Archivi del mese: novembre 2017

Martedi prossimo question time in Consiglio per la stazione di Casalmaggiore

Dopo il sopralluogo effettuato lunedì scorso alla stazione ferroviaria di Casalmaggiore, come annunciato h0 presentato, con Marco Carra, una interrogazione a risposta immediata alla quale l’assessore Sorte sarà chiamato a rispondere martedì 5 dicembre, in Consiglio regionale, durante il question time. A testimoniare la necessità di un intervento urgente, il documento è stato sottoscritto anche da diversi consiglieri regionali di altri gruppi.

Dopo la chiusura del ponte di Casalmaggiore si sono mobilitate tutte le istituzioni, è ora che si dia una mossa anche Regione Lombardia; quindi chiediamo che siano immediatamente realizzate, in accordo con Rfi e Trenord, le opere urgenti e indifferibili come la riapertura dei servizi igienici e la ricollocazione dello scivolo-passerella che collega i due marciapiedi.

Chiediamo una migliore vivibilità e funzionalità dei locali della stazione che attualmente si trova in uno stato davvero indecoroso, anche programmando una serie di azioni in stretto contatto con il Comune di Casalmaggiore, come la riapertura del bar e il ripristino dell’impianto di riscaldamento. Ciò si potrebbe ottenere anche con la disponibilità di un gestore locale, ad esempio un’associazione no-profit, che lo possa gestire attraverso un comodato d’uso gratuito e un sostegno economico da parte di Regione Lombardia.

Chiediamo, infine, che la Regione, insieme a Rfi, sostenga una serie di investimenti che abbiano come priorità assoluta l’elettrificazione della linea ferroviaria Parma-Casalmaggiore-Brescia, una linea a binario unico, dove circolano ancora treni diesel con carrozze insufficienti e con un’età media di 37-40 anni.

interrogazione stazione di Casalmaggiore

Pubblicato in Mobilità | Taggato , , , , , , , , | Lascia un commento

Legge sui parchi: la maggioranza ci dà ragione

parco3Colpo di scena, questo pomeriggio, in VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale con la maggioranza che propone alla Giunta, sposando la posizione che il Pd ha sempre avuto sul provvedimento, di ritirare la delibera sulla “Individuazione degli ambiti territoriali ecosistemici e dei parametri gestionali, ai sensi del comma 5, art. 3, della l.r. n. 28/2016 Riorganizzazione del sistema lombardo di gestione e tutela delle aree regionali protette e delle altre forme di tutela presenti sul territorio”. Praticamente, doveva essere un passo in avanti sulla riforma dei parchi voluta da Maroni e dall’assessore all’Ambiente Terzi che oggi è stata, in sostanza, sonoramente bocciata da tutta la Commissione.

La seduta ha visto prima una serie di audizioni di presidenti di parchi lombardi, compresa quella di Federparchi Lombardia, poi la trattazione del punto in cui i consiglieri avrebbero dovuto votare un parere all’atto di Giunta. E in quel momento la maggioranza ha espresso chiaramente la volontà di chiedere il ritiro della delibera, lasciando esterrefatti i consiglieri di minoranza.

Noi avevamo bocciato da sempre questo provvedimento e da sempre diciamo che oltre la proposta di merito – non si possono tenere insieme territori che vanno dalla Svizzera agli Appennini –, questa è la chiara dimostrazione dello scollamento tra la Giunta e i consiglieri di maggioranza, ma soprattutto tra la Giunta e i territori.

Già durante la discussione sulla legge sui parchi avevamo manifestato criticità e perplessità. Le stesse che abbiamo oggi ascoltato dalla voce dei rappresentanti dei parchi. E quando abbiamo provato a proporre una modifica che prevedesse un’area vasta unica e omogenea lungo l’asta del Po, la Giunta l’ha cassata ritenendola inutile. Ora si dimostra che avevamo ragione. Però non ci si è voluti fermare a riflettere su quelle che erano le esigenze di chi sta sul territorio e questo è il risultato. Anzi, i parchi sono visti da questa maggioranza come un accidente, non come luogo di sviluppo, di turismo, che può far sì che i territori dove i parchi insistono abbiano maggiore attrattività.

Se non fosse andata così oggi, noi avremmo chiesto la settimana prossima, quando pensavamo si sarebbe dato il parere, il non passaggio al voto. Perché abbiamo sempre pensato ciò che questo pomeriggio ci hanno detto i parchi: le aree vaste ipotizzate da Regione Lombardia sono tutto fuorché omogenee. Qui, però, la responsabilità politica è secca ed è riferibile agli stessi gruppi di maggioranza che ora fanno un passo indietro. Noi l’apprezziamo, ma era meglio pensarci prima.

Il territorio che ne ha sofferto di più è stata la montagna, cui è stata tolta la poca l’autonomia che aveva. E la Regione legifera nel merito senza nemmeno partecipare e ascoltare chi vive questi territori. Oggi la maggioranza decide di ritirare la delibera, ma preoccupa il fatto che questa sia un’operazione fatta solo per timore della campagna elettorale e che, se la prossima volta a governare sarà la stessa coalizione, ricomincerà a togliere autonomia ai territori e concentrare tutto su Milano.

Pubblicato in Ambiente e agricoltura, Territorio | Taggato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Agricoltura sociale: finalmente la Lombardia ha la sua legge

In questi ultimi anni l’agricoltura sociale ha visto un notevole sviluppo. Solo nel 2012 l’Unione Europea consigliava ai suoi Stati membri di dotarsi di norme ad hoc. La Lombardia, grazie al Gruppo Regionale del Pd, ora ha una legge regionale in materia, approvata questo pomeriggio in Consiglio regionale, con l’astensione di Lega e Lista Maroni, come già in VIII Commissione Agricoltura.

Il concetto di agricoltura sociale è innovativo, ma in realtà è anche antico, perché a ben vedere da sempre la cultura contadina si è adoperata per l’accoglienza e l’ospitalità. L’agricoltura sociale, dunque, coniuga il lavoro con la solidarietà.

L’agricoltura non è più solo un’attività legata esclusivamente alla produzione di alimenti, ma sta ormai lasciando il posto a un’idea più complessa che vede al centro la multifunzionalità del sistema agricolo. In questo contesto l’agricoltura si configura come attività che affianca alla tradizionale funzione di produzione di beni alimentari la capacità di generare servizi connessi, sia orientati al mercato, sia in grado di dare luogo a valori di utilità pubblica di assoluto rilievo. È questo lo scenario in cui si inserisce l’agricoltura sociale: una forma di agricoltura che fornisce in modo continuativo, oltre all’attività agricola, servizi rivolti all’integrazione sociale e al reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati come ex-detenuti, ex-alcolisti, ex-tossicodipendenti, malati psichici, persone diversamente abili. Svolgere questo tipo di attività non solo permette alle persone svantaggiate di reinserirsi nella sfera produttiva e di ritrovare il contatto con la natura, ma ha anche effetti positivi sul loro benessere e sulla loro condizione di salute, promuove il loro reinserimento sociale, ne migliora la capacità di apprendimento e l’autostima, e rafforza quindi la loro partecipazione alla vita sociale.

Oggi in Italia le aziende che fanno agricoltura sociale sono oltre 3mila con più di 30mila lavoratori. In Lombardia, le aziende accreditate come attività di agricoltura sociale sono solo 20 su 120 censite, ma in rapidissima crescita.
La novità contenuta nella legge regionale, per conformarsi a quella nazionale, è il fatto che anche le cooperative sociali agricole vengono considerate aziende agricole a tutti gli effetti.

La legge del Pd definisce le finalità e gli obiettivi dell’agricoltura sociale, riconoscendo nelle caratteristiche multifunzionali delle attività agricole il contesto favorevole allo sviluppo di interventi e di servizi sociali, socio-sanitari ed educativi. Inoltre, offre una definizione normativa delle fattorie sociali nell’ottica dell’attività di impresa agricola, integrata con attività di carattere socio-sanitario, educativo e di inclusione lavorativa, a vantaggio di persone svantaggiate o a rischio di emarginazione.
La nuova norma prevede inoltre l’istituzione di un osservatorio regionale sull’agricoltura sociale al quale sarà affidato il compito di verifica, monitoraggio e valutazione della qualità dei servizi offerti, di un registro e della rete delle aziende accreditate.
Quanto alle misure di sostegno promosse dalla Regione e agli interventi pubblici, si prevedono specifiche azioni: dalla promozione della fornitura di prodotti di agricoltura sociale per la ristorazione collettiva all’assegnazione prioritaria di terreni demaniali o di beni confiscati.

Pubblicato in Ambiente e agricoltura, Economia e lavoro, Sanità e welfare | Taggato , , , , , | Lascia un commento

Siccità: invasi nelle cave, ma solo dove è possibile

Il Gruppo regionale del Pd si è astenuto al voto sul progetto di legge che stabilisce le nuove norme per la mitigazione degli effetti delle crisi idriche nel settore agricolo, ovvero l’idea di utilizzare le cave dismesse come invasi per contenere l’acqua in caso di siccità e come attività di laminazione (lo ‘sfogo’ in caso di alluvione).

Un voto arrivato dopo la decisione da parte della maggioranza di accogliere un emendamento del Pd che esclude dalla legge gli ambiti estrattivi in cui risulti un’interazione idrogeologica tra bacino e falde acquifere sotterranee. In sostanza così com’era, la legge poteva addirittura risultare dannosa in pianura, dove i terreni, e dunque a maggior ragione le cave, presentano falde ricche d’acqua. Quindi, se una cava asciutta e riempita a scopi irrigui, come avviene nella zona pedemontana, è utile e ha un senso, laddove l’acqua, attraverso la falda, sale e scende periodicamente, lo scavo non può essere utilizzato per questi scopi.

L’emendamento è stato accolto, ma ci è rimasto un dubbio: intanto, questa novità andava discussa dentro la legge di riforma delle cave, perché procedere con una variante per farne un invaso sarà complicatissimo, considerato che molti piani cave provinciali sono già difficili da applicare, spesso a causa di corsi e ricorsi. Inoltre, è evidente che si rischia di permettere di scavare nuovamente, per poter impermeabilizzare, ad esempio, in depressioni del terreno fatte ad arte, ma ormai chiuse. E soprattutto non si capisce perché non ci siamo limitati a concedere al Consorzio di bonifica del Chiese, dal cui territorio è partita la proposta, l’inserimento dell’invaso nel piano comprensoriale di bonifica, senza andare a sconvolgere con una legge regionale l’80 per cento del rimanente territorio lombardo.

Tuttavia il problema della siccità ci preoccupa particolarmente, tant’è che è nostro l’unico ordine del giorno sul tema presentato in occasione dell’approvazione del bilancio regionale. E non può essere risolto con il provvedimento che ci è stato proposto. Il tema della siccità si affronta con interventi strutturali che devono vedere Regione Lombardia come promotrice e regista di un vero e proprio ‘patto per l’acqua’ che metta insieme gli enti locali, i consorzi di bonifica e di irrigazione, gli agricoltori e tutti i portatori di interesse che usano l’acqua come fonte energetica.

Pubblicato in Ambiente e agricoltura | Taggato , , , , , , , | Lascia un commento

Stazione di Casalmaggiore: situazione insostenibile; Regione, Trenord e Rfi intervengano subito

alloni-casalmaggiore[379]Questa mattina io, il consigliere regionale Marco Carra, il segretario provinciale Matteo Piloni, il segretario locale Mario Daina ed i consiglieri comunali di opposizione Calogero Tascarella e Alessandro Rosa, ci siamo ritrovati alla stazione di Casalmaggiore, dove abbiamo incontrato moltissimi pendolari e fatto il punto della situazione sugli interventi di manutenzione necessari per adeguare la stazione agli standard minimi di qualità previsti dal contratto di servizio che la Regione Lombardia ha sottoscritto con Trenord e con RFI.

casalmaggiore-folla[378]La stazione non è presenziata e l’elenco dei servizi da migliorare è lungo: hanno chiuso il bar, non c’è una biglietteria e non esiste un sistema automatizzato per la vendita in loco, i servizi igienici sono stati chiusi da tempo, manca un impianto di riscaldamento, spesso l’obliteratrice non funziona e dei due scivoli che permettevano il passaggio in sicurezza al secondo binario, ne hanno rimosso uno, rendendo molto più complicato il passaggio e soprattutto poco sicuro; proprio questa mattina una signora è caduta davanti ai nostri occhi.

casalmaggiore-scivolo[377]Casalmaggiore non è un comune qualsiasi; stiamo parlando dell’unica stazione del Casalasco dove, dopo la chiusura del ponte sul Po, il traffico dei passeggeri è aumentato tantissimo e si ritrova a viaggiare su una linea, la Parma-Brescia, già assai problematica che per un lungo tratto non è ancora elettrificata, una situazione ormai diventata insostenibile.

Rfi e Trenord devono assolutamente intervenire al più presto per riportare questa stazione ai limiti della decenza e per potenziare la frequenza dei treni, già dal prossimo cambio di orario di dicembre.

Con Marco Carra ho annunciato una interrogazione all’assessore Sorte che sarà condivisa da tutti i consiglieri regionali oggi presenti. Oltre alla delegazione del PD, infatti, sono intervenuti all’iniziativa anche il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni e il consigliere regionale M5S Andrea Fiasconaro.

Pubblicato in Mobilità | Taggato , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il 27 novembre presidio  nella stazione di Casalmaggiore

Continua la mobilitazione del Pd al fianco dei pendolari lombardi e lunedì 27 novembre dalle 7 alle 8 del mattino sarò con Marco Carra alla stazione di Casalmaggiore, dove incontreremo i pendolari del territorio e solleciteremo gli interventi di manutenzione necessari per adeguare la stazione agi standard minimi di qualità previsti dal contratto di servizio che la regione Lombardia ha sottoscritto con Trenord (e con RFI).

L’iniziativa fa seguito all’incontro pubblico (consiglio comunale aperto) dello scorso 16 novembre, nel corso del quale è emerso più volte il tema relativo alla necessità di intervenire con importanti opere di  manutenzione nella stazione casalasca.

L’iniziativa è aperta alla partecipazione dei consiglieri regionali di tutti i gruppi politici, dei comitati e  dei rappresentanti delle istituzioni locali.

Pubblicato in Mobilità | Taggato , , , , , , , , | Lascia un commento

Bilancio: per tutto il mandato Maroni ha sottovalutato il problema ambientale

Nessuna azione per la dismissione graduale degli inceneritori, niente aggiornamento del piano regionale per l’amianto, nemmeno l’ombra della legge sulle cave, inadeguato il piano delle bonifiche dei siti inquinati. Per non parlare delle quasi inesistenti politiche antismog. E sono solo le questioni più macroscopiche contenute in un documento presentato, questo pomeriggio, in VI Commissione Ambiente, da Pd, Patto Civico, Mdp Articolo 1 e Sel in merito alla discussione sulla legge di stabilità 2018-2020 e sul bilancio di previsione, sui quali l’opposizione ha votato decisamente contro.

I documenti contabili risentono molto del fatto che ci troviamo a fine legislatura e hanno quindi la caratteristica di assolvere più a un obbligo di legge e che a un vero progetto per il futuro della nostra regione. Inoltre, confermano la totale sottovalutazione della questione ambientale che ha di fatto caratterizzato tutto il mandato legislativo della Giunta Maroni.

Per Pd, Patto Civico, Mdp e Sel mancano, ancora una volta, progetti concreti, sorretti da adeguati finanziamenti, che partono dalle criticità ambientali per dare avvio a piani di risanamento, cogliendo le opportunità che la green economy e l’economia circolare offrono, in una regione tra le più avanzate in Europa.

Ma il punto cruciale rimane quello dell’emergenza smog: nonostante i passi avanti nel coordinamento delle azioni antinquinamento con le Regioni della Pianura Padana, anche in questo bilancio la consapevolezza della Giunta Maroni della gravità del problema non fa alcun salto di qualità, a partire dalla non volontà politica della Giunta di assumersi il ruolo di regia nelle azioni di contrasto all’inquinamento dell’aria. Anche qui, le stesse risorse messe a disposizione sono assolutamente insufficienti.

Le richieste dell’opposizione di centrosinistra sulla battaglia allo smog sono state chiare: una campagna di comunicazione e informazione ai cittadini omogenea in tutti i Comuni della Lombardia; incentivi alle micro, piccole e medie imprese per la sostituzione dei veicoli commerciali inquinanti; incentivi ai privati per la sostituzione delle auto più vecchie e inquinanti; sostegno ai Comuni nelle fasi di emergenza aria con il blocco delle auto; gratuità, nei periodi di emergenza aria, del trasporto pubblico locale; interventi di bonifica totale dell’amianto dagli edifici pubblici e nelle aree produttive dismesse; efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati; sostegno a progetti di rigenerazione urbana.

Infine, parlando delle carenze nelle politiche ambientali del centrodestra, il consumo di suolo che si sconfigge riformando davvero la legge urbanistica n. 12 del 2005. L’edilizia si può rilanciare senza costruire nuovi agglomerati urbani, ma efficientando gli edifici esistenti.

Pubblicato in Ambiente e agricoltura | Taggato , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Presidio stazioni: la Regione deve ascoltare i pendolari

tabellone-interno3I pendolari chiedono una maggiore attenzione e la Regione deve smetterla di prenderli in giro, molti di loro questa mattina hanno apprezzato la nostra iniziativa e si sono fermati a parlare con noi, ribadendo che i disagi sono ancora troppo frequenti, soprattutto ritardi soppressioni e sovraffollamenti, e che la vita di chi ogni giorno deve muoversi con un treno è piena di imprevisti e di complicazioni.

La giornata è cominciata con una bella soppressione da Treviglio a Cremona e a Treviglio tutte le coincidenze sono saltate e tanto per cambiare anche oggi sono arrivato in Consiglio regionale con la solita mezz’ora di ritardo.

Il prossimo 22 novembre sono stati convocati dall’assessorato ai trasporti i tavoli territoriali di quadrante per illustrare le novità riguardanti il prossimo cambio orario (dicembre 2017) e per tracciare un bilancio di fine legislatura con qualche accenno a quanto resta da fare nei prossimi anni.

volantinaggio[314]

Vediamo se questa volta, contrariamente all’ultima, le voci dei pendolari saranno ascoltate e speriamo che non si tratti solo di una mossa elettorale, ma che finalmente siano riconosciute le criticità di una gestione che non è all’altezza di una regione come la Lombardia.

La giornata di mobilitazione si concluderà questa sera con il presidio alla stazione di Cremona, a partire dalle ore 19.

Pubblicato in Mobilità | Taggato , , , , , | Lascia un commento

Crisi idrica: invasi nelle cave, la soluzione sbagliata

Voto contrario del Gruppo regionale del Pd, in VI Commissione Ambiente, al progetto di legge sulle Nuove norme per la mitigazione degli effetti delle crisi idriche sul settore agricolo, la proposta che intende utilizzare le cave dismesse come invasi per l’acqua.

Intanto, il provvedimento dovrebbe essere anticipato da un documento che riporti il reale fabbisogno idrico generale, non solo riferito all’agricoltura. Poi, il Governo si sta muovendo con le Regioni per studiare una soluzione proprio relativa ai bacini idrici di raccolta acque. La misura che vogliamo approvare in Lombardia rischia di scontrarsi con quella nazionale che sta venendo avanti.

Dopo ci sono gli aspetti più tecnici: il progetto di legge parla di utilizzo di cave dismesse che non si concilia con gli accordi di riambientalizzazione cui deve sottostare il cavatore e di fatto solleva da questa incombenza l’operatore privato. Un provvedimento del genere, dunque, aprirebbe un mercato diverso a un bene tutto sommato di proprietà pubblica.
C’è anche la necessità di distinguere tra invasi con acqua piovana e opera di laminazione per le esondazioni, due situazioni che richiedono un trattamento diverso.

Tutto nasce da una richiesta di un preciso territorio, quello del Consorzio di bonifica del Chiese. Bene: attraverso il loro Piano comprensoriale di bonifica, il Consorzio, le istituzioni locali, insieme ai cittadini, possono benissimo prevedere di utilizzare le proprie cave dismesse come invasi. Ma non serve di certo una legge regionale che, per altro, così come impostata, può andare bene solo in determinate zone pedemontane, non certo in montagna e tanto meno in pianura, ricca di risorgive e con cave interconnesse direttamente con la falda. In pianura il rischio è quello di ottenere il risultato opposto e penalizzare gli stessi agricoltori.

E soprattutto qui saremo costretti ad andare a modificare il Piano cave e fare una variante è complicatissimo, soprattutto nella province dove i piani non sono mai stati applicati perché bloccati da ricorsi e contro ricorsi. Senza contare che per poter applicare l’impermeabilizzazione si dovrà nuovamente scavare un po’ e questo vuol dire rimettere in funzione la cava e dare al privato la possibilità di modificare lo stato dell’ambiente a impianto chiuso.

Pubblicato in Ambiente e agricoltura | Taggato , , , , , | Lascia un commento

Il 16 novembre presidio nelle stazioni di Cremona e di Crema

Anche questa settimana comincia bene, con un ritardo del treno regionale 10451 delle 6,07 da Treviglio e del diretto 10458 delle 7,21 da Crema per Milano, in particolare i due convogli sono rimasti a lungo fermi nella stazione di Soresina e di conseguenza, trattandosi di una linea a binario unico, hanno accumulato ritardi anche i treni successivi… Non se ne può proprio più e dobbiamo ribadirlo a gran voce, al fianco dei pendolari.

Il gruppo consiliare regionale del PD della Lombardia ha programmato, con il Patto Civico e Insieme per la Lombardia, per giovedì 16 novembre, un presidio nelle stazioni di Crema e Cremona.

Una giornata di mobilitazione nelle stazioni ferroviarie per promuovere un’azione di vicinanza ai problemi dei pendolari, di protesta nei confronti di un servizio ferroviario regionale che riteniamo inadeguato e di proposte per una sua migliore organizzazione.

Sarò a Crema al mattino, dalle ore 6,40 alle ore 7,30 e la sera a Cremona, dalle ore 19 per poter incontrare i pendolari delle diverse linee che transitano in queste stazioni. Pendolari che trovano treni troppo freddi d’inverno e troppo caldi d’estate, treni vecchi, guasti, in ritardo oppure addirittura soppressi.

Un’azione di protesta e di ascolto che auspichiamo ci permetterà di alzare ancora di più la voce e rendere più energiche le già innumerevoli richieste di intervento presentate a questa Giunta ormai sorda che fa solo promesse. Vogliamo treni più puntuali, più vivibili e soprattutto più sicuri, insomma, come dice lo slogan del nostro volantino, Treni per vivere e non da piangere!

Pubblicato in Mobilità | Taggato , , , , , , , , | Lascia un commento