Archivi del mese: febbraio 2017

Ticket sanitari: Maroni revoca la riduzione per fare campagna elettorale

Da domani, 1 marzo, il supertichekt sanitario su visite ed esami introdotto a partire dal 1 febbraio sarà revocato.
La decisione segue l’impugnativa da parte del Governo dell’articolo 19 del collegato al bilancio 2017 – 19 che fissa l’obiettivo generico di ridurre il superticket del 50% nei prossimi tre anni a fronte di una non ben definita futura riduzione di spesa.

Riportare i ticket a come sono stati fino a un mese fa è solo una cinica mossa politica di Maroni. Il Governo ha infatti impugnato un articolo del collegato al bilancio scritto male, senza copertura, introdotto con un emendamento dell’ultimo minuto firmato da Lega, Forza Italia e NCD. Ma la delibera che abbassa il tetto dei superticket da 30 a 15 euro non è stata toccata e se Maroni non l’avesse revocata sarebbe rimasta in vigore, esattamente come le precedenti che sono intervenute per estendere le esenzioni. Siamo di fronte a un’abile mossa di campagna elettorale sulla pelle dei lombardi, che per la Regione significa anche risparmiare 25 milioni di euro.

Trovare una soluzione sarebbe molto facile, se solo lo si volesse fare, perché la Lombardia ha già un ticket aggiuntivo sui farmaci da cui incassa 260 milioni di euro.

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Legge Seminterrati: condoni mascherati dal recupero dei vani esistenti

Con 37 Sì e 32 No il Consiglio regionale approva il progetto di legge n. 258 relativo al  “Recupero dei vani e locali seminterrati esistenti”. Noi del Partito Democratico abbiamo espresso convintamente parere negativo: il provvedimento, all’articolo 2, consente di togliere dal calcolo della superficie lorda di pavimento i portici e le logge, e gli stessi corridoi dei vari piani degli alberghi consentendo in questo modo di ampliare le volumetrie degli stessi. Nei seminterrati vengono consentiti i cambi di destinazione d’uso commerciale e terziario senza l’obbligo di mettere a disposizione i necessari standard urbanistici e in particolare i parcheggi, andando così a gravare i centri storici già carenti di posti auto.

Questa legge suona come un condono preventivo: permette non solo ai fabbricati esistenti ma anche a future costruzioni la possibilità di recuperare volumetrie e quindi la realizzazione di seminterrati abitabili. Un’assurdità visto che le nuove edificazioni dovrebbero immediatamente allinearsi alle regole esistenti. Per noi questo provvedimento è a forte rischio di incostituzionalità: con tutta probabilità sarà oggetto di impugnativa da parte del Governo: è sicuramente lesiva dell’autonomia amministrativa dei comuni.

Abbiamo cercato di inserire possibili migliorie  in Aula alcune sono state approvate ma gli emendamenti qualificanti della Lega sono stati all’ultimo ritirati. Le mediazioni all’interno della maggioranza sono state al ribasso: è una legge che non guarda alla qualità dell’ambiente e alla salute delle persone, ma dà preminenza solo ad esigenze squisitamente di natura economica. Su questi presupposti il nostro voto non poteva che essere negativo. Visti i soli cinque voti di scarto con cui il provvedimento è stato approvato le perplessità non sono solo dell’opposizione ma anche di una bella fetta di maggioranza.

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Ticket: centrodestra cinico, prende in giro i lombardi

Sulla sospensione della delibera con la quale, a patire dal primo di febbraio scorso, è stato abbassato il tetto del superticket sanitario su visite ed esami diagnostici da 30 a 15 euro: o Maroni e Gallera sanno di essere nel giusto e allora possono mantenere in vigore la delibera almeno fino a quando la Consulta non valuterà l’impugnativa, oppure sono coscienti che quell’articolo del collegato era scritto con i piedi e stanno solo facendo i furbi.

La verità è che il centrodestra sta prendendo in giro i lombardi con grande cinismo. Nessuno obbliga la Regione a ritirare la delibera e ad alzare nuovamente il tetto dei ticket. Se lo fa è solo per mascherare il suo fallimento rispetto a una delle maggiori promesse fatte in campagna elettorale.

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TPL: Sorte dà i numeri; nel giro di 24 ore dimezzato ipotetico taglio

Finalmente, come chiedevamo da tempo, è stato convocato il tavolo per la mobilità regionale anche se non è stato affrontato il nodo fondamentale relativo alle risorse per permettere alle agenzie di trasporto pubblico locale di avviare i bandi per i nuovi contratti di servizio. Unica nota positiva l’avvio del percorso sui costi standard che secondo il cronoprogramma verrà approvato non prima di settembre.

Sorte dà i numeri: nel giro di ventiquattro ore si è dimezzato l’ipotetico taglio. Ha dovuto ammettere davanti a tutti che l’entità dell’eventuale rimodulazione sarebbe sotto i 10 milioni e non di 23 come urlato ieri. Per di più non ci risulta che l’assessore al Bilancio Garavaglia nell’ultima conferenza stato regioni si sia ribellato di fronte alla ricostituzione del fondo trasporti a 4.789 miliardi, ma al contrario, assieme a tutte le regioni a statuto ordinario, ha espresso parere favorevole. La Regione abbandoni i facili slogan e come da noi suggerito organizzi dei tavoli tecnici operativi con cadenza settimanale/mensile per facilitare l’operatività delle agenzie che ha voluto far nascere e che poi ha lasciato abbandonate a se stesse.

L’assessore Sorte ha annunciato la volontà di riunire entro una settimana tutti i parlamentari lombardi per far fronte comune e sollecitare il Governo a rivedere la ripartizione delle risorse per il trasporto. Bene la richiesta, noi come PD abbiamo avviato già da tempo un’interlocuzione con il ministro Delrio e assieme ai nostri rappresentanti istituzionali abbiamo redatto una nota con la quale chiediamo di rivedere la posizione sui tagli. Sottolineo comunque che il Governo sta attuando il più grande investimento statale della storia per quanto riguardo il quadro delle risorse per il materiale rotabile su gomma e su ferro. E per Regione Lombardia si tratta di uno stanziamento di 117 milioni di euro per il 2017.

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Vigili del fuoco volontari: buona legge, ma soldi davvero insufficienti

Via libera, questa mattina, in VI Commissione Protezione Civile del Consiglio regionale, al progetto di legge sulle nuove norme per il sostegno e la valorizzazione dei distaccamenti volontari del corpo nazionale dei vigili del fuoco. Favorevole anche il Gruppo regionale del Pd, tranne che sulla norma finanziaria.

Il nostro voto è stato favorevole perché la legge mira a valorizzare l’impegno volontario di tante persone e a migliorare la loro condizione lavorativa sia da un punto di vista formativo, che della dotazione dei mezzi. Ma la ratio della norma è proprio la messa a disposizione di risorse e davvero non ha senso se ci mettiamo solo le briciole. Faccio presente che dagli 800mila euro iniziali siamo scesi a 250mila, di cui 150 per la formazione e solo 100 per i mezzi. Dove andiamo con questi pochi soldi? Recentemente, per altri provvedimenti, forse anche un tantino discutibili, siamo arrivati a metterci anche più di un milione di euro. Qui, dove davvero serve, siamo all’elemosina.

Ciononostante, poiché dietro questo progetto di legge c’è un grande lavoro, fatto anche in Commissione, va senza dubbio quanto prima portato in Aula, ma ci opporremo fermamente a una norma finanziaria che è davvero poca cosa. La scelta del Pd è stata, dunque, quella di votare a favore di tutti gli articoli e dell’intero dispositivo, ma di astenersi sull’articolo che stanzia, appunto, le risorse contestate.

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TPL: scaricabarile di Sorte

Il caso vuole che a poche ore dalla Conferenza regionale del Trasporto Pubblico Locale, che si terrà domani pomeriggio al Pirellone, a cui prenderanno parte pendolari infuriati per i problemi a cui la Giunta Maroni non riesce a dare risposta, l’assessore Sorte utilizza il solito scaricabarile per spostare l’attenzione.

Le trattative in Conferenza Stato-Regioni sono ancora in corso e tutti si stanno impegnando per cercare una soluzione condivisa che non penalizzi la Lombardia, utilizzando le premialità per le regioni virtuose per attutire i tagli previsti.

Regione Lombardia, piuttosto che lanciarsi in spericolate operazioni societarie a Verona che non hanno nessuna utilità per i Lombardi, investa le risorse per il trasporto regionale e garantisca le stesse risorse per il 2017 e il 2018 per permettere alle agenzie di trasporto di avviare i bandi per i nuovi contratti di servizio.

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Poste: primo tavolo territoriale

Sono stati presentati oggi, nell’ambito del tavolo territoriale per la provincia di Cremona, che fa seguito agli accordi stabiliti a livello regionale, i risultati del piano straordinario che Poste Italiane direzione Lombardia ha messo in campo, a seguito delle segnalazioni di criticità arrivate da sindaci, consiglieri regionali, imprese e utenza, per contrastare una situazione che alla fine del 2016 si presentava davvero complicata.

Il piano di riorganizzazione, che andrà a regime entro la metà di marzo 2017 secondo quanto annunciato dai dirigenti presenti (Fabio Toniolo, Francesca Paglia e Marco Seri) di fronte a diversi rappresentanti del territorio, tra cui i sindaci di Crema e Cremona, oltre a me, prevede nuove assunzioni (31 già avvenute e altre 12 in corso), lo smaltimento della posta arretrata e la riduzione delle aree di distribuzione da parte dei postini secondo una logica di fidelizzazione che dovrebbe permettere il recapito della posta ordinaria entro 5 giorni e della prioritaria entro 1 giorno.

Ho collaborato attivamente a raccogliere i dati sulle aree di maggiore criticità tra i comuni del cremasco. Esce oggi confermato quanto premesso nella riunione svoltasi a Crema il 27 gennaio scorso. Lo sforzo portato avanti dalla direzione lombarda di Poste Italiane sta già dunque producendo miglioramenti visibili e questo è importante dato il ruolo imprenscindibile che la posta ha sul territorio, intanto aspettiamo la metà di marzo quando il piano andrà a regime. Resta il problema del presidio degli uffici postali nei quartieri e nei piccoli comuni che invece va riducendosi sempre più, privando i cittadini di un servizio ancora fondamentale.

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Congresso Pd: in Lombardia tante le sfide politiche da vincere uniti

Oggi, con la direzione nazionale, è partito ufficialmente il percorso congressuale. Pur non condividendo le argomentazioni esposte nel suo intervento, accogliamo con favore la candidatura di Michele Emiliano per la segreteria. È la dimostrazione che chi vuole proporsi come alternativa a Renzi, e alle sue proposte, lo può fare dall’interno, perché il PD è un partito plurale e c’è spazio per tutte le posizioni. Da parte nostra continueremo fino all’ultimo a lavorare in Lombardia per convincere chi vuole andare via a rimanere con noi. Sono tante le sfide politiche che uniti possiamo vincere insieme, non possiamo gettare via il lavoro fatto fino ad ora.

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Congresso Pd: in Lombardia lavoriamo per l’unità per vincere le prossime sfide

Abbiamo davanti più di tre mesi di congresso in cui la porta dovrà rimanere spalancata. Ci dovrà essere un dibattito vero e partecipato per costruire politiche che aiutino chi ha pagato la crisi e diano una prospettiva di futuro ai più giovani. Chi vuole contrastare le proposte di Renzi lo faccia dentro il congresso: il Partito Democratico è un grande partito plurale e c’è spazio per tutte le posizioni.

In merito alle possibili ripercussioni che questa situazione potrebbe avere in Lombardia bisogna dire che qui la situazione e’ meno problematica. I rappresentanti istituzionali che stanno valutando di andare via sono pochissimi. In ogni caso spenderemo tutte le nostre energie per convincerli a rimanere dentro il partito. Ciò detto, noi continueremo a lavorare sul territorio come fatto fino ad ora per preparare al meglio le future sfide che ci attendono.

Maroni non guardi in casa d’altri e si occupi dei problemi della sua maggioranza. Che di grattacapi ne ha ben più di noi.

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Psr – Sostegno allo sviluppo locale: tutto fermo

Con la pendenza al Tar dei ricorsi fatti dai soggetti rimasti esclusi dalla Misura 19 del Piano di sviluppo rurale 2014-2020 ‘Sostegno allo sviluppo locale Leader – Gal’ si sta delineando una situazione paradossale: poiché chiaramente è tutto bloccato, se non si risolverà la questione in tempi rapidi, dando il via ai finanziamenti, si corre il rischio di perderli. E la Misura 19, per quanto riguarda la Lombardia, di fatto potrebbe non essere applicata.

Per il momento di sicuro nessuno vedrà un euro: intanto bisogna aspettare la decisione del Tar, prevista per il 19 aprile, ma non è detto che sia finita, perché qualunque sia il risultato, la parte che verrà scontentata potrebbe impugnarlo e l’iter giuridico proseguirebbe.

D’altra parte, la questione è diventata veramente imponente: alla fine sono 7 i soggetti che risultano aver fatto ricorso ai quali vanno aggiunti tutti i cosiddetti ricorsi incidentali presentati. È evidente che così i tempi si allungano di molto. Se pensiamo che sono coinvolti in questa faccenda diversi territori della Lombardia e tutta una serie di energie che erano state messe in moto per dar vita ai vari progetti, facenti capo ai Gal, capiamo la portata della vicenda. Noi è da mesi che sollecitiamo Regione Lombardia a finanziare tutti i progetti ammessi, ma siamo rimasti inascoltati e la questione si è sempre più aggravata.

Non possiamo fare a meno di confrontare la Lombardia con il resto d’Italia, sul tema della Misura 19: alla data del 15 ottobre scorso, a non aver distribuito nemmeno un euro eravamo noi, il Piemonte, la Puglia e la Sicilia. Ma non sappiamo se nel frattempo queste ultime tre regioni hanno cominciato a erogare i fondi, visto che per loro nulla osta. Mentre nel nostro caso è, appunto, impossibile per ora e chissà per quanto altro tempo. E comunque il resto d’Italia è già avanti nell’avanzamento della spesa. Meno male che secondo la Lega, Maroni e l’assessore regionale all’Agricoltura Fava siamo sempre i migliori.

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