza una legge di semplificazione per complicare le procedure ed allungare i tempi, effettuando un vero e proprio scippo ai danni delle Province e dei Comuni. Esemplare il caso di Mantova, dove dopo tre anni di silenzio sul piano redatto dalla Provincia, peraltro già sottoposto a VAS, ora si deve rifare tutto da capo. Altro che attenzione al territorio! L’ennesimo esempio della scarsa considerazione che questa maggioranza riserva al Grande fiume Po e alle richieste delle comunità locali che diventano sempre più periferie. E tutto questo è stato possibile grazie alla inspiegabile alleanza del Movimento 5 Stelle.

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Referendum consultivo: Maroni colga l’invito del governo

La Lega vuole fare il referendum per iniziare così la sua campagna elettorale per regionali e politiche del 2018. Se volesse davvero il trasferimento di maggiori competenze alla Lombardia, Maroni non butterebbe al vento 46 milioni di euro e coglierebbe al volo la disponibilità del governo, espressa dal ministro Martina, di aprire il tavolo per la trattativa. I nostri sindaci e i nostri presidenti di provincia hanno indicato da un anno e mezzo questa strada per avere più autonomia e più risorse.

Ora Maroni e la Lega scelgano se vogliono davvero l’autonomia o solo fare una sceneggiata elettorale.

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Fondi europei, regione inadempiente

Domani, mercoledì 22 marzo 2017, alle ore 12, nella sala al 14esimo piano di Palazzo Pirelli, il Gruppo regionale del Pd terrà una conferenza stampa sul tema dei fondi europei a disposizione di Regione Lombardia nella quale sarò presente con il capogruppo Enrico Brambilla e il consigliers Marco Carra.

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Dunas (Dugali-Naviglio-AddaSerio): Zucchi eviti figuracce

Leggo, non senza stupore, la polemica avviata da Enrico Zucchi sul Piano di Classifica del Dunas (Consorzio di Bonifica tra Dugali, Naviglio e Adda-Serio). Lo stupore deriva dal fatto che il candidato di Lega e Destra imputi alla Giunta di Crema la responsabilità di non avere impugnato davanti al Tar il provvedimento. Dimenticandosi, io credo facendo a finta di non saperlo, che tale decisione è stata approvata dalla Giunta regionale lombarda in data 29 Dicembre scorso ed entrata in vigore ai sensi della LR 31 del 2008 (a seguito delle modifiche dell’Agosto 2016) due giorni dopo cioè il 1 Gennaio 2017.

Sarà stato consigliato male?? Strano, perché la legge che procura il danno è stata approvata  anche dai colleghi Malvezzi e Lena col voto contrario del Pd. Si, perché io ero riuscito, in Ottava Commissione, a far approvare all’unanimità un emendamento  che diceva: “prima di emanare le cartelle esattoriali  attraverso il piano di Contribuenza, si approvi il piano di Bonifica”. Cioè, prima vediamo cosa costano gli interventi da fare sul territorio del Dunas e poi si deciderà eventualmente come e chi li dovrà pagare. Un ragionamento logico, che è poi alla base del ricorso al Tar. In questo modo il problema sarebbe stato risolto. Troppo semplice, devono aver detto in Giunta regionale. Succede cosi che in Aula del Consiglio “il mio” emendamento viene subemendato ed ecco ricomparire (nella LR n 22 dell’ Agosto 2016)  la possibilità di ritornare a chiedere prima i soldi ai cittadini  e di definire successivamente per quali opere. In aula Lega e alleati hanno votato a favore.

Ed ora si vorrebbe che i comuni spendano 30 mila euro per un ricorso al Tar che obbligherebbe Regione e Consorzio a spenderne altrettanti: tutti soldi pubblici, più o meno gli stessi che le famiglie di Crema dovrebbero pagare per la contribuenza.

Le prime mosse del candidato a Sindaco di Lega e Destra sono un po’ maldestre. Si documenti meglio ed eviti brutte figure.

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Congresso Pd: in Lombardia tante le sfide politiche da vincere uniti

Oggi, con la direzione nazionale, è partito ufficialmente il percorso congressuale. Pur non condividendo le argomentazioni esposte nel suo intervento, accogliamo con favore la candidatura di Michele Emiliano per la segreteria. È la dimostrazione che chi vuole proporsi come alternativa a Renzi, e alle sue proposte, lo può fare dall’interno, perché il PD è un partito plurale e c’è spazio per tutte le posizioni. Da parte nostra continueremo fino all’ultimo a lavorare in Lombardia per convincere chi vuole andare via a rimanere con noi. Sono tante le sfide politiche che uniti possiamo vincere insieme, non possiamo gettare via il lavoro fatto fino ad ora.

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Congresso Pd: in Lombardia lavoriamo per l’unità per vincere le prossime sfide

Abbiamo davanti più di tre mesi di congresso in cui la porta dovrà rimanere spalancata. Ci dovrà essere un dibattito vero e partecipato per costruire politiche che aiutino chi ha pagato la crisi e diano una prospettiva di futuro ai più giovani. Chi vuole contrastare le proposte di Renzi lo faccia dentro il congresso: il Partito Democratico è un grande partito plurale e c’è spazio per tutte le posizioni.

In merito alle possibili ripercussioni che questa situazione potrebbe avere in Lombardia bisogna dire che qui la situazione e’ meno problematica. I rappresentanti istituzionali che stanno valutando di andare via sono pochissimi. In ogni caso spenderemo tutte le nostre energie per convincerli a rimanere dentro il partito. Ciò detto, noi continueremo a lavorare sul territorio come fatto fino ad ora per preparare al meglio le future sfide che ci attendono.

Maroni non guardi in casa d’altri e si occupi dei problemi della sua maggioranza. Che di grattacapi ne ha ben più di noi.

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L’Area Vasta di Crema e dei suoi 47 comuni

il sogno possibileLe Province sono destinate ad essere sostituite dalle aree vaste.  Se vince il Si al Referendum vengono eliminate dalla Costituzione; se passa il no si andrà avanti con le Province dimezzate come lo sono già ora, senza elezione a suffragio universale e con compiti e ruoli di molto ridimensionati. Insomma, la Provincia, come ce la ricordiamo, non ci sarà più. E cosi sarà anche per quella di Cremona. Le Province verranno sostituite da una nuova entità territoriale: le cosi dette Aree Vaste. Cosi vengono definite dall’art 40 della nuova Costituzione; Maroni le vorrebbe chiamare Cantoni. Fino qui le cose sembrano chiare e condivise. Le differenze nascono nella definizione dei compiti da svolgere e nel dimensionamento delle aree. Una cosa è certa: le Aree Vaste saranno molto diverse dalle soppresse Province, non avranno uffici ne macchinose strutture burocratiche ma diventeranno “la casa dei sindaci”, quindi di un territorio che deve mantenere una propria omogeneità.

Per affrontare questo tema e per segnare il campo nella prospettiva delle future decisioni che andranno prese nei prossimi mesi, ho scritto un libro che è stato presentato Venerdi 25 Novembre presso il centro culturale S. Agostino di Crema. La pubblicazione, una sorta di “bigino”, è il prodotto di una collaborazione con Fiorenzo Gnesi, cremasco e giornalista professionista. In una sala gremita per lo più da sindaci, consiglieri e portatori di interesse socio-economici del nostro territorio, ho cercato di spiegare la mia idea. Che qui riassumo:

  •  Il Cremasco con i suoi 165.000 abitanti può ambire a diventare “Area Vasta” autonoma (o Cantone…), riuscendo a staccarsi da Cremona, evitando di essere accorpata a Mantova come vorrebbe il Presidente di Regione Lombardia Maroni e quasi tutti gli attori politici, di tutti i partiti, della città attualmente capoluogo di Provincia;
  • Altrettanto da considerare la proposta, sostenuta dai sindaci cremaschi, che poggia sulla alleanza tra Crema e Lodi, assecondando in questo modo l’attrazione che il cremasco ha nei confronti di Milano;
  • L’Area Vasta Crema-Lodi potrebbe completarsi con l’estensione del territorio fino a comprendere Treviglio (e la Gera d’Adda…) anche se, bisogna dirlo, questa è una ipotesi che i bergamaschi che si trovano tra l’Adda e il Serio difficilmente potranno condividere.

La pubblicazione cerca di dimostrare come il Cremasco possa davvero essere considerato una realtà autonoma dal contesto provinciale, dando un senso al concetto di identità territoriale. Una rivendicazione che non va intesa contro qualcuno ma per costruire insieme un futuro più solido e più coeso per tutti. Bisognerà riempire il percorso di contenuti  e di progetti. In questo senso una idea da promuovere è quella di immaginare il Cremasco come un Distretto legato alla Bellezza, con lo sviluppo del Polo della Cosmesi, certo, ma anche del suo paesaggio unico nel suo genere, del turismo, del mangiar bene, di un territorio ricco d’acqua e con una agricoltura tra le più  fiorenti della Lombardia. Quello che è certo è che Crema non potrà essere collocata nel Cantone di Mantova cosi come è stato indicato dalla Regione. Toccherà al Consiglio Regionale, con una apposita legge, definire le Aree Vaste” e, come è successo per il mantenimento della autonomia dell’ospedale cittadino, bisognerà che i sindaci e tutti i cremaschi facciano sentire la propria voce. La mia non mancherà di certo.

Il libro si può  avere gratuitamente presso la sede del Pd Cremasco (via Bacchetta 2) fino all’esaurimento delle copie.

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