Archivi categoria: Economia e lavoro

Corso di laurea in Infermieristica: la giunta riveda le regole e riconosca il contributo agli allievi

Dare voce alla richiesta ricevuta dagli studenti del corso di laurea in Infermieristica. Ho scritto all’assessore alla sanità Gallera per porre alla sua attenzione un problema importante che riguarda il corso di laurea in Infermieristica, fondamentale dal momento che copre un comparto in costante carenza di organico.

Fino all’anno accademico 2014/2015 ad ogni nuovo studente iscritto al primo anno del percorso di studio in oggetto era riconosciuto un contributo di 800 euro; un sostegno per merito, trasferito allo studente in relazione agli esami sostenuti. Tale misura, nel consentire agli allievi di compensare le spese di frequenza, conferiva valore alla professione, contribuendo al tempo stesso a contrastare la carenza del personale del comparto.

Tuttavia, con le Regole di Gestione del servizio sociosanitario per l’esercizio 2016, la Giunta ha disposto che non venga più riconosciuto alle Asst, sedi del corso di studio, l’onere derivante dall’erogazione del contributo in oggetto. Eppure la carenza di organico di tale comparto è cosa nota; inoltre gli studenti, durante il percorso formativo, sono anche impegnati sul campo arginando il bisogno di personale.

Confidiamo pertanto che, sebbene ormai al termine della Legislatura, la Giunta voglia rivedere con provvedimenti urgenti, che prevedano nuovamente il riconoscimento del contributo per l’immatricolazione agli allievi infermieri, le disposizioni prese con la delibera delle Regole del 2016. Diversamente sarà un nostro impegno nel governo di Regione Lombardia.

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Casalasco: niente cura del ferro, ma uno spiraglio per le attività produttive

Una misura volta ad attenuare le ricadute negative sulle imprese della distribuzione commerciale e dell’artigianato di servizi, dovute alla chiusura del ponte sul Po.

E’ così che inizia la relazione che illustra l’emendamento approvato ieri, durante la discussione dell’ultimo bilancio regionale, che apposta 150 mila euro per agevolare le attività produttive del casalasco penalizzate ormai da mesi, a seguito della chiusura del ponte.

Nello specifico, la Regione Lombardia rimborserà il Comune di Casalmaggiore affinché possa derogare le aziende dal pagamento dell’ultima rata della tassa rifiuti (Tari) che andrà in pagamento nel febbraio 2018. Una proposta che avevo già avanzato sia durante la seduta del Consiglio comunale aperto di fine novembre, sia nell’ambito del tavolo di confronto dello scorso 12 dicembre.

In attesa che sia formalizzato lo stato di emergenza mi sembra il minimo che la Regione possa fare per questo territorio ormai in ginocchio, soprattutto dopo la bocciatura delle nostre proposte volte al miglioramento della viabilità.

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Agricoltura sociale: finalmente la Lombardia ha la sua legge

In questi ultimi anni l’agricoltura sociale ha visto un notevole sviluppo. Solo nel 2012 l’Unione Europea consigliava ai suoi Stati membri di dotarsi di norme ad hoc. La Lombardia, grazie al Gruppo Regionale del Pd, ora ha una legge regionale in materia, approvata questo pomeriggio in Consiglio regionale, con l’astensione di Lega e Lista Maroni, come già in VIII Commissione Agricoltura.

Il concetto di agricoltura sociale è innovativo, ma in realtà è anche antico, perché a ben vedere da sempre la cultura contadina si è adoperata per l’accoglienza e l’ospitalità. L’agricoltura sociale, dunque, coniuga il lavoro con la solidarietà.

L’agricoltura non è più solo un’attività legata esclusivamente alla produzione di alimenti, ma sta ormai lasciando il posto a un’idea più complessa che vede al centro la multifunzionalità del sistema agricolo. In questo contesto l’agricoltura si configura come attività che affianca alla tradizionale funzione di produzione di beni alimentari la capacità di generare servizi connessi, sia orientati al mercato, sia in grado di dare luogo a valori di utilità pubblica di assoluto rilievo. È questo lo scenario in cui si inserisce l’agricoltura sociale: una forma di agricoltura che fornisce in modo continuativo, oltre all’attività agricola, servizi rivolti all’integrazione sociale e al reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati come ex-detenuti, ex-alcolisti, ex-tossicodipendenti, malati psichici, persone diversamente abili. Svolgere questo tipo di attività non solo permette alle persone svantaggiate di reinserirsi nella sfera produttiva e di ritrovare il contatto con la natura, ma ha anche effetti positivi sul loro benessere e sulla loro condizione di salute, promuove il loro reinserimento sociale, ne migliora la capacità di apprendimento e l’autostima, e rafforza quindi la loro partecipazione alla vita sociale.

Oggi in Italia le aziende che fanno agricoltura sociale sono oltre 3mila con più di 30mila lavoratori. In Lombardia, le aziende accreditate come attività di agricoltura sociale sono solo 20 su 120 censite, ma in rapidissima crescita.
La novità contenuta nella legge regionale, per conformarsi a quella nazionale, è il fatto che anche le cooperative sociali agricole vengono considerate aziende agricole a tutti gli effetti.

La legge del Pd definisce le finalità e gli obiettivi dell’agricoltura sociale, riconoscendo nelle caratteristiche multifunzionali delle attività agricole il contesto favorevole allo sviluppo di interventi e di servizi sociali, socio-sanitari ed educativi. Inoltre, offre una definizione normativa delle fattorie sociali nell’ottica dell’attività di impresa agricola, integrata con attività di carattere socio-sanitario, educativo e di inclusione lavorativa, a vantaggio di persone svantaggiate o a rischio di emarginazione.
La nuova norma prevede inoltre l’istituzione di un osservatorio regionale sull’agricoltura sociale al quale sarà affidato il compito di verifica, monitoraggio e valutazione della qualità dei servizi offerti, di un registro e della rete delle aziende accreditate.
Quanto alle misure di sostegno promosse dalla Regione e agli interventi pubblici, si prevedono specifiche azioni: dalla promozione della fornitura di prodotti di agricoltura sociale per la ristorazione collettiva all’assegnazione prioritaria di terreni demaniali o di beni confiscati.

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Vigili del fuoco volontari: buona legge, ma soldi davvero insufficienti

Via libera, questa mattina, in VI Commissione Protezione Civile del Consiglio regionale, al progetto di legge sulle nuove norme per il sostegno e la valorizzazione dei distaccamenti volontari del corpo nazionale dei vigili del fuoco. Favorevole anche il Gruppo regionale del Pd, tranne che sulla norma finanziaria.

Il nostro voto è stato favorevole perché la legge mira a valorizzare l’impegno volontario di tante persone e a migliorare la loro condizione lavorativa sia da un punto di vista formativo, che della dotazione dei mezzi. Ma la ratio della norma è proprio la messa a disposizione di risorse e davvero non ha senso se ci mettiamo solo le briciole. Faccio presente che dagli 800mila euro iniziali siamo scesi a 250mila, di cui 150 per la formazione e solo 100 per i mezzi. Dove andiamo con questi pochi soldi? Recentemente, per altri provvedimenti, forse anche un tantino discutibili, siamo arrivati a metterci anche più di un milione di euro. Qui, dove davvero serve, siamo all’elemosina.

Ciononostante, poiché dietro questo progetto di legge c’è un grande lavoro, fatto anche in Commissione, va senza dubbio quanto prima portato in Aula, ma ci opporremo fermamente a una norma finanziaria che è davvero poca cosa. La scelta del Pd è stata, dunque, quella di votare a favore di tutti gli articoli e dell’intero dispositivo, ma di astenersi sull’articolo che stanzia, appunto, le risorse contestate.

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Ersaf: Regione intervenga per salvaguardare i lavoratori

Il Consiglio regionale della Lombardia ha deciso che gli interventi di manutenzione idraulico-forestale eseguiti da Ersaf vanno salvaguardati e che la forza lavoro va mantenuta. La mozione urgente, presentata su iniziativa del Gruppo regionale del Pd ma sottoscritta da tutti i gruppi, è stata, infatti, approvata all’unanimità e quindi ora impegna la Giunta ad attivarsi affinché, analogamente a quanto attuato in altre Regioni, siano individuati entro il 31.12.2016 gli indirizzi amministrativi e procedurali che consentano di preservare a decorrere dal 1.1.2017 il personale Ersaf preposto agli interventi sul patrimonio forestale.

Il patrimonio forestale regionale ricopre una superficie di circa 23mila ettari e la relativa manutenzione è assicurata grazie all’opera di 130 operatori forestali stagionali dipendenti da Ersaf. Ma le spese del personale assunto con contratti da operaio stagionale sono state considerate assoggettabili alle disposizioni della legge finanziaria 2010 in cui è prevista una riduzione del costo complessivo di almeno il 50% rispetto al relativo costo riferito all’anno 2009.

In realtà, non solo si tratta, appunto, di stagionali, ma per il personale di Ersaf al momento vige la deroga introdotta dal Collegato 2014 e riferita alle disposizioni per Expo 2015, che prevede che il limite per i lavori in amministrazione diretta non sia applicato per le assunzioni di personale a tempo determinato necessarie alla realizzazione di opere e alla prestazione di servizi e altre attività strettamente connesse all’esposizione universale, fino alla conclusione di queste e comunque non oltre il 31.12.2016.
E il 26 ottobre scorso i sindacati regionali hanno scritto al presidente Maroni, agli assessori regionali e ai capigruppo consiliari per sollecitare un’azione urgente di Regione Lombardia, una delle poche regioni a non essere ancora intervenuta sulla questione con appositi atti.

Ad esempio, il Veneto ha individuato una soluzione a tutela degli operatori forestali, nel rispetto della normativa vigente. Anche la Lombardia, ora, deve intervenire con urgenza per garantire la continuità dell’azione di presidio e tutela del territorio e il mantenimento della forza lavoro ordinariamente impiegata da anni.

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Lunedì 7 novembre presentazione della nuova legge sull’editoria

Un nuovo Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico all’editoria e all’emittenza radiofonica e televisiva locale, la regolamentazione delle edicole, quella dei prepensionamenti dei giornalisti e la composizioni e le competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, la disciplina della procedura per l’affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale: la nuova legge nazionale sull’editoria presenta sostanziali novità per tutto il mondo dei mass media, con l’obiettivo di garantire un reale pluralismo dell’informazione. Per conoscerla meglio, il Partito Democratico lombardo ha organizzato un incontro di presentazione per i media che si terrà lunedì 7 novembre 2016, a partire dalle 10, in sala Giò Ponti, a Palazzo Pirelli, a Milano.

Interverranno Alessandro Alfieri, consigliere e segretario regionale del Pd, l’on. Roberto Rampi, relatore alla Camera del provvedimento, l’on. Vinicio Peluffo, componente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Fabio Pizzul, consigliere regionale del Pd.

Testate, editori e operatori dell’informazione sono invitati a partecipare.

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Legge Lobbing: un punto di partenza verso la trasparenza

È stata approvata oggi in Consiglio regionale della Lombardia, con votazione bipartisan, ma con il voto contrario del M5S e la non partecipazione al voto di Forza Italia, la legge che mira a rendere trasparenti i rapporti tra rappresentanti di interessi, le cosiddette lobby e relativi lobbisti, con i legislatori regionali. Una legge fortemente voluta dal Pd che ha depositato la prima proposta di legge da cui è partito il processo legislativo. Il testo originale della proposta di legge del Pd é stato scritto dal cremasco Fabio Bergamaschi, esperto della materia.

Grazie a questa legge d’ora in poi tutti i rappresentanti di interessi che intendono intervenire per influenzare la formazione di leggi o decisioni del Consiglio regionale dovranno essere registrati in un elenco presso la presidenza del Consiglio e, una volta all’anno, entro il 28 febbraio, saranno tenuti a riferire i nomi dei consiglieri incontrati in Regione e per quale processo decisionale.

Prima della Lombardia, tra le Regioni italiane, solo Toscana, Abruzzo e Calabria si erano già dotate di una normativa relativa all’attività di lobbing.

Non è la migliore delle leggi possibili, ma è un primo passo perché segna un punto di partenza importante nella direzione della trasparenza. Non ha intenti regolatori e deve fare i conti con la limitatezza della funzioni regionali in questo campo: non può infatti istituire un albo professionale. Promuove e valorizza la tracciabilità riabilitando, in questo senso, la politica di fronte all’opinione pubblica. La rappresentanza di tutti gli interessi e la loro partecipazione alla formazione del processo legislativo è fondamentale. Sulla partecipazione dovremmo muoverci con più coraggio a partire da progetti di legge già depositati da tempo da noi del Pd; la partecipazione costruisce infatti percorsi di condivisione, accresce la cittadinanza ed è utile alla costruzione di consenso e condivisione per superare contrasti e conflitti.

L’assunzione della responsabilità della politica passa dalla messa in campo di azioni concrete. La buona politica ha il compito di avere un ruolo di mediazione tra tutti gli interessi legittimi e questa è una sfida importante per la Regione Lombardia, così duramente colpita, anche molto recentemente, da scandali legati al rapporto malato tra decisori e interessi economici di parte. La corruzione e la mancanza di trasparenza sono una malattia della nostra società e fanno perdere competitività al sistema.

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Commercio equo solidale: al via il bando per finanziare i progetti

A quasi un anno dall’approvazione della legge regionale lombarda sul commercio equo solidale e a due giorni dall’inaugurazione di “Fa la cosa giusta”, la più grande fiera italiana della sostenibilità e del consumo critico, è stato finalmente pubblicato il primo bando regionale che finanzia lo sviluppo di progetti presentati dalle organizzazioni del commercio equo solidale della Lombardia, in attuazione alla legge 19 del 2015.

Possono fare domanda tutte le organizzazioni operative in Lombardia, che si aggreghino in un partenariato formato da almeno 3 elementi. E ciascuna organizzazione può partecipare a non più di due progetti. Ogni progetto deve riguardare in modo diffuso almeno 3 territori provinciali e può essere inerente ad attività di formazione per gli operatori delle organizzazioni del commercio equo solidale, ad iniziative culturali o di sensibilizzazione; alla valorizzazione sul mercato e al potenziamento dei canali di vendita dei prodotti fair trade, ma anche alla partecipazione a fiere del commercio equo solidale.

I vincoli imposti dal bando sulla necessità di aggregazione e di una diffusione ampia sul territorio regionale derivano dal fatto che la dotazione finanziaria è di soli 150mila euro e fare rete può essere un modo per allargare la platea dei beneficiari. Il provvedimento, che tiene insieme non solo il commercio dei prodotti provenienti dai Paesi in via di sviluppo ma anche quello dei prodotti di filiera corta, individuava già con precisione soggetti e prodotti che avrebbero potuto beneficiare dei contributi. Intorno al settore si stanno diffondendo oggi una consapevolezza e una sensibilità sempre maggiori. A breve sarà approvata anche la legge quadro nazionale che farà da cornice alle varie esperienze regionali che hanno fatto da capofila, come la nostra.

Votata alla Camera, aspetta solo il via libera del Senato.

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Farmacie: regione inadempiente

Avrebbe potuto essere un modo per rilanciare l’economia dei territori così come aveva previsto, ormai 3 anni fa, il Cresci Italia.

Eppure Regione Lombardia è rimasta inadempiente e non ha ancora assegnato alla provincia di Cremona le farmacie che diversi paesi e alcuni quartieri di Crema e Cremona attendono da più di 1000 giorni. In particolare sono 7 le nuove farmacie autorizzate in provincia di Cremona dal decreto.

La Regione è dunque inefficiente. E, in questo modo, mentre tanti giovani attendono di aprire la propria farmacia, avviando così una nuova attività imprenditoriale, chi ha già una farmacia continua a tutelarsi dalla concorrenza.
La pratica pare si sia impantanata nella burocrazia. E così, a più di 3 anni dalla chiusura del bando, oltre 300 sedi in tutta la Lombardia restano da assegnare.

Tante attività imprenditoriali che potevano partire sono al palo, è davvero ingiustificabile. E, tra l’altro, ci sono paesi, come Cappella Cantone, Chieve o Ricengo, addirittura “scoperti” e difficilmente si intravede una soluzione prima di giugno.

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Prezzo latte: boccata d’ossigeno per gli allevatori lombardi

Oggi è stato raggiunto un accordo tra industriali e produttori sul prezzo del latte. Finalmente, grazie al lavoro del Ministro Martina, arriva una boccata d’ossigeno per gli allevatori italiani e lombardi. Ma non fermiamoci qui, anche se è importante che un primo passo sia stato fatto.

Per questo ringraziamo il Ministro, le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali che si sono seduti al tavolo per cercare di trovare una soluzione per il comparto, ormai in forte sofferenza. Ora bisogna continuare su questa strada e raggiungere un tetto di retribuzione davvero significativo e che porti fuori dalla crisi in cui sono finite le aziende agricole lombarde.

Certamente l’atteggiamento giusto è quello che ha portato all’accordo di oggi, non certo il metodo usato dall’assessore regionale Fava che per mesi ha gettato benzina sul fuoco e cercato in ogni modo di remare contro, intestandosi una battaglia che era evidentemente da condurre a livello nazionale. Ma ancora una volta, l’assessore leghista ha preferito disertare il tavolo di concertazione, vantandosene pubblicamente, per altro, piuttosto che dialogare con le parti. Poi però è facile chiacchierare, quando sono gli altri a lavorare per risolvere i problemi.

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