Archivi del mese: giugno 2017

Treni, ennesima disavventura sulla tratta Milano-Crema

Dopo l’ennesima disavventura ferroviaria della settimana ho scritto questo pomeriggio una lettera all’assessore regionale ai trasporti Alessandro Sorte e all’amministratore delegato di Trenord Cinzia Farisé.

Il casus belli è stata la perdita della coincidenza a Treviglio, dove il Milano–Verona da Centrale è arrivato con oltre una decina di minuti di ritardo facendo così perdere per un soffio a tutti i viaggiatori diretti a Cremona il treno corrispondente. La beffa è che sarebbe bastata una manciata di secondi per evitare loro un’attesa di un’ora.

Sono due settimane che io e i pendolari cremaschi non riusciamo a viaggiare un giorno intero senza perdere coincidenze o trovare treni cancellati: oggi sono arrivato con il Verona da Milano Centrale con 10 minuti di ritardo. La coincidenza per Cremona e Crema dovrebbe partire alle 15.07, appunto. Saremmo puntuali, nonostante il ritardo. Ci volete dare 30 secondi, dico 30 secondi, per correre a prenderla? Dobbiamo scendere e salire al binario 9. Solo 30 maledetti secondi. No. Nonostante la corsa dei circa 30 pendolari che arrivano da Milano il treno parte esattamente alle 15.07.

Cosa faccio ora, visto che oltre ad essere pendolare sono anche consigliere regionale? Faccio interrogazioni, mozioni, proposte di ordini del giorno in aula o in commissione? Spero solo che tra qualche mese, visto che si vota, ci sia un governo di Regione Lombardia che almeno riesca ad imporre a Trenord un po’ di buon senso.

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Apa: l’assessore non mette le risorse a disposizione per motivi politici

L’assessore Fava la pianti di fare il primo della classe e collabori con il Governo, perché se è vero che ha le risorse e non le distribuisce agli allevatori per i suoi giochetti politici, il danno lo fa alle aziende agricole lombarde, non certo al Ministero o al Centrosinistra.

Fava insiste che vi è necessità di risorse maggiori per la Lombardia, ma, a parte il fatto che solo con questo Governo, già l’anno scorso, si è aumentato lo stanziamento dal 27 al 30%, l’assessore dimentica che questo bisogno è un dato storico per la nostra regione, quindi valeva anche quando lui stesso governava il Paese: come mai non ci ha pensato allora?

Invece di pensare agli allevatori lombardi, Fava si preoccupa di scrivere comunicati e non perde occasione per attaccare il Ministro, ma lui non è un consigliere o un parlamentare di opposizione: è un assessore e come tale dovrebbe collaborare con il Ministero. È sbagliato proprio il principio. Anzi, è ancora più grave questo atteggiamento poiché viene messo in atto a livello istituzionale: ammette di avere risorse, ma di non metterle a disposizione per mero ricatto politico.

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Apa: la decisione è stata presa dai Presidenti di regione e non dal ministro Martina

L’assessore all’Agricoltura Fava continua a travisare la realtà. E guarda caso a ridosso dei ballottaggi delle importanti elezioni amministrative.

Fava fa un gioco che non ci piace: dà la colpa dei fondi tagliati agli allevatori al Ministero delle Politiche Agricole, ma sono stati decisi in Commissione Bilancio della Conferenza Stato Regioni, presieduta dalla Lombardia, dal Ministero dell’Economia assieme ai presidenti delle Regioni, quindi anche da Maroni. Ed è a lui che l’assessore lombardo dovrebbe chiedere come mai si è stabilito di ridurre le risorse trasferite da Stato a Regioni per le attività di miglioramento genetico del bestiame.

Eppure, dell’origine di questa scelta l’assessore non accenna minimamente, facendo credere a tutti, anche alle associazioni di categoria, che sia stato il Ministro Martina e non un accordo tra le parti, compresa la Lombardia, a procedere a dei tagli che non ci trovano comunque d’accordo.

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Sette domande a Roberto Maroni che Zucchi non farà

Pare che il presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, venerdì sarà a Crema per sostenere la candidatura a sindaco di Enrico Zucchi. Legittimo che sostenga il candidato del suo partito, però in qualità di consigliere regionale del territorio mi piacerebbe – come credo a tutti i cittadini del Cremasco – che il capo del governo regionale approfittasse del suo passaggio per darci delle risposte precise che finora, cioè da quattro anni, sono mancate. Nonostante le numerose sollecitazioni della sindaca di Crema, esistono almeno sette grandi azioni concrete che mancano all’appello. Mi permetto di elencarle, nella consapevolezza che il candidato del centrodestra sarà più intento a crogiolarsi nell’endorsement invece di pungolare il governo regionale come si dovrebbe fare. Al presidente Maroni va spiegato chiaramente che servono fatti e non parole. Di quest’ultime ne ha già usate tante, troppe, anche in questi anni. E i cremaschi si sono stufati.

1) La scuola di CL, un lascito della Giunta Formigoni e di errori commessi dalla precedente Giunta di Crema. Che i cittadini possano davvero pagarne le conseguenze, anche monetarie, è una vergogna inaccettabile. Si tratta di un milione di euro che Maroni sta trattenendo su quanto la Regione deve alla nostra città. Quelli sono soldi dei cremaschi. Tocca alla Regione farsi garante. Venga in città per dirci che strappa l’assegno.
2) Dunas, ovvero la tassa Maroni-Malvezzi: il 29 dicembre 2016, con una delibera di Giunta è stato deciso dalla Regione che i cremaschi pagassero una nuova tassa sugli immobili. Bastava attendere due giorni e dal 1° gennaio non sarebbe stato più possibile. Il Dunas è l’unico Consorzio di bonifica in tutta la Lombardia che è riuscito a far partire il piano di contributi senza avere approvato il piano di bonifica. In pratica, ti chiedono i soldi senza sapere ancora cosa farci. Su questa tassa voluta da Maroni e Malvezzi, Zucchi glisserà? Noi no. Tant’è che questa mattina (giovedì 22 giugno) ho presentato in consiglio regionale un’interrogazione urgente con la quale chiedo al Presidente Maroni di sospendere i pagamenti, in attesa che venga approvato nel 2018 il piano di bonifica. Sul tema del Dunas ho depositato oggi l’interrogazione in allegato.
3) I treni della Lombardia. Ancora l’altra mattina centinaia di pendolari, me compreso, sono rimasi a piedi alla stazione di Crema. Continua a leggere

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Maltempo: mozione urgente per la calamità naturale

La tromba d’aria che si è abbattuta l’altro giorno sul territorio cremasco sarà oggetto di una mozione urgente che il Gruppo regionale del Pd sta depositando per la discussione nella seduta di Consiglio regionale di martedì 13 giugno.

L’atto impegna la Giunta a richiedere al Governo, una volta ultimata la stima dei danni subiti dal settore agricolo, dalle infrastrutture pubbliche e dalle abitazioni civili, la dichiarazione dello stato di calamità naturale, oltre all’impegno a finanziare adeguatamente tutti gli interventi utili necessari. Inoltre, si chiede di verificare la possibilità di individuare, anche in occasione dell’assestamento di bilancio, eventuali risorse regionali aggiuntive da rendere disponibili per le province più colpite, allo scopo di sostenere gli interventi previsti dal Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura per tutte le aziende agricole che hanno subito danni irreversibili.

Nella mozione si spiega, infatti, chiaramente quanto successo solo poche ore fa in una ampia zona della provincia di Cremona: il territorio della Pianura padana con particolare riferimento ai comuni della zona di Campagnola, Quintano, Casaletto Vaprio, Pandino e Torlino Vimercati, sono stati soggetti a eccezionali fenomeni temporaleschi, con trombe d’aria che hanno provocato gravi danni alle infrastrutture pubbliche e private e alle attività agricole. Danni alle stalle e ai fabbricati a uso zootecnico per il ricovero per il fieno, ai campi di mais e orzo, e a Campagnola Cremasca almeno due cascine e moltissime abitazioni sono andate praticamente distrutte.

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Gal: grazie a noi chi è in graduatoria potrà accedere ai finanziamenti

In risposta all’assessore regionale all’Agricoltura Fava a proposito dei ricorsi al Tar di alcuni Gal esclusi dalla graduatoria di Regione Lombardia sui finanziamenti per la Misura 19 del Piano di sviluppo rurale 2014-2020 ‘Sostegno allo sviluppo locale Leader – Gal’ va intanto precisato che all’udienza del 17 maggio, su cui il Tar si è espresso e ha emesso dispositivo oggi, sono stati discussi e trattenuti in decisione solo i tre ricorsi dei Gal esclusi e non tutti i ricorsi come sostiene Fava. Gli altri quattro ricorsi contro la graduatoria sono invece stati rinviati al 25 ottobre prossimo, su richiesta dei difensori degli altri Gal.

Pare evidente che sulla base dell’esito dei primi tre ricorsi, potrebbe venir meno l’interesse degli altri quattro ricorrenti, soprattutto qualora, grazie anche al rifinanziamento della Misura 19, su cui l’assessore si è attivato solo dopo le azioni di sollecito avanzate dal nostro Gruppo, gli interessati entrassero tutti in posizione utile di graduatoria.

Anzi, è stato grazie a quella politica che non ha voluto cercare lo scontro con la Direzione generale, come dice l’assessore, ma che ha fortemente voluto che tutti i territori fossero finanziati come sempre avvenuto, che la Misura è stata rifinanziata e che i Gal in graduatoria potranno accedere tutti al finanziamento. Rimane il fatto che il bando iniziale è stato costruito in modo maldestro, come noi abbiamo sempre denunciato, causando l’esclusione e quindi la bocciatura dei progetti di tre aree montane importanti. Rimane la soddisfazione per il fatto che i Gal dei territori mantovano e cremonese sono stati tutti ammessi al finanziamento.

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Incendio su convoglio ferroviario Brescia-Parma: situazione non più tollerabile

Lo scorso 2 giugno sulla linea Brescia-Parma, un convoglio ha preso fuoco a causa dell’ennesimo guasto, generando panico tra gli utenti che sono dovuti scendere dal treno.

Treni vecchi, infrastrutture carenti, ritardi e adesso anche il fuoco!

Vogliamo sapere quali sono state le cause che hanno generato quel guasto e che hanno messo a rischio l’incolumità dei pendolari.

Condividendo le tante preoccupazioni dei pendolari e delle istituzioni locali per la situazione di completo abbandono in cui versano le linee ferroviarie tra Parma, Piadena e Brescia e sulla necessità, in primis, di garantire la sicurezza, ma anche migliorare il servizio offerto, ho presentato nei giorni scorsi l’ennesima interpellanza a cui dovrà rispondere in Aula consiliare, ancora una volta, Alessandro Sorte in persona.

Vogliamo quindi anche sapere quali azioni l’assessore abbia in mente per migliorare il servizio su questa linea disastrata, nel breve e medio periodo, fermo restando il fatto che la situazione in corso non può più essere tollerata.

Sappia l’assessore Sorte che non mollerò la presa.

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