Archivi del mese: ottobre 2016

Psl: l’assessore smentisce la sua maggioranza e non risponde ai territori

L’assessore regionale all’Agricoltura smentisce in Commissione la maggioranza cui appartiene. Questo pomeriggio l’ordine del giorno della seduta prevedeva una risposta a una sua interpellanza che chiedeva le modalità di attuazione, da parte della Giunta, di una mozione sul rifinanziamento della Misura 19 del Piano di sviluppo rurale sul sostegno allo sviluppo locale leader.

In sostanza, il bando regionale, di circa una sessantina di milioni di euro, finanziava progetti messi insieme da territori, banche, imprenditori, comuni. Ne sono stati dichiarati ammissibili 15 e finanziati 10, quando nella precedente programmazione europea Regione Lombardia aveva trovato fondi per tutti.
Tant’è. Maggioranza e minoranza si mobilitano e presentano due mozioni, ma mentre quella del centrodestra, a prima firma Carlo Malvezzi, chiedeva, tra l’altro, di rifare il bando, noi volevamo che la Giunta verificasse la possibilità di rimodulare il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, riassegnando nuove risorse. Alla fine, in Aula, ai primi di settembre, è passata la mozione di maggioranza, ma abbiamo costretto i colleghi a modificare il testo che prevede, in prima battuta, di impegnare la Giunta a cercare di rifinanziare tutti i progetti rimasti fuori.

Oggi l’assessore regionale all’Agricoltura Fava è venuto in Commissione a rispondere all’interpellanza di Pd e Patto Civico su come intende procedere dopo che il Consiglio ha deciso, ormai quasi due mesi fa; Fava ha alzato la voce contro l’opposizione, accusandoci di volerlo costringere a rifare il bando, cosa che invece chiedevano Malvezzi e la maggioranza. E comunque, con tono quasi dispregiativo per i territori, ha detto chiaramente che così sono andate le cose, non può promettere nulla a nessuno e che al massimo si impegnerà per trovare nuove risorse e riprogrammare un altro bando per accontentare tutti.

Siamo rimasti esterrefatti, sia per il modo, sia perché continuava ad accusarci di una cosa che vuole la sua maggioranza. Mentre noi siamo dell’idea di rimodulare le risorse o trovarne di nuove. D’altra parte, abbiamo dovuto fargli notare che quasi ogni settimana Regione Lombardia riapre termini e bandi per finanziare progetti arrivati in ritardo o meritevoli di avere una risposta. Ma in questo caso ai soggetti rimasti esclusi dai finanziamenti, che non sono un paio di privati, ma i principali centri di vita civile dei nostri territori, nonostante le sollecitazioni a un confronto, non è mai stata data una risposta.

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Piano cave: no alla cava di argilla dentro il Pianalto della Melotta

Voto contrario del Gruppo regionale del Pd al Piano Cave provinciale di Cremona, votato questo pomeriggio in Consiglio regionale della Lombardia.
Al centro della decisione il famoso Pianalto della Melotta, antico geosito tutelato, all’interno del quale dovrebbe essere ampliata una cava già esistente.

A ben guardare, nel Piano ci sono alcuni aumenti di quantità estratte, qualche mantenimento e addirittura delle riduzioni. Quindi, saremmo anche d’accordo se non ci fosse un motivo per noi insuperabile, ovvero, argomento che ha tenuto banco in Commissione, la cava di argilla del Pianalto della Melotta, meglio conosciuta come cava Danesi, che insiste all’interno di un territorio sottoposto a 5 vincoli: Sic, Rete Natura 2000, Riserva naturale, geosito, Pgt. Come è possibile realizzare una escavazione all’interno di quest’area?

Che senso ha autorizzare in un sito di quel tipo 2milioni 100mila di metri cubi di escavazioni? In provincia di Cremona ci sono oltre 3 milioni di residui di argilla: che senso ha mettere lì una cava? Allora, modifichiamo, diamo pure la possibilità di scavare, ma non nel Pianalto.

Si tratta di una richiesta semplice, ma che non ha trovato riscontro. È vero che il Piano cave non si dovrebbe ridurre solo al tema della cava di argilla, ma è l’unica, in un panorama che non vede cave di recupero e addirittura delle riduzioni.
Mi fa specie la dichiarazione di Lena sulla manifesta inutilità del passaggio in Consiglio regionale del Piano: soprattutto su quelli che hanno durata decennale, è fondamentale. E mi fa altrettanto specie che Malvezzi lamenti il lavoro della struttura tecnica quando questa ha addirittura aumentato il quantitativo da scavare proprio per l’argilla. Mentre, quando parla di serietà delle aziende che intervengono, voglio solo ricordare che anche Arvedi è conosciuto come operatore serio, ma la Commissione non ha accolto la sua richiesta. Se poi andiamo a vedere, in passato la Giunta provinciale guidata dal centrodestra di Salini aveva incaricato l’Università Cattolica di fare uno studio sulla quantità di cavato necessaria e se oggi parliamo di milioni di metri cubi, allora, non molti anni fa, la previsione era da 45 a 69mila metri cubi fino al 2021. Oggi, considerato che abbiamo un residuo di 3milioni e una grossa cifra di nuove quantità, il Piano poteva benissimo essere approvato senza dare il via libera alla cava dentro il Pianalto. Teniamo, infine, conto che sono stati fatti diversi ricorsi contro questa cava – anche dal Comune di Romanengo che lo ha ritirato solo dopo aver cambiato colore politico –, non per principio, ma perché va contro uno sviluppo sostenibile.

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Parchi: la maggioranza ci ripensa

Il progetto di legge di riorganizzazione del sistema di gestione e tutela delle aree regionali protette si sta lentamente modificando, rispetto all’ipotesi iniziale, lungo un percorso molto sofferto, e si avvicina alla proposta, presentata anche in un convegno, del Gruppo regionale del Pd.

Come abbiamo ben spiegato nel convegno che abbiamo organizzato sabato scorso a Pavia, la nostra idea prevede la creazione di 16 ambiti regionali di sviluppo sostenibile, Ares, definiti su base territorialmente omogenea e con dei tempi precisi per la nomina del soggetto gestore per ognuno di questi. Oggi, il relatore di maggioranza ci ha presentato un’ipotesi del tutto diversa dalle precedenti e che contempla 9 macroaree che assomigliano ai nostri Ares, con un soggetto gestore per ogni ambito.

Non una proposta completamente aderente, ma abbastanza vicina: una razionalizzazione che si avvicina alla nostra, anche se con dei grossi punti di domanda; intanto, in questo caso, la maggioranza non ha stabilito dei tempi precisi, lasciando un po’ al caso la nuova riorganizzazione. Inoltre, alcune di queste 9 aree ci lasciano perplessi: non si capisce ad esempio perché la Valtellina venga sostanzialmente spezzata. Oppure, sempre in zona montana, due parchi separati da un passo che in inverno non è valicabile, dovrebbero appartenere allo stesso ambito con tutte le difficoltà del caso.

Tuttavia, è un primo passo che va decisamente più nella nostra direzione che in quella iniziale proposta dalla maggioranza. E che è stato riscritto, evidentemente in fretta e furia, negli ultimi giorni, forse proprio per dar soddisfazione a coloro che sono interessati alla novità e che stanno sposando la nostra idea e non certo quella del centrodestra.

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Riforma Parchi: sedici ambiti di sviluppo sostenibile

parco3Sedici ambiti regionali di sviluppo sostenibile, dove fare l’e-commerce dei prodotti tipici, non solo agricoli, e poter recuperare borghi storici o intervenire sui corsi d’acqua, sulla qualità dell’aria, sulla protezione del suolo. È l’idea di riforma dei parchi regionali del Gruppo regionale del Pd e del Patto Civico per Ambrosoli che abbiamo presentato oggi, sabato 15 ottobre 2016, in un convegno, tenutosi al Broletto di Pavia, e intitolato ‘Parchi: dalla tutela del territorio allo sviluppo sostenibile. La nostra proposta per la nuova legge sulle aree protette’.

Molti i relatori in una sala piena che è stata introdotta all’argomento da Giuseppe Villani, consigliere regionale del Pd, capogruppo in VI Commissione Ambiente e componente dell’VIII Commissione Agricoltura: questa riforma era attesa da tempo, soprattutto dai soggetti interessati. Ma oggi ci troviamo con due idee opposte: quella del presidente Maroni che vorrebbe far coincidere i nuovi parchi con i ‘suoi’ otto Cantoni; e quella dell’assessore all’Ambiente Terzi che vuole genericamente razionalizzare, ma di fatto sta demandando alle stesse aree protette il compito di decidere.

Pur avendo presentato 90 emendamenti, ci siamo accorti che rispetto alle idee e ai testi che circolano, non bastano, bisogna dare una scossa, sia per accelerare i tempi, sia perché gran parte dei concetti che vengono avanti non sono emendabili e non c’è possibilità di mediazione. Invece, noi abbiamo lavorato molto per arrivare a una proposta precisa che valorizzi le nostre aree protette. Siamo convinti che si possa fare e in questo chiediamo il conforto delle associazioni ambientaliste e dei parchi stessi.

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Domani a Pavia convegno su “parchi: dalla tutela del territorio allo sviluppo sostenibile”

“Parchi: dalla tutela del territorio allo sviluppo sostenibile. La nostra proposta per la nuova legge sulle aree protette” è il titolo del convegno, organizzato dal Gruppo regionale del Pd, con il Patto Civico per Ambrosoli, che si terrà domani, sabato 15 ottobre 2016, dalle 10 alle 13, nella sala del Broletto di Pavia.

I saluti introduttivi saranno portati da Massimo Depaoli, sindaco di Pavia, e Vittorio Poma, presidente dell’area vasta pavese. Al convegno interverrò insieme ai consiglieri regionali Laura Barzaghi e Michele Busi per la presentazione della proposta di legge sui parchi; Arturo Sergio Lanzani del Politecnico di Milano; Agostino Agostinelli, vicepresidente Ferderparchi nazionale; Marzio Marzorati di Legambiente; Giovanni Andrini, sindaco del Comune di Valverde e in rappresentanza del Plis del castello di Verde. Conclusioni affidate a Vittore Soldo, responsabile Ambiente Pd Lombardia. Modera Giuseppe Villani, consigliere regionale del Pd, capogruppo in VI Commissione Ambiente e componente della VIII Commissione Agricoltura.
Saranno presenti le associazioni ambientaliste, le categorie economiche e sociali, i sindaci e gli amministratori locali, i presidenti delle aree protette, professionisti e operatori interessati alla pianificazione e alla tutela del territorio.

La principale finalità della nostra proposta di legge è quella di favorire il passaggio per le aree protette da una funzione di esclusiva salvaguardia a una funzione di tutela e fruizione in sinergia con uno sviluppo sostenibile dei territori. Insomma, un’idea totalmente diversa da quella di semplice razionalizzazione della Giunta Maroni, che ora si trova persino in difficoltà e in impasse sulla propria proposta, ferma ancora una volta in Commissione Agricoltura. Invece, è assolutamente necessario valorizzare le peculiarità delle aree protette e favorirne un sistema integrato che preveda anche una razionalizzazione degli enti.

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Legge Parchi: rinviata ancora una volta

parco3Dopo l’ennesima frattura che sta portando a un nuovo impasse sul progetto di legge per la riorganizzazione del sistema lombardo di gestione e tutela delle aree regionali protette si evince che l’assessore all’Agricoltura e la maggioranza sono dei “dilettanti allo sbaraglio”.

Dovevamo presentare gli emendamenti entro oggi ed eravamo anche pronti, invece, all’ultimo, hanno spostato la data a lunedì 17 ottobre. Quindi, hanno portato più avanti anche la discussione in Aula del provvedimento, finora calendarizzato per martedì 25 ottobre.

Non è la prima e non sarà l’ultima volta che accade un pasticcio del genere. Ma questo significa che le azioni non sono collegate a un progetto di sviluppo del territorio, un obiettivo preciso, a una strategia condivisa. Insomma, si viaggia a vista. Avevano già rinviato la discussione una volta: di fronte alla seconda data avevamo fatto notare che, dopo le audizioni, si rendeva necessario rivedere il progetto di legge. E nell’ultima seduta di Commissione abbiamo caldeggiato un ulteriore rinvio della trattazione in Consiglio. Invece, ci è stato risposto che non era necessario, come in una sorta di sfida. Salvo, poi, non solo ritrovarsi divisi con il resto del popolo ambientalista e che rappresenta le aree protette, ma anche al loro interno. Ecco perché li definisco dilettanti allo sbaraglio.

Ma non staremo certo a guardare: i nostri puntuali emendamenti sono pronti, ma abbiamo anche una proposta di legge alternativa che verrà presentata tra pochi giorni, sabato 15 ottobre, a partire dalle 10, nella sala del Broletto di Pavia, durante un convegno sul tema ‘Parchi: dalla tutela del territorio allo sviluppo sostenibile’. Tra i relatori, oltre a noi che siamo i proponenti, vi saranno Federparchi, Legambiente, il Politecnico di Milano e parteciperanno le associazioni ambientaliste, le categorie economiche e sociali, gli amministratori locali, i presidenti delle aree protette.

La prima finalità di questa legge, dovrà essere quella di favorire il passaggio per le aree protette da una funzione di esclusiva salvaguardia a una funzione di tutela e fruizione in sinergia con uno sviluppo sostenibile dei territori. Insomma, un’idea totalmente diversa da quella di semplice razionalizzazione della Giunta Maroni.

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Smog: regione lavori con i Comuni

Bocciata dalla maggioranza di centrodestra, questo pomeriggio, in Consiglio regionale, la mozione sulle misure strutturali contro l’inquinamento, presentata dal Gruppo regionale del Pd.
“Alcuni passi avanti sono stati fatti, ma dobbiamo fare di più – aveva detto Giuseppe Villani, consigliere regionale del Pd e capogruppo in VI Commissione Ambiente, presentando la mozione di cui era primo firmatario –. Da soli, i Comuni possono attuare alcune iniziative, ma poi non hanno le forze o non riescono a coordinarle come dovrebbero. Serve la presenza di Regione Lombardia”.

Ma a essa chiedevamo impegni ben precisi e costanti nel tempo e nella modalità: vogliamo impegnare la Giunta ad assumere in primo luogo e con decisione, un ruolo più efficace nel contrasto all’inquinamento dell’aria nell’ambito dell’azione congiunta delle Regioni del Bacino Padano con i 5 Ministeri interessati; a predisporre strumenti strutturali relativi alle politiche in tema di trasporto pubblico locale, in particolare finanziando la messa in servizio di nuovi bus ecologici prevalentemente elettrici, dando indicazioni alle Agenzie per il Tpl di adottare piani del traffico che prevedano espressamente gli obiettivi di riduzione dell’immissione in aria di sostanze inquinanti e di prevedere nell’adozione dei bandi di gara per l’assegnazione dei servizi criteri premiali per la valorizzazione delle percentuali di mezzi ecologici delle rispettive flotte per lo svolgimento dei servizi. Alla Giunta chiediamo anche linee guida per Piani Urbani di Mobilità; efficienza energetica degli edifici pubblici e privati; tipologie di combustione; limitazione delle emissioni in aria delle industrie e nel settore agricolo; attuazione della proposta di Protocollo avanzata da Anci; predisposizione del Piano clima e del Piano per l’adattamento ai cambiamenti climatici.

In sostanza, l’indirizzo non può dipendere solo dall’assessorato all’Ambiente, ma è un lavoro d’equipe che va portato avanti da tutta la Giunta regionale, assieme alle Giunte delle città lombarde e al Governo. Invece, vediamo insufficienza nelle azioni strutturali che vanno messe in campo, non tanto per colpa di chi sta governando ora, ma di chi in passato non ha attuato queste azioni. Ad esempio, sul tema della mobilità non c’è integrazione ferro-gomma, in gran parte dei territori lombardi si è obbligati a usare l’auto. L’obiettivo è rigenerare i centri urbani delle città e gli edifici pubblici e privati, partendo dai trasporti e dall’efficientamento energetico.

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